Le lettere pervenute alla redazione
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Sono un neofita del mondo SBK, nel senso che da quest'anno ho abbandonato il Motomondiale per dedicare tutta la mia passione a questi pazzi! Nonostante la mia poca esperienza, ho avuto la fortuna di riuscire a seguire dal vivo sia la gara di Monza che quella di Misano, e spero di riuscire a esserci anche ad Imola. Nel frattempo mi sono deciso a fare il patentino per la moto, perché visto che ho solo 21 anni non potevo fare altrimenti. La domanda che volevo porvi è: ma chi è Giancarlo Falappa? Questo personaggio mi ha molto incuriosito, e su internet ho trovato parecchie informazioni che rasentano la leggenda, ma mi piacerebbe averne una breve biografia, anche perché vorrei capire cosa è successo al Leone di Jesi. Nessun sito dà informazioni sull'incidente che purtroppo gli ha fatto abbandonare le gare. Complimenti e buon lavoro!

Risponde Lorenzo Miniati
Caro amico, Giancarlo Falappa è il pilota italiano con all’attivo il maggior numero di vittorie nel campionato mondiale Superbike. Per la breve biografia di cui parli trovi tutto sul N. 23 di Mondo Ducati (puoi richiedere l’arretrato telefonando direttamente in redazione).


Salve a tutti voi della redazione, mi chiamo Lorenzo Giannini e sono un abbonato. Scrivo per avere un aiuto, in quanto il mio Ducati Store non è stato capace di ovviare all'inconveniente. Ho problemi con la centralina elettronica della mia ST2 del 1998 che consiste in: dopo un utilizzo normale, una volta spenta a volte non si riaccende, ho controllato personalmente l'impianto elettrico e non ho riscontrato nessun problema, ho portato la moto con un furgone alla Ducati e con la diagnostica computerizzata (Mathesis) non è stato rilevato nessun difetto. Quando giro la chiave del quadro, si accende la pompa della benzina, il motorino di avviamento gira correttamente, e la batteria fornisce la tensione giusta ma la moto non parte. Ho notato che non arriva la tensione a monte delle bobine (di entrambe) e di conseguenza alle candele. Lo Store a cui mi sono appoggiato è riuscito a riavviare la moto senza trovare la causa di tutto questo, infatti ritirata la moto il venerdì la domenica si è ripetuto l'inconveniente. Scusandomi per la lunghezza della lettera vi saluto. Dimenticavo la moto monta la centralina 16M della Magneti Marelli.
Lorenzo Giannini

Risponde Gianpaolo Riva
Caro Lorenzo devi sapere che i difetti elettrici sono i più insidiosi anche se banali. A volte la loro riparazione è semplice ma non si può dire altrettanto della loro individuazione. Sono comunque contento che ti abbia positivamente colpito l’articolo sulle centraline che ho recentemente scritto. Questo argomento è coperto da un velo di mistero e tocca da vicino quasi tutti i possessori delle recenti Ducati che ormai adottano unità controllo motore elettroniche. Concentriamoci sul difetto da te lamentato e che comunque non è stato codificato dalla Ducati come malfunzionamento ufficialmente riconosciuto. Gli elementi che mi fornisci non sono sufficienti per capire con precisione quale potrebbe essere la causa dei mancati avviamenti. Controllerei il traferro del sensore giri motore/fase che è determinante per assicurare una perfetta lettura del segnale durante l’accensione del motore. A questo riguardo occorre sottolineare che il propulsore deve ruotare velocemente e senza impuntamenti sotto l’azione del motorino di avviamento e perciò la batteria deve essere in perfetto stato. Anche la pompa della benzina deve ruotare correttamente e perciò generare la necessaria pressione del carburante durante la fase di accensione, quando inevitabilmente si ha un calo della tensione elettrica di alimentazione. La IAW 16M dovrebbe effettuare un controllo diagnostico anche sulla alimentazione elettrica del circuito primario delle bobine e dunque un eventuale difetto di questo tipo dovrebbe essere segnalato con il Mathesis. E’ anche probabile che l’inconveniente si presenti saltuariamente perché esiste una parte dell’impianto elettrico con un falso contatto. In questo caso la diagnosi e l’individuazione della sezione del cavo interrotto non è semplice e deve essere condotta da mani esperte. Come ultima possibilità lascerei un guasto alla centralina.


Caro Mondo Ducati, sono un metallaro credente e praticante dal 1979 e fortunato possessore di una Ducati Indiana 350 del 1986. Mi piacerebbe conoscere una sua valutazione. Grazie
Stefano Ricetti

Risponde Stefano Bianchi
Caro Stefano, la tua moto è nata probabilmente in un periodo sbagliato: infatti, ha avuto più successo in seguito che nel periodo della sua commercializzazione. Considerato che ce ne sono poche in giro, sono molto ricercate e anche molto ben valutate, sempre nel caso di esemplari perfettamente originali. Ufficialmente non posso darti un valutazione, anche perché sono 6/7 anni che non compare più sui listini dell’usato. In teoria, quindi, commercialmente non ha più valore di mercato. Ma consentimi un consiglio da ducatista: se la moto é originale, tientela stretta...


Brevissime...

Salve, mi chiamo Giampiero e volevo comunicarvi che è stato ri-fondato il Ducaticlub Sicilia. Il sito è http://web.tiscali.it/ducaticlubsicilia. La prima iniziativa avrà luogo la prima domenica di settembre con il 1° Desmo Day - dell'Etna e dei Nebrodi, raduno e motogiro Ducati. 
Giampiero Cirnigliaro - Ducaticlub Sicilia

Sono Giuseppe Ferraro un felice Ducatista appassionato di viaggi, per questo ho messo in rete un sito www.motoroadbook.com, spero possa essere utile ai vostri iscritti. Un saluto.
Giuseppe Ferraro

Da poco tempo è entrato in funzione l'autodromo di Adria, uno nuovo sarà costruito in Franciacorta, ma l'accessibilità alle piste sta diventando sempre più problematica: costi esagerati, caos nelle prenotazioni, società che affittano gli autodromi per intere stagioni... Per discutere, sensibilizzare e magari fare qualcosa di concreto in merito a questa situazione è nata da qualche settimana una nuova Mailing List: Pista Libera. Per iscriversi basta inviare una e-mail vuota a pista_libera-subscribe@yahoogroups.com.


Mondo Ducati mese di marzo, pag. 28, rubrica "Made in Italy". L'amico Franco non si spiega perchè l'automobilista medio, indipendentemente da che auto possegga, tifi e lodi la Ferrari ad ogni GP Il motociclista no! Critica la moto italiana che vince, eccome se vince, solo perchè diversa da quella che ha nel garage. Viene così definito "complesso d'inferiorità" aver speso fior di milioni per l'acquisto di una moto non vincente. Non posso essere che in pieno accordo con questa nuova definizione. I motivi che inducono ad acquistare una moto sono fondamentalmente due: la passione vera e la voglia di moto, voglia intesa come capriccio. Prendo in considerazione solamente la Passione e provo ad analizzarne alcuni aspetti. Il prezzo d'acquisto è senz'altro molto importante, ma qui bisogna fare un'altra considerazione: la Ducati oggi costa, più o meno, quanto qualche anno fa (anzi meno). Quindi dire che la Ducati è molto costosa sarebbe una bugia. Le manutenzioni sono più onerose, è vero, ma una moto da corsa messa su strada non è una cosa da tutti, e il prezzo per mantenere alto il suo stato di salute fa sì che la sostituzione delle parti meccaniche, e la sua manutenzione, sia più frequente rispetto alle concorrenti del "Sol Levante". I giapponesi, come contro, hanno fatto lievitare i prezzi dei loro prodotti. Sì, "prodotti", perchè sono impersonali, "perfetti" e non in grado di trasmettere sensazioni forti quanto le moto che hanno fatto la storia. Ducati, Guzzi, Harley Davidson si possono riconoscere al loro passaggio, mentre le quattro sorelle giapponesi, emettendo lo stesso ululato, sono irriconoscibili dal solo sonoro. L'acquisto di una jap è dettato dalla stratosferica velocità di punta e dall'esuberante numero di cavalli che riempie bene la bocca. Prova a dire: 280 all'ora e centocinquanta cavalli. Dico spesso che la Ducati, ha sì meno cavalli, ma sono dei purosangue con il garrese alto così, a differenza dei cavallini sardi che sono in grande quantità dentro i motori giapponesi. Ducati insomma significa malattia, passione e uno strano innamoramento che ti prende quando la possiedi. Quanti ne ho conosciuti di fedeli al 4 in linea, che non sono più riusciti a tornare indietro dopo la loro prima Ducati! Quanti altri che non riescono a separarsene e la custodiscono nel proprio garage ma non la vendono. Ah, Ducati, sei cosa viva, sei come il "Tamagotchi", come non volerti bene!
Stefano Bossi

Risponde Franco Bartoli 
Caro Bossi, perchè paragonare i simpatici cavallini sardi alle moto giapponesi? Cosa ti hanno fatto? Scherzi a parte, sono convinto che le critiche degli amanti delle giapponesi siano frutto di posizioni preconcette alle quali possiamo opporre la nostra fede ducatista.


Mi trovo da oltre un mese in una grave situazione che vado subito a descrivervi: nel pulire amorevolmente la mia 748 R, quasi a fine lavoro, mi accorsi mio malgrado di una frattura sulla linea di saldatura (sul canotto di sterzo) della flangia inferiore che serra la boccola di regolazione dell'avancorsa. Ho provveduto a contattare immediatamente la Casa costruttrice che ha riconosciuto subito il difetto del telaio, con mio sommo gaudio... Ma, alla resa dei conti, con altrettanto scontento mi informarono che il telaio in sostituzione sarebbe stato comunque inviato privo di numerazione di serie: tutti noi Ducatisti sappiamo quanto rispetto abbiamo delle "parti intime" delle nostre moto e il solo pensiero che la verniciatura a forno del telaio superleggero - attentamente studiato nelle geometrie dagli ingegneri più insigni ed invidiatoci da tutto il mondo - venga barbaramente presa a martellate per la punzonatura dei numeri ci fa inorridire, immaginandoci il destino della vernice e gli annessi problemi.
Luciano Valente - Lachy

Risponde Claudio Falanga
Caro Luciano, in merito alla tua lamentela abbiamo interpellato un ispettore tecnico Ducati il quale, venuto a conoscenza della vicenda, ci ha garantito che quella adottata nel tuo caso è una procedura assolutamente standard. La prassi vuole infatti che in caso di sostituzione del telaio, quello nuovo debba avere lo stesso numero di quello vecchio. Inoltre, è assolutamente obbligatorio che il primo venga fornito solo e soltanto quando "rientra" il secondo (questo per evitare che possano, anche teoricamente, circolare due telai con lo stesso numero).


Caro "Moro", ti invio la foto della mia quarta "creatura". Si tratta di una "888 Special" modificata. La ciclistica è infatti caratterizzata dall'avantreno e il retrotreno della 916, con tanto di forcellone monobraccio e ruota a sbalzo. Puoi inoltre notare la colorazione madre perla con riflessi viola della carenatura, così come le sfumature rosse su entrambi i cerchi. Questo modello voglio dedicarlo a un caro amico scomparso ormai da circa due anni, anche se so che quando siamo sulle nostre due ruote, lui è con noi! Lui, Lorenzo, fece proprio questo tipo di modifiche sulla sua 888, alla quale mi sono ispirato per realizzare il modellino. 
Bellini Cristian

Risponde Massimo Moretti
Ringrazio per i complimenti e li contraccambio per l'ottima esecuzione del modello da te realizzato. Molto curato dal punto di vista della verniciatura e dei particolari, che sono quelli che fanno la differenza. Ho avuto il piacere di conoscere personalmente sia il proprietario che la moto, e quindi aver visto questa realizzazione ha un valore non solo modellistico. Purtroppo, alle volte, la vita ci riserva dei brutti appuntamenti ai quali bisogna saper reagire per continuare, ed è anche attraverso i nostri hobby che un caro amico non si dimentica, e ci dà la forza per continuare e queste sono cose che fanno piacere. Un profondo saluto da modellista.


