COME 30 ANNI FA
Fra le tante e piacevoli iniziative che Moto Guzzi e il suo club ufficiale stavano organizzando in questo periodo ce ne era una in particolare che accendeva la nostra fantasia di mototuristi: niente di meno che una cinque giorni in giro per l’Europa con meta finale, udite udite, alla Bikers Classic, uno dei più importanti appuntamenti d’epoca che si svolge (non proprio dietro l’angolo) a Spa Francorchamps, in Belgio. Una volta che è arrivato l’invito per la partecipazione dal nostro Antonio Idà, ovvero colui che organizza, per conto del Moto Guzzi World Club, tutti i vari eventi, ci è stato difficile dire di no: quindi abbiamo risposto di sì! Appuntamento fissato per mercoledì sera, il 9 giugno, in quel covo di autentici guzzisti che è il Ristorante Al Verde di De Marcellis, proprio sopra Mandello. Al mattino dopo, passaggio in Moto Guzzi per il ritiro della moto che ci è stata assegnata per il viaggio, ovvero una splendida V7 Classic: non proprio la moto ideale per fare 2300 Km in pochi giorni, ma a “caval donato...”. Intanto, facciamo la conoscenza con gli altri partecipanti del gruppo: siamo in 11, una bella pattuglia, più i passeggeri. Tutti guzzisti, ovviamente, con modelli fra loro diversi, più o meno adatti alle lunghe percorrenze, ma tutti guidati da piloti che non temono le distanze: una compagnia che si rivelerà perfetta, per simpatia e opinioni motociclistiche! Anche il numero si rivelerà giusto: né troppi, che renderebbero difficoltosa l’organizzazione di partenze e rifornimenti, né pochi da essere un gruppo risicato. E’ anche l’occasione per fare la conoscenza con gli amici della Mototouring, Enrico e Fabrizio, che ci seguiranno in questa piccola avventura: il primo al nostro seguito sul furgone di supporto, il secondo come guida del gruppo. Dopo 80 Km di autostrada, scambio due chiacchiere con l’altro giornalista presente, dotato di una V7 Café: scopro che non si trova bene e, in modo del tutto disinteressato, gli offro la mia Classic: accetta, e da quel momento non ne cederò più la guida! Oddio, non è che si sia dimostrata un mostro di comodità, ma sicuramente più adatta della Classic, con la sua posizione di guida eretta, senza il minimo riparo aerodinamico, così da essere delle specie di spinnaker! La Café, invece, con i suoi mezzi manubri e la sua posizione di guida simil-sportiva, consente un’impostazione di guida più riparata, con la possibilità di sdraiarsi sul serbatoio e riposare così ogni tanto schiena e braccia. Tornando alla cronaca, il primo giorno abbiamo effettuato, tanto per gradire, circa 500 Km, arrivando alla concessionaria Moto Guzzi di Lione, dove ci aspettava un bell’aperitivo e il saluto dei guzzisti locali. L’aspetto che ci ha piacevolmente colpito di questo tour è stata proprio l’organizzazione: dall’assistenza della Mototouring, alle visite nelle varie concessionarie locali, fino alla sorpresa finale pensata da Moto Guzzi a Spa. Anche il modo di organizzare il tragitto si è dimostrato intelligente, alternando autostrada (indispensabile visto che comunque bisognava fare tanti chilometri) e statali, per rendere meno noioso il viaggio. E’ proprio in questo secondo frangente che la V7 Café dà il suo meglio: grazie alla sua leggerezza e agilità si destreggia perfettamente sulla statale del Moncenisio del primo giorno, come in tutte le altre situazioni stradali affrontate nel viaggio; con gomme meno “de fero” di quelle di serie, siamo sicuri che sarebbe in grado di dare le dovute soddisfazioni anche all’utente più sportivo. Si è comunque rivelata un’ottima moto, sempre affidabile, che non ha mai perso un colpo nonostante i molti chilometri, spesso fatti a notevole velocità (sempre in rapporto con il mezzo, ovviamente). Il secondo giorno è quello del trasferimento a Digione, dove arriviamo a mezzogiorno: pranzo pantagruelico nella concessionaria locale (veramente simpaticissimi), dove ci rimpinzano di formaggi e specialità locali, accompagnate da deliziose bottigline di vino, tutte di altissimo livello. Gli effetti si vedono subito nella ripartenza per Metz: andatura molto più allegra del solito, con qualche simpatica esuberanza! Anche in questo caso, una volta arrivati a Metz, tappa finale del secondo giorno, il contachilometri ha aggiunto altri 500 Km ai precedenti.
