
L’avventura delle Aquile di Mandello nel Trofeo
Supertwins non poteva andare meglio: due vittorie per Guareschi, un
terzo e un secondo posto per Veghini. Certo, bisogna dire che per il
momento la lotta con le altre moto che prendono parte a questo
campionato è stata un po’ impari, in quanto le prime due gare si sono
svolte su due circuiti veloci come Misano e il Mugello.
Qui, in effetti, i 40 cavalli in più delle Guzzone hanno lasciato un po’
poco spazio alle Ducati due valvole, tradizionali dominatrici del
trofeo: certo, è vero che le nostre moto pagano un bello scotto in
termini di peso (il limite minimo per le quattro valvole a cardano è
infatti stato fissato a 190 Kg, mentre moto come la NCR Millona pesano
sui 130 Kg), ma sui super veloci curvoni di Misano o sul lunghissimo
rettilineo del Mugello, fra l’altro anche in salita, la lotta è stata
abbastanza impari.
Altro discorso sarà su un circuito lento e tortuoso come Magione, dove
la maneggevolezza e leggerezza delle varie NCR o Bimota renderà
presumibilmente la vita impossibile alla MGS.
Comunque, almeno per noi, l’obiettivo era quello di tornare a respirare
l’atmosfera delle corse, non certo quello di dover dimostrare qualcosa
alle altre marche: è per questo che abbiamo deciso di appoggiare
volentieri l’iniziativa della Concessionaria Scola di Milano.
Del resto, dobbiamo dire che l’avventura è particolarmente avvincente,
non solo per l’agonismo delle corse, ma anche perché la moto preparata
dai tecnici lombardi è una vera e proprio MGS Evoluzione. Non si è
infatti badato a spese nel cercare di aggiungere un po’ di “pepe” a una
moto già di per sé intimamente corsaiola, ma anche figlia di soluzioni
tecniche un po’ vetuste.
Sulla MGS del Team Millecento, questo il nome scelto dalla
concessionaria per firmare le sue divagazioni in pista, si sono quindi
applicate molte delle innovazioni che, in un primo momento, sembrava che
Moto Guzzi volesse utilizzare su una futuribile MGS-02: ecco quindi la
frizione e la distribuzione nuove, pistoni diversi rispetto a quelli
montati sulla moto di serie (fra l’altro molte di queste modifiche sono
state illustrate con dovizia di particolari da Gianpaolo Riva sulla
nostra rivista “Tecnica delle moto italiane”) e anche qualche modifica
al telaio.
Questo è almeno quello che abbiamo sbirciato noi, in quanto né il buon
Stefano Perego, titolare della concessionaria e responsabile del team,
né il perfetto Filippo Monti, responsabile tecnico, sono certo venuti a
raccontare a noi tutti i segreti di questa stupenda Guzzona verde scuro.
Del resto, diciamo subito che, purtroppo, di occasioni per sbirciare ne
abbiamo avute anche troppe: proprio per il fatto che la moto in gara ha
la funzione di prototipo, le rotture e i guai tecnici sono stati più che
frequenti.
Più di una volta la moto è stata riportata al suo minimo denominatore,
ovvero il telaio: smontata di tutto, per la gioia dei meccanici che così
hanno risolto il problema di come trascorrere la nottata: però si sa,
queste sono le corse.
L’aspetto tecnico, quindi, in questo caso, ha avuto quasi il sopravvento
su quello agonistico; ancora oggi si sta cercando di elaborare
ulteriormente il motore, provando e testando nuove bielle.
In questo senso, la scelta di Daniele Veghini è stata perfetta: oltre a
essere un ottimo e veloce pilota, come ha dimostrato al Mugello facendo
la pole davanti a un manico come Guareschi, è anche un apprezzato
collaudatore, visto che questo è stato il suo lavoro in Aprilia per
lunghi anni

Nessuno meglio di lui, quindi, è stato capace di dare
le giuste dritte ai nostri amici del Millepercento, indicando spesso la
strada giusta da percorrere, soprattutto in termini di ciclistica. E’
questo il settore che più ha fatto tribolare il Team, in quanto fra
forcella, mono e telaio non è stato assolutamente facile trovare il
bandolo della matassa.
Alla fine, se così possiamo dire, ha vinto la Moto Guzzi: dopo tante
prove e sofferenze per il buon Veghini, che si faceva interi rettilinei
come se fosse morso da una tarantola, si è deciso di smontare il telaio
evoluzione e montare il telaio di serie, quello con cui la MGS viene
venduta: questo il venerdì sera prima delle prove cronometrate del
Mugello. Il giorno dopo, con il telaio di serie, è venuta fuori la pole
e, dulcis in fundo, la bella gara ad armi pari con Guareschi.
Il risultato lo sapete: un bel podio tutto Guzzi! Ma come in tutti i più
splendidi giardini, dove ci sono le rose, ci sono anche le relative
spine: noi che abbiamo corso diversi anni con le Ducati nel Trofeo
Supertwins ci eravamo abituati a una sorta di confraternita: nonostante
avessimo un pilota che bastonava tutti con una certa regolarità,
rompevamo spesso le scatole ai tecnici degli altri team per farci dare
una mano o risolvere qualche problema di elettronica.
Era quindi tutt’altro che raro vedere dei veri e propri “mostri sacri”
del mondo desmo, come Ascanio Rodorigo o Franco Lenci, darsi da fare
intorno a una moto avversaria, ben consci poi che la domenica avremmo
messo dietro i loro piloti.
Invece, qui, nel mondo Guzzi che partecipa alla Supertwins ognuno si fa
gli affari propri: in poche parole non c’è collaborazione, non c’è
simpatia, non c’è quello spirito che pensavamo fosse il pane dei nostri
bicilindrici. Sia chiaro non si incolpa nessuno, probabilmente dipende
dal fatto che le due MGS sono alle “dipendenze” di due diverse
concessionarie, e forse più che alle rivalità agonistiche qui si
scontano rivalità commerciali.
Bene, dopo questa doverosa parentesi, torniamo subito alle buone nuove:
ad esempio, è assolutamente eccezionale il supporto che i sostenitori
del Team Millepercento danno a Veghini. Addirittura, a Misano è arrivato
un intero autobus carico di tifosi: partiti a un’ora invereconda,
nonostante la nottata passata abbondantemente in bianco, erano forse
ancora più carichi ed emozionati del nostro pilota.
Ma anche al Mugello si è ripetuta la stessa scena: nonostante il tempo
fosse più che incerto, e infatti in molti sono incappati in robusti
temporali, sono venuti veramente in tanti, e quasi tutti in moto, da
Milano e dintorni.
E’ stata così una bella festa, con tanto di striscioni e brindisi
finale, così da rendere ancora più felice un epilogo già di per sé più
che positivo. Un altro aspetto piacevole di questo inizio campionato è
senz’altro la partecipazione del team MAS12 del buon Samuele Sardi che
con il pilota Scardassa sta facendo esperienza: anche loro, come abbiamo
potuto notare, in quanto a nottate passate in bianco non se la passano
male, ma per passione e impegno stanno senza dubbio davanti a tutti. Ci
ripromettiamo di dedicare un ampio spazio alla loro moto e alla loro
attività agonistica nei prossimi numeri della nostra rivista.
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