Era il 19 marzo 1994, quando mi recai dalla concessionaria Velmotor per ritirare il mio Monster 900; uno dei primi modelli neri. Inutile dire che molti amici "competenti" avevano tentato di dissuadermi dall'acquisto ("le Ducati si rompono a guardarle...", "sarai fisso dal meccanico" eccetera, eccetera). Ora, dopo otto anni e 50.000 (cinquantamila) Km, posso dire che dal meccanico, è vero, ci sono fisso, ma solo perchè è un amico e che l'unica cosa che ho rotto di frequente sono stati i cogl...ni a tanti allevatori di cavalli giapponesi, sui passi dell'Appennino. Premetto che sono uno che, pur rispettando il motore, in motocicletta vuole divertirsi (basti dire che, di quei 50.000 Km, circa 1.000 sono stati fatti al Mugello), perciò, se è vero che evito partenze a freddo e inutili fuori giri, che cambio l'olio (sempre di prima qualità) e le cinghie di distribuzione anche più spesso di quanto sarebbe raccomandato, è altrettanto vero che quando c'è da girare il gas non me lo faccio certo ripetere due volte... In tutti questi anni, gli unici guasti registrati sono state cose di poco conto. Il resto è rappresentato da una normale usura; 40.000 Km per una frizione a secco e per i cuscinetti dello sterzo non sono pochi; come pure 48.000 per i paraolio della forcella. Tutto qui; ora, grazie anche alla V-Power, il motore va meglio di quando era nuovo, il consumo d'olio è aumentato in misura trascurabile, di rumori anomali non se ne sentono e la moto sembra pronta a fare tanta strada quanta ne ha già fatta; alla faccia dei tanti denigratori del prodotto italiano.
Paolo Fortini della Bruna

Risponde Claudio Falanga
Caro Paolo, più volte mi sono trovato di fronte a luoghi comuni riguardo alla presunta fragilità delle Ducati. Per quanto concerne la mia esperienza posso dire che i motori Ducati sono affidabili e resistenti (e lo dice uno che non è ligio quanto te rispetto alla manutenzione). Ti posso assicurare che anche le jap sono afflitte da problemi e problemini, ma sembra che sulla questione ci sia una specie di blocco emotivo (a dire le cose come stanno) dei possessori di queste moto. Forse sarebbe l'ora di dire che il Re è nudo.


Sono possessore di un Monster 900 del '95 e in questa settimana sono rimasto "a piedi" ben due volte. Il motivo è sempre lo stesso: ho tirato fuori la moto dal garage spegnendola appena arrivato in cima alla rampa, dopo di che non è più voluta ripartire. Per farla breve, in una settimana 4 candele nuove. Vorrei gentilmente sapere l'origine di tale inconveniente. Ho sentito di Monster costretti a viaggiare con pacchi di candele di scorta. Spero proprio che il mio non sia uno di questi. 
Luca Otti

Possiedo una Monster 600 del '98, che brucia continuamente le candele da quando metto la benzina verde. Vorrei sapere se in commercio esistono candele che mi aiutino a risolvere questo inconveniente?
Francesco Alosi

Risponde Gianpaolo Riva
Non è stato ancora accertato che l'imbrattamento delle candele sul Monster e la conseguente mancanza di accensione della miscela, sia dovuto all'uso di benzina verde. Sicuramente l'inconveniente capita se viene utilizzato in modo improprio lo starter dei carburatori e se non si usa qualche volta il motore a pieno regime, per permettere anche una "pulizia" delle camere di combustione. La Ducati consiglia di sostituire le candele con altre della Champion tipo RA8HC codice ricambio 670.4.006.1A. Comunque rivolgetevi presso un centro assistenza autorizzato Ducati, che vi controllerà anche la regolazione della carburazione. L'intervento è gratuito.


Vorrei porvi un quesito riguardante il mio Monster 900 '99: l'altro giorno mi sono accorto che il carter motore, nel punto in cui è unito al telaio, presenta un cedimento dove passa il perno di fissaggio. Ora mi chiedo come è possibile che sia successo una cosa del genere? Siete a conoscenza di qualche altra moto che ha presentato il mio stesso problema. Secondo voi come mi dovrei comportare con la Ducati?
alfen@inwind.it

Risponde Stefano Ferrigno
Inconvenienti come quello da te registrato non sono certo frequenti (e ci mancherebbe altro!). Non conoscendo esattamente la natura della lesione posso solo ipotizzare si tratti di una cricca trasversale (lungo l'asse del perno di fissaggio). Danneggiamenti di questo tipo sono conseguenza di sovraccarichi istantanei (leggasi urti e sovrasollecitazioni) oppure di un carico ben inferiore a quello critico, ma applicato con periodica continuità. Se pensi di potere scartare assolutamente la prima ipotesi (hai comprato la moto di seconda mano?) il problema è allora da ricercarsi in una difettosità nella fusione del carter, danno che potrebbe indubbiamente essere riconosciuto in garanzia, pur se fuori tempo massimo. Il problema allora è proprio verificare con esattezza la genesi del cedimento; in ogni caso puoi rivolgerti alla rete ufficiale di assistenza per richiedere l'intervento di un ispettore che prenda in esame il tuo caso.


Caro Direttore, sono un ragazzo di 25 anni grande appassionato di Ducati. Come prima moto ebbi l'idea un po' matta di scegliere una 851 del 1989. Spiego perchè matta: la 851 è e sarà sempre per me la moto più bella, la sola capace di farmi emozionare davvero, ma nel giro di 16 mesi ho avuto talmente tanti problemi e visite dal meccanico che me ne sono dovuto separare. Ora, per motivi passionali e di esigenza di coppia, mi appresto ad acquistare una nuova Ducati: una 900 SS di fine '99. Mi sono informato bene prima di acquistare la Super Sport e sembra che la sua manutenzione sia effettivamente meno impegnativa di altre, vista anche la maggior semplicità del motore, ma non so perchè mi porto dietro il timore che prima o poi dovrò mettere mano al portafogli... la domanda è: lei crede che la Ducati sia accessibile solo a chi può permettersi costi aggiuntivi o anche a chi come me può contare su stipendi modesti? 
Fabrizio 

Risponde Claudio Falanga
Come prima cosa diamoci del tu! Quindi, caro Fabrizio, posso tranquillamente rispondere alla tua domanda in modo affermativo: la Ducati ha una gamma di moto accessibili anche a portafogli più modesti di quelli ad organino. La tua scelta di un due valvole mi pare sia quella giusta. Si tratta di motori di semplice e non costosissima manutenzione, solidi e parsimoniosi nei consumi.


Sono possessore di un Monster S4 del 2001. Vi scrivo per chiedervi quali siano i benefici reali che derivano dal montaggio di dischi sinterizzati per frizione. Inoltre, avendo l'impressione che, accelerando a velocità di circa 130-140 Km/h ed innestando il rapporto superiore, la frizione slitti, sarei curioso di sapere se tutto ciò è regolare, o è necessario sostituire già i dischi, dato che il mio Monster ha soltanto 3.000 Km.
Roberto 

Risponde Stefano Ferrigno
Il materiale sinterizzato mostra una più elevata resistenza all'usura e al calore, quindi scongiura fenomeni di fading e slittamento sotto sforzo, più di quanto non facciano le comuni mescole a matrice organica e/o gommosa. In particolare, sulle frizioni Ducati a secco la percorrenza tra una sostituzione e la successiva può anche raddoppiare. 3000 chilometri sono veramente pochi per essersi verificato un consumo tale da giustificare slittamenti; se questi non si verificano nelle partenze in salita o in altre situazioni gravose, sicuramente la frizione è ancora in grado di percorrere molti chilometri.


Vorrei innanzi tutto ringraziarvi, per avermi dato la possibilità di vivere l'emozione di veder pubblicata la mia Ducati 750 Sport in scala. Io e Katia, la mia ragazza, non credevamo ai nostri occhi. Vorrei proporvi un altro mio modellino in scala 1:12; si tratta di una Ducati 900 accarezzata dalle straordinarie mani dei Sig.ri Nepoti e Caracchi della mitica scuderia NCR. A questo punto vorrei sapere se c'è qualcuno, anche tra i lettori, che possa indicarmi il modo per trovare qualche altro kit di montaggio relativo a questo modello o al 900 SS e/o 900 MHR. 
Alberto Martellini
Via Casilina Nord 228
03013 Ferentino (FR)

Ho da poco acquistato una Ducati 900 Sport '02. Ho due quesiti da porvi: la moto, acquistata nuova, monta di primo equipaggiamento delle coperture Michelin Radial Hi-Sport nelle misure di 120/70-17 e 170/60-17. Avendo una certa esperienza motociclistica ho notato fin dai primi chilometri un'usura alquanto strana del pneumatico anteriore che è iniziata con la formazione di un vero e proprio gradino vicino alla parte di massima piega. Tale usura è progredita in maniera tale che a soli 3.000 Km il pneumatico anteriore è da cambiare mentre il posteriore è usurato in maniera omogenea dal centro fino ai punti di massima piega ed è ancora al 40%. Premetto che la mia guida è abbastanza sportiva e con altri tipi di pneumatici questo non mi era mai successo. Non so se tale precoce e anomala usura sia dovuta al tipo di pneumatico o se è la mia moto a ridurre cosi la gomma. Se ciò è possibile, il problema è risolvibile agendo sulla ciclistica? O la colpa è principalmente del pneumatico? Ho letto e sentito parlare di uno strumento di diagnosi, chiamato Mathesis, utilizzato dalle officine Ducati, capace di controllare un lunga serie di parametri a livello di accensione/iniezione, è in commercio? Un utente "preparato" potrebbe essere in grado di utilizzarlo con profitto?
Ernesto Scarcello

Risponde Gianpaolo Riva
La tua moto ha un avantreno essenzialmente evoluto non solo nella componentistica, ma anche nelle geometrie, rispetto alle consuetudini Ducati applicate sui modelli precedentemente prodotti. Ricordo che durante la presentazione alla stampa della nuova serie 900 Sport, l'Ing. Andrea Forni, responsabile del Reparto Esperienze della Ducati, aveva sottolineato questa caratteristica della moto e aveva detto che la stabilità dell'avantreno era dovuta in gran misura all'evoluzione dei nuovi pneumatici, che permettevano la progettazione di quote geometriche del telaio fino a poco tempo fa impensabili. Effettivamente io e il nostro Direttore Claudio avevamo riscontrato un comportamento pronto e reattivo della ciclistica ma comunque stabile, dovuto sicuramente all'uso di pneumatici di elevato livello qualitativo. E' molto difficile stabilire se l'usura che tu lamenti sia da imputare al tipo di gomma o alle caratteristiche del telaio della moto, certo è che sui mezzi moderni i pneumatici sono maggiormente sollecitati e la loro resa chilometrica non è alta, specialmente se lo stile di guida è aggressivo. Ad ogni modo ti consiglio di verificare la pressione delle gomme frequentemente, il perfetto scorrimento della forcella, la registrazione dei cuscinetti di sterzo, l'allineamento tra ruota anteriore e posteriore e che sia corretta la quota della forcella che sporge dalla piastra superiore dello sterzo. Prova a cambiare il pneumatico anteriore e posteriore con altri di diversa marca ma identica categoria e verifica se l'usura è migliore e più omogenea. Lo strumento di diagnosi che descrivi è prodotto dalla TecnoMotor di Parma (Tel. 0521/398211). E' in grado di controllare anche la tensione delle cinghie della distribuzione oltre a tutti i parametri motoristici della iniezione accensione elettronica. E' praticamente indispensabile nelle operazioni di manutenzione e lo uso quasi quotidianamente nella mia officina durante la riparazione delle Ducati dei miei amici. Sarebbe interessante poter realizzare un articolo che descriva il funzionamento di questa attrezzatura. Vedremo cosa dirà Claudio.


Siamo 4 possessori di Ducati 888SP4, 888SP5, 888SBK del '92/93 con un quesito riguardante gli scarichi in prospettiva dell'imminente revisione e degli eventuali controlli su strada. Prendiamo per esempio la 888SP4: sul libretto vengono riportate le sigle degli scarichi originali ZDMA05 e ZDMB05 mentre la moto monta scarichi siglati ZDMA08 e ZDMB08. Passiamo alla 888SP5: sul libretto le sigle sono ZDMA05 e ZDMB05, ma monta Termignoni in carbonio privi di sigla. Come dobbiamo comportarci?
Alberto Savoia 

Vi scrivo in quanto vorrei togliermi due curiosità: la prima è relativa a quanti esemplari di 888 SP4 sono stati costruiti, la seconda riguarda i silenziatori ad assorbimento: cosa succede se non si mette il materiale fonoassorbente? Si rovina il terminale oppure no? Il motore "respira" meglio? A me non interessa un incremento di prestazioni, vorrei solo un aumento di decibel! 
Filippo Grappi - Imola (Bo) 

Risponde Stefano Ferrigno
Per quanto riguarda i silenziatori, il modello in questione risulta omologato fino a 104 dB, perciò basta rispettare tale limite. L'utilizzo senza fonoassorbente non presenta particolari inconvenienti, tuttavia la "qualità" del suono del desmoquattro ne risentirebbe, dato che la funzione principale della lana di roccia è quella di "tagliare" le alte frequenze, generando il caratteristico e cupo rombo. Ne risulterebbe un rumore poco gradevole con la tipica sonorità da "barattolo" che siamo soliti sentire su qualche custom dotata di drag pipes (collettori rettilinei privi di silenziatori). Infine, dai dati in nostro possesso, risulta che di 888 SP4 ne sono state prodotte 500 esemplari.


Vorrei porVi una domanda: posseggo un Ducati 750 SS del 1996 che ho comperato l'anno passato; la moto ha circa 30.000 Km e ne sono pienamente soddisfatto, come posso potenziarla ed alleggerirla senza stravolgerla? 
Enrico da Perugia

Risponde Stefano Ferrigno
La maggior parte delle modifiche meccaniche ed estetiche non prevede interventi radicali ed è pertanto perfettamente reversibile. Per quanto riguarda il potenziamento, posso suggerirle il classico "soft tuning" per le Ducati a carburatori: kit Dynojet (spilli, getti e molle di contrasto ricalibrate), filtro K&N e scarichi aperti. Qualora volesse invece mantenere la sua moto in regola con il codice della strada, una buona coppia di scarichi omologati (o persino gli originali) possono fare apprezzare a pieno le migliorie introdotte dall'installazione del kit Dynojet. Per quanto concerne l'alleggerimento, può ottenere buoni risultati sostituendo le carene di serie, molto pesanti, con altre in vetroresina o meglio ancora in fibra di carbonio: il peso di una carena completa equivale a una sola fiancata originale. In questo modo preserverebbe anche le originali dai piccoli danni cui è esposta la moto nell'uso quotidiano.


