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UN PODIO PER DUE
La MGS-01 nel Trofeo Supertwins
Di Franco Bartoli

L’avventura delle Aquile di Mandello nel Trofeo Supertwins non poteva andare meglio: due vittorie per Guareschi, un terzo e un secondo posto per Veghini. Certo, bisogna dire che per il momento la lotta con le altre moto che prendono parte a questo campionato è stata un po’ impari, in quanto le prime due gare si sono svolte su due circuiti veloci come Misano e il Mugello.
Qui, in effetti, i 40 cavalli in più delle Guzzone hanno lasciato un po’ poco spazio alle Ducati due valvole, tradizionali dominatrici del trofeo: certo, è vero che le nostre moto pagano un bello scotto in termini di peso (il limite minimo per le quattro valvole a cardano è infatti stato fissato a 190 Kg, mentre moto come la NCR Millona pesano sui 130 Kg), ma sui super veloci curvoni di Misano o sul lunghissimo rettilineo del Mugello, fra l’altro anche in salita, la lotta è stata abbastanza impari.
Altro discorso sarà su un circuito lento e tortuoso come Magione, dove la maneggevolezza e leggerezza delle varie NCR o Bimota renderà presumibilmente la vita impossibile alla MGS.
Comunque, almeno per noi, l’obiettivo era quello di tornare a respirare l’atmosfera delle corse, non certo quello di dover dimostrare qualcosa alle altre marche: è per questo che abbiamo deciso di appoggiare volentieri l’iniziativa della Concessionaria Scola di Milano.
Del resto, dobbiamo dire che l’avventura è particolarmente avvincente, non solo per l’agonismo delle corse, ma anche perché la moto preparata dai tecnici lombardi è una vera e proprio MGS Evoluzione. Non si è infatti badato a spese nel cercare di aggiungere un po’ di “pepe” a una moto già di per sé intimamente corsaiola, ma anche figlia di soluzioni tecniche un po’ vetuste.
Sulla MGS del Team Millecento, questo il nome scelto dalla concessionaria per firmare le sue divagazioni in pista, si sono quindi applicate molte delle innovazioni che, in un primo momento, sembrava che Moto Guzzi volesse utilizzare su una futuribile MGS-02: ecco quindi la frizione e la distribuzione nuove, pistoni diversi rispetto a quelli montati sulla moto di serie (fra l’altro molte di queste modifiche sono state illustrate con dovizia di particolari da Gianpaolo Riva sulla nostra rivista “Tecnica delle moto italiane”) e anche qualche modifica al telaio.
Questo è almeno quello che abbiamo sbirciato noi, in quanto né il buon Stefano Perego, titolare della concessionaria e responsabile del team, né il perfetto Filippo Monti, responsabile tecnico, sono certo venuti a raccontare a noi tutti i segreti di questa stupenda Guzzona verde scuro.
Del resto, diciamo subito che, purtroppo, di occasioni per sbirciare ne abbiamo avute anche troppe: proprio per il fatto che la moto in gara ha la funzione di prototipo, le rotture e i guai tecnici sono stati più che frequenti.
Più di una volta la moto è stata riportata al suo minimo denominatore, ovvero il telaio: smontata di tutto, per la gioia dei meccanici che così hanno risolto il problema di come trascorrere la nottata: però si sa, queste sono le corse.
L’aspetto tecnico, quindi, in questo caso, ha avuto quasi il sopravvento su quello agonistico; ancora oggi si sta cercando di elaborare ulteriormente il motore, provando e testando nuove bielle.
In questo senso, la scelta di Daniele Veghini è stata perfetta: oltre a essere un ottimo e veloce pilota, come ha dimostrato al Mugello facendo la pole davanti a un manico come Guareschi, è anche un apprezzato collaudatore, visto che questo è stato il suo lavoro in Aprilia per lunghi anni

 

Nessuno meglio di lui, quindi, è stato capace di dare le giuste dritte ai nostri amici del Millepercento, indicando spesso la strada giusta da percorrere, soprattutto in termini di ciclistica. E’ questo il settore che più ha fatto tribolare il Team, in quanto fra forcella, mono e telaio non è stato assolutamente facile trovare il bandolo della matassa.
Alla fine, se così possiamo dire, ha vinto la Moto Guzzi: dopo tante prove e sofferenze per il buon Veghini, che si faceva interi rettilinei come se fosse morso da una tarantola, si è deciso di smontare il telaio evoluzione e montare il telaio di serie, quello con cui la MGS viene venduta: questo il venerdì sera prima delle prove cronometrate del Mugello. Il giorno dopo, con il telaio di serie, è venuta fuori la pole e, dulcis in fundo, la bella gara ad armi pari con Guareschi.
Il risultato lo sapete: un bel podio tutto Guzzi! Ma come in tutti i più splendidi giardini, dove ci sono le rose, ci sono anche le relative spine: noi che abbiamo corso diversi anni con le Ducati nel Trofeo Supertwins ci eravamo abituati a una sorta di confraternita: nonostante avessimo un pilota che bastonava tutti con una certa regolarità, rompevamo spesso le scatole ai tecnici degli altri team per farci dare una mano o risolvere qualche problema di elettronica.
Era quindi tutt’altro che raro vedere dei veri e propri “mostri sacri” del mondo desmo, come Ascanio Rodorigo o Franco Lenci, darsi da fare intorno a una moto avversaria, ben consci poi che la domenica avremmo messo dietro i loro piloti.
Invece, qui, nel mondo Guzzi che partecipa alla Supertwins ognuno si fa gli affari propri: in poche parole non c’è collaborazione, non c’è simpatia, non c’è quello spirito che pensavamo fosse il pane dei nostri bicilindrici. Sia chiaro non si incolpa nessuno, probabilmente dipende dal fatto che le due MGS sono alle “dipendenze” di due diverse concessionarie, e forse più che alle rivalità agonistiche qui si scontano rivalità commerciali.
Bene, dopo questa doverosa parentesi, torniamo subito alle buone nuove: ad esempio, è assolutamente eccezionale il supporto che i sostenitori del Team Millepercento danno a Veghini. Addirittura, a Misano è arrivato un intero autobus carico di tifosi: partiti a un’ora invereconda, nonostante la nottata passata abbondantemente in bianco, erano forse ancora più carichi ed emozionati del nostro pilota.
Ma anche al Mugello si è ripetuta la stessa scena: nonostante il tempo fosse più che incerto, e infatti in molti sono incappati in robusti temporali, sono venuti veramente in tanti, e quasi tutti in moto, da Milano e dintorni.
E’ stata così una bella festa, con tanto di striscioni e brindisi finale, così da rendere ancora più felice un epilogo già di per sé più che positivo. Un altro aspetto piacevole di questo inizio campionato è senz’altro la partecipazione del team MAS12 del buon Samuele Sardi che con il pilota Scardassa sta facendo esperienza: anche loro, come abbiamo potuto notare, in quanto a nottate passate in bianco non se la passano male, ma per passione e impegno stanno senza dubbio davanti a tutti. Ci ripromettiamo di dedicare un ampio spazio alla loro moto e alla loro attività agonistica nei prossimi numeri della nostra rivista.
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