In
questo numero di MONDO DUCATI...

GENERAZIONE
F1
Le versioni speciali della celebre 750 bolognese
Di Stefano Ferrigno
La nascita
della F1, molto probabilmente, capitò in un momento particolarmente
sfortunato per la Ducati: il nuovo matrimonio con la Cagiva dei fratelli
Castiglioni aveva infatti portato abbastanza problemi a Borgo Panigale e
certamente molti dei difetti che mortificavano la prima F1, quella del
1985, furono la diretta conseguenza di tale difficile situazione.
Fortunatamente, l'anno successivo la moto fu oggetto di sostanziali
aggiornamenti che coinvolsero un po' tutta la componentistica e lo
stesso cuore pulsante da 748 cc. La parentela della prima versione con
la generazione Pantah era infatti strettissima e fu proprio per questo
che il propulsore da tre quarti di litro, almeno sulle prime, non
convinse sul piano prestazionale. D'altronde, si trattava di un 650
appena modificato, il quale
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LA
MOTO DI DOUG
Una 888 SPS rivista e corretta
Di Giovanni Biffaroni, foto Claudio Buoncompagni
La recente storia della produzione di serie Ducati è ricca di modelli
stradali che si sono ispirati ai mezzi da competizione che hanno
dominato il campionato mondiale Superbike a partire dai primi anni
Novanta. Si tratta delle così dette “race replica”, ossia di mezzi che
si differenziano dalle “versioni base” per la stretta somiglianza
tecnica con i rispettivi modelli da competizione.
Tra i tanti esemplari prodotti, per citarne solo alcuni, basti ricordare
i vari modelli SP della famiglia 851-888, seguiti temporalmente dalle
varie 916-996 SP e SPS, 998 R ecc. Tuttavia, c'è un modello che
probabilmente può essere considerato come la più fedele race replica mai
prodotta dalla Ducati: stiamo parlando della 888 SPS.
Questa moto, costruita e commerciailizzata nel 1992, rappresenta un
modello di riferimento....>>>clicca
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Sembrerà impossibile, ma affrontare un tema delicato come la definizione
dell'erede di un modello di straordinario successo come il Monster
rappresenta oggi una sfida tecnica, piuttosto che stilistica.
All'interno della fabbrica Ducati, infatti, ingegneri e designer vanno
ormai a braccetto e non esiste progetto, ormai, che venga inizialmente
concepito solo ed esclusivamente attraverso dei disegni.
Tutto viene preso in considerazione fin dal principio: ingombri, ipotesi
di montaggio, costi di industrializzazione, ergonomia. La cosa
interessante è che, quando tutti questi dettami vengono soddisfatti,
spesso la moto che ne risulta è anche bella.
Ecco perché il nuovo Monster 696 non abbaglia alla prima presa di
contatto visiva così come fece il suo predecessore di oltre quindici
anni fa.
Ormai siamo abituati a quel tipo di forme e sarebbe stato..... >>>clicca
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