
Negli anni Cinquanta nasce l’idea di creare una
bicilindrica voluminosa e di grossa cilindrata, però il mercato delle
due ruote non ha ancora grande interesse per i motori più potenti,
pertanto l’idea rimane “in cantina” per diversi anni.
Solo su esplicita richiesta della Polizia di Stato, negli anni Sessanta,
la Fabbrica di Mandello del Lario costruisce la famosa V7: due cilindri
a V di 90° e 700 cc di cilindrata.
Ben presto, dunque, questo modello suscita l’interesse della Polizia
americana e in particolare del Los Angeles Police Department che
commissiona al marchio italiano delle V7 bianche, vendute dalla Casa
italiana al prezzo simbolico di un dollaro ciascuna. Quei mezzi
assegnati alla Polizia californiana erano molto simili a una delle due
moto protagoniste di questo articolo.
Da quella sorta di operazione di marketing, le vendite della Moto Guzzi
sono poi decollate in tutto il mondo, soprattutto per quanto riguarda le
richieste da parte delle forze armate e dei reparti di Polizia di molti
paesi.
Essendo la bicilindrica Guzzi più grossa, più pesante e più veloce della
Harley-Davidson, il marchio americano ha avuto non poche difficoltà per
sopravvivere sul mercato durante gli anni Settanta, perdendo sempre più
terreno nei confronti della V7.
Quest’ultimo modello rimane infatti ad oggi uno dei maggiori successi
della Casa di Mandello del Lario e il vero guzzista lo ama, cerca di
reperirne un esemplare ancora in buone condizioni ed è disposto a
spendere anche cifre importanti proprio per questo motivo.
La V7 bianca che vedete in queste immagini è stata ribattezzata appunto
la Dama Bianca. E’ stata costruita nel 1972 e, fino al 1984, ha prestato
servizio nella Polizia Stradale.
Poi, una volta terminata la sua “carriera” militare, è stata venduta
all’asta ed è quindi passata a vestire dei normali abiti civili.
L’altra V7 che compare nelle fotografie, invece, è del 1974 ed era dei
Vigili Urbani di Treviso.
All’inizio degli anni Novanta, il suo proprietario (amico del primo) ha
sentito che a Merano (distante circa 200 Km da dove risiede) era stata
messa in vendita una V7 usata.

Detto, fatto: è andato a vederla e l’ha subito
comprata, anche se era ridotta piuttosto male.
Pensate che è stato costretto a tornare a casa con un solo cilindro
funzionante, perciò si è dovuto sorbire ben 200 chilometri di tragitto a
una velocità di “crociera” pari a 30 Km/h! Poi, insieme ad altri amici,
i due protagonisti hanno cominciato a lavorare sulle loro rispettive V7.
La passione per la meccanica e il grande amore per il Marchio di
Mandello del Lario ha fatto sì che, grazie anche ad alcuni specialisti
del settore, i due esemplari siano stati smontati in ogni loro parte,
puliti, sabbiati e riverniciati, sostituendo i pezzi laddove questi non
risultavano più ripristinabili.
Il tutto è avvenuto senza tagliare, perforare o saldare niente, vale a
dire lasciando perfettamente integra la struttura dei mezzi, secondo una
precisa scelta filosofica che consente, in qualsiasi momento, di
riportare le moto al loro stato originale. Come già anticipato
all’inizio, nel primo caso, ovvero per la V7 bianca, è stato scelto di
ricreare il look delle moto allestite per la Polizia americana negli
anni Settanta, mentre nel secondo si è optato per una caratterizzazione
anch’essa vagamente militare, con la livrea verde mimetico, ma al tempo
stesso in linea con i mezzi utilizzati nel deserto dagli esploratori.
Ben presto, però, i nostri due protagonisti si sono resi conto delle
difficoltà che può comportare il riportare questi modelli al loro antico
splendore, scontrandosi soprattutto con la difficilissima reperibilità
dell’impianto di scarico con silenziatori a sigaro con il foro d’uscita
da 38 mm di diametro, per non parlare, poi, delle sirene originali della
Dama Bianca!
Tuttavia, è altrettanto vero che un guzzista come si deve non ha mai
fretta e, quindi, dopo qualche anno di ricerche ininterrotte, anche gli
ultimi pezzi sono saltati fuori ed è stato di conseguenza possibile
ultimare le realizzazioni.
Ad ogni buon conto, tanto per fare un esempio, nel caso della Desert, in
soli tre giorni, la moto può essere riconvertita allo stato
completamente originale, visto che non è stato tagliato né saldato
niente, ma sono stati solo aggiunti eventuali accessori fissati
utilizzando i punti di attacco predisposti dalla fabbrica costruttrice.
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