Possiedo un Monster 600 al quale è stato applicato il famigerato kit Dynojet con un risultato catastrofico; la moto prima di entrare in coppia strappa e anche molto. Mi è stato detto che le viti sul carburatore sotto i gommini sono viti della benzina ossia il contrario di quello che sul vostro articolo è scritto. Vi chiedo un consiglio sul comportamento del mio M600. Le suddette viti sono dell'aria o della benzina? Ho provato a metterle come scritto sulle istruzioni del kit e la moto fa schifo le candele al minimo sono bianche, svitandole fino a circa 5 giri la moto tende a spegnersi. Alcuni mi dicono che si tratta di un problema di anticipo causa uso benzina verde, altri invece che la causa è la carburazione troppo magra.
Nismo73

Risponde Stefano Ferrigno
Le viti in questione regolano la portata del circuito del minimo. Quest'ultimo dosa la portata aria/carburante al minimo e a piccole aperture della valvola a farfalla, ed è costituito dal relativo getto (che non viene sostituito con il kit) e da una serie di condotti nel corpo del carburatore parzializzati appunto dalla vite di registro, che grazie alla sua forma conica è in grado di dosare l'aria in passaggio. In sostanza è una regolazione del tutto analoga a quella cosiddetta "del CO" presente sulle centraline di iniezione. Da quello che scrive mi sembra di potere ipotizzare che il kit non sia stato montato correttamente, dato che in tanti anni non ho mai riscontrato inconvenienti del genere; al riguardo è fondamentale attenersi rigorosamente a quanto specificato dalla Casa circa la regolazione della vite di registro. Inoltre dai sintomi che descrive si potrebbe ipotizzare un malfunzionamento del sistema a depressione, per esempio dovuto al danneggiamento delle membrane relative. Nessun inconveniente simile può essere dovuto alla benzina senza piombo.


Ho fatto montare il kit di carburazione ufficiale sul mio Monster 600 da un concessionario Ducati: le prestazioni sono migliorate e anche la risposta al gas, però ci sono dei punti che non mi quadrano: in primo luogo c'è un buco di erogazione ai regimi medio-alti; secondariamente la marcia a filo di gas è diventata meno fluida; per ultimo i consumi sono aumentati, dai precedenti 18-18,5 Km/l agli attuali 13,5-14. I meccanici ritengono che la moto vada bene e che il consumo sia normale. Vi risulta la stessa cosa?
Pierpaolo

Risponde Stefano Ferrigno
Il kit Dynojet non ha alcuna controindicazione, se non quella di aumentare leggermente i consumi nella guida al limite. In tale ottica, le percorrenze da lei indicate mi paiono veramente basse e possono solo essere un sintomo di qualche malfunzionamento, ipotesi questa avvalorata anche dagli altri inconvenienti registrati. Purtroppo, non ci informa sulle eventuali ulteriori modifiche apportate alla sua moto, nè sul tipo di kit montato (in termini di stage ad esempio); è quindi difficile fare una diagnosi "a distanza". In ogni caso, un'irregolarità di funzionamento potrebbe dipendere dal sistema pneumatico, quindi dalle membrane dei depressori o dalle molle.


Sono di Cuneo, ho 23 anni e possiedo un 748 del 2000. Sono un ducatista sfegatato anche se, per motivi di salute, posso usare la mia amata solo ogni tanto e per brevi tratti. Questa passione mi è stata tramandata da un uomo che era ricoverato allo I.O.R. di Bologna nella stanza di fianco alla mia. Sapete chi era? Il mitico Giancarlo Falappa. All'epoca non me ne intendevo molto di motociclette, ma quando mi disse chi era e cosa faceva rimasi folgorato e da lì tutti i giorni mi raccontava qualche sua avventura motociclistica. Volevo ringraziarlo di cuore per la passione che mi ha trasmesso, perchè finchè non possiedi un Pompone, non ti rendi conto di cosa voglia dire.
Ivan 

Ho 22 anni e uno dei miei sogni più grandi era quello di acquistare una Ducati. Era perchè circa 40 giorni fa ho comprato un Monster 900 del 1994 con 3 mesi di garanzia in un Ducati Store e da allora la moto è dovuta tornare per ben quattro volte in officina. Per risolvere alcuni di questi inconvenienti non è bastato un solo controllo e stasera, dopo che per l'ennesima volta ho portato il mio mezzo dal meccanico, non ho potuto fare a meno di scrivervi. So benissimo che questo tipo di lettera non fa buona pubblicità, ma purtroppo accadono anche fatti di questo tipo. Spesso le persone si aggrappano a qualsiasi cosa pur di denigrare i prodotti italiani, ma in questo caso, purtroppo, non riesco a controbattere! Da un accanito lettore, un saluto a tutto lo staff.
Simone De Prato


Caro Direttore, ho avuto l’opportunità di leggere il numero di settembre 2001 della vostra rivista e in particolare l’articolo “La Bella e la Bestia”. A tal proposito mi permetto di sottoporle la mia Special su base 748S che anticipa a mio avviso l’idea del vostro affezionato lettore. Attualmente ho percorso circa 13.500 Km e il mezzo è in continuo aggiornamento tecnico/estetico. Mi permetto dunque di inviarle qualche foto per avere un parere in merito. Grazie in anticipo e a presto
Paolo Ceroni

Risponde Claudio Falanga
Caro Paolo, la tua Special è senz’altro interessante e in effetti propone tematiche simili a quella apparsa sul n. 21, anche se affermare che le “anticipa” mi sembra eccessivo. Complimenti comunque per la tua realizzazione.

Ciao ragazzi, prima di esprimere il mio parere sulla nuova Multistrada vi invio il mio curriculum di motociclista e buon ducatista: ho mosso i primi passi nell’84 con una Cagiva SST125, poi tra l’88 e il ‘91, in successione, una Guzzi V35 Imola I e II, quindi, tra il ‘92 e il ’94, una Yamaha RD 350 e finalmente la prima Ducati, una 900 SS. Nel ‘97 ho sostituito la 900 SS con una 748, cominciando ad assaporare il gusto della guida in pista. Tuttavia, per salvaguardare la 748 dai maltrattamenti derivanti dall’utilizzo in circuito, acquisto prima una Cagiva Mito 125 (il due tempi non fa per me), poi una Yamaha SZR 660 Cup (più che generosa ma manca potenza) e quindi torno nuovamente al bicilindrico e con una Bimota DB2 (grande coppia ma l'allungo.....), facendo anche qualche gara a livello amatoriale. A questo punto (1999), decido però che è giunto il momento di giocare il mio “asso nella manica”. Permuto quindi la Bimota con un Monster 600 e faccio tappa alla GPM per "accordare" la 748. La stagione 2000 è divertentissima, senza respiro, e riesco a fare mediamente un'uscita in pista ogni 15 giorni alternando giornate di prove libere con varie "garette", la Speed Week a Zeltweg ed una gara di endurance a Rijeka, ma poi, proprio in Croazia, a fine stagione, distruggo tutto con un'uscita a 180 Km/h. Decido allora di vendere i “resti” della 748 e acquistare una Husqvarna SM570R. Con l'Husky anche la stagione 2001, per me, è stata entusiasmante, mi sono buttato nella mischia disputando tre gare del campionato triveneto e due dell'Italiano... Ora, come sapete, Ducati ha da poco presentato la nuova "Multistrada", ma la maggioranza degli appassionati, ducatisti e non, ha storto il naso. Io, viceversa, mi dissocio e dico brava Ducati! E aggiungo che nel 2003 voglio il trofeo Multistrada! Godo già al pensiero di mescolare la divertente guida con il manubrio alto stile supermotard con la precisione e la velocità che il nostro desmodue sa dare.
Stefano Zattara

Risponde Lorenzo Miniati
Complimenti per la tua carriera motociclistica, davvero variegata, anche se per il momento non sappiamo se verrà organizzato un Trofeo Multistrada. In effetti la tuttoterreno disegnata da Pierre Terblanche ha fatto sorgere qualche perplessità, ma solo in relazione al suo impatto estetico, non certo alle qualità di guida (visto che ancora nessuno ha avuto il piacere di provarla).

Sono alla ricerca di informazioni sulla Ducati 175 "Americano", in quanto sto cercando di restaurarne un esemplare. Dopo varie e vane ricerche, non sono riuscito ad avere informazioni sul tipo di batteria e in particolare sul colore. In Italia, sembra che questo modello non sia mai stato venduto! Se mi potete dare aiuto e indicarmi magari eventuali articoli da voi pubblicati nella vostra rivista, ve ne sarei veramente grato.
Giuseppe Polara

Risponde Mr. Doc
Non è vero che questo modello non è mai stato venduto in Italia: è poco conosciuto ma fu commercializzato anche nel mercato interno, ne abbiamo testimonianza da parte del Presidente onorario del Registro Storico Ducati, Commendator Luciano Dal Pont, che negli anni ‘50/’70 era concessionario Ducati per il triveneto. Ne vendette circa 100 esemplari, ma il gusto degli italiani non si confaceva a quell’allestimento così americaneggiante, per cui frequenti erano le trasformazioni operate dai concessionari stessi, i quali applicavano un manubrio basso e toglievano i tubi cromati dei cosiddetti paragambe. Nei precedenti numeri non abbiamo mai parlato del 175 Americano se non di sfuggita citandolo nella cronologia della produzione monoalbero: per le caratteristiche tecniche basta rifarsi al modello 175 T del 1957 con cui ha in comune motore e telaio, differendo solo nella foggia di manubrio, sella e serbatoio, con l'aggiunta del paragambe cromato e del doppio silenziatore (tipo Sport). La batteria era una Marelli 6 Volt al piombo ora praticamente introvabile. Consiglio di fare come i restauratori professionisti che delle vecchie batterie conservano l'involucro plastico nero esterno dentro il quale mettono una nuova batteria a 6 Volt Yuasa molto economica. Questi i colori originali della moto: azzurro chiaro metalizzato (codice 477), grigio perla metalizzato (codice 8284). I codici sono quelli Asi-Lechler.

Gentile Redazione ho 23 anni e sono un appassionato di moto storiche. Vi scrivo sperando in un chiarimento riguardo un modello di Ducati Sport 48 che ho acquistato nel settembre 2001. In questi 4 mesi ho cercato ovunque informazioni relative a quel ciclomotore ma non ho trovato assolutamente nulla, tranne le foto del modello di 80 cc. Vi invio alcune immagini del mio Sport 48, sperando possiate aiutarmi a capire meglio se è completamente originale e a scoprire gli anni della produzione. Vi ringrazio anticipatamente.
Andrea Lorenzi

Risponde Mr. Doc
Il modello in questione è un 48 Sport USA, costruito dal 1962 in poi. Si riconosce per il manubrio alto e il telaio tubolare a doppia culla chiusa; la sella invece non è originale, è stata sostituita con quella del 48 Sport destinato al mercato interno. Dalle foto inviateci è facile immaginare che per assemblare tale ciclomotore ne siano stati usati due. Infatti la forcella anteriore ha un colore diverso dal telaio (che viceversa avrebbe dovuto essere uguale). Anche il carburatore non è originale, ma è maggiorato rispetto alla versione standard, com'era del resto consuetudine dell'epoca: infatti sono rari i modelli che portano ancora il carburatore originale-codice. I colori commercializzati erano azzurro metallizzato (codice 486) con modanature  grigio perla metalizzato (codice 8284), oppure rosso uva (codice 480) con modanature sempre grigio perla. I codici si riferiscono alla Asi-Lechler.

Spettabile Redazione, ho notato che nella foto di pag. 95 del numero di gennaio (quella che ritrae il Team NCR) si intravede dietro le gambe di Stefano Caracchi e dei fratelli Poggipolini una ruota anteriore che monta dei dischi "wave": la belva di Chili adotterà questo sistema frenante? Colgo l'occasione per chiedervi, dato che sto preparando la mia 748 per girare in pista, se conviene montare tali dischi o piuttosto dei dischi flottanti a pista alta o bassa (dispongo già di pompa radiale ps16). Distinti saluti.
Matteo

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Matteo, i dischi che hai visto non sono quelli della 998 di Chili, bensì quelli della 748 del suo compagno di squadra Bontempi. Sinceramente non saprei dirti quali vantaggi garantiscono tali componenti (non abbiamo mai avuto occasione di provarli), anche se non nutro alcun dubbio sulla loro efficacia, visto il loro impiego nelle competizioni.

