
LA V7 VA DI CORSA
In anteprima, la V7 Racer
Esattamente come accadde durante gli anni Settanta con la prima V7, la “replica” ripropone l’uscita di alcune versioni speciali, che ne esaltano lo stile classico e, perché no, come in questo caso, anche l’indole sportiva. Si chiama Racer l’ultima V7 in ordine di apparizione ed è destinata agli appassionati del genere vintage con il pallino per lo stile italiano. Questo modello nasce infatti ispirandosi alla storia agonistica della V7 Sport, una tra le moto più ammirate, all’epoca, nella categoria “Derivate di Serie” all’interno delle competizioni riservate ai gentleman rider, quelle che vedevano un’accesa rivalità tra i sostenitori delle moto giapponesi, potenti ma difficili da guidare per via della ciclistica non all’altezza, e quelli delle sportive italiane, in debito di cavalleria, ma....>>>clicca
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PENSIONATA DI LUSSO
Una ex moto da corsa protagonista di tante vittorie nell'Endurance
di Lorenzo Miniati foto Paolo Grana
Immaginate una moto che corre per tanti anni, si batte in pista fino all’ultima curva, viene sottoposta a continui aggiornamenti tecnici e, al termine di una lunga e prestigiosa carriera, viene messa a riposo, non prima di averle confezionato un “vestito” tutto nuovo, forse addirittura più bello di quello che aveva quando era in attività. Nel caso di questa Le Mans II, posseduta e guidata da Bernardo “Nando” Valentini del Classic Racer Club di Roma, è andata più o meno così. Un gesto, quello del tecnico-gentlemen rider laziale, che sottolinea la grande affezione nei confronti di un mezzo che lo ha accompagnato in tante competizioni, sia in Italia che all’estero. “Originariamente, – spiega Valentini – la moto aveva il telaio nero e le sovrastrutture rosse. Poi, però, quando ho smesso di correre l’ho riverniciata tutta!” La principale modifica tecnica che Bernardo ha... >>>clicca
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FRENATA SICURA
L'impianto frenante e la sua manutenzione
di Stefano Ferrigno
Come recitava un certo slogan anni fa: “La potenza è nulla senza controllo”. In quel caso ci si riferiva in particolare all’assetto della motocicletta, ma l’efficace assunto può essere ben trasferito alle capacità frenanti della nostra due ruote. Inutile cercare le prestazioni se non si dispone di adeguate soluzioni tra dischi e pinze, sufficienti a garantire spazi di arresto il più ristretti possibile. Tanta potenza porta infatti inevitabilmente a raggiungere velocità ragguardevoli con rapidità e quindi la necessità di poter governare la moto in sicurezza in caso di emergenza o semplicemente all’approssimarsi della curva successiva. A voler ben vedere, questa necessità prescinde dal disporre di una copiosa cavalleria, poiché un ostacolo imprevisto, oppure una curva troppo vicina, rappresentano lo stesso pericolo sia a bordo di una tranquilla... >>>clicca
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