
Domenica 27 febbraio se n’è andato uno dei personaggi che hanno maggiormente contribuito a scrivere le pagine della storia Moto Guzzi.
Non basterebbe un libro intero per raccontare la vita professionale di Umberto Todero all’interno della fabbrica di Mandello del Lario, visto che il suo ingresso dai cancelli di Via Parodi come dipendente risale al 6 marzo 1939, alla giovanissima età di 16 anni.
Ne aveva viceversa 82 quando, lo scorso 27 febbraio, la sua vita si è interrotta a causa di un brutto male che lo aveva colpito pochi mesi fa e che lo aveva forzatamente allontanato dal suo ufficio e dal suo amato tecnigrafo.
Un nome, quello di Todero, noto e stimato in tutto il panorama motociclistico mondiale e che, in 65 anni al servizio di Moto Guzzi, ha messo a frutto un bagaglio di esperienza pressoché incomparabile.
Chi ha avuto la fortuna e il privilegio di ascoltare i suoi racconti sa bene come “l’Umberto” sapesse incantare il proprio pubblico.
Racconti che parlavano della sua storia, della storia Guzzi, della guerra.
Parole ricche di amore, di passione e anche di sofferenza (perché la vita spesa in quel di Mandello ha significato anche questo), ma che hanno insegnato tanto, soprattutto ai più giovani, ai quali si dedicava con particolare passione.
Di momenti da raccontare ne aveva veramente tanti, vista la grande intensità con cui ha sempre portato avanti il suo lavoro.
A tal proposito, riportiamo un suo recente scritto, che vale più di qualsiasi commemorazione, attraverso il quale è lui stesso a raccontare i passi più importanti della sua lunga “avventura” in Moto Guzzi: “Finite le scuole, dopo essermi diplomato presso la Scuola d’Arte ad indirizzo industriale in Friuli, dove risiedevo con la mia famiglia, mi fu offerto un posto di lavoro a Lecco, presso la Filiale Fiat.” ... “Dovendo sottostare ad un periodo di residenza di tre mesi, obbligatorio per quei tempi, prima di ottenere il nulla osta all’assunzione, ebbi la possibilità di un colloquio alla Moto Guzzi, presentandomi con una domanda di lavoro.
La sorte mi favorì, e dopo pochi giorni ebbe inizio la mia lunga storia legata alla Moto Guzzi... Iniziai nel 1939 con semplici lavori di disegno di particolari, attinenti la costruzione del motociclo Alce, allora in fase di studio e di realizzazione; continuai poi con lo sviluppo del Trialce e venni impiegato a realizzare un motore fisso industriale da utilizzare per formare gruppi elettrogeni o motocompressori in uso alla Marina Militare.”
“Al termine della guerra, fui impiegato nell’aggiornamento e nel rinnovo di motocicli già in produzione nell’anteguerra, partecipai con studi riguardanti principalmente sistemi di sospensione, impianti frenanti, cambi di velocità ed altro ancora... Fu proprio questo il periodo in cui mi affermai nei lavori di progettazione e di aiuto al Comm. Carlo Guzzi. Nel 1948 la mia carriera subì una svolta importante. Venni, infatti, affidato alle dipendenze dell’Ingegner Giulio Cesare Carcano, geniale progettista della Otto Cilindri e del motore bicilindrico a V di 90°, che rappresenta ancora oggi il simbolo della Moto Guzzi... Nel 1951 venni nominato Vice Capo Reparto Corse, e gli anni che seguirono furono quelli della mia maggiore responsabilità.”
“Finita l’esperienza al Reparto Corse, nel 1957, continuai la mia attività sempre sotto la direzione dell’Ing.Carcano, con il quale contribuii a realizzare nuovi prodotti, tra i quali vorrei ricordare lo Stornello, nelle versioni Turismo e Sport, ai quali seguirono la V7 e il motore bicilindrico a V.
Dopo la scomparsa dei Soci Fondatori, Giorgio Parodi nel 1955 e Carlo Guzzi nel 1964, la Moto Guzzi passò di proprietà in proprietà, con tanti problemi da risolvere e conseguentemente con diversi sistemi organizzativi... Negli anni Settanta collaborai all’estensione di norme riguardanti l’inquinamento atmosferico su temi proposti dal Ministero dei Trasporti italiano, della CEE e dell’ONU tramite l’ISO.”
“Nel 1975, devo ricordare un grande e inaspettato riconoscimento che mi giunse dal Ministero del Lavoro: un telegramma, poi seguito dal Decreto del Presidente della Repubblica, mi annunciava l’assegnazione della Stella al Merito del Lavoro, con il titolo di Maestro del Lavoro.
Attraverso il mio lavoro, svolto in tutti questi anni con una passione e una dedizione infinite, ho sempre ottenuto soddisfazioni e riconoscimenti, motivo per cui mi sento davvero orgoglioso d’aver contribuito unitamente a tanti colleghi alle migliori fortune della Moto Guzzi, e alla quale auguro un futuro in continuo crescendo e ricco di successi.”
Ciao Umberto: un grazie di cuore da parte nostra e di tutti i Guzzisti del Mondo.
CLICCA
QUI PER ABBONARTI A BICILINDRICA
CLICCA
QUI PER TORNARE ALL'INDICE DI QUESTO NUMERO