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UNA GUZZI DA CORSA
Devo confessare di essere sempre stato un grande tifoso del “Fantino Terribile”, così è soprannominato Louey, fin da quando ho potuto ammirare spettacolare il suo stile di guida, vedendolo in azione all’Oran Park di Sydney nel 1979. Allora Loopy era in sella a una Morbidelli 125, con la quale stava per aggiudicarsi il titolo australiano, sicuramente più adatta alla sua statura di quanto non fosse la Suzuki Gamma 500 con la quale successivamente venne a gareggiare in Europa. Una volta terminata la parentesi come pilota ufficiale della classe 500 GP con il team Heron Suzuki, il piccolo Louey ha saputo guadagnarsi fama e popolarità nel campionato BoTT, lui che in passato era quello che sviluppava le moto con le quali gli altri vincevano. Fu proprio Paul a trasformare la Quantel-Cosworth in una macchina capace di battere le Ducati, arrivando fino a sconfiggere Marco Lucchinelli sulla desmo ufficiale a Daytona nel 1986, prima che Roger Marshall prendesse il suo posto e vincesse il tradizionale appuntamento americano due anni dopo. In quell’occasione Louey era il favorito, ma la rottura del motore (arrivata quando si trovava in testa alla corsa) consegnò la vittoria nelle mani di Marshall. Si arriva così al 1991, quando Lewis regalò a John Britten il primo podio internazionale dopo anni di tentativi, grazie al secondo posto conquistato alle spalle della 888 ufficiale di Doug Polen, sempre a Daytona. Non si capisce come mai un personaggio in gamba come Mr. Britten non si fosse reso conto del vantaggio in termini di peso che avrebbe ottenuto ingaggiando Louey come pilota. Ad ogni modo, nel ’95 Lewis vince finalmente il titolo BoTT britannico in sella alla Guzzi Raceco.
Malgrado ciò, le Guzzi sono sempre state il vero amore di Amedeo, che da buon discepolo di John Wittner (il Dottore), al quale deve un decennio di buoni consigli (compresi quelli relativi alla psicologia dei piloti!), era inevitabile che finisse per “trafficare” sui bicilindrici di Mandello. Dopo aver preparato il prototipo con telaio Magni e motore 8 valvole Daytona destinato all’importatore australiano Ted Stolarski, che Owen Coles portò in gara con successo nel 1990, Castellani decise di costruire il suo Guzzi otto valvole che mise le ruote in pista per la prima volta nel 1992, grazie all’aiuto degli importatori britannici Three Cross, i quali contribuirono anche al successivo sviluppo. Dopo essere finito secondo nel campionato britannico BoTT nel 1993 e 1994, Castellani ebbe la brillante idea di ingaggiare Paul Lewis per la stagione successiva. Quest’ultima si rivelò davvero un’ottima mossa: con sette vittorie su otto gare Louey ha meritatamente conquistato il primo titolo della Guzzi Raceco.
Dopo aver osservato le straordinarie preformance della Guzzi Raceco mi ritenevo in grado di prevederne il comportamento, ma quando Amedeo mi ha offerto l’opportunità di provarla a Mallory Park mi sono accorto che mi sbagliavo. E’ ancora meglio di quanto mi aspettassi! Il miglior complimento che io possa fare al “turbo trattore” di Loopy Louey, riferendomi a tutte le Guzzi provate in precedenza, compresa l’otto valvole by Dr. John con la quale Doug Brauneck vinse il titolo Americano, è che la Raceco è ancora più potente, decisamente più facile guidare e ha una migliore maneggevolezza, mentre per quanto riguarda la trasmissione è addirittura fuori dai miei termini di paragone: si tratta della prima bicilindrica Guzzi che cambia le marce come qualsiasi altra moto “normale”!
Ma è stato il motore ad aver ricevuto... Continua sul numero di febbraio 2002. CLICCA QUI PER ABBONARTI!!! Alan Cathcart
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