
Il 15 marzo 2006, pochi giorni prima che questa copia
di Bicilindrica andasse in stampa, non è stato un mercoledì come tutti
gli altri, non per i guzzisti almeno. Come anticipato sul numero
precedente, infatti, la nostra rivista, in collaborazione con il Team
Millepercento, ha compiuto quello che rappresenta il primo passo verso
un’impresa importante: riportare la Moto Guzzi ai livelli che merita
nelle competizioni.
I protagonisti di questa operazione sono la bellissima MGS-01, Daniele
Veghini, che avrà l’onere e l’onore di guidarla nel campionato italiano
Supertwins, e Gian Maria Liverani, che disputerà alcune delle più
importanti manifestazioni dedicate ai bicilindrici in ambito europeo.
Oltre ai membri che compongono l’organico del team, dai tecnici agli
assistenti, si aggiunge la carismatica figura di Giuseppe Ghezzi, vale a
dire colui che la MGS l’ha progettata e seguita in tutto il suo
sviluppo.
Insomma, anche se le premesse sono oltremodo positive, un conto è
ragionare sulla carta, un altro è farlo sulla base di riscontri ottenuti
sul campo, subordinati comunque a una gran quantità di incognite legate
alla novità dell’iniziativa e all’affiatamento tra le varie parti che
compongono il gruppo di lavoro. Beh, considerato tutto ciò, ai nostri
lettori farà piacere sapere che la prima esperienza è stata molto
positiva.
A parte le condizioni climatiche non ideali (nonostante la giornata
fosse soleggiata, soffiava un vento piuttosto forte e la temperatura non
ha mai superato gli 8°…), tutto si è svolto regolarmente, senza intoppi
che abbiano rallentato questa prima presa di contatto tra moto e piloti.
A onor del vero, sia Liverani che Veghini avevano già avuto modo di
provare la supersportiva di casa Guzzi: il primo in occasione di alcune
gare effettuate nel 2005 e il secondo a causa di motivi professionali,
dal momento che fino a non molto tempo fa rivestiva il ruolo di
collaudatore del Gruppo Aprilia.
Tuttavia, la moto portata a Misano era un po’ diversa dalla MGS, per
così dire, ufficiale. Allestita in sole tre settimane, la moto del Team
Millepercento ha beneficiato di uno step evolutivo relativo al motore
operato dallo stesso Ghezzi che, stando a quanto dichiarato dal tecnico,
dovrebbe aver prodotto un aumento della potenza massima pari a 10 Cv
rispetto al modello venduto al pubblico.
Per contro, la ciclistica è tale e quale a quella della versione
clienti, con le conseguenti migliorie nel funzionamento e nella messa a
punto ancora tutte da impostare.
Ma sentiamo dalle parole di Giuseppe il bilancio di questa prima, e se
vogliamo storica, apparizione della moto in configurazione 2006.

Nonostante il gran freddo, Ghezzi è apparso
concentrato come sempre, tanto che al termine della giornata, che ha
voluto sfruttare fino all’ultimo minuto disponibile, ha dichiarato: “La
giornata è stata molto positiva, tutto è filato liscio, il che
rappresenta già un buon risultato. Abbiamo portato avanti il normale
lavoro di sviluppo che si fa in questi casi, quindi i due piloti si sono
alternati in pista per turni da 4 o 5 giri, dopo di che rientravano per
riferire le prime impressioni. E’ chiaro che siamo partiti da una base
piuttosto lontana da quella ideale, come confermato dai rilevamenti
cronometrici, che dalla mattina alla sera sono scesi di quasi cinque
secondi! E’ il segnale che la moto ha ancora ampio margine di
miglioramento e che, almeno per ora, ci stiamo muovendo nella direzione
giusta.”
Giuseppe ci ha raccontato, non senza un pizzico di orgoglio, com’è nata
la moto in questione e in che tempi ha preso forma: “La MGS-01 che
stiamo usando è stata acquistata dalla concessionaria Scola. Si tratta,
dunque, di una moto standard sulla quale abbiamo lavorato, applicando
quello step evolutivo che io avevo previsto fin dall’inizio per la
versione in commercio, come kit di aggiornamento. Purtroppo, però, al
momento le priorità della Casa di Mandello sono altre e il kit non è
stato prodotto.”
Come dicevamo, i lavori di cui parla Ghezzi si sono concentrati quasi
esclusivamente sul motore, in particolar modo sulla parte elettronica.
“Abbiamo fatto molti test al banco prova – prosegue Giuseppe – Poi,
grazie al Team Millepercento abbiamo realizzato i pezzi che compongono
il kit, vale a dire un diverso impianto di scarico, un nuovo sistema di
aspirazione e una mappatura della centralina studiata appositamente per
ottimizzare il tutto. Oggi siamo venuti qui per vedere se, ai risultati
letti al banco, corrispondono dei miglioramenti effettivi in pista.”
Da questo punto di vista, il responso di Veghini e Liverani non poteva
essere migliore, visto che appena montati in sella si sono accorti
immediatamente dell’aumento di prestazioni.
