Le
recenti difficoltà economiche incontrate dal Gruppo Aprilia hanno
inevitabilmente avuto effetti sulla Moto Guzzi con il risultato di un
periodo di cassa integrazione pari a due settimane per i circa 300 operai
della fabbrica di Mandello, terminato con un credito di 30 milioni di
Euro estratto dalle banche Aprilia lo scorso 7 maggio.
Come stella del firmamento Aprilia e oggetto di una gran lista di pretendenti,
prima tra tutti Ducati, il futuro dello storico marchio italiano non
può e non deve tuttavia essere messo in discussione.
Qualsiasi cosa succeda al Gruppo Aprilia, la Moto Guzzi sembra destinata
a sopravvivere grazie ai sostanziali investimenti fatti e alla sua futura
gamma di prodotti, come conferma l’amministratore delegato Roberto
Brovazzo, da dodici anni a questa parte una delle figure chiave, al
fianco di Ivano Beggio, nello sviluppo di Aprilia e, dal 2000, supervisore
anche di Guzzi e Laverda.
“Speriamo che i clienti Guzzi capiscano che il marchio ha un futuro
sicuro, anche se per risolvere i problemi del gruppo Aprilia ci vorrà
ancora un po’ di tempo. – dice Brovazzo – Il nostro
marchio ha un’identità molto forte, con una gamma di prodotti
sulla quale sono già stati fatti grossi investimenti per il relativo
rinnovamento, prima con la Breva 750, adesso con la nuova Nevada Classic
e, tra breve, con la MGS01. A partire dal mese di luglio entreranno
in produzione i primi 120 esemplari della versione Corsa, in vendita
a circa 23.000 Euro, dopo di che, una volta completato con successo
il processo di abbattimento dei costi, prevediamo di avviare una versione
di serie, completamente omologata per l’utilizzo su strada, che
verrà probabilmente allestita a partire dal prossimo anno. Stiamo
lavorando per produrre una versione più “tranquilla”
rispetto ai 122 Cv del motore in versione “corsa”, in modo
da renderlo affidabile, oltre che facile e poco costoso da realizzare.
Il motore da 1000 cc della serie Daytona non ha le caratteristiche prestazionali
per equipaggiare questo progetto, pertanto stiamo studiando altre configurazioni,
compresa una versione di circa 1.200 cc.”
“Allo stesso tempo – continua Brovazzo – metteremo
in produzione anche la Breva 1100. Così facendo introdurremo
alcune caratteristiche tecniche che distingueranno la futura gamma Guzzi,
compreso il nostro primo motore twin-spark e una nuova trasmissione
monobraccio in alluminio. Trattandosi di una moto completamente nuova,
però, dobbiamo essere sicuri al 100% della sua affidabilità
prima di avviarne la produzione, anche se i test che stiamo conducendo
stanno dando risultati incoraggianti. Dopo tutto ciò, nella seconda
metà del 2005, sarà la volta della Griso, la musclebike
presentata al Salone di Monaco, tuttora in fase di sviluppo. L’idea
originale era infatti quella di equipaggiarla con il motore a 4 valvole,
ma i positivi riscontri ottenuti con il 1100 che equipaggerà
la Breva ci hanno convinto a usare questa unità. Del resto, le
prestazioni sono altrettanto soddisfacenti e i costi nettamente inferiori.
Si tratta di una moto davvero valida, probabilmente la migliore che
Moto Guzzi abbia mai prodotto!”
Che cosa ci dice a proposito del nuovo motore Guzzi raffreddato a liquido?
Sono per caso da imputare a quest’ultimo i guai finanziari incontrati
dal Gruppo Aprilia?
“No, anche se si tratta di uno dei più grandi investimenti
con i quali abbiamo avuto a che fare in quanto a risorse economiche
e umane. Negli ultimi due anni abbiamo lavorato duramente sul progetto
di un motore completamente nuovo, dotato di raffreddamento a liquido,
e proprio in questi giorni, stiamo per completare il primo prototipo
e iniziare i test al banco dinamometrico. Questo motore manterrà
l’architettura di bicilindrico trasversale a V di 90° con
trasmissione ad albero, caratteristiche che, dalle nostre indagini di
mercato, sono risultate essere quelle che la gente si aspetta da una
Moto Guzzi. Non sto parlando degli attuali appassionati del marchio,
ma anche dei potenziali nuovi clienti. Allo stesso tempo, però,
in futuro ci potrebbero essere anche nuove generazioni di prodotti,
nel senso che tra tre o magari cinque anni le persone potrebbero aspettarsi
qualcosa di diverso da quel di Mandello, ma per il momento no, il tipo
di prestazioni e sensazioni che dà un motore come questo corrisponde
a ciò che il mercato cerca in una Moto Guzzi. Pertan-to, in futuro
avremmo un gruppo di modelli, come California e Breva, motorizzati con
i motori esistenti da 750/1.100 cc raffreddati ad aria, anche se verranno
sviluppati a dovere per tenere il passo della concorrenza, e un altro
gruppo equipaggiato con il motore raffreddato a liquido sul quale stiamo
lavorando. Ciò ci permetterà di differenziare, per prezzo
e prestazioni, due diversi range di prodotti. Al momento, questo nuovo
prototipo di motore ha una cilindrata di 1.200 cc, quattro valvole per
cilindro e doppio albero a camme in testa, ma ha anche la capacità
di essere facilmente convertito in una unità di minor cubatura,
due valvole e singolo albero a camme, se necessario.”
