
Castrezzato (BS) – Che dire di fronte a una così
prolifica fase da parte della Casa di Mandello del Lario? Come scritto
nell’editoriale dell’ultimo numero, tante novità in poco tempo non si
erano di certo mai viste e questo rischia addirittura di abituarci male.
Naturalmente, stiamo scherzando. Ben vengano le innovazioni che per
tanti anni sono state invocate dai guzzisti di tutto il mondo. L’ultima
in ordine di apparizione, se si escludono quelle viste ai recenti
saloni, si chiama 1200 Sport ed è, come dice il nome stesso, una
sportiva progettata con lo scopo di soddisfare quegli appassionati che,
amanti del bicilindrico Guzzi, fra una gita fuori porta con la fidanzata
o moglie al seguito e l’eventuale tragitto casa ufficio non disdegnano
neppure una bella dose di pieghe con la manetta ben aperta.
Ecco, dunque, che come location per la presentazione di questo modello è
stata scelta la nuovissima pista di Franciacorta, caratterizzata da un
misto non molto veloce dove la 1200 Sport si è dimostrata a suo agio. Il
test si è diviso in due sessioni: nella prima è stata provata la moto in
configurazione stradale, con sospensioni tarate così come la moto esce
dalla fabbrica, mentre nella seconda, grazie alla collaborazione di
Gianfranco Guareschi, vincitore a Daytona in sella alla MGS-01, è stato
impostato un assetto specifico per la guida in pista, potendo quindi
valutare fino in fondo il potenziale del mezzo in questione. E le
sorprese non sono mancate, in senso positivo, ovviamente… Prima, però,
andiamo ad analizzare un po’ più nel dettaglio questa nuova 1200 Sport.
Innanzitutto, alcuni si chiederanno forse perché, all’interno della
gamma Guzzi, è stato aggiunto un prodotto di questo tipo. Il motivo è
semplice e si chiama marketing. Dal 2004 a 2005 la fabbrica di Mandello
ha avuto un incremento nelle vendite pari al 76,2%. Delle 6900 moto
prodotte lo scorso anno, il 60% è finito all’estero. Inoltre, nel primo
semestre del 2006, l’aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno
precedente è stato ancora del 70%, con circa 5900 veicoli.
All’interno di questi numeri, il settore della naked riveste
un’importanza fondamentale, visto che copre il 60% delle moto sportive
e, nonostante sia nato nella prima metà degli anni Novanta con la Ducati
Monster, continua a far registrare una crescita costante (si è infatti
passati dalle 70.000 unità del 2005 alle 75.000 del 2006, per uno
sviluppo pari al 7%).
Ecco perché, dopo Breva e Griso, si è deciso di continuare a investire
in questo segmento di mercato, tenendo comunque fede ai canoni Moto
Guzzi.
Si tratta di una moto con caratteristiche di sportiva sì, ma non
estrema. Si è cercato, infatti, per quanto possibile, di esaltare il
lato sportivo del bicilindrico di Mandello senza penalizzare il comfort
e la facilità di guida. A questo proposito, la forcella Marzocchi con
steli tradizionali da 45 mm di diametro beneficia di una cartuccia
interna che rende possibile la regolazione dei freni idraulici in
estensione e compressione, e gode del trattamento superficiale degli
steli al nitruro di titanio per aumentarne la scorrevolezza.
La sospensione posteriore vede invece l’ormai collaudato sistema CA.R.C.
che integra anche la trasmissione finale e sul quale agisce un
ammortizzatore con taratura specifica per questo modello, regolabile nel
precarico molla tramite una comoda manopola posta sul lato sinistro
della moto, sotto la scatola della batteria, e nel freno idraulico in
estensione.
Per quanto riguarda le quote ciclistiche, l’interasse misura 1485 mm con
inclinazione del cannotto di sterzo pari a 25° e avancorsa di 120 mm.
L’impianto frenante anteriore conta, invece, su una coppia di dischi da
320 mm a margherita, realizzati dalla Braking con personalizzazione Moto
Guzzi sulla flangiatura interna. Questo tipo di soluzione assicura,
oltre a una miglior ventilazione nelle frenate ripetute, un minor
effetto giroscopico per via della maggior leggerezza dei dischi.
Di nuova concezione è anche il manubrio a sezione variabile in
alluminio, collocato su appositi riser, anch’essi in alluminio al pari
delle pedane, di tipo sportivo, ovvero prive della tradizionale
gommatura.
Sempre in tema di posizione di guida, anche la sella è stata sagomata
appositamente per meglio adattarsi alla guida sportiva, separando in
modo pronunciato la porzione dedicata al pilota rispetto a quella per il
passeggero.
Per quanto riguarda il motore, invece, si tratta della stessa unità che
equipaggia la Norge, ulteriormente aggiornata grazie a dei ritocchi
all’aspirazione, a una mappatura più sportiva della centralina, alla
rapportatura del cambio con quinta e sesta marcia più lunghe per
sfruttare al meglio l’allungo del motore e al nuovo impianto di scarico
di tipo due in uno, con silenziatore “carbon look”, naturalmente in
regola con le normative Euro 3.
La parte estetica è infine caratterizzata da linee semplici - ereditate
dalla Breva - arricchite solo dalla presenza del guscio coprisella con
“effetto portanumero”, lo stesso adottato sul voluminoso cupolino, che
avvolge letteralmente il gruppo ottico anteriore (anch’esso di
derivazione Breva). Non mancano comunque particolari ricercati come la
palpebra applicata sul faro, i piccoli specchietti retrovisori e
l’Aquila in rilievo sui tappi in alluminio che nascondono i registri dei
freni idraulici della forcella e sulla parte centrale del cupolino.

