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TESTA ALTA

Le novità Guzzi viste all'Eicma


Miguel Galluzzi e Pierre Terblanche hanno distillato l’anima di Moto Guzzi e vi hanno idealizzato intorno tre motociclette da sogno, tre concept bike che uniscono la tradizione del bicilindrico a un design innovativo e interessante. Alla fine, sono state forse queste tre proposte a rivelarsi le novità più coinvolgenti dell’Eicma 2009, tanto da aprire scenari carichi di aspettative per la Casa di Mandello del Lario. Una ventata di aria fresca che arriva in un momento decisivo per l’azienda lombarda la quale, dopo essere stata oggetto di voci che mettevano in forte dubbio il suo futuro, esce viceversa a testa alta dall’ultimo Salone di Milano. Ecco dunque tre prototipi sviluppati intorno al bicilindrico a quattro valvole da 1200 cc, con il suo schema a V di 90°, a battezzare le moto con la sigla V12. Con esse, Galluzzi e Terblanche....>>>clicca qui per leggere l'articolo

 


LA NOTTE E' FINITA
La Alba by Millepercento
di Lorenzo Miniati

Qualche anno fa, all’interno dell’autodromo di Brno, nella Repubblica Ceca, abbiamo avuto modo di realizzare un lunga intervista con Giuseppe Ghezzi, padre della MGS-01 e oggi impegnato nel progetto Alba con la Millepercento. All’epoca, interrogato in merito alla parte stilistica della MGS, Giuseppe ci disse che quella moto era senza dubbio la più bella tra quelle che aveva realizzato fino a quel momento, ma che riguardandola, avrebbe saputo già dove intervenire per renderla ancora più bella dal punto di vista estetico. Abbiamo pertanto voluto iniziare questa nuova chiacchierata con Ghezzi partendo proprio da quella domanda, riformulata alla luce del suo ultimo progetto, la Alba appunto. Essa rappresenta dunque quell’insieme di migliorie che il tecnico lombardo avrebbe voluto trasferire sulla MGS? Ecco la risposta di Giuseppe: “Innanzitutto, bisogna specificare... >>>clicca qui per leggere l'articolo



DUE PIU' DUE
I bicilindrici Guzzi a quattro valvole
di Stefano Ferrigno

La parabola vitale della Moto Guzzi Sport si sviluppò nell’arco di un quinquennio, rimanendo in produzione dal 1923 al 1928. Anticipò la Sport 14, che dalla sua comparsa le concede l’opportunità di poter aggiungere alla denominazione Sport il numero 13. Da sempre considerato il numero fortunato, in questo caso andò a indicare una priorità cronologica senza apparire in alcun documento della Casa di Mandello del Lario. Prodotta in 4107 unità, all’ingresso sul mercato costava 8750 lire, destinate a salire a 9750 qualora si fosse optato d’impreziosirla con l’impianto d’illuminazione Bosch fornito di dinamo da 30 W e batteria. Veniva offerta anche abbinata al carrozzino ed erano proposti alcuni optional come il paragambe e il fanale ad... >>>clicca qui per leggere l'articolo


 

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