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CHE GIORNATE !
Il resoconto delle GMG 2005
Di Franco Bartoli

Quando la mattina del sabato ci siamo avvicinati a Mandello, in occasione dell’edizione 2005 delle Giornate Mondiali Guzzi, ero sicuro che si stava prospettando un vero e proprio disastro.
Non si può dire, infatti, che piovesse; il verbo “piovere” non rende l’idea di quello che è successo la mattina del 17 settembre.
Un vero e proprio diluvio si stava abbattendo nella zona, da Lecco fino a Mandello, tant’é che, con l’auto, eravamo costretti a procedere a non più di 30/40 Km/h. Dentro di me pensavo: “Non ci sarà nessuno, è impossibile, chi vuoi che sia così matto da andare in moto con un tempo simile?”
La risposta l’ho avuta nelle vicinanze di Mandello, quando la strada entra nelle gallerie, qualche chilometro prima di arrivare alla sede della Moto Guzzi. Decine di moto ferme in attesa non dico che spiovesse, ma che la “doccia” si trasformasse in qualcosa di umanamente, e motociclisticamente, sopportabile.
Una seconda risposta l’ho avuta arrivando sul lungo lago, là dove era stato allestito il Villaggio Guzzi, con vicino l’area adibita a campeggio: decine di tende che “galleggiavano” sull’umido e il fango, centinaia di moto parcheggiate in ogni dove.
La verità è che noi guzzisti siamo proprio matti e che niente ci può fermare. Pensate un po’ se avessero organizzato un raduno Honda o Harley Davidson: chi di loro avrebbe affrontato un tempo simile, con tutti i bollettini meteorologici che da giorni avvisavano dell’arrivo di un week end terribile. Diecimila moto è la stima che è stata fatta delle presenze alle GMG 2005. Una domanda: se c’era il sole, in quanti saremmo stati?
 

Tantissimi stranieri, una marea di francesi, tedeschi, austriaci, svizzeri, ma anche inglesi, per non dimenticare quella coppia di australiani che, un mese prima del raduno, hanno spedito la moto in nave, hanno fatto il viaggio in aereo, e si sono presentati a Mandello in sella alla loro Guzzi.
Inutile dire che hanno vinto loro la coppa per i partecipanti arrivati da più lontano!
Ma anche noi italiani non abbiamo scherzato, con tantissime presenze da tutta Italia e folte rappresentanze da Calabria e Sicilia. Se infatti qualcuno si stupisce di quanti chilometri deve fare un tedesco per arrivare a Mandello, è bene ricordare che da Trapani, così a occhio, sono circa 1.400 chilometri, come dire che fa meno strada un motociclistica proveniente dalla Norvegia!
Tutti bravi, quindi, tutti stoici: eh sì, perché la pioggia non si è limitata al sabato mattina, ma è stata una compagna continua, anche se non proprio desiderata, di tutti e tre i giorni in cui si è articolato il raduno, compresa la domenica pomeriggio, quando tutti, dopo le premiazioni di rito, sono ripartiti verso casa, ovviamente sempre sotto la pioggia.
Un vero peccato, perché il programma era ricco e prevedeva, oltre alle solite visite allo stabilimento e al museo, parate storiche, concerti, prove gratuite della nuova Griso, una scuola guida per le donne, fuochi d’artificio e tanti premi.
A proposito di fabbrica e museo, devo dire che tutte le volte che entro dentro la sede della Moto Guzzi ho un tuffo al cuore: che nel 2005 si possano produrre moto in un contesto così vetusto, direi quasi archeologico, mi sembra quasi incredibile.
 

Certo, lì tutto parla di storia, ma sinceramente il tutto mi sembra inconciliabile con le necessità tecnologiche di una fabbrica moderna. Muri scrostati, vetri tenuti con lo scotch, ma non solo: se si riesce a buttare un occhio dentro lo stabilimento, si intravedono vecchi macchinari, luci fioche, una situazione che fa veramente tenerezza.
Stesso discorso per il museo e le moto che vi sono conservate: queste meriterebbero ben altro spazio e visibilità. Aziende che hanno un terzo della storia della Moto Guzzi hanno musei bellissimi e spaziosi, con le moto valorizzate come si meritano, mentre a Mandello queste sono affastellate, poco curate, e con lacune molto gravi. Mancano infatti tanti modelli importanti della storia Guzzi, così come manca un filo logico nell’esposizione delle stesse moto.
Bene, anche se tutto ciò non c’entra niente con il raduno, nessuno può fare a meno di notare una situazione simile, anche perché la fabbrica è il primo biglietto da visita di qualsiasi azienda.
Per fortuna, ci sono i guzzisti, quelli fedeli e incrollabili, ma anche quelli che, avendo avuto la possibilità di provare la Griso, si sono detti entusiasti della nuova moto: l’atmosfera, infatti, era positiva e tanti facevano a gara per ricordarsi quand’era stata l’ultima volta che Guzzi aveva presentato due novità nello stesso anno!
La ciliegina sulla torta, ovviamente, sarebbe la produzione della versione stradale della MGS, ma sembra proprio che non ci sia intenzione di seguire questa strada.
Non si può avere tutto, è vero, quindi accontentiamoci della vitalità, della vivacità, dell’ottimismo che sono scaturiti da questo bell’evento.
Che sia di buon augurio per la nostra Aquila!
 

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