Signor Direttore, sono un abbonato alla Sua rivista Mondo Ducati e scrivo da Chieti. Da appassionato delle moto di Borgo Panigale, sono in possesso di una Superlight del 1993 che con molta passione sto ripristinando sia per quanto riguarda la meccanica che la carrozzeria. Per l’esattezza la mia Ducati monta dei cerchi Marvic scomponibili (magnesio e alluminio). Se non le reca troppo disturbo, vorrei venire a conoscenza del numero di esemplari uguali al mio che sono stati prodotti dalla Casa Madre (la mia è la numero 242). Se è possibile vorrei inoltre sapere, per quanto riguarda i cerchi, qual è il peso che deve essere esercitato in Kg per serrare i bulloni che fissano le razze con il canale d'alluminio. La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità.
D'Intino Tiziano

Risponde Stefano Bianchi
Innanzi tutto ti faccio i miei complimenti perché reputo quella in tuo possesso una della più belle Ducati mai prodotte, che con il passare degli anni andrà acquistando sempre maggior valore. La produzione totale ammonta a 3.622 esemplari, mentre la prima serie (la tua) era di 500 pezzi. Purtroppo non sono riuscito a reperire la coppia di serraggio dei bulloni che fissano le razze al canale dei cerchi, ma reputo che un normale meccanico sia sufficientemente pratico per effettuare questa operazione.

Sono cortesemente a chiedervi quale benzina si deve utilizzare per una Ducati 916 S del 1994. La “verde” va miscelata con additivi oppure posso utilizzarla normalmente?
Baccilieri Silvio

Risponde Stefano Bianchi
Il modello in tuo possesso non presenta nessun tipo di controindicazione per l’utilizzo della benzina senza piombo. Non c’è dunque bisogno di impiegare additivi o cose del genere, basta eseguire scrupolosamente i regolari tagliandi previsti dalla Casa.

Sono felice possessore da meno di un anno di una 900 SS i.e. del ‘99, e volendo dare un po’ di brio in più alla mia "bambina" avrei deciso di installare, oltre ovviamente a scarichi racing, centralina e filtro aria K&N, anche il volano alleggerito. Ora mi sorge un dubbio, chiedendo informazioni su vantaggi e svantaggi alcuni mi hanno detto che la sostituzione di tale organo comporterebbe anche una riequilibratura dell'albero motore cosa che non intendo assolutamente fare. Potreste darmi un consiglio a riguardo? Grazie mille e un lampeggio.
Stefano

Risponde Stefano Bianchi
In linea di massima non sono troppo favorevole ad alleggerire in modo cospicuo le parti in movimento. Ad ogni modo, se sei proprio convinto, un alleggerimento di 3-400 grammi tra volano e campana frizione non necessita normalmente di equilibratura. Se viceversa si va oltre questo valore è necessario intervenire. Prima di “toccare” questi componenti, ti consiglio comunque di curare in modo scrupoloso la messa a punto del motore (fase, carburazione ecc.), dopo di che potresti prendere in considerazione la sostituzione dei pistoni con altri più compressi. Su un due valvole non conviene andare oltre.

Vi scrivo per avere qualche dritta su manuali o libri sui quali poter "studiare" qualcosa su moto e motori, dato che spesso leggendo i vostri articoli non mi sono chiari dei particolari tecnici ai quali fate riferimento (esempio, e scusate l'ignoranza: a cosa si riferisce "coppie coniche"? E in cosa si differenzia da altri motori?).
Luca

Risponde Stefano Bianchi
Che io sappia non esiste un vero e proprio libro su cui studiare la tecnica motoristica, è più facile apprendere i segreti della meccanica attraverso l’esperienza diretta. Con il termine coppie coniche ci si riferisce, per esempio, al sistema di ingranaggi che aziona la distribuzione desmodromica sui bicilindrici a L Ducati degli anni ‘70, successivamente sostituito dalle cinghie dentate (tuttora in uso sull’intera produzione Ducati). 

Vi sarei molto grato se pubblicaste qualche foto della Ducati SS 900 Final Edition del 1998 e, visto che ci siamo, vorrei anche avere delle informazioni su tale modello, tipo quanti esemplari sono stati prodotti, e se potrebbe avere un futuro come moto d'epoca. Distinti saluti.
Obelix

Risponde Lorenzo Miniati
In tutto sono state prodotte ben 800 Super Sport Final Edition, di cui 382 destinate al mercato europeo. Come per la Superlight, anche per questo modello non è da escludersi un futuro come moto da collezione.

Egr. Sig. Claudio Falanga, Le scriviamo in merito all'articolo con titolo "Più che special" apparso sul numero di gennaio della Vostra rivista. Siamo un'azienda distributrice dei prodotti Magneti Marelli competizioni e quanto apparso sull'articolo scritto dal Sig. Marco Rainero ci lascia alquanto allibiti, sia per imprecisione delle notizie riguardanti lo strumento (assemblaggio e dati tecnici) sia, per ciò che riguarda la realizzazione e la vendita del prodotto! Iniziamo dal nome: il Dashboard (e non cockpit!) si chiama MT940 e non Tprook e può, effettivamente, raccogliere informazioni provenienti da sensori posizionati sulla moto e visualizzare, tipicamente,  temperature, pressioni, RPM e velocità (non funziona da contachilometri ma solo da tachimetro!), e assolutamente non può archiviare le informazioni ne tantomento trasferirle ad un computer, a meno che non venga "accompagnato" da un sistema di acquisizione dati. Per quanto riguarda la produzione, dire che L'MT940 è costruito in Inghilterra è un'altra grossa imprecisione in quanto è un prodotto italiano. Inoltre l'articolo sembra far capire che il Sig. Governatori è praticamente l'unico in grado di reperirlo, cosa completamente falsa! La Magneti Marelli competizioni, nel caso in cui qualcuno volesse acquistare i suoi prodotti sul territorio italiano, non fornisce il nome del Sig. Governatori ma quello dei distributori (noi ad esempio). Nella speranza di avere un Suo riscontro a questa nostra ed aspettando una rettifica sul prossimo numero della Vostra rivista, dal momento che dovreste fornire delle informazioni il più corrette possibile ai Vostri lettori, porgiamo distinti saluti.
Ing. Stefano Marella

Risponde Claudio Falanga
Gentile Ing. Marella, sono spiacente per l’inconveniente accaduto, visto che, come si renderà sicuramente conto, non è certo nel mio interesse diffondere notizie errate attraverso le pagine della mia rivista. Quanto scritto nell’articolo incriminato si basa infatti su ciò che ci era stato riferito dai diretti interessati. Ben conscio del fatto che le cosiddette fonti vanno sempre verificate, converrà con me che l’articolo fa riferimento all’allestimento complessivo della Special in questione e non esclusivamente al prodotto da voi distribuito. 

Gentile Redazione, vi scrivo questa mia, unicamente per raccontarvi il ricordo di una giornata che mi accompagnerà per sempre. Sono quasi le sette e avrò dormito si e no 4 ore. Poche volte mi sono sentito così agitato: oggi finalmente ritiro la mia Ducati. Il termometro segna quasi 3 gradi sotto zero; l’asfalto delle strade è lucido a causa del ghiaccio e i campi circostanti sono ricoperti da un leggerissimo strato di brina. Alle 10:30 arriva Roberto, amico e compagno motociclista, anche se di fede giapponese. Arrivati alla concessionaria Viemme entriamo con passo affrettato. Inizio a cercarla con lo sguardo: quella no, quella nemmeno... Eccola! Sono emozionatissimo, ma mi avvicino lentamente. Premo il tasto arancione posto sul semimanubrio destro e il suo “saluto” mi fa sobbalzare. Dopo averla scaldata ben bene, mi infilo guanti e casco per prendere la strada del ritorno. Dopo nemmeno un centinaio di metri lei, con una leggera scodata, mi avverte del troppo ghiaccio sull’asfalto. Mi scuso e rallento immediatamente. Arriviamo a casa: ho un gran freddo, soprattutto alle mani che mi fanno un male tremendo; lei invece sta benissimo. Meglio comunque entrare al calduccio e sistemarla nel posticino che con tanto amore le ho preparato. La mia giornata su due ruote volge purtroppo al termine. Le condizioni meteorologiche precarie mi convincono a restare in casa. Non fa niente, tanto da oggi sono in buona compagnia...”
Fabio Usuardi


Domanda: Cara Redazione, potreste darmi una mano nella disperata ricerca di un manubrio (originale) per una Ducati Indiana 350?
Armando Magnano

Risponde Mr. Doc
Se la fortuna non è stata clemente con lei permettendole di recuperare il manubrio presso qualche concessionario Ducati, quale avanzo di magazzino, l'unica speranza di trovarlo è riposta nell’assidua frequenza ai mercatini di moto d'epoca e ricambi. Oppure a volte la buona sorte permette di reperire la moto completa, demolita, presso qualche disfacitore; in tal caso è consigliabile prendere tutto come fonte di ricambi.

Domanda: Caro Giamma Liverax, mi chiamo Giorgio e sono un felice possessore di una 916 Bip. del ‘98. Ti scrivo soprattutto per chiederti qualche consiglio di messa a punto a livello ciclistico del mio Pompone. Ti premetto che peso circa 80 Kg per 1,69 m. Ultimamente ho montato due Marchesini in alluminio e ho diminuito l'avancorsa chiudendo il cannotto di sterzo. Molti mi hanno detto di alzare la moto dietro di qualche millimetro e di frenare completamente sia in compressione che in estensione l'ammortizzatore, ma sono abbastanza scettico su queste modifiche in quanto ancora devo provare il comportamento della moto con i cambiamenti che ho apportato e poi... penso che così facendo si stravolga di brutto la ciclistica e può darsi che questa non vada più bene per il mio stile di guida. Uso la moto esclusivamente in pista e di certo non giro a 1'17” a Magione come fai tu (grandissimo!), ma faccio un modesto 1'23”. Comunque volevo chiederti qualche dritta o qualche "sturata di orecchie"...
Giorgio

Risponde Gian Maria Liverani
Caro Giorgio, innanzi tutto grazie per i complimenti ma passiamo subito al sodo: la variazione del cannotto di sterzo porta ad avere una moto più rapida in inserimento di curva, ma allo stesso tempo potrebbe creare problemi di sottosterzo e sicuramente far diventare la moto meno stabile sul veloce. E' una modifica da provare ma non si può dire se sarà meglio o peggio, dipende esclusivamente dal tuo stile di guida. Ritengo sia meglio fare una modifica per volta e prima di alzare la moto dietro la proverei così, nel turno di prove successivo, se il grip è buono, puoi provare ad alzare il posteriore di 4-5 mm. Non condivido il fatto di chiudere completamente l'idraulica dell'ammortizzatore, per esperienza personale ti consiglio di lasciare sempre almeno un click disponibile. Saluti.

Domanda: Salve mi chiamo Simone e vi leggo da diverso tempo. Ho un 900 SS i.e. del ‘99 del quale sono soddisfattissimo. Vi volevo chiedere se potevate aiutarmi nel cambio delle gomme sapendo che sono passato dalle Pilot Sport alle Macadam per una questione di Km. Vorrei trovare il giusto connubio tra durata e performance in quanto, soprattutto all'anteriore, con le gomme attuali non ho il feeling necessario per tenere ritmi sostenuti. Sono il primo a dire che questo comportamento accade solo quando vado sul passo della Futa e azzardo curve ad alta velocità. Attualmente ho percorso circa 13.000 Km con questo treno di gomme a differenza delle altre con le quali sono riuscito a fare solo 5.200 Km. Vi ringrazio in anticipo per la risposta.
Simone Bertuzzi

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Simone, il tuo quesito ripropone il classico tema della botte piena e la moglie ubriaca. Lo sviluppo dei moderni pneumatici stradali ha segnato un netto incremento delle prestazioni, in corrispondenza, però, di una durata proporzionalmente inferiore. Trovare il compromesso non è cosa semplicissima, anche perché devi tenere conto che il feeling tra pilota e pneumatici non dipende solo dal grip che questi riescono ad esprimere, ma da molti altri parametri (profilo, rigidità della carcassa e, non certo per ultime, dimensioni). Quasi tutti i moderni fabbricanti di pneumatici hanno in catalogo un modello “alternativo” con il quale macinare un po’ più di chilometri rispetto al pneumatico “racing”, senza per questo penalizzare le performance di guida. L’unica cosa che posso dirti è che il livello medio dei prodotti in circolazione è piuttosto buono pertanto, qualsiasi modello tu scelga, difficilmente ti troverai a fare i conti con una moto inguidabile, ma di certo cambierà notevolmente la frequenza con la quale ti ritroverai dal gommista.