Il terzo giorno, sarà di riposo: solo 300 Km per arrivare a Spa, in Belgio, ma passando dal Lussemburgo; ecco un’altra caratteristica di questo viaggio: in pochi giorni, contando anche la Germania e la Svizzera, attraversati al ritorno, il nostro tour ha toccato ben 6 nazioni europee. Sul circuito ci attende tutto il fascino della Bikers Classic e la perfetta organizzazione della Moto Guzzi: un pass e una zona paddock tutta per noi, il pomeriggio libero per girare tutto il grandissimo autodromo a mascella aperta in ammirazione delle bellissime moto che saranno partecipi delle numerose gare previste nel weekend. Nel programma, la parte del leone la recita senz’altro la 4 Ore di Endurance d’Epoca, che vede al via ben 10 equipaggi con Guzzi (vedi box in queste pagine), ma gli eventi previsti sono moltissimi, così come le marche e le tipologie di moto. La caratteristica essenziale della Bikers Classic, tuttavia, è senz’altro la presenza di campioni del passato che prendono parte alle gare con le loro moto dell’epoca. Quest’anno, tanto per gradire, c’erano Giacomo Agostini, Jim Redman, Phil Read, Rod Gould, Dieter Braun, Jan de Vries, Mario Lega, Hugh Anderson e Pierpaolo Bianchi: vi sembra poco? Non solo campioni, però, in quanto vi sono almeno 6 classi in cui partecipano piloti di tutti i livelli, anche di livello amatoriale: se la birra non ci ha fatto un brutto effetto, abbiamo contato anche più di 100 partecipanti in contemporanea in pista! Il risultato è impressionante, il colpo d’occhio è maestoso, anche grazie all’incredibile spettacolarità del circuito belga, con i suoi incredibili saliscendi, le curve velocissime: un vero tempio della velocità. La sera del sabato inizia con la partenza, alle 20, della gara di Endurance ed è qui che la Guzzi ha compiuto il suo colpo magistrale: cena organizzata al ristorante sotto la mitica salita dell’Eau Rouge, dove vediamo sfilare i “pazzi” che prendono parte alla gara: all’inizio li osserviamo sfilare nel chiaro della sera, ma ben presto notiamo solo delle scie luminose che si arrampicano su per la micidiale salita. L’atmosfera che si crea, fra il rombo di motori di trent’anni fa e l’incessante passaggio delle moto (anche qui non scherzano: alla partenza c’erano ben 70 equipaggi!), rende tutto irreale, trasportandoci, come per magia, in un’epoca lontana, dove piloti e moto erano l’emblema del coraggio e della passione, dove il sacrificio era l’essenza stessa del motociclismo. E’ sincera ammirazione quella che accompagna le gesta dei piloti lanciati, nel buio più assoluto, rischiarato solo dalle luci in dotazione delle moto, nelle veloci curve del circuito; fra loro non solo piloti esperti, ma anche semplici appassionati, come testimoniano i tempi sul giro: a loro, se possibile, ancora più ammirazione! Domenica ci attende un’altra sorpresa, che si somma a quella di continuare ad assistere alle gare che si susseguono incessantemente. Tutti i guzzisti presenti all’evento, più di trecento e provenienti da tutta Europa, hanno la possibilità di fare due giri di pista! Certo, dietro la safety car, probabilmente a velocità da crociera, ma volete mettere la possibilità di raccontare un giorno al proprio nipotino: “Ebbene sì, a Spa Francochamps ho girato poche ore dopo Giacomo Agostini e Phil Read!” ovviamente tacendo al pargolo le modalità di tali giri! Alle 13, quindi, si entra in pista in un clamore di clacson e felicità guzzista, ed è qui che protagonista diventa il pilota della safety car: altro che velocità da crociera! Pigia forte sul’acceleratore, tanto che la Café, nelle salite e nei rettilinei più lunghi, non ce la fa a stargli dietro. Così, chi vuole si fa la parata, gli altri smanettano gioiosi per due giri: che goduria! Siamo pronti per il ritorno che, anche se lungo altri 800 Km, viene affrontato con il sorriso, la soddisfazione di aver fatto una cosa che si sognava da tempo e l’idea ben chiara sulla frase che avrebbe chiuso quest’articolo. Ovvero: “Se Moto Guzzi organizza di nuovo un evento simile, siete dei pazzi se non ci andate!”
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