
Siena - Finalmente è arrivata. C’è voluto un po’ di tempo, qualcuno aveva addirittura cominciato a perdere le speranze, lasciandosi andare a commenti poco ottimistici, ma alla fine è arrivata.
Se la Moto Guzzi fosse una creatura mitologica, più che un’Aquila sarebbe una Fenice, l’uccello di fuoco che risorge dalle sue stesse ceneri.
Quando tutto sembra ormai avviato verso una fase di inesorabile declino, infatti, ecco che da Mandello arriva il colpo di coda, o meglio, d’ali, tanto per rimanere in tema “volatile”.
Non sono bastati il cambio di gestione, le difficoltà finanziarie e il momento particolarmente difficile dei mercati internazionali a smorzare definitivamente la linfa vitale del Marchio più longevo d’Italia.
A ricordarcelo è lei, la Breva V1100, che come un miracolo appare sul filo di lana, appena in tempo per evitare l’irrimediabile picchiata.
Ne avevamo parlato tanto di questa nuova ammiraglia Moto Guzzi, poi, però, la crisi economica del Gruppo Aprilia prima e il lungo iter amministrativo della nuova gestione Piaggio poi, l’avevano “parcheggiata” nell’ombra.
Adesso è qui, in carne ed ossa, e la cosa più incredibile è che si tratta di prodotto veramente innovativo nella storia Guzzi.
A dirlo non siamo solo noi che scriviamo su una testata “di parte”, ma praticamente tutti i giornalisti di settore che sono stati invitati al suo lancio ufficiale, che ha avuto luogo tra le bellissime colline intorno a Siena.
Si respirava un’atmosfera di entusiasmo alla presentazione, quasi come se ognuno si rendesse conto che, arrivati a questo punto, per Guzzi non sono ammessi ulteriori sbagli.
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IL DESIGN
La Breva V1100 si presenta con tante novità stilistiche che la rendono veramente piacevole, soprattutto nella vista di tre quarti: la moto appare ben proporzionata, con qualche chicca di design qua e là tale da renderla veramente un prodotto “Made in Italy”: è particolarmente piaciuto il nuovo cruscotto analogico/digitale, la forcella progettata ad hoc per integrarsi con il parafango anteriore, il fanale posteriore a led.
Tanti particolari interessanti, che si integrano in una linea sobria ma sufficientemente aggressiva, nella quale spiccano le forme morbide e avvolgenti del serbatoio.
A dare un tocco di aggressività finale, ci pensano le linee del nuovo cardano, delle cui peculiarità tecniche scrivo più avanti.
IN SELLA
La posizione di guida è comoda, leggermente caricata in avanti, fatto che consente di “sentire” l’avantreno nei casi in cui si decida di dare gas... La sella è comoda; forse, per la mia altezza, un poco bassa, in quanto costringe le ginocchia a stare un po’ troppo piegate, ma i tecnici Moto Guzzi mi hanno assicurato che sarà prevista un sella più alta e una ribassata, per venire incontro ai clienti di tutte le altezze.
Anche se non l’ho provata nella configurazione per la guida in coppia, sembra che tutto sia stato studiato per dare il giusto comfort al passeggero: sella abbondante e ben imbottita, pedane ben posizionate e un comodo e ampio maniglione.
Sarebbe interessante anche provare la moto con gli optional da turismo (borse, bauletto e parabrezza) per verificarne il comportamento dinamico, ma ci hanno assicurato che il tutto è stato accuratamente testato a livello aerodinamico per non influire negativamente né sulla velocità, né sulla stabilità.
Per quanto riguarda il peso, non si avvertono i 231 chili dichiarati: la moto è ben bilanciata, grazie anche al nuovo posizionamento del motore, modifica resa possibile dallo spostamento dell’alternatore, che ora è posizionato fra i due cilindri.
COME VA
Sono partito per guidare una moto turistica (almeno così ci era stata presentata nella conferenza stampa) e ho scoperto una moto piacevolissima da guidare nel misto veloce grazie all'ottima coppia (da 3.000 giri in su il motore prende giri con vivacità e brio), agli 86 cavalli garantiti dal 1.064 due valvole e alle innovazioni tecniche che fanno della Breva V1100 una vera nuova Moto Guzzi.
Soprattutto mi ha colpito il nuovo cardano reattivo che elimina del tutto l'effetto di sollevamento del posteriore in accelerazione: sfido chiunque a trovare la benché minima differenza con la consueta trasmissione finale a catena; ho provato ad aprire e chiudere bruscamente il gas, ma il comportamento è stato completamente neutro. Il nuovo cardano, integrato nel forcellone in lega di alluminio, aumenta non di poco anche la rigidità complessiva, andando a integrare le ottime doti del telaio in acciaio.
Il risultato è una moto sempre composta, precisa e reattiva, che ispira fiducia al pilota, anche per merito della granitica forcella da 45 mm che fa dimenticare certe soluzioni ballerine di pochi anni fa...Forcella e mono posteriore sono regolabili nel precarico (il mono anche in estensione), così da consentire una piccola ma significativa personalizzazione dell'assetto.
Un capitolo a parte lo merita il nuovo cambio a sei marce, completamente riprogettato (ora pesa anche due chili in meno rispetto al precedente sei marce), finalmente preciso negli innesti, silenzioso, che non tradisce mai, neanche nelle cambiate più frettolose.
L'unico appunto che abbiamo rilevato nella prova, ma si tratta proprio di una finezza, è una certa ruvidezza nell'apri e chiudi del gas che rende la guida cittadina un po' scomoda, ma per il resto la nuova moto segna veramente una svolta: è briosa, generosa, divertente, tanto che, vi assicuriamo, dispiace non poco scendere alla fine del test.
Ho avuto occasione di guidarla anche in occasione di un breve trasferimento autostradale, dove ho resistito fino ai 160 Km/h, per poi cedere di fronte alla pressione del vento.
Con un piccolo cupolino, ma anche con il parabrezza fornito come optional, dovrebbe essere tutta un'altra cosa, così da consentire velocità di crociera di tutto rispetto, nel giusto comfort.

IL SUO PUBBLICO
La Breva, per queste sue caratteristiche, si presenta come un'ottima alternativa per i motociclisti normalmente orientati verso le bicilindriche Bmw (fra l'altro è una delle poche moto in commercio già omologata per l'Euro 3), oltre ovviamente a rivolgersi al tradizionale pubblico Moto Guzzi che trova finalmente un modello dai contenuti tecnici moderni e all'altezza della concorrenza.
A mio avviso, inoltre, la Breva V1100 costituisce una valida proposta anche per i clienti delle naked di impostazione più sportiva, in quanto questi trovano nel nuovo modello un'ottima soluzione a livello di piacevolezza di guida, e briosità del propulsore.
In particolare, è entusiasmante, almeno per noi guzzisti, come il motore spinga fuori dalle curve, con una forza e una linearità piacevolissima.
Vi assicuriamo che la Breva V1100, su ogni strada con una bella serie di curve raccordate, ha tutte le doti dinamiche e tecniche per essere alla pari con tante moto cosiddette sportive: anche con le gomme di primo equipaggiamento, la moto consente angoli di piega notevolissimi, rendendo necessaria, per i più aggressivi, l'eliminazione del cavalletto centrale che va a toccare facilmente l'asfalto.
A me non è mai successo, ma questa, come si suol dire, è un'altra storia...
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