Domanda: Gentilissima Redazione, desidererei ricevere informazioni circa la Ducati 350 GTV, in quanto ne sono possessore. In particolare sarei interessato all'attuale valore di mercato per un modello in ottimo stato del 1980.
Andrea Palermo

Risponde Mr. Doc
La Ducati 350 GTV è l'evoluzione della 350-500 GTL nata nel 1974 dal progetto dell'Ing. Tumidei, che secondo le intenzioni della Casa doveva sostituire i monocilindrici Ducati desmo. Nel 1977 vengono presentati i modelli sportivi 350 e 500  sport-desmo. La serie GTV sostituisce la GTL dalla quale eredita il motore, mentre nel look si ispira alla Sport Desmo pur mantenendo un'impostazione turistica (sella biposto e manubrio più alto). Gli ultimi esemplari uscirono dalla fabbrica nel 1983 e non godettero di un buon successo in quanto afflitti da numerosi problemi meccanici. Memorabile l'atteggiamento dell'Ing.Taglioni nei confronti di tali modelli: all'inizio non ne volle nemmeno sentir parlare impegnato com'era nel progetto Pantah, poi vista la malaparata dei primi modelli, la Ducati lo incaricò di metterci mano per rimediarvi (vedasi Sport Desmo, Super Sport e GTV). Alla domanda quale fosse la miglior moto prodotta dalla Ducati, l'Ing. Taglioni mi rispose che non si sentiva di eleggere la favorita, ma sicuramente sapeva dirmi qual era la peggiore: i bicilindrici paralleli GTL e GTV 350 e 500. Circa il valore di uno di questi modelli in perfetta efficienza, le riviste specializzate parlano di valutazioni intorno al milione di lire. Forse fra qualche anno, come successo per altri modelli, le quotazioni potrebbero lievitare: consiglio pertanto di non venderle al momento, ma di tenersele ben strette.

Domanda: Salve Redazione, cercando su un motore di ricerca notizie sulla 900 SS, una moto che tengo d'occhio da ormai troppo tempo, mi sono imbattuto sul vostro sito e in particolare sulla comparativa 900 SS Vs 900 FE. Vi scrivo perché vorrei porvi delle domande sulla SS. Io ora posseggo una Honda Hornet, comprata come prima moto perché consigliata da tutti per fare la patente e perché facile e divertente. Ok tutto vero, ma il mio cuore batteva già altrove. Con la mia Hornet si gira sul misto stretto, Appennini o comunque passi Friulani in maniera impeccabile, mettendo alla frusta altre Jap molto più blasonate, R1 ecc... per le sue doti di agilità e per il suo motore abbastanza allegro. Con una moto come la SS perderei quella agilità a cui tengo tanto? Ok dovrei abituarmi ai semimanubri e a una posizione diversa, ma questo non mi spaventa. Non sono un po' pochini 80 Cv, o un bicilindrico rispetto a un 4 cilindri esprime in maniera così diversa la sua potenza da non risentire il confronto? (l'Hornet ne ha quasi 90 e non vorrei fare un passo indietro). C'è in programma un motore più potente, tipo quello della Monster S4, anche per questo modello? O mi consigliate di andare proprio sulla S4 per i motivi di agilità tanto ricercati. Grazie per la risposta e complimenti per l'articolo molto più interessante di pagine e pagine di riviste buttate.
Pierluca Rigo

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Pierluca, se hai paura che gli 80 Cv del 900 due valvole Ducati siano pochi per ottenere performance di rilievo vai a leggere in quanto ha girato il nostro Liverani al Mugello con lo Sport (pag. 14). Se, viceversa, quello che cerchi è il divertimento e la facilità di guida, allora mi sento senz’altro di consigliarti il Monster S4, un vero concentrato di cavalli racchiusi in una ciclistica semplicemente sublime. Per quanto ne sappiamo, infine, non è al momento prevista una motorizzazione più potente per la serie Super Sport, anche se il nuovo motore che equipaggia la Multistrada (due valvole raffreddato ad aria di 1.000 cc) potrebbe far sperare in tal senso.

Domanda: Salve, dopo svariate ricerche e prove spero che possa avere dei consigli come programmare con l'utilizzo di Internet e di voi, una eprom che "svegli" ai regimi medio/bassi la mia 748.
Ignazio Caruso

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Ignazio, se ti riferisci alla possibilità di intervenire sulla mappatura dell’iniezione e sulla curva di accensione, l’unico dispositivo che conosciamo in grado di effettuare un simile servizio è il Power Commander II della Dynojet (Fast by Ferracci, Tel. 051 726849). Grazie all’utilizzo di un normale PC è infatti possibile programmare a piacimento la mappatura contenuta nella centralina, potendo inoltre scaricare nuove configurazioni dal sito www.powercommander.com.

Domanda: Scusate il tono un po' curioso, ma sarei realmente intenzionato a capire quale modello di Ducati ho ritrovato in un vecchio scantinato. Sul serbatoio si legge Ducati 65 T o qualcosa del genere. Mi rendo conto della vaghezza delle informazioni ma se poteste aiutarmi e magari darmi ulteriori informazioni sul modello in questione ve ne sarei grato.
Vito

Risponde Mr. Doc
Il 65 T è il modello base dell'ultima serie di Ducati 65. Ci siamo occupati dei Ducati 65 nei numeri precedenti (MD n°5 e 6/98) ai quali la rimandiamo per le caratteristiche tecniche e la storia. Il colore era unicamente rosso amaranto con filetti e scritte color oro.

Domanda: Ciao gentile Redazione, vorrei avere un chiarimento su un fatto: sono in procinto di acquistare un Monster 600, ma essendo alto 1,95 m volevo sapere se posso incorrere in qualche problema di guida a livello di interferenza tra ginocchia e incavi del serbatoio. Quali sono, se ci sono, le altre Ducati che mi possono “ospitare” più comodamente tipo 748 e SS. Grazie per la risposta, aspetto notizie. Un fedelissimo.
Davide

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Davide, essendo alto 1,92 m posso garantirti che in sella alle Ducati non esistono problemi di questo tipo e tanto meno sulla serie Monster. I modelli che viceversa costringono a qualche contorsionismo sono quelli della famiglia Super Sport, caratterizzati da una sella che non consente di arretrare a piacimento a causa del dislivello troppo accentuato tra la porzione del pilota e quella dedicata al passeggero.

Domanda: Sono possessore di una 851 del 1989. Vi scrivo per avere un piccolo aiuto, sicuro della vostra competenza  in materia. Vorrei sapere se conoscete qualcuno che sia in grado di revisionare e sistemare l'impianto elettrico di una Ducati. Mi hanno consigliato un bravo elettrauto, ma volevo sapere se esiste qualcuno specializzato per le moto. Qualcuno che abbia soprattutto la pazienza di controllare tutti i fili, i connettori ecc, visto che il mio problema risiede quasi sicuramente in un assorbimento nascosto chissà dove (le parti principali come alternatore, regolatore e batteria sono nuove) e dovuto magari all'età dell'impianto in genere. Qualcuno in pratica che la renda affidabile (la moto fa 2-3.000 Km e si ferma).
David Mariotti

Risponde Stefano Bianchi
Il mio consiglio è quello di rivolgersi, più che un elettrauto, a un bravo meccanico, uno appassionato che ci capisce veramente di Ducati. Tieni presente che, sul tuo modello, hanno dato non pochi problemi i sensori della distribuzione. Perché non inizi a controllare quelli?

Domanda: Spettabile Redazione, mi chiamo Vittorio Ratto e sono possessore di una Indiana 750. Volevo alcune informazioni sull'uso della benzina verde sulla mia moto, infatti usando la verde il motore "batte" in testa e strappa notevolmente ai bassi regimi. Bisogna regolare l'anticipo, modificare le teste, quali soluzioni bisogna adottare?
chiccadude@libero.it

Risponde Stefano Bianchi
Per mia esperienza, ti posso dire che l’unico inconveniente che si può verificare con l’utilizzo della benzina verde è quello di un’usura precoce delle guide valvole. In riferimento agli inconvenienti a cui accenni, non sarei così sicuro che questi dipendono dalla benzina verde.

Domanda: Bravi tutti, compreso quello che con il Benelli 125 2T bicilindrico rompeva i timpani (e non solo quelli) e smanettava dal paddock al sottopassaggio. Scusate se inizio così, ma se non lo aveste capito, questa più che una lettera rischia di diventare un inno a chi va - ed ama vedere andare - in moto. Infatti, non ho potuto fare a meno di venirvi a trovare in occasione della gara del Supertwins a Vallelunga lo scorso Ottobre. In occasione della mia visita al paddock (a proposito, io ero quello con il figlio piccolo) devo dire che c'e mancata solo la tremarella, si avete capito bene, la tremarella, come si dice a Roma. Per me entrare nel paddock, vedere da vicino quella massa di cristi con le mani finalmente sporche d'olio (non come in Formula 1) e aver girato intorno a tutte quelle moto, è stata una delle cose più belle che ho vissuto in più di vent'anni di passione per i motori. Poter vedere le moto e salutare voi della squadra è stato veramente un modo splendido di trascorrere un sabato pomeriggio pieno di sport e tecnica, alla faccia dei pallonari della domenica. Ci vediamo alla prossima e sempre “forza Giamma”!
Giancarlo

Risponde Gian Maria Liverani
Caro Giancarlo servirebbe più gente appassionata di moto come te: uno che porta il figlioletto a vedere le corse e si entusiasma nel vedere dall'interno il paddock. Sicuramente anche il prossimo anno ripeteremo l'esperienza nel trofeo Supertwins, anche per il fatto che questo campionato richiama persone come te.

Domanda: Salve, mi chiamo Stefano e sono un felice possessore di una fantastica 900 SS ie. Sono ormai due anni che vi seguo e mi congratulo con voi per la straordinaria professionalità con cui realizzate le vostre riviste. Mi piacerebbe sapere che tipo di carena è stata installata sulla ST2 del vostro Team (per intendersi quella con il n° 38) e se possibile apporre la stessa modifica sulla mia moto. Grazie e a risentirci.
Stefano

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Stefano, le carene di cui parli sono prodotte dalla Effeeffe (039 2103578) e successivamente adattate dalla Carrozzeria Tagliagambe (0585 787545). Il modello in questione è relativo alla serie 916/996, ma non dovrebbero esserci particolari problemi per adattarlo anche alla tua Super Sport.

Domanda: Ciao a tutti e complimenti per la rivista, ho 30 anni e sono appassionato Ducati fin da quando ero ragazzetto. Sono stato felice possessore di un Pantah 350 per circa 8 anni col quale ho percorso quasi 60.000 Km. Da qualche mese sono passato a un 750 SS del 1996, del quale, almeno per ora, sono nel complesso soddisfatto. Vorrei, se possibile, avere informazioni riguardo alla manutenzione periodica e il vostro parere riguardo alle caratteristiche tecniche di questo modello. Grazie anticipate e un desmosaluto a tutti.
Enrico

Risponde Stefano Bianchi
Per girare in strada, soprattutto in un misto stretto, è una moto ottimale: discretamente pronta, dotata di una potenza non esagerata e di un’ottima ciclistica: consente di togliersi delle belle soddisfazioni. Per quanto riguarda la manutenzione, un bel tagliando completo ogni 10.000 Km, sostituire l’olio ad ogni stagione, fare particolare attenzione alle cinghie di distribuzione che devono essere sostituite ogni 20.000 Km o ogni due anni, controllando i cuscinetti tendicinghie.

Alla fine di settembre mi sono recato al Salone di Milano dove ho potuto ammirare la produzione Ducati 2002. Ho osservato attentamente ogni modello e ho potuto toccare con mano l’elevata qualità costruttiva con la quale Ducati si contraddistingue nel panorama motociclistico mondiale. Per questo Natale il mio regalo sarà davvero speciale. Dopo anni fatti di sogni e fantasia, finalmente, tra poche settimane ritirerò la mia prima, bellissima Ducati.
Ne approfitto per ringraziare la concessionaria Viemme Ducati-Novara per la competenza, la serietà e la disponibilità con cui mi hanno accolto e consigliato, e voi di Mondo Ducati per aver alimentato e rafforzato questa mia grande passione. Un arrivederci a presto, anzi… ai prossimi raduni.
Fabio Usuardi

Domanda: Cara Redazione, sono Flavio, possiedo da alcuni mesi un Monster 600, depotenziato (sul libretto). Vorrei qualche informazione circa i preparatori, specialmente per quanto riguarda la potenza. Navigando fra i siti relativi al Monster, ho trovato addirittura un attacco per il doppio disco anteriore, completo di pompa maggiorata e alcuni motori 900 (del Monster) e sarei tentato di farci un pensierino. Voi che ne pensate?
Flavio

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Flavio, ti sconsiglio vivamente le modifiche menzionate nella tua lettera. Seppur tecnicamente possibili, esse non risultano affatto vantaggiose né dal punto di vista pratico né da quello economico. Se proprio non sei soddisfatto delle prestazioni della tua moto (a tal proposito non ho ben capito come mai possiedi una versione depotenziata), la soluzione più semplice è senza dubbio quella di venderla in favore di un modello di maggior cilindrata (750 o 900).


Domanda: Vorrei potenziare il mio Paso 750: è possibile reperire qualcosa di specifico per la mia moto? Vorrei inoltre sapere se modificando la posizione di guida (sono alto 1,95 metri) e in particolare i semimanubri, la guida potrebbe risentirne (angolo di piega, tenuta in generale?). Grazie per l’aiuto e continuate così.
Fabio Lanfrit

Risponde Claudio Falanga
Ho fatto un po’ di ricerche ma con esito negativo: attualmente non sono disponibili kit per la tua moto. Piccoli spostamenti non dovrebbero provocare variazioni sensibili nel comportamento della moto. Certamente, se vai a caricare considerevolmente l’avantreno, o viceversa sposti molto il peso indietro, allora il discorso cambia. L’assetto di guida è molto personale, io ti consiglio di procedere per piccoli passi partendo dall’utilizzo di un paio di semimanubri regolabili, se ben ricordo Menani ne ha degli ottimi.

