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VINTAGE A TUTTO GAS
Belle e veloci: sono le Guzzi del Team Taurus
di Andrea Baffigo


Due cavalli di razza, due bicilindriche italiane pronte a “scatenare l’inferno”, come direbbe Guido Meda, nel campionato delle vecchie glorie. Due moto d’epoca con oltre trent’anni alle spalle, ma che sanno ancora ruggire, soprattutto se tra le mani di piloti che danno gas, generano spettacolo e ancora bagarre. Le due Moto Guzzi del Taurus Team Racing sono pronte per partire per Cartagena, la quarta tappa del Campionato Internazionale Vintage Endurance, iniziato lo scorso 7 febbraio. Proprio durante la prima gara il team ha guadagnato un’importante vittoria, poi un guasto e il terzo posto nella gara di Rijeka. Un piazzamento festeggiato dai due piloti, Oreste Zaccarelli e Samuele Sardi, ma anche dal team manager, il torinese Bruno Garella. Per la prossima tappa del campionato è stato richiesto un intervento, semplice ma fondamentale: il faro anteriore, visto che la gara si disputerà in notturna. Il capo meccanico Carlo Cagnani e gli altri meccanici del team hanno effettuato la modifica e poi si sono concentrati sulla messa a punto, di entrambi i motori. La moto ufficiale è una Guzzi T3 del 1978, mentre il muletto, si fa per dire, è una V7 Sport del 1974. Le carene sono state preparate dalla ditta Europlastic di Forlì e il colore rosso e bianco rende le moto ancora più sportive; in bella vista il numero 44 e il logo, con il toro, del Taurus Team Racing. La scelta dei componenti si rivela fondamentale anche nel campionato Endurance, dove a bellissime moto storiche come queste è richiesto il massimo delle prestazioni, ma anche costanza, visto che le gare sono molto lunghe e durano anche diverse ore. La T3 monta una forcella Kayaba con steli da 41 mm e ammortizzatori posteriori Koni. Il regolamento prevede di poter cambiare la forcella e metterla nuova, senza però installare un modello regolabile. Nuove sospensioni anche per la V7, questa volta però è stata adattata una forcella Marzocchi con steli da 38 mm di diametro. L’impianto frenante anteriore di entrambi i modelli è stato mutuato da quello, più sportivo e performante, di due Le Mans, ovviamente sistemato e riadattato. Da notare anche la diversa pozione delle pinze dei freni, che devono obbligatoriamente essere, per regolamento, a due pistoncini. Il disco del freno posteriore, invece, è uguale a quello dei modelli originali. La Moto Guzzi numero 44 presenta una modifica strutturale abbastanza comune in questi esemplari preparati per le corse: il taglio di una parte della culla del telaio. In questo modo, la moto è più rigida e i piloti la preferiscono rispetto alla guida della V7, racconta Carlo Cagnani, capo meccanico che dal 2008 segue personalmente il Taurus Team Racing, ma che ha iniziato presto a lavorare con le moto e ha un’esperienza trentennale: già nel 1977, infatti, faceva il preparatore per un team. Anche il motore ha subìto un’accurata opera di messa a punto, anche se rimane quello originale. Il bicilindrico Made in Mandello è stato rivitalizzato con pistoni CPS e con cilindri da 88 mm di alesaggio (anche se in realtà Cagnani sta già lavorando su quelli da 94 mm). Sostituito anche l’albero a camme, con un modello di Bruno Scola, e le bielle, che adesso sono Carrillo. Il disco della frizione originale è stato cambiato con uno sinterizzato e anche i rapporti del cambio sono ora a denti dritti. Il vecchio volano, invece, ha lasciato il posto a una nuova unità in ergal.



 

Il risultato? “Difficile dirlo con esattezza senza banco prova, ma siamo intorno agli 85 cavalli”, racconta Carlo. Il motore di questa Guzzi del 1978 gira fino a 8200 giri e il peso è di 180 Kg. Prestazioni di tutto rispetto, dunque, paragonabili a quelle di alcune moto con trent’anni di meno, e neanche tutte! I doppi scarichi della T3 sono artigianali e hanno un sound esuberante, pieno e cupo, che diventa un tutt’uno con le vibrazioni dei due grossi cilindri; alla V7, invece, è stata applicato uno scarico due in uno, dal suono più secco, anche questo di fattura artigianale. Le pedane di entrambe le moto sono state prodotte in “casa Taurus” e ricavate dal pieno, così lucide da dare un tocco di modernità al mezzo. Differenti, invece, le ruote: la T3 monta un cerchio anteriore con una larghezza del canale di 2,5 pollici, mentre quello dietro è da 3,5 pollici. Ruote un po’ più piccole per la V7, con una larghezza di 2,15 pollici davanti e di 3 pollici dietro. “Oltre a mettere a punto le moto, il difficile è trovare i pezzi di ricambio. - racconta Carlo Cagnani - Il problema è che tante parti non si possono comprare in negozio. Ricambi nuovi non si trovano più, quindi bisogna girare per mercatini e rivolgersi ad amici e conoscenti per un usato in buone condizioni e motori con pochi chilometri. Durante la gara di Adria abbiamo rotto il motore, ma adesso le moto sono state messe a posto e vanno forte. Per le prossime gare speriamo di far bene e di tornare sul podio!” Nel podio ci spera anche Bruno Garella, team manager del Taurus Team Racing, da due anni impegnato con le sue Moto Guzzi nel Campionato Vintage Endurance. La sua passione per le corse e le moto, tuttavia, ha origini lontane: già nel 1988 era a capo del Team Taurus, che correva nella categoria Sport Production. Poi la struttura si è trasformata nel Garella Racing Team, con piloti illustri e risultati importanti in tanti altri campionati. “Adesso il team si chiama di nuovo Taurus Team Racing. - racconta Garella - E’ una sorta di revival in onore anche di questi due bolidi d’epoca, che corrono ancora forte.” Questa nuova avventura con due vecchie glorie da corsa è iniziata nel 2008, ma durante il primo campionato il team ha avuto dei problemi e disputato solo tre gare; quest’anno, quindi, le aspettative sono maggiori, anche per l’arrivo dei nuovi piloti, Oreste Zaccarelli, Samuele Sardi e Davide Rossi. “Vintage anche loro”, scherza Bru-no, ma più abituati alla guida di moto d’epoca. A parte la spesa iniziale, l’investimento per partecipare al Campionato Internazionale Vintage Endurance si aggira intorno ai 15.000-20.000 Euro a stagione, racconta il team manager del Taurus Racing. Solo le gomme per partecipare a una singola corsa costano all’incirca 500 Euro. Una spesa approssimativa per difetto e che non tiene conto delle spese per mezzi e attrezzature teniche. Proprio ricordando gli inizi di quest’avventura, dal sapore racing un po’ retrò, il signor Garella racconta di aver comprato la prima Guzzi del team proprio da Carlo, poi diventato il preparatore della scuderia Taurus. “Le Guzzi sono moto delicate e a volte si rompono - racconta ancora Bruno Garella - dopo ogni gara ci vuole un gran bel lavoro per rimetterle a nuovo, quindi avevo bisogno di una persona che le conoscesse bene.”




 


 

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