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AFFARI PRIVATI
La MotoGP vista dal Team Pramac D’Antin
Di Andrea Tesseri

Piccolo, testa rasata, occhi vivaci, movenze ed espressioni sicure: è Louis D’Antin. Pilota spagnolo di buon valore nella 250 degli anni novanta, dal 2004 a capo della squadra satellite della Ducati in MotoGP: il Team Pramac D’Antin MotoGP, appunto.
Nata con l’intento continuare a valorizzare le Desmosedici, la squadra satellite si vede “girare” ogni anno da Ducati Corse il pacchetto tecnico della stagione precedente, chiavi in mano, tranne le gomme.
Abbiamo parlato con Louis D’Antin della sua squadra, delle sue difficoltà, delle sue attese future; ne sono usciti degli spunti interessanti: “Abbiamo incominciato la nostra avventura con la Yamaha e Norick Abe - Louis inizia a raccontare la storia della sua squadra – avevamo una moto nella 500 e due nella 250. Sette sono stati gli anni con la marca giapponese. Con loro abbiamo ottenuto dei buoni risultati: due gran premi vinti e nove podi. Abbiamo poi cambiato la struttura del Team quando ci siamo accordati con la Ducati.”
Parla con orgoglio tangibile di quanto di buono ottenuto con la Yamaha, poi prosegue raccontando di com’è nata la collaborazione con la Ducati: “Arrivata la Ducati in MotoGP, nel 2003, ci sono state le condizioni per creare un team satellite l’anno seguente; nel primo anno, il 2004, siamo stati noi a raggiungere il primo podio della stagione, in Qatar, con Ruben Xaus, e questo è stato un bel risultato!”
Nel 2004, con Ducati Corse alle prese con una Desmosedici stravolta rispetto all’anno precedente, le Ducati di D’Antin si rivelarono più competitive, tanto da spingere la squadra ufficiale a riallestire, anche per i propri piloti, le moto del 2003.
Poi, nel 2005, iniziò la fornitura delle gomme Dunlop, che sembrano esser state, da subito, il punto debole della squadra, quello che ha impedito lo scorso anno la valorizzazione di Roberto Rolfo e quello che fa navigare quest’anno i suoi piloti costantemente agli ultimi posti: “Questo è vero. La gomma vale oggi il settanta per cento del risultato - quantifica Louis – In questo momento, per noi, il lavoro che sta facendo la Dunlop non è sufficiente. Pensiamo che nella MotoGP si debba avere la capacità di portare avanti uno sviluppo molto forte, ci vogliono soldi da investire: questa è la massima categoria!”
 

Il futuro della squadra passa per due punti cardine: “In questo momento stiamo parlando con la Ducati per rinnovare la collaborazione e abbiamo in corso colloqui con un altro costruttore di gomme…”.
Disporre di moto Ducati rappresenta di per sé un valore aggiunto: “La Ducati è un’azienda piccola se la si confronta con le giapponesi; penso sia più bello che una casa che costruisce quarantamila moto all’anno stia davanti a una che ne produce dieci milioni! Tuttavia, non avendo gli stessi mezzi della Honda, che è in grado di portare avanti tre squadre tutte con lo stesso livello tecnico, su di noi ricade uno sviluppo che non è a livello del team ufficiale, ma questo è normale.”.
D’Antin continua a spiegare, analizzando ogni aspetto, la differenza che c'è tra correre con le giapponesi e correre con la marca italiana: “Con la Yamaha era diverso: negli ultimi due anni avevamo un pilota giapponese ed eravamo una loro squadra, quella che si faceva carico dello sviluppo. Il nome Ducati, d’altra parte, ha un fascino che non ha eguali. Al tifoso piace fare una foto con la moto di Valentino e una con la Ducati… non tanto con le altre!”
Quali sono gli interventi che una squadra come quella di Louis può compiere sulle moto? “Noi lavoriamo per far rendere al cento per cento quello che la Ducati ci fornisce.” Il futuro della squadra, al momento del colloquio con D’Antin, durante il Gran Premio d’Italia, è tutto da scrivere: “Per prima cosa dovremo accordarci per le moto, poi per le gomme e i piloti; dopo vedremo… Le aspettative sono quelle di ripetere i buoni risultati che abbiamo conseguito in passato.”
La cosa certa, se si continuerà con la marca italiana, sulla quale Louis pare inflessibile, è quella di disporre da subito della Desmosedici GP7, quella da 800 cc di cilindrata: “Se continueremo con la Ducati, sarà con la 800 cc: non ci interessa la 1000 depotenziata.”
In questo modo, almeno inizialmente, Ducati Corse e la squadra satellite partiranno alla pari… “Partiremo in maniera similare, il team Marlboro avrà sempre un certo sviluppo in più, ma ci aspettiamo buone cose, vediamo...”
Anche tutti gli appassionati si aspettano buone cose, perché vedere una Ducati arrancare là in fondo, certamente, fa male

 

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