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LAVORO DI SQUADRA
Gianluca Nannelli e la 749R
Di Andrea Tessieri

Un'altra bella storia da seguire e da raccontare.
Il contesto è quello del campionato mondiale Supersport, molto spesso taciuto, quanto a contenuto competitivo, non tanto perché ne faccia difetto, quanto semmai perché, semplificando con una certa superficialità, si tende a considerarlo, e darne per scontato il valore, nel pacchetto dello spettacolo eccezionale della classe Superbike.
Si parla di fascino della Superbike indicando la totalità delle gare che caratterizzano il week-end dell'evento, privando la Supersport e la Superstock delle loro autonome identità.
Cerchiamo quindi di rendere giustizia all'impegno profuso dalla Ducati e a quello degli uomini che ha chiamato intorno a sè nel mucchio selvaggio che si lancia verso la prima curva di ogni gara della Supersport mondiale, dando voce ai protagonisti.
C'è una moto, la Ducati 749R, carica di fascino.
C'è una sfida da portare avanti, nei confronti di una concorrenza nipponica che impiega mezzi dall'architettura meccanica omologata al quattro cilindri.
La 749 è la voce fuori da questo coro, la scommessa che Ducati Corse ha portato avanti direttamente fino allo scorso campionato e che, da quest'anno, ha lasciato in eredità a un team esterno, seppur legato storicamente alla Casa madre.
Accettare la sfida e cercare di vincere la scommessa sono gli imperativi principali per Stefano Caracchi, il team manager, Franco Farné, il tecnico, e Gianluca Nannelli, il pilota. "La Ducati ci ha fornito il materiale ufficiale del 2004, le moto e i ricambi. - ci spiega Caracchi - Siamo partiti da una base di ottimo livello, cercando innanzi tutto di risolvere i problemi che hanno avuto l'anno scorso.
Il grande vantaggio che abbiamo, rispetto alla gestione diretta Ducati, è quello di aver assunto il lavoro di sviluppo della 749 come obiettivo primario."
Poi prosegue nell'analisi e spiega le ragioni che lo hanno portato a credere nel progetto: "Avremo comunque a fianco i tecnici di Borgo Panigale, a supporto delle geniali intuizioni di Farné, oltre che la sicurezza di un motore che, già l'anno scorso, si è rivelato tra i più veloci della categoria.
Siamo già intervenuti sulla ciclistica, dato che la sensazione, guardando da fuori, è quella di una moto difficile da far curvare."
Sotto questo aspetto gli fa eco il pilota, Gianluca Nannelli: "La 749, rispetto ai primi test di inizio anno, è già molto migliorata, soprattutto per quello che riguarda l'erogazione della coppia.
Ci saranno delle piste nelle quali soffriremo poco la concorrenza giapponese, in quelle veloci, mentre in quelle che sono caratterizzate da curve strette, saremo più in difficoltà; la moto è un po' lunga e fa fatica, a centro curva, a tenere la corda."

Poi prosegue: "Sono contento di questa squadra. Abbiamo grande margine di miglioramento, anche per quel che concerne intesa e automatismi, siamo una squadra giovane. Lavorare con Farné, poi, è una cosa eccezionale: con le moto di Borgo Panigale ha vinto talmente tanto che questi motori per lui non hanno segreti."
Gianluca è reduce da una stagione in Superbike e dovrà riadattarsi alla categoria che lo ha visto protagonista due anni fa, quando vinse il titolo di campione italiano: "Mi avete visto guidare: io come stile rendo molto di più in Superbike; comunque sto migliorando e credo di essere al settanta, ottanta per cento del mio potenziale con questa moto.
Va guidata in un'altra maniera, va fatta scorrere un po' di più. Con la Superbike puoi staccare tardissimo, girarla e spalancare, perché se riesci a scaricare la potenza a terra i tempi vengono fuori.
Con una Supersport questo non è possibile, perché ha circa quarantacinque cavalli in meno.
Nelle piste veloci sento però di non avere rivali e di non dover temere nessuno."
Caracchi, che lo ha avuto in Superbike nelle ultime gare dello scorso anno, lo giudica così: "Io lo vedo guidare bene, è un pilota molto aggressivo e generoso.
Per migliorarsi dovrebbe cercare di fare meno errori; con una Superbike gli errori puoi recuperarli di più: fai l'errore, poi fai un numero e lo recuperi.
In Supersport è un po' come nella 125: fai un sbaglio piccolo e lo paghi come se fosse uno sbaglio grande. Gianluca è in grado di guidare benissimo in Supersport, può ambire senz'altro al podio o addirittura vincere!"
Un manager deciso, un pilota aggressivo e sincero, e un tecnico, Farné, che fa sicuramente la differenza e che, in questi ultimi anni, si è mostrato sempre più legato alla "piccola" di Ducati.
E’ lui stesso a spiegarne la ragione: "Ho accettato questa categoria perché qui ci sono più possibilità di esprimersi come tecnico.
Con la 749 ci è stata data carta bianca per quanto riguarda lo sviluppo."
Nannelli dice che Franco ha saputo tirar fuori dalla moto una ventina di cavalli in più, rispetto alla versione provata nei primi test, ma Farné precisa: "Non si tratta di potenza massima; il motore aveva una curva di potenza più altalenante, adesso è più piatta in quanto abbiamo guadagnato qualcosa in alto e qualcosa in basso.
Abbiamo ridotto i buchi che c'erano. Abbiamo un motore affidabile e questo ci permette di fare tanti tentativi per migliorare, siamo soddisfatti.
Faremo ulteriori tentativi, ma, come si può immaginare, a campionato iniziato, subentra una certa paura di sbagliare e quindi lo sviluppo subisce un rallentamento."
Noi vi abbiamo raccontato più che altro i personaggi; saranno loro a scrivere e a farci vivere una storia di uomini e di moto entusiasmante, che varrà la pena di seguire.
Una storia dove l'impegno loro e di Ducati Corse avrà dimensioni importanti, dove occorreranno, una volta di più, lavoro, impegno, umiltà, sacrificio, affiatamento e, soprattutto, passione.


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