
Prendete una moto ben riuscita sul piano funzionale,
ma meno a livello estetico, come la Ducati Multistrada. Poi prendete
alcuni particolari, più gradevoli e personali da vedersi, di una KTM
stradale. Mescolate il tutto e otterrete la MultiKappa, vale a dire la
special protagonista di questo servizio.
In effetti, molti appassionati del marchio di Borgo Panigale, come
dimostra anche l'articolo pubblicato nelle pagine precedenti, non hanno
gradito l’estetica della Multistrada, giudicata poco aggraziata,
soprattutto per quanto riguarda la zona anteriore.
Nella vista laterale, a un posteriore filante e sportivo, infatti, è
accoppiato, quasi come se fosse staccato dal resto della moto, un
voluminoso cupolino, che non rende giustizia alla vista d’insieme.
Perché, quindi, non andare a eliminare quelle linee poco felici, per far
tornare la luce su questo modello così azzeccato dal punto di vista
dinamico?
Una questione che si è posto anche Giuseppe Tumolo, titolare della
concessionaria Ducati MotoTi di Bovisio Masciago (MI), prima di iniziare
la trasformazione della special che vedete nelle immagini.
“Volevo realizzare un Motardone!” è la frase con cui Giuseppe esordisce
descrivendoci le modifiche apportate al suo mezzo. La base di partenza
per questa realizzazione è una Multistrada del 2003. Il cupolino
originale è stato tolto e, al suo posto, inserito quello, completo di
gruppo ottico, della KTM Super Duke. Su di esso, poi, è stato
imbullonato, con quattro viti a vista, un plexiglas traslucido che
riprende la tonalità blu elettrico di telaio, paramani e altri
particolari della carrozzeria.
La strumentazione è quella originale della Multistrada ed è alloggiata
dietro al piccolo cupolino, “annegata” in una piastra d’alluminio
sagomata a mano. Il finto serbatoio della Multi, che in realtà ospita
l’airbox, è rimasto originale e sopra di esso fa bella mostra di sé il
logo Ducati old style.
Al suo interno è inserita una batteria ermetica, alloggiata come sul
Monster, in posizione sdraiata e fissata alla cassa filtro per mezzo di
staffe artigianali.
Per dare un senso di continuità alle forme, sono stati costruiti ad hoc
dei convogliatori che portano aria fresca alla cassa di aspirazione.
Questi, oltre a riempire il vuoto creatosi in seguito all’asportazione
dei fianchetti originali, sono stati plasmati a mano modellando la
vetroresina su stampi autocostruiti, con grande cura e pazienza. Stessa
sorte è toccata al puntale inferiore e al codone stesso, ridisegnato con
il profilo di quello della 999.
I convogliatori ospitano degli indicatori di direzione di derivazione
automobilistica e, dietro alle grate, ci sono delle ventole attivabili
manualmente (quelle dei PC!), che incanalano aria nell’airbox.
La forcella Öhlins è stata "rubata" a una Multistrada S, al pari del
manubrio. Le pinze dei freni anteriori, a quattro pistoncini, sono
invece di una 999. Gli specchietti retrovisori, di tipo aftermarket,
sono sorretti dalle pompe radiali del freno anteriore e della frizione,
anche queste prese in prestito: in questo caso, però, da una
sportivissima Aprilia RSV 1000.
In alluminio sono invece i serbatoi delle pompe stesse, in modo da
riprendere la colorazione del resto della moto. E’ questa cura nei
dettagli che rende l’insieme molto aggraziato e gradevole.
Esempio ne sono le tubazioni dei freni e della frizione, il traliccio
del telaio, il paracatena, il coperchio della frizione e le grate delle
cartelle copricinghie di colore blu elettrico. I cerchi sono verniciati
in modo speculare: il posteriore con canale grigio metallizzato e razze
blu elettrico e l’anteriore con canale blu e razze grigie. La scritta
MotoTi, aerografata sul canale dei cerchi è una raffinatezza molto
elegante.
L’opera di verniciatura è stata eseguita da New Design 05 di Sesto San
Giovanni (MI), riprendendo la famosa livrea che Ducati utilizzava per
dare un tocco di sportività ai suoi modelli.
La sella, effettuata da uno specialista brianzolo, prevede un nuovo
rivestimento a tre colori in tinta con la carrozzeria. Gli inserti
laterali sono realizzati in un materiale che riproduce esteticamente la
trama intrecciata della fibra di carbonio.

