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L'EPILOGO
Di Franco Bartoli

Resoconto finale sul Campionato Italiano SBK

L’avventura è finita: con le ultime due gare, svoltesi a Misano, a fine agosto, e a Vallelunga, a metà settembre, la nostra esperienza con le quattro valvole derivate di serie è giunta alla sua conclusione. Con un discreto crescendo, direi: da segnalare, infatti, l’ottavo e il settimo posto ottenuti nelle ultime due gare. Tutto ciò ci ha consentito, nella classifica finale assoluta, di ottenere un’ottava posizione con 29 punti.
Il rammarico evidente è per quella gomma che ci ha abbandonato a Imola, costringendo Liverani al ritiro, altrimenti si poteva “agguantare” un’altra posizione in classifica. Che i miglioramenti ci siano stati lo dimostra anche la gara di Vallelunga, dove siamo andati a gareggiare due volte, la prima il 4 di luglio, la seconda il 12 settembre: la prima volta abbiamo concluso la gara con un totale di 27 minuti e 23 secondi, contro i 27’ 07” ottenuti nel secondo round svoltosi sul circuito capitolino.
Sedici secondi non sono pochi e viene quasi il rammarico che il campionato sia finito qui: in effetti siamo andati in progressione (decimi al Mugello e a Vallelunga, ottavi a Misano, settimi ancora a Vallelunga). In pratica, abbiamo scontato un po’ il nostro noviziato e ora saremmo pronti a sfruttare l’esperienza e fare un bel campionato nel 2005. Però…, ci sono sempre dei però: il Superbike Italiano è un impegno troppo gravoso per chi, come noi, lo effettua nel tempo libero, in modo non professionistico (però professionale, visti i risultati comunque raggiunti).
Infine, c’è bisogno di un bel “pacco” di soldini che non è assolutamente facile trovare e anche questo ci distoglie dai nostri impegni lavorativi.
Insomma, siamo giunti a un punto, direi quasi una svolta: o ci trasformiamo in un vero e proprio team, riconoscendo a tutti il compenso economico necessario, oppure lasciamo perdere e ci dedichiamo a qualcosa di più soft.
Comunque non è detta l’ultima parola, può sempre darsi che all’orizzonte appaia qualche Cavaliere Azzurro che ci dia quelle risorse indispensabili per fare il grande passo. Di questa stagione, comunque, ci rimarrà il ricordo dell’incredibile potenziale della nostra Ducati 998 RS che si è dimostrata moto affidabile e potente: spesso, infatti, il nostro Giamma risultava fra i primi come velocità massima.
Insomma, gli anni passano, ma questa moto ha veramente ancora molto da dire, almeno in un campionato nazionale. Noi, poi, l’abbiamo trattata bene, facendo tutte le revisioni al momento giusto (anche se costano un occhio della testa…) affidandola alle mani di Fabrizio Malaguti, motorista di Ducati Corse. Al resto (ovvero a quasi tutto) ci ha pensato il nostro Giorgio Tedioli, all’inizio un po’ spaventato dal passaggio dai 90 cavalli della Bimota dell’anno scorso ai 180 della Ducati!
All’inizio, dicevo, in quanto poi ci ha preso gusto e ha dimostrato tutta la sua abilità, mettendo a punto la moto praticamente a “orecchio”, visto che non disponevamo di telemetria. Nel suo compito è stato validamente aiutato da Massimiliano Pintori e Valerio Tomba, due meccanici sempre pronti a rispondere ai rimbrotti di Giorgio, il cui umore, quando si tratta di lavorare nel box in prossimità della gara, ricorda molto da vicino una perturbazione atlantica!
Che dire poi di Marcello Liverani, il babbo del Giamma. Senza di lui saremmo ancora lì a chiederci come montare la hospitality, dove mettere il camion, come risolvere questo e come risolvere quello. In termini pomposi, il suo compito è stato quello della logistica, in termini pratici, ci ha tolto dagli impicci.
Così come ci ha risolto non pochi problemi il vulcanico Claudio Pacifici, titolare della Techna Racing, che ci ha messo a disposizione la sua struttura e la sua esperienza, condita da simpatia e buon umore.
Per la sua presenza e per cose che sappiamo solo noi, ma che sono state veramente indispensabili per fare quello che abbiamo fatto, una genuflessione al cospetto di Roberto Rimorini.
Visto che, poi, l’uomo non vive di solo olio motore, un monumento va fatto a Franco Rabiti e Maurizio Montani, i due cuochi del team. Senza i loro manicaretti i nostri fine settimana sarebbero stati ben più tristi, i nostri meccanici meno efficienti e il nostro pilota molto più lento.

A proposito, rimane lui, il Giamma. Che dire: senza quasi mai provare la moto, rimediando con la sua esperienza e disponibilità al nostro budget limitato, ha dimostrato di essere, oltre che un pilota veloce, anche bravissimo nella messa a punto della moto, pur non disponendo di nessun dato o riferimento. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
Poi ci sono i nostri sponsor tecnici: Pirelli, HPE, Bitubo, Pistal Racing, TNK Motors, Ipone, Poletti, Desmoshop, Ferracci e Syneco. Senza di loro non saremmo andati da nessuna parte, così come saremmo rimasti sprofondati nei nostri divani senza il supporto economico e di simpatia dei nostri amici della Carbon Dream e della Nuova Lito. Un grazie anche ad aziende come la New Group, la Netcom e la Electronics System per il loro sostegno prezioso.
Visto quante persone, aziende e cose smuove un anno in Superbike? Sembra incredibile, ma dietro quelle cinque gare si cela un insieme di persone e passione che è semplicemente grandioso: una disponibilità a 360 gradi, una dedizione assoluta per le moto, soprattutto quando sono rosse, hanno due cilindri e si chiamano Ducati.
Sto diventando pomposo e retorico? Bon, la finisco qui: prima però dedico un saluto finale al mitico Morri, che il prossimo anno lascerà l’organizzazione del CIV. Anche a Vallelunga ci ha insultati, chiamandoci “Branco di ignoranti” per aver parcheggiato il camion dove i suoi uomini ci avevano detto di parcheggiarlo. Grande, ci mancherà…


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