La vera "Bicilindrica"

Anno per anno, la storia agonistica di una moto che ha segnato in modo inequivocabile la storia della Casa di Mandello a cavallo della Seconda Guerra Mondiale

di Ian Falloon

 

Anche se l'architettura a V è passata alla storia come peculiarità dei bicilindrici Ducati, in realtà Carlo Guzzi ha preceduto il grande Fabio Taglioni di alcuni decenni grazie al suo motore con i cilindri disposti a 120°. Nel lontano 1933, la Casa di Mandello decise infatti di dar vita a una 500 da competizione combinando due dei suoi famosi 250 monoalbero a camme in testa. Il risultato fu la 500 Bicilindrica, una straordinaria macchina da gara che non solo fu sviluppata per quasi venti anni, ma rimase competitiva fino al suo pensionamento.

Nel 1933 Guzzi aveva bisogno di una 500 da competizione, pertanto mantenne il cilindro orizzontale con misure di 68 x 68 mm dell'SS 250 e ne aggiunse un altro accanto, a formare un angolo di 120°. Entrambi i cilindri impiegavano un singolo albero a camme comandato da un albero dotato di ingranaggi a coppie coniche, mentre quello posteriore era caratterizzato da un'alettatura di raffreddamento orizzontale. Le teste erano le stesse dell'SS 250, con valvole di aspirazione e scarico rispettivamente di 37 e 34 mm e un angolo compreso tra di esse di 58°. Le teste erano in ghisa, mentre il basamento in alluminio ospitava la scatola del cambio con comando a pedale. L'albero motore era montato su cuscinetti da 30 mm, con il classico volano esterno sul lato sinistro.

L'alimentazione era assolta da due carburatori Dell'Orto da 28,5 mm, l'accensione da un magnete posto in mezzo ai cilindri e la lubrificazione era a carter secco. La versione originale aveva un telaio rigido e una forcella Brampton e pesava circa 160 Kg. Presentata per la prima volta nel settembre del 1933, sviluppava una potenza di 41 Cv a 7.000 giri e una velocità massima di 186 Km/h.

  

Il suo debutto nelle competizioni avvenne il 15 ottobre del 1933 a Roma, presso l'Autodromo del Littorio al Gran Premio d'Italia. In quell'occasione Terzo Bandini, Guglielmo Sandri e l'astro nascente Omobono Tenni ne portarono in gara tre esemplari.

Tenni cadde, Bandini si ritirò e Sandri terminò secondo. In vista della stagione 1934, la Bicilindrica fu oggetto di un ulteriore sviluppo. Il peso era sceso a 151 Kg e la potenza era aumentata fino a 43,35 Cv. Il basamento in tre parti impiegava una nuova pompa dell'olio, mentre i freni erano da 202 mm sia davanti che dietro.

Il team ufficiale, composto da Tenni, Bandini e Amilcare Moretti, fu rafforzato con l'introduzione dell'irlandese Stanley Woods, chiamato per partecipare a eventi internazionali come il Gran Premio di Spagna in Aprile seguito dal Tourist Trophy dell'Isola di Man...

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Ian Falloon - Traduzione di Lorenzo Miniati


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