Le cartelle copricinghie di serie sono state forate per lasciar
intravedere gli organi della distribuzione attraverso una retina di
protezione. La puleggia principale, quella collegata all’albero a
gomiti, è stata verniciata di colore rosso. Stessa tonalità per le
rondelle che tengono in posizione le molle spingidisco della frizione e
le elettroventole posizionate dietro la retina dei convogliatori d’aria.
Le pedane del passeggero sono state asportate, rendendo la parte
inferiore della zona d’attacco del forcellone al telaio più pulita e
snella nella vista d'insieme.
Buona parte del tempo dedicato a questa realizzazione è stato speso per
l’adattamento dell’impianto di scarico. Nonostante gli adesivi
Termignoni che troneggiano in bella vista su entrambi i lati, questo
componente è invece prodotto dalla Laser e omologato per circolare su
strada.
L’impianto, scelto principalmente per i tre terminali a canne d’organo
che ricordano molto quello della MV Agusta F4, è in realtà un
adattamento di quello dedicato alla Kawasaki ZX-6 R.
Una così differente tipologia di motori (quattro cilindri per la
giapponese contro i due della Ducati), ha richiesto molto lavoro per
l’opera di adattamento.
Quello della Multistrada, infatti, di serie ha due silenziatori e, prima
di arrivare ad essi, i tubi di scarico transitano in un polmone di
compensazione che nella MultiKappa non è stato spostato.
Ad esso sono state saldate le tre canne d’organo con rivestimento
esterno in titanio che puntano verso l’alto. I tubi di scarico, che
partono dai collettori e raggiungono questo polmoncino di compensazione,
invece, sono stati costruiti su misura per la MultiKappa dai tecnici
della Laser.
Il tubo che parte dal cilindro orizzontale è parzialmente coperto alla
vista dal ben congegnato puntale inferiore, che è sagomato appositamente
per non entrare in contatto con esso. Il collettore del cilindro
verticale, invece, passa sotto al motore e lì va ad accoppiarsi in
parallelo con l’altro tubo. A questo punto, il loro percorso diventa
rettilineo fino a sparire alla vista sotto la sella e a raccordarsi col
polmone di compensazione sopra descritto.
Il lavoro è ordinato, ma i due tubi che corrono paralleli davanti alla
ruota posteriore potevano essere ancora più aderenti al codone, in modo
da lasciare in bella vista il grosso pneumatico rain.
Tramite un apposito supporto in carbonio sono fissati il gruppo ottico
posteriore (originale della Multistrada) e il portatarga. Sopra i tre
“cannoni” di scarico, trova invece alloggiamento un nuovo codone. La
maniglia è scomparsa insieme al portapacchi. Le forme sono meno pesanti
e, visto dall’alto, il tratto posteriore più esterno del codino è molto
simile a quello della 999. Viaggiando un po’ con la fantasia, sembra
quasi una punta di freccia che mira chi si trova dietro!
Tutte le modifiche apportate, in ogni caso, non hanno interessato il
telaio del veicolo, quindi sono completamente reversibili. La
trasformazione che ha creato i maggiori grattacapi ha riguardato senza
dubbio la collocazione dell’impianto elettrico: in nome di una maggiore
pulizia estetica la scelta di nasconderlo ha rappresentato fin da subito
un imperativo assoluto.
Ovvi problemi di spazio sono stati brillantemente superati e il
risultato visivo ne è la riprova. La parte elettrica resta anch’essa
completamente originale.
Questa MultiKappa, per dirla tutta, è la moto personale del Signor
Tumolo. Viene usata quotidianamente su strada, quindi si è preferito non
intervenire sul motore (a parte scarichi e filtro), perché la potenza
del 1000 DS è già più che sufficiente. Giuseppe Tumolo ci ha confidato,
poi, che il progetto di trasformazione che ha portato a questa
MultiKappa è partito da mire molto ambiziose: durante il World Ducati
Week 2004 una special su base Monster della concessionaria MotoTi si è
aggiudicata il premio della giuria popolare nella gara estetica. Ciò
premesso, la moto è stata allestita con l’unico scopo di vincere, anche
nell’edizione 2007 del WDW, almeno uno dei premi riservati alle special.
Purtroppo, però, la MultiKappa non è stata terminata in tempo e non ha
quindi potuto prender parte al contest. Un vero peccato.
L’onore di trovare spazio sulla carta stampata, tuttavia, pensiamo se lo
sia ampiamente meritato. Gli stampi per replicare le carene, Tumolo li
ha ovviamente tenuti. Perciò, se vi venisse in mente di farvi allestire
una replica…
CLICCA
QUI PER ABBONARTI A MONDO DUCATI
CLICCA
QUI PER TORNARE ALL'INDICE DI QUESTO NUMERO