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In questo numero di MONDO DUCATI...

 

IO TI SOGNO COSI’
Alcuni concept della SW Design

Come avrete letto nell’inchiesta pubblicata nell’ultimo numero (che si occupava di raccogliere pareri sul design della 999 e della Multistrada), le Ducati di oggi stanno vivendo una fase particolare per quanto riguarda lo stile che le contraddistingue. In pratica, se prima i bicilindrici di Borgo Panigale mettevano d’accordo tutti (o quasi) sul fronte di linee e forme, adesso ognuno si sente in diritto di dire la sua. Capita infatti con una certa frequenza che alcuni dei nostri lettori ci inviino disegni ed elaborazioni grafiche della Ducati dei loro sogni. Tra questi, però, c’è anche chi le moto le disegna di mestiere ed ecco dunque che Antonio Sassi della SW Design di Reggio Emilia ha voluto inviarci alcune proposte aventi come oggetto....>>>clicca qui per leggere l'articolo

 

MORSA D’ACCIAIO
Le pinze Brembo a quattro pistoncini
di Gianpaolo Riva

A causa del continuo aumento delle prestazioni dei motori motociclistici gli impianti dei freni hanno subìto nel tempo profonde evoluzioni, realizzate anche per rendere il loro comando più modulabile e dunque meglio gestibile. Tra queste evoluzioni, quella relativa alle pinze con quattro pistoni contrapposti due a due è senza dubbio una delle più significative, dovuta originariamente alla Brembo, nota multinazionale che ha la sua sede storica in Lombardia. L’azienda leader nella costruzione di impianti frenanti per moto ha apportato continue modifiche alle pinze con quattro pistoni, fondamentalmente dovute alla necessità di aumentare il raggio efficace e cioè la distanza tra il centro del disco e quello della pastiglia. Tale raggio.... >>>clicca qui per leggere l'articolo


ALLA PROVA DEI FATTI
Prova di gruppo della 749R
di Lorenzo Miniati
Foto Snap Shot

Magione - Ho avuto modo di provare la 749R a Brno, su uno dei circuiti più belli d’Europa, grazie alla gentilezza e alla disponibilità, oltre naturalmente che di Ducati, di Massimo Temporali (tester e pilota di una certa popolarità) il quale, iscritto alla classe Superstock, fu ben lieto di cedermi il posto sulla moto che l’indomani l’avrebbe visto salire sul podio grazie a un bel secondo posto. Per l’occasione, dunque, il mezzo era stato settato e messo a punto secondo i gusti e le esigenze di un pilota vero e non secondo le indicazioni del costruttore, come di solito avviene quando proviamo le moto di parco stampa. Non me ne vogliano i ragazzi, peraltro simpaticissim... >>>clicca qui per leggere l'articolo

 

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