Domanda: Sono alla disperata ricerca di un cupolino senza il foro per il fanale per il mio Superlight, ma finora non sono riuscito a trovare niente del genere. Sapete a chi posso rivolgermi? Ho visto che avete pubblicato una mia lettera nell'apposita sezione del vostro bel sito internet. A essere sinceri, la risposta che mi avete dato non mi soddisfa molto. La domanda che torno a fare è questa: possibile che a 42.000 Km circa un motore presenti già così evidenti segni di usura? Io sono affezionato alla nostra amata Ducati, e non penso di cambiare marca, ma torno a ripetere che alle odiate jap tali inconvenienti a questi chilometraggi non accadono, e se capitano, non sono affatto nella norma.
Otti Luca

Risponde Claudio Falanga
Caro Luca, devo ribadire che sei stato vago nelle descrizioni. In primo luogo non mi hai detto quali inconvenienti aveva la tua moto: non prendeva giri? non teneva il minimo? c’era un calo prestazionale? Mi avevi solo detto che, causa usura delle sedi valvole, perdevi olio, cosa abbastanza strana, visto che queste sono a contatto con gas e non con fluidi. Che una moto dopo 42.000 chilometri abbia un’usura delle fasce raschiaolio è possibile, anche sulle tanto decantate moto giapponesi, ma quest’usura dà cali di potenza sensibili? consumo di olio eccessivo? Insomma quali sintomi riscontri. In ogni caso, riguardo a un’usura delle sedi valvole, questa è possibile dopo i citati chilometri, ma dipende molto dall’utilizzo. Per quanto riguarda il cupolino senza il foro del faro lo puoi trovare da Cruciata, tel. 0586 686461 al prezzo di lire 210.000 (Iva esclusa) comprensivo di plexiglas. Mmmmm, se cerchi un cupolino senza faro allora giri in pista, e in pista le moto si usurano di più…


Domanda: Sono un ragazzo appassionato di Scrambler Ducati, dove posso trovare i ricambi vicino a Milano? Grazie anticipatamente.
Alessandro Damato

Risponde Mr. Doc
Dato che abita a Milano, la migliore occasione per reperire ricambistica d'epoca è frequentare la mostra scambio di Novegro che si svolge ben tre volte l’anno, oppure, sempre in zona, può rivolgersi ai fratelli Serraino specializzati in ricambi Ducati.


Domanda: Ho letto un articolo sul numero di aprile 1999 riguardante l'aumento di potenza del motore Pantah 650 che potrebbe servire per la mia Cagiva Alazzurra 650. Sarebbe possibile saperne di più? A chi dovrei rivolgermi? Grazie.
Stefano Torracca

Risponde Claudio Falanga
Come saprai, anche noi abbiamo realizzato una special partendo da un motore Pantah (anche se nel nostro caso la cilindrata iniziale era di 600cc). I risultati che si possono ottenere sono molto interessanti, come ha dimostrato Gian Maria Liverani partecipando con la suddetta moto alla Ducati Speed Week del 2000. Noi ci siamo avvalsi dell’esperienza di Mario Maccari (0585/786348), ma sono numerosi gli specialisti in grado di fare un ottimo lavoro sui motori Pantah.


Domanda: Gentile Redazione, sono un vs. abbonato e vi sottoporrei il seguente quesito: il modello 996 SPS mi risulta sia stato prodotto negli anni 1998, 1999, 2000. Sarebbe possibile sapere in quanti esemplari per ciascun anno? Inoltre la targhetta identificativa che appare sulla piastra forcella, cosa significa in termini di quantità di motociclette prodotte? Grazie per l'attenzione e complimenti per la rivista.
Massimo Garino

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Massimo, nella tabella riportata di seguito trovi i dati che hai richiesto. La targhetta in argento posta sulla piastra di sterzo superiore indica semplicemente che si tratta di una moto prodotta in serie limitata (normalmente intorno ai 500-1.000 esemplari).


Domanda: Salve ragazzi, mi è appena arrivato il primo blocco di numeri delle vostre riviste, e… che dire, abbonarmi è stata decisamente la migliore decisione che potessi prendere! Mi servirebbe un parere, pensavo di comprarmi un'Alazzurra da modificare secondo il mio gusto, con l'aiuto di alcuni miei amici provetti meccanici, ma ho alcune paure: non vorrei dover reimmatricolare la moto una volta modificata. Sapete voi se ci sono dei limiti di modifica entro i quali la reimmatricolazione non è necessaria? Pensate che avrei particolari problemi a trovare eventuali pezzi di ricambio? Vi ringrazio in anticipo per l'eventuale risposta e vi ribadisco i complimenti, meritatissimi.
Lettera firmata

Risponde Claudio Falanga
Caro amico, secondo normativa puoi modificare ben poco, anzi niente. Infatti, la chiara intenzione della pubblica amministrazione è di scoraggiare qualsiasi intervento. In particolare, in fase di omologazione tra le cose più importanti c’è la registrazione delle misure di altezza lunghezza e larghezza massime, quindi, teoricamente anche solo cambiando il manubrio si può uscire fuori da tali misurazioni. Per la reperibilità di eventuali ricambi non dovresti però trovare problemi.


Domanda: Caro Claudio, mi chiamo Sabrina e scrivo da Bassano del Grappa in provincia di Vicenza, sono cinque anni che cavalco la Ducati seguendo i passaggi che ogni buon motociclista dovrebbe fare, dalla più piccola di cilindrata fino al mio sogno: la 916. Qui a Bassano e Vicenza c'è un solo rivenditore con officina ufficiale Ducati. Posso permettermi di esprimere un giudizio proprio perché con queste persone ho vissuto le mie prime esperienze, e ti posso garantire che sono degli incompetenti. Di Ducati non ne capiscono un bel niente, escludendo magari i meccanici che devono subire da parte dell'amministrazione pressioni di un certo tipo! Penso che la Ducati dovrebbe garantire a chi come me ama il suo mondo, non solo il prodotto, ma anche la garanzia dell'assistenza, assistenza che deve essere di qualità, tanto quanto il prodotto. Pensa che per risolvere il problema sono dovuta andare oltre Vicenza, perdendo due giornate per il trasporto! E' corretto? Chi, come me, si trova a che fare con delle persone che non ti garantiscono un buon lavoro e ti truffano sulle ore di lavoro, cosa deve fare? Puoi consigliarmi da chi portare la mia moto, la mia seconda vita, in modo da affidarla a meccanici della rete ufficiale con garanzia di qualità, in quel di Bassano, senza necessariamente imbattermi in chi detiene la priorità di zona? Se a questo sai rispondermi te ne sarei molto grata, te lo dico con il cuore, da chi, come te, conosce il valore emotivo che può dare una Ducati! Baci.
Sabrina

Risponde Claudio Falanga
Ecco una di quelle lettere che mi mettono in grande difficoltà: vengono tirate in causa delle persone, con affermazioni importanti. In merito a queste non ho modo né di smentirti né di darti ragione. Posso solo rilevare alcune cose: dici che sono degli incompetenti, ma poi aggiungi “ad esclusione dei meccanici”. Se cerchi un buon servizio sono proprio questi a fare la differenza. Se sono sorte delle incomprensioni con i titolari della concessionaria – con i quali dici di avere avuto le tue prime esperienze motociclistiche – nel caso si trattasse di problematiche gravi puoi sempre rivolgerti al servizio clienti Ducati. Non conosco nella tua zona meccanici da consigliarti e mi rendo conto che il rapporto fiduciario con chi “mette le mani” sulla tua moto, è fondamentale.


Domanda: Cara Redazione, mi chiamo Fabrizio Strumia e sono un vostro fedele lettore. Da poco sono entrato in possesso di una ST4 (modello'99) e sono alla ricerca di qualche riferimento riguardo ai possibili pneumatici da utilizzare. Non sono un centauro esperto, pertanto vi chiedo aiuto in questo senso. Attualmente sono montate sulla moto delle vecchie Metzeler Z4 e sarei intenzionato a sostituirle con delle Pirelli Dragon GTS. Cosa ne pensate? Perché non curate sulla rivista una rubrica dedicata ai pneumatici, argomento assai complesso e interessante? Grazie.
Fabrizio Strumia

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Fabrizio, come più volte abbiamo ribadito in questa rubrica, la scelta dei pneumatici è soggetta a gusti e considerazioni di carattere soggettivo (stile di guida, utilizzo e, non per ultima, disponibilità economica). Trattandosi di coperture che andranno a equipaggiare la sport tourer Ducati, il discorso si complica ulteriormente, visto che la moto in questione è dotata di una sorta di doppia identità ed è capace di trasformarsi da comoda e godibile turistica a grintosa ed efficace sportiva (il nostro Team ne sa qualcosa). Già che nomini i Pirelli Dragon, per esperienza diretta non possiamo far altro che confermarti l’ottima predisposizione delle coperture italiane per i bicilindrici desmodromici, anche se in termini di resa chilometrica non sono tra i più longevi. Per quanto riguarda la possibilità di una rubrica esclusivamente dedicata ai pneumatici, reputiamo sia sufficiente lo spazio che riserviamo agli articoli tecnici in generale, anche se effettivamente, in quest’ultimo periodo, non si è parlato molto di questo argomento.


Domanda: Ho visto i giorni scorsi la gara di Misano del Mondiale Supersport e ancora una volta "Vitto" Guareschi, dopo una partenza folgorante e un giro in testa, è progressivamente scivolato nelle retrovie, credo fino a ritirarsi, con grande delusione di tutti gli appassionati Ducati come me. Perché la Casa madre non si impegna a sviluppare almeno un po' la 748 in modo da renderla competitiva nel Mondiale SS? Ritengo che a livello di immagine commerciale l’attuale situazione risulti estremamente negativa! Mi piacerebbe sentire la voce ufficiale della Ducati e magari le valutazioni del Reparto Corse sul progetto 748! Voi cosa ne pensate?
Romualdo Mattioni

Risponde Claudio Falanga
Personalmente, e lo puoi rilevare dall’articolo che pubblichiamo proprio su questo numero, penso che la 748 sia una gran moto. La versione R, che ho provato sia in occasione della presentazione che ultimamente, ha subito numerosi interventi che sulla carta avrebbero dovuto proiettare la 748 tra le protagoniste di queste ultime due stagione. Il fatto che Vittoriano non stia ottenendo i risultati sperati è probabilmente dovuto al fatto che ancora non è pronta una versione 748 del testastretta che equipaggia le Ducati di Bayliss e Bostrom.


Domanda: Mi chiamo Luca Naticchi e da poco vi ho scoperto, rendendomi conto di quanto ho perso fin ora, ma bando ai convenevoli. Possiedo da circa 2 mesi una Superlight II 900 del 1994 (n° 532). Quando l'ho vista dal concessionario ho detto: sarà mia, se saranno rimontati i suoi dischi freno originali. Infatti detto modello aveva quelli semiflottanti in acciaio e, per quanto ne so io, tutti gli SL hanno sempre montato quelli in ghisa. Il concessionario, tra l'altro ufficiale Ducati, mi ha detto che il modello in questione era originale come mi appariva. Ho fatto montare una coppia di dischi in ghisa e l'ho acquistata. Ora però vedo sull’ultimo numero che la SL del 1994 pubblicata nell'articolo, (la nr. 001), monta dischi in acciaio semiflottanti. Vi chiedo pertanto qual è la coppia freni originale dell'SL? Quali sono i nomi delle serie successive alla prima (in quella del 1994, da me posseduta, é stampigliata la sigla Superlight II); infine dove posso rimediare il libretto uso e manutenzione?
Luca Naticchi

Risponde Lorenzo Gargiulo
La sua Superlight II n° 532 è presumibilmente stata immatricolata tardivamente, in quanto la seconda serie è stata venduta nel 1993 e non nel 1994. Il quadro della situazione è il seguente: 1317 moto nel '92, 696 nel '93, 722 nel '94, 579 nel '95 e sole 308 nel '96, per un totale di 3.622 Superlight in tutto il mondo. Nel '97 e nel '98 sono state vendute invece 800 Final Edition in tutto (500 e 300). Per quanto riguarda il discorso degli allestimenti, l'unica serie che ha montato dischi in acciaio è proprio la seconda (non so spiegarle il perché), e quindi il suo concessionario aveva ragione. Per il libretto uso e manutenzione si rivolga ad un centro ricambi Ducati, ma ho paura che le manderanno quello del Supersport (è successo a me), mentre del manuale di officina si trova senza problemi la versione '94 - '96 in quanto è in comune a tutte le Supersport.


Domanda: Carissimi, oggi ho ricevuto il pacco con le riviste... ma quali riviste! Sono 4 splendidi libri, bello il formato, le foto e gli argomenti... siete proprio bravi. Lo ammetto, a 33 anni mi sono appassionato di moto e ho comprato un Monster, forse, per "moda”, ma devo dire che l'entusiasmo per questo oggetto e il suo rombo incontenibile mi hanno devastato. Come se non bastasse sono entrato in contatto con un mondo, anzi, con una splendida famiglia.
Marco Servalli

Risponde Claudio Falanga
Che dire, caro Marco: anche se in ritardo, sei entrato perfettamente in sintonia con il nostro “mondo”. Benvenuto fra noi e grazie di cuore per i graditissimi complimenti!

