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PROMESSA MANTENUTA

Test anteprima della nuova Griso 8V

Si è svolta a Milano, in un contesto apparentemente poco tradizionale – abitualmente questo tipo di manifestazioni vengono effettuate presso la sede storica di Mandello – la conferenza stampa di presentazione della nuova e attesa Griso 1200 8V.
Forse il legame ideale nasce dal fatto che l’anteprima assoluta di questa novità era stata proposta proprio a Milano in occasione dell’EICMA 2006 dove, peraltro, questa motorizzazione aveva riscosso fin da allora notevole interesse e aspettativa.
Dobbiamo anche ricordare che l’indomani di questa presentazione ha visto Mandello del Lario teatro del GMG, annuale raduno organizzato dalla stessa Moto Guzzi per gli appassionati dell’Aquila di tutto il mondo; è quindi immaginabile che il management in sede fosse da tempo già abbastanza in fibrillazione per una manifestazione di tale portata.
Moto Guzzi, nella persona dell’Amministratore Delegato, l’Ingegner Daniele Bandiera, con la progettazione di un motore a 4 valvole per cilindro ha inteso rispondere alle richieste, a suo tempo manifestate dai giornalisti di settore a seguito dei test sulla Griso 1100 (e successivamente anche da parte della clientela), relative a un maggiore allungo e un aumento di potenza, confermando l’ipotesi che la granitica ciclistica della Griso fosse sovradimensionata per le prestazioni della versione da 1100 cc. L’unità a 4 valvole per cilindro è una vera e propria novità, se si considera che oltre l’80% dei suoi elementi costitutivi (per la precisione 563 componenti) sono di nuova realizzazione.
La potenza raggiunta è di 110 Cv (22 in più della sorella da 1100 cc) a 7.500 giri/min, dato che rappresenta la massima espressione nella produzione mandelliana di serie: certamente un dato competitivo, anche se paragonato con le prestazioni raggiunte dai bicilindrici raffreddati ad aria della Bmw, casa che rappresenta per il marchio di Mandello la diretta concorrente sui mercati internazionali.
E’ dunque da apprezzare lo sforzo effettuato dai tecnici Guzzi, che hanno riprogettato buona parte del motore due valvole: un ruolo di primaria importanza, logicamente, lo giocano le testate, la cui progettazione è stata oggetto di uno studio approfondito su diversi fronti: dall’ottimizzazione fluidodinamica relativa ai condotti di aspirazione per il massimo rendimento della camera di combustione, alla geometria delle valvole (che presentano lo stelo da 5 mm di diametro a sezione variabile).
Modifiche importanti sono anche quelle che hanno comportato la riduzione degli ingombri assiali, la maggiore scorrevolezza delle masse a moto alterno con minori perdite di potenza e la nuova distribuzione monoalbero in testa comandato da catena Morse (affidabile e silenziosa) e con un sistema di bicchierini-astine-bilancieri. Anche esteticamente, i gruppi termici sono riconoscibili per la più estesa alettatura curvilinea di colore nero.
Novità anche riguardo ai pistoni, forniti dalla Asso, forgiati e di nuovo disegno, dotati di anodizzazione a basso spessore nelle cave, provvisti di tre nuovi segmenti di tenuta e con una superiore stabilità termica, ottenuta anche con l’aiuto di getti d’olio specifici ad alta portata.
Parlando di impianto dell’olio, il raffreddamento e la lubrificazione sono garantiti da due pompe, con sistemazione coassiale al fine di limitare gli ingombri, che assicurano una portata di 25 l/min, alimentando la circolazione nella rete di condotti, caratterizzati da un maggiore afflusso a ogni organo in movimento.
Con l’ottenimento di un aumento di potenza e coppia (108 Nm a 6400 giri/min, 21 in più della 1100), doveva essere appropriatamente rinforzato anche l’organo vitale per eccellenza: l’albero motore, che acquisisce così un aumento della rigidezza flessionale del 68%.
Conseguenti modifiche strutturali vengono apportate all’intero basamento dove, in special modo, si rafforzano i supporti di banco che adottano, come anche le bielle, nuove bronzine di qualità superiore.
L’alimentazione si avvale del sofisticato sistema Magneti Marelli con centralina 5AM e di corpi farfallati da 50 mm di diametro, abbinati a iniettori Marelli IWP189.
Infine, lo scarico è dotato di un silenziatore che si è dovuto proporzionare alle accresciute prestazioni nei volumi della camera e arricchire di un ulteriore terminale elicoidale di uscita, tale da rendere questo elemento ancor più originale e caratteristico.
Le emissioni, naturalmente, sono conformi alle normative Euro 3.
Dal punto di vista ciclistico, invece, le novità più evidenti risiedono sostanzialmente sull’avantreno, dove risalta immediatamente la coppia di dischi flottanti con profilo a margherita da 320 mm della Braking abbinata a pinze radiali P4/34 marchiate Brembo.
Queste ultime sono ancorate ai piedini di una forcella Showa upside-down completamente regolabile caratterizzata da steli da 43 mm di diametro, a sua volta sormontata dal nuovo manubrio biconico, leggermente più stretto, in alluminio anodizzato con finitura in nero.