Parliamo dei motori da 750 cc che hanno dato il via a questa operazione
di rinnovamento, come nel caso della Breva e della Nevada Classic. Per
caso, Moto Guzzi ha in programma di sviluppare ulteriormente i motori
di media cilindrata attualmente in produzione?
“No, pensiamo di aumentare il livello prestazionale attraverso
un innalzamento della cilindrata, arrivando fino a 800 cc. Tutto ciò,
però, non accadrà nell’immediato. Come ha potuto
constatare provando la nuova Nevada, al momento non c’è
necessità di aumentare le prestazioni, anche se, come ho detto,
intendiamo farlo. Del resto, un motore più potente costituirebbe
la base per altri tipi di prodotto, come ad esempio una serie di moto
leggere caratterizzate da uno stile aggressivo. Tuttavia, per fare questo,
prima dobbiamo rivedere il cambio a cinque marce che, se da una parte
risulta perfetto per i modelli come Breva e Nevada per via della sua
affidabilità, non è in grado di supportare un motore con
maggiori prestazioni, in particolar modo per quanto riguarda la coppia.
Ad ogni modo, non si tratta di una priorità al momento, visto
che dobbiamo prima convincere i clienti Moto Guzzi a rimanere con noi,
focalizzando gli sforzi su un miglioramento della produzione esistente
e introducendo versioni moderne dei modelli per i quali il nostro marchio
è diventato famoso.”

Le
sorti del marchio più prestigioso d’Italia sembrano dunque
già stabilite, nonostante il suo presente all’insegna dell’incertezza.
Vediamo quali sono le previsioni di Brovazzo?
“Naturalmente, molto dipende da ciò che succederà
nei prossimi due o tre mesi, ma una cosa è certa: il futuro della
Moto Guzzi è già stato pianificato e tra non molto se
ne raccoglieranno i frutti. Credo che grazie alle tre famiglie di moto
che stiamo sviluppando per il futuro – la 750, la 1100 raffreddata
ad aria e la gamma raffreddata a liquido con camme in testa –
il nostro potenziale di produzione dovrebbe arrivare a circa 15.000-20.000
moto all’anno. Questo dipenderà non solo dalla quantità
di risorse che saremo in grado di destinare al prodotto, ma anche dal
tipo di investimento che sarà fatto sulla rete di vendita, sul
marketing, sulla promozione e, soprattutto, sul servizio post-vendita.
Sappiamo, infatti, che dobbiamo intensificare i nostri sforzi su quest’ultimo
aspetto. Non credo che Moto Guzzi debba compiere salti eccessivi, almeno
nell’immediato futuro. Una produzione di 30.000 o 40.000 moto
all’anno rischierebbe di snaturare il marchio, oltre a necessitare
una completa ristrutturazione dei sistemi di produzione della fabbrica.
Credo, viceversa, che se sviluppiamo per bene i progetti pianificati,
il carico di lavoro rimarrà entro livelli sostenibili, sia in
termini di qualità del prodotto che per quanto riguarda la soddisfazione
dei clienti. Quest’ultimo è, infatti, l’obiettivo
numero uno che ogni azienda dovrebbe tenere presente. Costruire moto
divertenti ed esclusive che assicurino la completa soddisfazione di
chi le guida crea una sorta di famiglia. Una volta superati i problemi
che sta attraversando il gruppo Aprilia, il futuro di Moto Guzzi tornerà
a sorridere, dal momento che abbiamo una gamma di nuovi prodotti che
siamo certi incontreranno il favore del pubblico. Come dice la nostra
ultima campagna pubblicitaria: “Moto Guzzi è un mondo di
amici”, e noi non vogliamo perderli.”

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