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In questo numero di MONDO DUCATI...



IO LA GUIDA COSI'
Una Desmosedici RR per i diversamente abili
di Lorenzo Miniati

Questa storia ha dell'incredibile. Non tanto per il suo contenuto, che è comunque molto interessante, quanto per le modalità con cui si è svolta. Tutto parte, infatti, dal Giappone e finisce con la realizzazione di una Desmosedici RR omologata per essere guidata da una persona che purtroppo, in seguito a un incidente, ha subìto l'amputazione della gamba sinistra. Gilberto Gatti è il protagonista di una vicenda che ha addirittura fatto sì che venisse modificata la legge che regolamentava la possibilità o meno di guidare da parte dei diversamente abili. Prima, infatti, in Italia non era possibile guidare un mezzo a due ruote per chi aveva subìto conseguenze come quelle di Gilberto, mentre in altri paesi europei era consentito già da tempo con le condizioni del caso. In pratica, grazie al preziosissimo aiuto.…>>>clicca qui per leggere l'articolo

 

LA F1 DI MARCO
Una bellissima 750 Lucchinelli Replica

Nel 1986, Marco Lucchinelli gareggiò a Daytona per due volte. Una volta nella cosiddetta BoTT (Battle of the Twins), dove vinse, e un'altra nella famosa 200 Miglia. In quest'ultima, utilizzò una F1 750 praticamente di serie, dal momento che il regolamento di quella categoria imponeva alle moto partecipanti una stretta parentela con il modello stradale. La moto guidata dal campione italiano fu assemblata a partire da tre diversi esemplari. La forcella e la sella provenivano infatti dalla seconda versione della F1. Il serbatoio del carburante e la carenatura, invece, erano stati "cannibalizzati" dalla prima versione, mentre l'impianto frenante e il parafango anteriore....>>>clicca qui per leggere l'articolo

 


ARIA O ACQUA?
Il raffreddamento nei bicilindrici Ducati (prima parte)
di Stefano Ferrigno


Da un lato la tecnica ha fatto passi da gigante, mentre dall’altro l’elettronica regna ormai sovrana all’interno delle nostre motociclette. Tuttavia, anche il più moderno e sofisticato propulsore resta oggi una macchina dal rendimento piuttosto basso, cioè capace di fornire potenza solo al costo di un importante "spreco" di energia. Infatti, rispetto a quella che introduciamo nel serbatoio sotto forma di benzina (energia chimica), solo una minima parte viene convenientemente utilizzata: almeno i 2/3 vanno sprecati. Tutto il resto viene convertito in calore con l’immediata conseguenza di dover fronteggiare il suo efficace smaltimento per consentire il corretto funzionamento del propulsore entro le temperature di esercizio e di resistenza dei diversi materiali con cui esso è realizzato. Per assolvere a questo ..... >>>clicca qui per leggere l'articolo

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