 

Al posteriore ritroviamo un’unità Boge con serbatoio del gas separato, anch’essa pluriregolabile, che lavora tramite leveraggi progressivi su un monobraccio in alluminio provvisto dell’ormai famoso sistema a Cardano Reattivo Compatto al servizio della trasmissione finale.
Nuova fisionomia per la sella, ora più sagomata, e per i sottostanti fianchetti, che mostrano un profilo più attillato e filante.
I cerchi a tre razze, in lega di alluminio fusi in conchiglia da 17”, montano una coppia di pneumatici da 120/70 all’anteriore e da 180/55 al posteriore. La velocità massima dichiarata è di 225 Km/h.
Le colorazioni proposte sono nero lucido (un classico Guzzi) e bianco lunare. La commercializzazione è prevista a partire dal mese di ottobre con un prezzo di listino di 12.950 Euro: quest’ultimo dato è sicuramente interessante, in quanto consente a Moto Guzzi di essere presente sul mercato con un’offerta competitiva, segnando una controtendenza rispetto ai passati modelli presentati a prezzi di listino, diciamo così, sicuramente importanti.

IL TEST SU STRADA
La curiosità nel provare questo nuovo modello era tanta. Una volta messo in moto, i primi giri del motore al minimo manifestano le classiche vibrazioni del grosso V-twin di Mandello.
In questo frangente, però, sembrano addirittura amplificate, magari dalla cubatura ulteriormente maggiorata, provocando al manubrio, quando non vi si appoggiano le mani, uno scuotimento a dir poco d’altri tempi (forse a causa della sua maggiore leggerezza ed elasticità).
Anche la prima sgassata da fermo ci ripropone un’energica coppia di rovesciamento che sposta non di poco la moto verso destra.
Eppure, ci pareva di ricordare che sui modelli Breva e Griso 1100 questa caratteristica fosse sensibilmente ridimensionata. Sarà per l’albero motore rinforzato e, quindi, un po’ appesantito?
Una certa difficoltà si riscontra per richiudere il cavalletto laterale, in quanto sistemato in posizione molto avanzata, tale da doversi allungare con il piede sinistro in un’operazione poco confortevole.
Si conferma, invece, la sensibilità del cambio, dall’innesto discreto e preciso.
Dai primi chilometri appare subito evidente come la diversa triangolatura sella pedane manubrio imponga una posizione di guida più inclinata in avanti, per una maggiore aerodinamicità del guidatore, pur senza gravare su avambracci e polsi.
Ne risultano svantaggiati i piloti di taglia medio-piccola che si devono allungare con le braccia verso le estremità un po’ più avanzate del manubrio. L’intento dei progettisti risulta comunque in sintonia con un mezzo che ha velleità sportive.
Sul versante frenata niente da eccepire, se non una lieve “legnosità” che viene da imputare all’accoppiamento dischi-pastiglie non ancora adeguatamente rodati.
Eccellente risposta del reparto sospensioni alle sollecitazioni cittadine, anche se si avverte una certa rigidità dedicata, anche in questo caso, alle maggiori prestazioni.
Ottimi gli specchi retrovisori che, pur godendo di una linea moderna e filante, sono funzionali e non svolgono solo, come accade sempre più spesso, una funzione estetica.
C’è da precisare, purtroppo, che a causa del poco tempo a disposizione, abbiamo avuto al possibilità di testare la 8V unicamente su strade cittadine e, quindi, tutte le nostre impressioni sono relative alle basse velocità urbane.
Abbiamo quindi solo potuto apprezzare la ripresa dai bassi regimi (1500 giri) in sesta marcia, con un risultato abbastanza gratificante nella progressione.
Nella prova dinamica, inoltre, l’ottimo bilanciamento dei pesi riesce a celare il fin troppo consistente peso della moto – che l’Azienda dichiara di 222 Kg a secco – pur nell’ambito degli inevitabili slalom nel traffico.
Pur nella brevità del test, abbiamo quindi apprezzato la maneggevolezza e guidabilità del mezzo, anche grazie alle buone performance delle gomme Metzeler Sportec M3, mentre non abbiamo potuto assaporare quella che dovrebbe essere la principale novità e migliore caratteristica di questo nuovo motore, ovvero la sua coppia e potenza.
Certo è che, per quel poco che abbiamo potuto capire, la progressione sopra i 5000 giri dovrebbe essere entusiasmante, accompagnata com’è da un bel rombo che promette grandi cose: rimandiamo quindi, per una prova completa ed esauriente, a un prossimo articolo dove potere sfruttare in pieno il carattere di questo rivitaminizzato propulsore. Dal punto di vista estetico, la Griso in questa versione da 1200 cc, con il suo look pieno e possente, si conferma ulteriormente una moto di grande fascino, che non tradisce gli appassionati più legati alla tradizione, ma nel contempo strizza l’occhio anche a chi da un mezzo a due ruote ricerca potenza e sportività.




 


 

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