Salve, ho appena terminato di leggere l’ultimo numero di Mondo Ducati davvero molto bello sia per gli argomenti che per la qualità delle immagini. Mi permetto, però, di fare una piccola osservazione, sperando di portare il mio contributo, riguardo la foto di Toseland apparsa a pag. 97. Sia la rivista che l’articolo meritano qualcosina di più, pertanto vi invio la presente foto (Monza maggio 2001), che spero vorrete pubblicare. Mi auguro in questo modo di portare un modesto aiuto alla rivista alla quale tengo molto.
Sauro Rossi


Domanda: Ciao “Gran Capo”, ho appena letto la mia lettera pubblicata su Mondo Ducati n.19. Un enorme sorriso ha modificato il mio volto e ho subito deciso di prendere carta e penna. Ho una protesi alla gamba fino al ginocchio e, pur potendo modificare il cambio portandolo a destra, mi viene lo stesso negata la possibilità di guidare una moto. Voglio essere, però, fiducioso visto che questo è già possibile in altre nazioni europee e quando potrò anch’io cavalcare un Desmo faremo delle belle uscite in pista insieme, ma, preparatevi, perché andrò forte! A quando la ristampa di MD n. 1 e 2?
P.S.: una fortissima stretta di mano e un “Sei Grande!” al nostro Gian Maria per il podio di Vallelunga. Continuate così, siamo i migliori e appena potrò verrò a conoscervi.
Desmo C

Risponde Claudio Falanga
Caro Desmo C, spero tanto che presto il tuo desiderio diventi realtà, e che anche in Italia chi ha già validi motivi di sofferenza non debba essere ulteriormente discriminato. Sono convinto che ci darai del filo da torcere in pista, anche se io consiglio a tutti, ed in ogni caso, ragionevolezza.
La ristampa dei primi due numeri per il momento appare impossibile, ma se le richieste dovessero essere tantissime chissà…



Domanda: Vi sarei grato se mi poteste dire dove reperire materiale inerente la Ducati 450 Mark III 1971 (foto, libretto di uso manutenzione, eventuali quotazioni dell’usato e versioni prodotte) Grazie.
Ravaioli Stefano

Risponde Mr. Doc
Il Ducati Mark III è un modello fondamentale nella produzione Ducati, perché nel 1968, anno della sua presentazione, segna il passaggio dalla produzione dei modelli a carter stratti a quelli a carter larghi. Questo cambiamento epocale sta a delineare lo spartiacque tra la produzione antecedente, limitata alle motoleggere, e quella successiva, orientata più verso moto di grossa cilindrata. Dal 1970 al 1971 il Mark III viene allestito in tre diverse cilindrate: 250, 350 e 450. Dal 1973 in poi non si chiamerà più Mark III, ma semplicemente Ducati Desmo. Per i libretti di uso manutenzione o i manuali d'officina, si possono richiedere all'AAVE, viale Caldara 41 Milano (Tel. e Fax 02 5468098) che dispone dell'intero catalogo dei modelli Ducati. Una valutazione attuale può essere di circa 4.500.000 lire (se il modello è ben conservato, in ordine e con i documenti in regola). Se la moto è perfettamente restaurata può costare anche di più, se è semplicemente conservata, da restaurare o priva di parti e documenti, il valore cala a meno della metà. Da ricordare che i Mark III furono prodotti sia con distribuzione convenzionale che con il celebre sistema Desmo. Ovviamente, quest’ultimo è il più ricercato.


Domanda: Salve Redazione! Tutto bene? Sono qui davanti al PC per esporvi un'idea un po’ pazza ma che mi affascina molto. Pensavo a un corso di guida veloce sul mitico “vecchio” Nurburgring! Il corso si terrà il 25,26 e 27 agosto. Considerando che lo scorso hanno diverse riviste del settore hanno pubblicato succulenti articoli su tale esperienza… perché non farlo noi di Mondo Ducati? Scusate il noi… ma essendo abbonato dal 1° numero mi considero di casa. Ultima domanda: in previsione di una mia effettiva partecipazione a tale corso... la rivista può prendere parte in prima persona alla spedizione… magari con aiuti vari? Attendo notizie per stabilire l’effettiva realizzabilità di tale sogno.
Roberto

Risponde Claudio Falanga
Caro Roberto, il tuo è un bel sogno che per il momento resta irrealizzabile. Tieni conto che la programmazione delle uscite in pista va da un anno all’altro. Organizzare poi una trasferta all’estero aumenterebbe vertiginosamente i costi che, come avrai notato, cerchiamo di contenere per favorire gli abbonati. In futuro chissà…


Domanda: Possiedo una Ducati Superlight del '92 e ogni volta che la guardo, anche dopo tanti anni, l'emozione è forte. Rispetto a una giapponese la preferisco sotto un'infinità di aspetti, se però andiamo a toccare il tasto dell'affidabilità il discorso cambia. Ho iniziato ad avere problemi circa due anni fa con le sedi valvole del cilindro orizzontale che lasciavano passare olio, poi i pick-up mi hanno lasciato a piedi e, dulcis in fundo, adesso ci si sono messe le fasce raschiaolio. Tutti i miei amici posseggono moto giapponesi, percorrono più chilometri di me, spremono il motore più di quanto faccia io e non hanno mai avuto problemi. Come se non bastasse, il mio meccanico di fiducia (ritenuto il migliore della zona), sostiene che la mia situazione sia tra le più fortunate. Dov'è andato a finire il famoso controllo qualità che tanto si declama?
Otti Luca

Risponde Claudio Falanga
Caro Luca, non metto in dubbio che il meccanico interpellato sia il migliore della tua zona, ma si tratta di un meccanico Ducati? Ha usato ricambi originali? Le informazioni che mi fornisci sono troppo generiche per dare una valutazione. Per quanto mi riguarda, i motori Ducati da me posseduti (un 750 a carburatori e un 900 a iniezione) non mi hanno mai dato problemi. Sarà solo questione fortuna?


Domanda: Spett. Mondo Ducati, sono felice possessore di una Ducati 907 ie del ‘91 ancora in ottimo stato. Per un po' di tempo sono stato tentato di venderla per comprare qualcosa di più prestazionale, ma poi, per svariate ragioni ho rinunciato, decidendo di tenerla a vita. Ora però vorrei almeno farle acquistare qualche cavallo in più (non mi va giù il fatto di non riuscire a passare sul misto una Paso 750, anche se abbondantemente rinvigorita con scarico Conti, carburatori maggiorati ecc) e a tal proposito mi sono messo alla ricerca di qualcosa che facesse al caso mio. L'idea iniziale era di cambiare lo scarico (omologato), la centralina e il filtro aria, nella speranza di guadagnare 5 o 6 cavalli con una spesa accettabile e senza la paura di prendere una multa a ogni uscita. Ho trovato quasi subito sia la centralina che il filtro aria, ma per lo scarico, per quanto abbia fatto, non sono riuscito a trovare nulla. Siete in grado voi di fornirmi informazioni circa la reperibilità del componente cercato? In attesa di risposta, saluti e complimenti per la rivista.
P.S.: vorrei inoltre sapere se l'utilizzo di benzina verde potrà creare problemi alla moto (indipendentemente dalle modifiche di cui sopra).
Paolo Parroni

Risponde Claudio Falanga
Se alla guida del Paso 750 c’è Troy Bayliss credo che tu abbia in ogni caso poche speranze. La 750 è una moto più leggera, che se rinvigorita con qualche interventino può effettivamente darti filo da torcere. Per quanto riguarda la tua moto, se vuoi rimanere in regola con l’omologazione stradale, ti sconsiglio di cambiare gli scarichi. Puoi invece cambiare l’Eprom e sostituire il filtro con uno della K&N (prova a sentire Ferracci). Per quanto riguarda l’utilizzo di benzina verde, è da escludersi che vi possano essere complicazioni di sorta, l’unico consiglio è quello di intensificare leggermente la frequenza degli interventi di manutenzione.


Domanda: Carissimi amici di Mondo Ducati, sono un ragazzo di ventisette anni che finalmente sta per realizzare un sogno, cioé l’acquisto della mia prima Ducati: una 900 SS. Chiedendo in giro informazioni sui costi di manutenzione della moto, ho ricevuto risposte che non sempre coincidono, quindi ho deciso di rivolgermi a voi per avere una risposta sincera.
Massimo Calanca

Risponde Claudio Falanga
Ducati ha attivato un servizio d’interventi “trasparenti” da effettuarsi presso i Ducati Store o i service. Per quanto riguarda la tua moto non mi hai detto se si tratta di un nuovo o un usato, se quindi è il modello a iniezione o a carburatori. In ogni caso ecco i prezzi dei tagliandi per entrambi i modelli. 900SS a iniezione: 1° tagliando lire 338.000 – 2° lire 526.000 – 3° lire 752.000. 900SS a carburatori: 1° tagliando lire 280.000 – 2° lire 486.000 – 3° lire 660.000.


Domanda: Pregevolissima Redazione, sono un vostro appassionato abbonato, inossidabile sostenitore della fede desmodromica: una commossa stretta di mano per la qualità della rivista! Dopo non pochi sacrifici, sono riuscito a concedermi in regalo una fiammante ST2, moto che sognavo da tanto tempo e che mi soddisfa pienamente. Il motivo per il quale mi rivolgo a voi è che non riesco a capire come mai il propulsore di 944 cc pur essendo un’unità progettata in tempi attuali (se non sbaglio è il frutto dell’Ing. Bordi) è stato concepito con sole due valvole per cilindro quando praticamente tutti i modelli delle principali Case motociclistiche nascono con quattro valvole: d’altronde, se già al debutto della ST2 correvano voci di corridoio in merito a un modello a quattro valvole, qual è stata la filosofia costruttiva che ha indotto l’Ing. Bordi a proporre, quasi anacronisticamente, un’unità a due valvole per cilindro? Ringraziandovi per lo spazio che mi vorrete concedere in uno dei prossimi numeri della vostra splendida rivista, mi congedo da voi porgendo cordialissimi saluti.
Gennari Alessandro

Risponde Claudio Falanga
Sbagli caro Alessandro, il due valvole Ducati che equipaggia la ST2 fa riferimento al mitico progetto dell’ingegner Taglioni. Questo non vuol affatto dire che si tratti di un’unità obsoleta, tutta la parte tecnica del due valvole Ducati nel corso degli anni è stata più volte riprogettata e in questa versione fornita anche dell’iniezione. Da parte della Ducati non si è trattato di una scelta anacronistica (pensa anche ai performanti ed affascinanti Monster equipaggiati dal due valvole a carburatori), ma di una scelta costruttiva che ha ragioni filosofiche (rispetto della tradizione) e pratiche (il due valvole ha un’erogazione particolare ai “bassi” e costi produttivi ridotti).


Domanda: Caro Claudio, ho appena letto la mia lettera sul numero di marzo e dalla tua risposta si deduce perfettamente la mia natura di rompiscatole! Ok, giuro che da oggi non ti infastidirò più, ma prima  voglio sottoporti una mia idea. Perché non crei uno spazio sulla rivista dedicato ai personaggi storici del motociclismo, magari anche quelli fuori dalla sfera Ducati? Secondo me, per esempio, Joey Dunlop meritava un trattamento particolare. Hai letto la poesia scritta in sua memoria dalla figlia? Beh, valeva la pena di pubblicarla! Chiudo facendo un appello a tutti i lettori di Mondo Ducati: sto cercando delle videocassette (anche se non di perfetta qualità) sulle prime vittorie del nostro Giancarlo Falappa in sella a Bimota e, successivamente, alla fantastica 916 (1994). Che sfiga ragazzi! Un carissimo saluto desmodromico a tutti.
Capotondi Pierluigi
Via F. Nicolai 125
01032 Caprarola VT

Risponde Claudio Falanga
Ciao Pierluigi, ebbene sì: sei un rompiscatole, ma proprio poiché anch’io mi ritengo tale, ti trovo simpatico, quindi scrivi quando vuoi. Dedicare una sezione ai personaggi generici del motociclismo non rientrerebbe nella filosofia della rivista, che si occupa solo di tutto ciò che gravita intorno alla Ducati, ciò non toglie che ho una grande ammirazione per tantissimi piloti, che spesso hanno corso con altre marche; Joey era uno di questi. Per il resto qualche volta abbiamo dedicato spazio a piloti del passato o attuali, ma senza enfasi storiografica. Per quanto riguarda le videocassette, giro la tua richiesta a tutti i lettori: se avete dei filmati sul Leone di Jesi contattate la rivista per farle avere a Pierluigi.


