
PASSIONE
DA CORSA
Di Andrea Tessieri
Graziano Molendi ha quarantotto anni. Vive a Novi Ligure e lavora
a Milano. Per usare una sua definizione, da qualche anno, è stato
inghiottito da un buco nero. Non si fraintenda, non ne sentirete parlare
a “Chi l'ha visto”. Graziano è rintracciabile: abbiamo il suo numero di
casa e il cellulare.
La sua storia ha una struttura semplice: dopo aver posseduto moto di
ogni tipo nel corso della sua vita, decide, neanche troppi anni fa, che
è ora di entrare in pista. Parte così il più classico effetto domino:
girare in pista "lo prende" e, in più, sente parlare delle gare di
Endurance per moto d'Epoca che si svolgono a Cartagena, nel Sud-Est
della Spagna. Da quel momento, non pensa ad altro: vuole partecipare
anche lui, insieme a Mario, il suo socio e “diavoletto tentatore”.
Il fascino delle gare di Cartagena stuzzica la fantasia di Graziano:
partenza con le moto disposte a spina di pesce, dalla parte opposta
della pista rispetto ai piloti, i quali, all'abbassarsi della bandiera.....>>>clicca
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CON
LA NORGE A NORD
Di Gianmarco Mirabile
I fiocchi di neve s’insinuano nello spiraglio lasciato aperto nella visiera per non farla appannare. I piedi sono quasi congelati, nonostante siano avvolti da strati di cotone, lana, Gore-tex, plastica per imballaggi coi pallini d’aria e nastro isolante. Le mani sono ghiacciate nella parte esposta all’aria della corsa, mentre la metà che impugna le manopole riscaldate è quasi viva. Quasi.
Busto e gambe tengono bene, ricoperti come sono di strati. Solo il collo soffre qualche spiffero d’aria gelida che s’insinua tra il passamontagna e lo scaldacollo. Il termometro nella strumentazione della Norge 1200 segna –9°C. Normale per chi scia, ma un po’ meno per chi va in moto. Almeno non all’Elefantentreffen.
Questo storico raduno (che si tiene nei giorni della merla, il periodo più freddo dell’anno), è ormai giunto alla sua cinquantunesima edizione nel 2007 e c’è servito come duro banco di prova per l’ammiraglia Moto Guzzi.
Un test estremo. Abbiamo voluto toccare... >>>clicca
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ZERO
ASSOLUTO
Di Lorenzo Miniati
Filippo Barbacane è il classico tipo che non se ne
sta mai un momento fermo. Anzi, per sua stessa ammissione, quando se la
prende comoda, spesso e volentieri, non combina niente di buono. Come se
la vita, per lui, scorresse a una velocità superiore rispetto alla
maggior parte delle persone.Ecco che, appena è stata presentata la Griso,
a Filippo è subito venuto in mente l’idea di stravolgerne la base
meccanica per dar vita, diciamo così, a qualcosa di particolare…
In special modo, il pescarese era fortemente incuriosito dal telaio che
caratterizza la muscle bike di Mandello del Lario. “Ricordo di essere
rimasto molto colpito la prima volta che ho visto la Griso dal vivo –
spiega Filippo - Le forme del telaio, infatti,....>>>clicca qui per leggere l'articolo
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