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SIDE BY SIDE
Un Cardellino in versione a tre ruote
di Giorgio Scialino


Grazie alla sua enorme diffusione, alla sua robustezza e alla grande affidabilità, il Guzzino (e anche il Cardellino) è stato oggetto di numerose elaborazioni e di vari adattamenti da parte di ingegnosi tecnici privati, per lo più autodidatti.
Ci sono stati comunque anche interpretazioni e utilizzi impensabili proposti sia dalla Casa Madre che allestiti da intraprendenti concessionarie.
Tra questi è doveroso segnalare la motozappa con il motore Guzzino, ma anche la trasformazione da due a quattro tempi ad opera di alcuni privati.
A testimonianza del fatto che, all’epoca, il piccolo Moto Guzzi era tra i mezzi più diffusi e anche tra i più adattabili alle varie esigenze, ci sono moltissime trasformazioni artigianali in motofurgoncino sopravvissute fino ai giorni nostri.
Un’altra versione, allestita da parte di intraprendenti concessionari, fu il Guzzino dedicato all’utenza femminile. Questo modello era allestito su un telaio che ricordava quello delle biciclette da donna, ed era stato pensato sia per le rappresentanti del gentil sesso, sia per i numerosi preti di paese che all’epoca vestivano perennemente la tonaca e, spesso, trovavano nella piccola motoleggera Guzzi il modo più idoneo per spostarsi. La variazione più diffusa, comunque, era sicuramente quella atta a trasportare un passeggero, visto che ai tempi il mercato dell’automobile non era ancora decollato.
Questa necessità veniva soddisfatta semplicemente attraverso l’installazione di una sella supplementare o – più sportivamente – di un sellone più lungo in grado di accogliere anche una seconda persona.
La versione sidecar del Guzzino è stata allestita, a livello pressoché artigianale, da due o tre aziende che, tuttavia, hanno venduto pochissimi esemplari. Sebbene prima dell’introduzione del nuovo codice della strada, avvenuta nel 1959, non vi fossero particolari problemi di omologazione per trasformazioni di questo tipo, appariva abbastanza evidente che questo non era il mezzo più adatto per trainare un carrozzino.
Il motore, infatti, seppur robusto, aveva una cilindrata che variava da 65 a 73 cc, sufficienti per un motofurgoncino, che spesso veniva utilizzato per trasportare materiale nel raggio di distanze molto ravvicinate, ma insufficiente per un mezzo concepito per spostamenti più lunghi come una moto con sidecar.

 

Il modello del nostro servizio è stato realizzato utilizzando un Cardellino Lusso di 73 cc perfettamente restaurato, con cilindro in ghisa e cambio a tre marce a pedale.
Tutta la parte riguardante il motociclo è perfettamente originale, l’unica eccezione riguarda la trasmissione finale, dove il pignone conta un dente in meno e prevede quindi 15 denti anziché 16, mentre la corona rimane di 48 denti. “Accorciare leggermente i rapporti – spiega il proprietario – è stata una modifica necessaria anche se il sidecar risulta alquanto leggero.”
Il telaio del sidecar è stato disegnato e costruito dal proprietario stesso. La struttura è fissata alla moto mediante due bretelle curve, quella anteriore ancorata al telaio appena più indietro del cannotto di sterzo, quella posteriore, invece, imbullonata al telaio nella zona sottosella.
Un altro tubolare tondo è ancorato sotto le pedane poggiapiedi e posizionato perpendicolarmente all’asse della moto e si lega poi in più punti con le altre parti della struttura e alla sua estremità, in posizione lievemente rialzata, è fissato il forcellone che ospita la terza ruota, identica alle altre due.
Come si evince, la sospensione lavora mediante l’estensione di due molle, mentre il comfort del carrozzino è ulteriormente perseguito attraverso due molle che lavorano in compressione nella parte posteriore, con la parte anteriore incernierata in modo che il movimento di assorbimento delle asperità del manto stradale sia soltanto verticale.
La splendida silhouette del carrozzino in alluminio è stata conseguita utilizzando l’affusolata parte anteriore di un aeroplano ultraleggero, cui il proprietario del mezzo ha abbinato una parte posteriore costruita ad hoc, utilizzando lamiera d’alluminio dello stesso spessore lavorata artigianalmente.
Per contenere il peso, anche l’interno è all’insegna dell’essenzialità: un sedile in gommapiuma rivestito in tappezzeria nera e un corrimano in gomma che segue la parte superiore del carrozzino sono infatti gli unici accessori.
La costruzione del Cardellino sidecar è stata ultimata nel 2002, dopo quasi 300 ore di lavoro.
Da allora il mezzo è attivo e funzionante e non è raro che venga richiesto in prestito per qualche cerimonia nuziale.
La sua velocità di punta? Supera di poco i 50 Km/h.




 


 

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