Un’impostazione classica con caratteristiche di
utilizzo rivolte comunque al concetto di comfort e facilità di guida,
come testimonia la ricca strumentazione con cornice cromata e i kit che
Moto Guzzi propone per personalizzare ulteriormente la 1200 Sport.
Ve ne sono di due tipi: uno di stampo turistico, composto da borse
laterali, antifurto e borsa da serbatoio, e uno per chi vuole ottenere
il massimo in termine di prestazioni, suddiviso a sua volta in due step.
Il primo prevede uno scarico due in due della Lafranconi con
silenziatori sovrapposti sul lato sinistro (in posizione rialzata), una
centralina con mappatura dedicata e una cassa filtro con tromboncini
aperti (al prezzo di 1200 Euro), mentre il secondo “rincara la dose” con
delle teste speciali caratterizzate da condotti di aspirazione e scarico
lucidati (per un totale di 2000 Euro). In questo modo si riescono a
superare i 100 Cv, nonostante le prestazioni del modello di serie siano
già discrete, con 95 Cv a 7800 giri, ma soprattutto considerando gli
oltre 100 Nm a 6000 giri che, grazie appunto ai rapporti più lunghi,
spingono la 1200 Sport a più di 220 Km/h di velocità massima, che per
una nuda sono più che sufficienti...
Due i colori previsti, l’elegante nero e il classico Rosso Guzzi, così
come gli allestimenti: quello base, che costa 12.190 Euro, e quello
dotato di ABS, proposto a 12.890 Euro.
Ma torniamo alla prova. Come abbiamo detto, all’inizio la moto ci è
stata consegnata con taratura delle sospensioni perfettamente standard,
dunque impostata per l’utilizzo stradale. In tale configurazione, la
1200 Sport si è dimostrata in grado di reggere un buon ritmo, nonostante
la scarsa luce a terra (nelle pieghe più accentuate si fresa
praticamente di tutto: pedane, cavalletto, leva del freno posteriore e
del cambio…) e l’assetto decisamente morbido per l’intensità dei
trasferimenti di carico che caratterizzano la guida in pista ne
penalizzino comprensibilmente il rendimento.
Lo sterzo si dimostra comunque svelto in inserimento, così come la
posizione di guida permette ottime possibilità di movimento al pilota in
virtù del manubrio largo (anche se forse eccessivamente avanzato per i
piloti più bassi, costretti a guidare un po’ “sdraiati” sul serbatoio),
delle pedane non troppo arretrate e dalla sella che consente di
arretrare a piacimento.
Ne consegue un mezzo sincero, capace di divertire anche in circuito
senza affaticare eccessivamente nonostante un peso pur sempre prossimo
ai 230 Kg a secco. Anzi, il modo migliore per condurre la Sport nel
misto stretto che caratterizza l’autodromo di Franciacorta è proprio
quello di usare la “mano leggera”, facendo scorrere la moto a centro
curva e sporgendosi con il corpo al suo interno per limitare gli angoli
di inclinazione (e con essi il rischio che qualcosa interferisca con
l’asfalto, comprese le punte degli stivali).
Il motore, dal canto suo, facilità le cose grazie a un’erogazione
irreprensibile in quanto a regolarità e spinta lungo tutto l’arco di
utilizzo. Non esagerato, invece, l’allungo, che termina verso gli 8500
giri indicati (come segnala un led lampeggiante all’interno della
strumentazione), ma che nell’ultima fase perde di mordente, suggerendo
di anticipare il cambio marcia a quota 7800-8000.
Ottimo il comportamento dell’impianto frenante anteriore, rassicurante
in quanto a potenza, ma mai invasivo nella risposta, garantendo quindi
sempre la massima modulabilità, anche nell’utilizzo intenso.
Come detto, nella seconda parte del test, la moto è stata assettata
secondo le indicazioni fornite da Guareschi e tradotte fondamentalmente
in un aumento dei freni idraulici (soprattutto quelli in estensione) di
forcella e ammortizzatore e del precarico molla di quest’ultimo. Tra
l’altro, l’esemplare in nostro possesso era anche munito di kit
scarico-centralina-filtri, pertanto è stato interessante notare anche la
differenza in termini di prestazioni del motore.
Tornati in pista, il cambiamento è stato evidente fin dalle prime curve.
Innanzitutto, la tonalità del due in due Lafranconi è davvero
coinvolgente, mentre la spinta agli alti regimi diventa ancora più
energica. Inoltre, in staccata, il bicilindrico sembra aver perso un po’
del suo proverbiale freno motore e questo costituisce un vantaggio nelle
curve lente (dove altrimenti lo sterzo tende un po’ a cadere
all’interno).
Per quanto riguarda l’assetto, invece, la 1200 Sport permette a quel
punto di forzare un po’ di più gli inserimenti e i cambi di direzione
muovendosi molto meno rispetto a prima, come hanno confermato i tempi
(ufficiosi), scesi di quasi due secondi tra il “prima” e il “dopo”.
Segno che le caratteristiche di base del progetto sono state azzeccate e
che il bilanciamento generale è quello giusto.
Come dire: in Guzzi hanno fatto di tutto per realizzare una valida
sportiva all’italiana, che mantenesse tuttavia un occhio di riguardo per
il comfort, vedi buona sistemazione per il passeggero e possibilità di
aumentare la capacità di carico. Per quanto riguarda la “manetta”, però,
quella ce la dovete mettere voi: la Sport non si tirerà certo indietro…
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