
CAFFE' ESPRESSO
Prova della V7 Classic Café
di Lorenzo Miniati - foto Fabrizio Porrozzi
Roma – Fermi al semaforo, magari durante il mattino di una giornata feriale, la V7 Café fa respirare aria di libertà. La stessa, che negli anni Settanta, condita da tutti gli eccessi del caso, si respirava in sella a una moto di medesima impostazione, anche se innegabilmente di altro fascino. Sella monoposto, pedane arretrate, semimanubri e niente carenatura: ecco la ricetta per sentirsi un vero biker alla vecchia maniera. Il casco, però, è meglio metterlo (integrale e pure ben allacciato), non come si faceva una volta, quando nella migliore delle ipotesi si portava una scodellina in testa oppure si andava direttamente con i capelli al vento! Eppure, questa Café non è una moto da duri e puri, anzi, si posiziona come entry level al fianco della versione Classic e della Nevada. Un mezzo facile da usare, relativamente....>>>clicca
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VINTAGE A TUTTO GAS
Belle e veloci: sono le Guzzi del Team Taurus
di Andrea Baffigo
Due cavalli di razza, due bicilindriche italiane pronte a “scatenare l’inferno”, come direbbe Guido Meda, nel campionato delle vecchie glorie. Due moto d’epoca con oltre trent’anni alle spalle, ma che sanno ancora ruggire, soprattutto se tra le mani di piloti che danno gas, generano spettacolo e ancora bagarre. Le due Moto Guzzi del Taurus Team Racing sono pronte per partire per Cartagena, la quarta tappa del Campionato Internazionale Vintage Endurance, iniziato lo scorso 7 febbraio. Proprio durante la prima gara il team ha guadagnato un’importante vittoria, poi un guasto e il terzo posto nella gara di Rijeka. Un piazzamento festeggiato dai due piloti, Oreste Zaccarelli e Samuele Sardi, ma anche dal team manager, il torinese Bruno Garella. Per la prossima tappa del campionato... >>>clicca
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IL 13 DI MANDELLO
La Moto Guzzi Sport 500
di Giovanni Battista De Nisi
La parabola vitale della Moto Guzzi Sport si sviluppò nell’arco di un quinquennio, rimanendo in produzione dal 1923 al 1928. Anticipò la Sport 14, che dalla sua comparsa le concede l’opportunità di poter aggiungere alla denominazione Sport il numero 13. Da sempre considerato il numero fortunato, in questo caso andò a indicare una priorità cronologica senza apparire in alcun documento della Casa di Mandello del Lario. Prodotta in 4107 unità, all’ingresso sul mercato costava 8750 lire, destinate a salire a 9750 qualora si fosse optato d’impreziosirla con l’impianto d’illuminazione Bosch fornito di dinamo da 30 W e batteria. Veniva offerta anche abbinata al carrozzino ed erano proposti alcuni optional come il paragambe e il fanale ad... >>>clicca
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