PROVA DELLA V11 LE MANS
La V11 Le Mans è la risposta italiana alla domanda sempre più consistente di veloci e affidabili sport-tourer

di Franco Bartoli

Fra tutte le versioni di V11 presenti sul mercato, la Le Mans, a dispetto del nome che richiama modelli particolarmente ben riusciti sotto l’aspetto sportivo, è quella dalle caratteristiche più spiccatamente turistiche.

L’ampio cupolino - fin troppo appariscente e ingombrante per qualche purista - assicura infatti un’ottima protezione aerodinamica, tanto da rendere agevole qualsiasi trasferimento, anche quelli più lunghi o quelli effettuati nelle stagioni meno clementi.  

La Le Mans, comunque, l’abbiamo provata su tre diverse tipologie di percorso, ovvero strada, pista e autostrada: a nostro avviso, quello in cui si destreggia meglio è senza’altro quest’ultima: la moto viaggia veloce e sicura, assicurando medie di crociera ben al di sopra di quelle definite dal Codice della strada.

Fino a 150 Km/h la moto è silenziosa e priva di vibrazioni: si viaggia in surplace, tanto che bisogna controllare periodicamente il tachimetro per verificare di non esagerare con la manopola del gas. Infatti, a quella velocità, la moto dispone ancora di una buona dose di cavalleria e la voglia di spremerla a fondo viene naturale.

Però, sopra la soglia sopra indicata, si perde buona parte del positivo comfort che rende, da sempre, una Moto Guzzi strumento ideale per impegnarsi in lunghi viaggi. Fastidiose turbolenze e un proporzionale incremento di vibrazioni suggeriscono al pilota che viaggiasse su un’autostrada tedesca (dove notoriamente non sussistono limiti di velocità) di riportarsi a più miti consigli. Comunque, ci sembra che sia sufficiente anche così, in quanto la gradevolezza della guida si accompagna brillantemente a eventuali urgenze di spostamento. Anche la posizione di guida è particolarmente efficace, in quanto non troppo caricata sui polsi, né eccessivamente rilassata. Solo le pedane risultano un po’ troppo alte, ma questa considerazione interessa solo piloti di statura superiore alla media.

Fatte queste premesse, è veramente un peccato considerare come il passeggero sia costretto a viaggiare in posizione scomoda, con una ridotta porzione di sella e pedane troppo vicine al piano di seduta. Altrimenti, la Le Mans, con un bel paio di borse, sarebbe soluzione ideale per le vacanze estive, o per qualche bel week-end primaverile.

A parte l’autostrada, mezzo di trasferimento tanto veloce quanto noioso, la nostra moto se la cava bene anche sui percorsi veloci e misto/veloci, sui quali però preferiamo le qualità della Scura o, in alternativa, l’essenzialità della Sport. Infatti, in questa situazione non si apprezza la notevole generosità dimensionale della carena, in quanto si dimostra parimenti efficace il piccolo cupolino montato sulla Scura. Per quanto riguarda il motore, abbiamo notato un po’ poca coppia in basso, aspetto che invece farebbe comodo nell’uso turistico, dove a volte è piacevole dimenticarsi del cambio...

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Franco Bartoli

 


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