‘La cosa che mi ha dato maggior soddisfazione è il fatto che entrambi i
piloti abbiano confermato i dati emersi dal banco prova fin dalla prima
uscita della mattina, permettendoci di concentrarci sulla ciclistica. Ad
ogni modo, da qui alla prima gara, che si disputerà tra due settimane,
sempre qui a Misano, metteremo a punto altre tre diverse mappature della
centralina sulla base dei dati raccolti oggi. Abbiamo infatti installato
un sistema di acquisizione dati molto sofisticato in grado di leggere
una ricca serie di parametri, quali temperatura dei gas di scarico,
posizione farfalle, giri motore, temperatura e pressione dell’olio ecc.
Credo molto in questo tipo di strumento perché attraverso piccoli
miglioramenti successivi è possibile ottenere un vantaggio non
trascurabile.”
Il problema, se vogliamo, si è infatti spostato dal motore alla
ciclistica, visto che i piloti hanno lamentato un comportamento anomalo
della sospensione anteriore (in pratica la moto in frenata saltellava
molto), oltre alla totale assenza di grip in accelerazione: “In effetti,
– spiega Giuseppe – all’inizio abbiamo perso un po’ di tempo a causa di
un treno di gomme non adatto alle condizioni che abbiamo trovato.

E’ stata colpa mia, dal momento che all’inizio
pensavo di concentrarmi esclusivamente sulla messa a punto del motore e
non avevo dato molta importanza alle gomme. Invece, il gran freddo che
abbiamo trovato qui a Misano, ci ha costretto a sostituire le slick che
avevamo montato all’inizio con altri pneumatici di derivazione stradale
prodotti dalla Metzeler, che sono poi gli stessi che utilizzeremo con
campionato Supertwins. Appena montati quest’ultimi ci siamo accorti di
quanto fossimo andati fuori strada, visto che i tempi sul giro sono
scesi all’istante. Dopo sono venuti fuori altri problemi minori legati
al settaggio delle sospensioni, ma è anche vero che tra Liverani e
Veghini ci sono quasi 15 Kg di peso di differenza, senza contare che
hanno anche due modi diversi di guidare, perciò ritengo che alla fine il
bilancio sia positivo. Questa prima uscita serviva infatti a far
prendere confidenza ai vari componenti della squadra, visto che alcuni
hanno già esperienza di corse, mentre altri no.”
Abbiamo chiesto a Ghezzi di sbilanciarsi un po’ su quello che potrebbe
essere il risultato, cercando di forzare la proverbiale modestia del
tecnico lombardo.
Alla fine siamo riusciti a strappargli questa dichiarazione: ‘Stiamo
andando avanti per gradi, senza esagerare, perciò siamo ottimisti.
L’obiettivo che ci piacerebbe centrare è il podio. Abbiamo già passato
diverse notti in bianco per arrivare fino a qui con la moto pronta, e
credo che ne faremo altrettante se sarà necessario per raggiungere i
risultati che vogliamo.”
Gli fa eco il responsabile del Team Millepercento, Stefano Perego, che
alla luce dei valori emersi a Misano ha dichiarato: “Questa prima uscita
ci ha senz’altro fornito alcune conferme, ma ci ha anche fatto capire
che c’è ancora da lavorare. Siamo partiti stamattina da Verano Brianza,
dopo l’ennesima notte di lavoro, pensando che oggi sarebbe stato
difficile combinare qualcosa di buono, invece è andato tutto bene. I
piloti si sono detti soddisfatti del motore, mentre la ciclistica va
ancora messa a punto. L’obiettivo, infatti, non è quello di fare le
comparse, ma di ben figurare, arrivando almeno al podio. Poi, se durante
il campionato ci scappasse anche una vittoria, tanto meglio!”
Perego ha fatto anche una considerazione interessante in merito
all’acquisizione dati di cui dispone la MGS di Veghini e Liverani: “Che
io sappia siamo gli unici a utilizzare un equipaggiamento del genere
nella nostra categoria. Certo, la spesa iniziale è stata importante, ma
adesso, nel caso volessimo estendere il discorso anche alle sospensioni,
basterebbe acquistare dei moduli aggiuntivi. All’inizio pensavamo di
utilizzare l’acquisizione solo durante le prove, ma adesso ci stiamo
accorgendo che forse converrà mantenerla anche in gara, in modo da dare
a Ghezzi la possibilità di operare sulla maggior quantità di dati
possibile. Insomma, all’inizio sembrava un gioco, ma sono sicuro che
quando Giuseppe tornerà a casa per elaborare i dati raccolti si farà sul
serio…”
Bene, è stato scritto il primo paragrafo di una storia che si
preannuncia appassionante, anche se non priva di ostacoli.
Peccato che, quando questo numero di Bicilindrica arriverà nelle mani
dei nostri abbonati, la MGS avrà già esordito in gara: non possiamo
quindi darvi appuntamento sul circuito Santamonica di Misano il 25 e 26
marzo per ammirare una moto verde, coi cilindri disposti trasversalmente
rispetto al senso di marcia, che cercherà di compiere una piccola grande
impresa…
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