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In questo numero di MONDO DUCATI...



VOCAZIONE SPORTIVA
La 900 Super Sport a coppie coniche
di Giorgio Scialino

Sorella maggiorata della 750 SS, è stata (e lo è ancora) in cima ai desideri di moltissimi smanettoni nei pittoreschi anni Settanta. Carisma e potenzialità si fondono alla perfezione in questo modello, la 900 Super Sport, che qui vediamo nell’insolita configurazione biposto. Rispetto alla concorrenza dell’epoca, le sue finiture apparivano sicuramente più spartane, ma questo non faceva che rafforzare il suo carattere. Una moto essenziale, indubbiamente sportiva e concepita per essere funzionale. Un prodotto italiano che ha carattere da vendere e che, a oltre trent’anni di distanza, mantiene immutato tutto il suo fascino. La configurazione più diffusa di questa moto è sicuramente la versione con la sella monoposto e il codino tondeggiante che celava al suo interno un vano portaoggetti accessibile mediante una cerniera. Non tutti, però, sanno.…>>>clicca qui per leggere l'articolo

 

LA PICCOLA HYPER
Analisi tecnica della Hypermotard 796
di Lorenzo Miniati, foto Milagro


Avevamo già avuto modo di incontrare l'Ingegner Paolo Versari dal momento che, prima di occuparsi della Hypermotard 796, era stato niente meno che responsabile del progetto Desmosedici RR. Da un V4 ad altissime prestazioni come la prima MotoGP stradale a una versione quasi entry level della motard Ducati il salto è notevole, ma Versari dimostra lo stesso entusiasmo che aveva quando lo abbiamo sentito la prima volta, nel 2007. "Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto con la nuova 796, perché con essa abbiamo potuto allargare l'utilizzo di un modello di successo, mantenendo inalterato il suo fascino." I punti sui quali si è lavorato per rendere più fruibile la moto rispetto alla versione da 1100 cc sono essenzialmente tre: un motore meno potente e più facile da utilizzare, un veicolo più leggero e un comfort superiore grazie a una diversa posizione di guida e a una più morbida taratura delle sospensioni. Nel perseguire questi....>>>clicca qui per leggere l'articolo

 


MEGLIO CAMBIARE
Il cambio di velocità nei motori Ducati
di Stefano Ferrigno



E' senz’altro lo strumento di maggior godimento del ducatista e del motociclista in generale: parliamo di quella piccola leva posta sotto al piede sinistro, il cui uso permette di scatenare la coppia del bicilindrico Desmo. Il cambio di velocità è un dispositivo che per molti fa parte dell’uso comune, ma che per alcuni è ancora avvolto da un po' di mistero, per la sua complessità e al contempo delicatezza. In realtà, forse non tutti sanno il perché della sua presenza, anzi, della sua necessità. Il punto è che il nostro bicilindrico, e più in generale qualsiasi motore a combustione interna, è una macchina imperfetta, poiché le sue prestazioni variano in maniera sensibile al mutare del regime di rotazione. Ciò avviene nell’intervallo compreso tra il regime di minimo e quello di potenza massima. Il primo è appunto il minimo numero di giri necessario per mantenere il motore in funzione, superando tutte le resistenze interne. La potenza massima, invece..... >>>clicca qui per leggere l'articolo

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