Domanda: Sono da un paio d’anni diventato un ducatista convinto e da gennaio un vostro abbonato. Aspetto con ansia la vostra rivista e la leggo sempre con interesse e avidità. Vorrei sottoporvi un quesito: sono possessore di un Monster 600 (non sto a elencare certi difetti già ampiamente descritti dalla rivista) e vorrei acquistare un Monster S4. Leggendo però la lettera del Signor Bruno Lauria (Mondo Ducati n.19) mi sono sorti dei dubbi. Inoltre, girando alcune concessionarie della mia zona, mi sono giunte voci relative al ritardo nelle consegne di questo modello. Sembra infatti che queste siano dovute a presunti problemi al motore. Mi scuso in anticipo per l’ennesima lettera tecnica, ma vi prego di fornirmi lo stesso alcuni consigli e chiarimenti al riguardo. Un desmosaluto a tutti.
Loris Pellegrini

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Loris, non ci risulta che i ritardi accusati dalle consegne del nuovo Monster S4 siano dovuti a problemi riguardanti il motore. Del resto, l’unità che equipaggia la performante naked Ducati è il più che collaudato desmoquattro di 916 cc, un tempo montato sulla gamma hypersport della casa bolognese. Da una nostra indagine risulta viceversa che i suddetti ritardi dipendano dall’elevato numero di richieste ricevute dai concessionari stessi. A titolo di cronaca, ti possiamo dire che durante la prova effettuata dai nostri tester non è emerso alcun tipo di rottura o malfunzionamento.


Domanda: Mi chiamo Sergio, ho 51 anni e sono un grandissimo appassionato di moto. Da quest'anno mi sono abbonato alla vostra meravigliosa rivista, veramente molto bella, sia per i servizi, le foto, le pagine dedicate al modellismo e la carta patinata, che la rende ancora più esclusiva. Vi faccio dunque i miei complimenti e spero continuate sempre così. Mi sono abbonato perché anch'io sono stato un motociclista fino al dicembre del 1987, quando una mattina di quel mese, mentre mi recavo al lavoro, sono stato investito da un 'auto e scaraventato per terra insieme alla mia Ducati. In seguito a questo incidente sono purtroppo rimasto menomato alla gamba e al braccio sinistro, tanto da dover abbandonare la moto per sempre. Tuttavia, da quel giorno, la passione per le moto è aumentata, così, ho iniziato a collezionare fotografie, ritagli di giornale, qualche rivista e modellini di moto (tutti Ducati, naturalmente). Il marchio di Borgo Panigale è infatti quello che mi ha regalato le soddisfazioni maggiori e insieme al quale ho percorso tantissima strada. Detto questo vi sarei grato se pubblicaste questa lettera con il mio indirizzo, in modo da poter essere contattato da altri appassionati di modellismo come me. Vi faccio di nuovo i miei più sinceri complimenti per la rivista, che mi rende felice e che significa molto per me. Un caro saluto a tutti i ducatisti, augurandogli con tutto il cuore ogni bene e tante soddisfazioni.
Sergio Piantanida
Via Pastrengo 22
21019 Sommalombardo VA

Risponde Claudio Falanga
Rimango spesso stupito di quanto la passione per la moto riesca a essere motivo di gioia per chi ha subito traumi tali da compromettere l’utilizzo delle due ruote. Questa è la dimostrazione che le moto non sono dei semplici mezzi meccanici, ma uno stile di vita, un modo di pensare e di interpretare la vita. Spero che il tuo appello abbia successo e che tanti appassionati si mettano in contatto con te. Un caro saluto ducatista.


Domanda: Scrivo perché non mi trovo d’accordo con quanto apparso nella rubrica “Made in Italy” del numero 18, mentre mi sono in linea con quanto riferito dal Sig. Capotondi circa il diffondersi dei Ducati Store. Nella mia città è stato aperto uno Store che, seppur piccolo, sembra un asettico atelier di moda piuttosto che una concessionaria di moto. La realtà è questa, ormai Ducati è solo business, l’importante è vendere moto e magliette. La competenza tecnica è rimasta ai vecchi concessionari/meccanici che non hanno trovato conveniente aprire uno Store e che continuano a seguire i loro vecchi clienti fornendo loro anche particolari ormai introvabili. Sono invece completamente d’accordo sul fatto che non si vive di solo Monster e quindi perché non produrre moto dal gusto retrò ma con la tecnologia attuale? Provate a immaginare un 750/900 SS a coppie coniche dal look anni 70 con l’affidabilità di oggi. Però è chiaro che si tratterebbe di numeri di nicchia e se l’obiettivo è solo quello di vendere...
Giuseppe Faulisi

Risponde Claudio Falanga
Non è facile mettere d’accordo gli appassionati: il lettore Alessandro Gennari, pur dichiarandosi pienamente soddisfatto della sua ST2, si chiede il perché di un progetto – a suo dire – obsoleto; mentre Giuseppe sarebbe felice di vedere un coppie coniche dal look retrò. Tutto è possibile caro Giuseppe, ma credo che in questo caso si tratterebbe di un’operazione rischiosa, sia dal profilo commerciale che tecnico: è infatti indiscutibile che le cinghie siano più razionali, oltre al fatto che la registrazione del coppie coniche risulti più laboriosa.


Domanda: E no, Signori miei, io proprio non ci sto ad essere presa per... i denti. Io, la cinghia dentata per impiego motoristico, la migliore cinghia che ci sia sul mercato, presentata e liquidata in due righe? No, non ci sto. Ma chi va a dire in giro che ci rompiamo che è un piacere? Noi Cinghie Dentate siamo assolutamente affidabili: giriamo fino a 6/7.000 giri su puleggine assai piccole, ci pieghiamo in controflessione su galoppini da 35/40 mm, sopportiamo tensioni pazzesche, per non parlare delle sollecitazioni termiche! Cambio o controllo ogni 20.000 Km? Ma nessuno vi ha mai spiegato che dobbiamo andare in pensione ogni volta che siamo allontanate dalle nostre amate puleggie, per motivi di assestamento? Togliendomi e rimettendomi mi romperò a non finire: questa è la legge della Meccanica. Ho finito, torno al mio chiodo in attesa di riprendere a girare, ma per favore, non dite stupidaggini su noi Cinghie.
Nico Volpi

Risponde Claudio Falanga
Il Sig. Volpi, contattato da me telefonicamente è un tecnico di prim’ordine alle dipendenze di una ditta leader nel settore delle cinghie di trasmissione. Lo ringrazio per aver “dato voce” alle cinghie dentate, con questa divertente lettera.


Domanda: Inizio subito con i complimenti per aver aumentato le uscite di Mondo Ducati, complimenti per la parte tecnica, continuate così, sono in attesa di articoli sulla manutenzione della mia 900 SS del ’97. Un consiglio: sono alla ricerca degli O-ring per la pompa della frizione (Brembo-6L1413), che la Brembo non fornisce più come ricambio. Potete aiutarmi visto che con la spesa di poche decine di migliaia di lire potrei effettuare la sostituzione da solo, senza dover tirar fuori 250-300.000 lire per la pompa completa: ci vogliono per caso far diventare come i Jap o gli Harleysti? Sono rimasto inoltre inc... sorpreso dal fiorire di articoli nei nostri confronti (vedi Giornale L'Arena del 16 ottobre), che certo non aiutano a cambiare la mentalità che dipinge noi motociclisti come dei criminali della strada. Mi domando, come mai tutto questo accanimento nei nostri confronti? Perché non si vanno a vedere i verbali degli incidenti stradali e scoprono (in realtà lo sanno già, ma non lo scrivono) che nel maggior numero dei casi la colpa è degli automobilisti che, al sicuro nelle loro scatoline di latta, sbucano all'improvviso o non danno la precedenza. La scusa è sempre la stessa: "Non ti avevo visto!" Se sei fortunato salvi la pelle, come è successo a me, oppure (facciamo le corna) i giornalisti hanno materiale per ricamarci sopra un articolone a tutta pagina. Domanda, perché invece di sprecare tanto inchiostro non cercano di sensibilizzare l'opinione pubblica su come ci si comporta alla guida di auto, moto e soprattutto scooter? Con questa mia arringa non voglio dire che tutti i motociclisti siano prudenti e attenti, ma certo è che per sopravvivere nella giungla stradale con le due ruote non puoi permetterti alcuna distrazione o bravata perché a farne le spese sei solo tu!
Moreno Marinello (VR)

Risponde Claudio Falanga
Fin dai primi numeri abbiamo affrontato il discorso manutenzione, sul sommario degli articoli usciti puoi trovare i vari argomenti trattati. Diverse volte ho risolto il problema di un O-ring da cambiare rivolgendomi semplicemente a un buon ricambista con il campione in mano. La risposta a tanto accanimento nei nostri confronti potrebbe avere molte facce, provo a immaginarne alcune: luoghi comuni, invidia, squallore esistenziale, interessi contrastanti con l'uso delle due ruote (vedi uso auto).

Domanda: Cari amici, vi scrivo per farvi un milione di complimenti per quanto state facendo per noi appassionati, per il vostro impegno, per i periodici che sono sempre migliori anno dopo anno, per gli appuntamenti in pista che ci regalano forti emozioni senza rischi e a prezzi umanissimi, per la vostra amicizia e disponibilità e per altro ancora. Mi fermo qui per non sembrare un ruffiano, ma sono cose che sento di dovervi.
Stefano Bossi

Risponde Claudio Falanga
Caro Stefano, i tuoi complimenti ci fanno doppiamente piacere: primo perché sono sinceri, e secondo perché... siamo degli inguaribili narcisisti! Scherzi a parte, ti ringrazio a nome di tutta la Redazione.

Domanda: Caro Claudio, ho appena letto sul numero di ottobre la mia lettera: molto concisa la tua risposta, speriamo che qualcuno mi scriva, perché per quanto riguarda la mia zona la situazione è veramente tragica. Mi spiego meglio: nell'ottica degli Store non siamo messi male. In quanto al binomio “Ducati uguale tanti soldi incassati da tutti i settori“ va bene, ma per quello che concerne “Ducati uguale tanta passione e competenza" la situazione è veramente triste. Ti senti chiedere un milione, lira più lira meno, per un tagliando di un quattro valvole, per giunta effettuato da gente che in vita sua ha smontato al massimo uno scooter! Bella politica veramente: Monster a bizzeffe, serie SS ultra economiche, una bella turistica così incassano anche lì, ma la vera moto Ducati 748/916/996 è sempre la stessa e non è certo opera dei "cervelloni" che sono dietro le scrivanie in questi giorni. E' evidente che c'è qualcosa che non va, lo dimostra il fatto che due colonne, due nomi storici della Ducati come Farné e Bordi decidano di cambiare aria. Intendiamoci, per gli sponsor va tutto bene, gli affari vanno a gonfie vele, ma l'appassionato vero non può fare a meno di accorgersi che c'è qualcosa che non va. Che ce ne facciamo di tanti pappagalli tirati a lucido con casco e giubbotto Ducati, che poi non sanno dirti nemmeno chi è Falappa? Sarà questa la strada che ci porterà in Paradiso? Intanto Honda e Aprilia si sono fatte sotto nel campionato SBK e quest’anno potrebbe andare anche peggio. Meditate gente, meditate.
Capotondi Pierluigi

Risponde Claudio Falanga
Mi pare di aver capito che non sei molto soddisfatto del servizio Ducati nella tua zona. Se hai delle lamentele precise da fare, come prima cosa puoi rivolgerti direttamente alla Casa. Sono anch'io a conoscenza del fatto che molti appassionati fanno tanti chilometri per raggiungere un meccanico di fiducia. Il fatto che Farné e Bordi siano andati via dalla Ducati può rientrare nella normale migrazione di "cervelli" che c'è in qualsiasi azienda. Per quanto riguarda l’attuale gestione della Ducati, ho scritto quello che penso nell’editoriale di questo numero. Infine, se lo scorso anno il mondiale piloti è sfuggito non si deve certo alla moto, ma alle circostanze imprevedibili che si sono create a inizio stagione sul fronte piloti.

Domanda: Carissimi amici di Mondo Ducati, dopo i canonici complimenti veramente meritati, vorrei porvi un quesito: dov’é finito il materiale per i Pantah che figurava nel listino Gio.Ca.Moto? Non ditemi di far riferimento a Ducati Performance perché di scarichi Conti, pezzi Verlicchi, non vi è traccia. Possibile che tutto sia andato ad esaurimento? Grazie fin da ora per la vostra risposta.
Mario Leoncini - Udine

Risponde Lorenzo Miniati
In merito al tuo quesito ci siamo informati direttamente presso la Ducati Performance. Purtroppo è come sospettavi: nei magazzini non è rimasto niente di quel che cerchi. Tuttavia i tecnici Ducati Performance ci hanno gentilmente segnalato il nominativo del Sig. Andrea Dall'Olmo (tel. 0335 240744), che si occupa di recuperare e vendere pezzi di ricambio per moto non più recenti.

Domanda: Oggi casualmente ho visitato il sito della vostra rivista e ne sono stato positivamente colpito. Volevo farvi una domanda: possiedo una Ducati 750 Sport del 1990. Essendo la carenatura molto rotonda e volendo sostituirla con un'altra più sportiva e accattivante, quali moto sono “adattabili” alla mia?
Alex

Risponde Lorenzo Miniati
Tra le realizzazioni che abbiamo avuto il piacere di ammirare c'è quella di un nostro lettore che ha "trapiantato" la parte anteriore di un'Aprilia 125 su una moto come la tua. Non sono necessarie particolari modifiche, ma è comunque indispensabile una buona conoscenza della lavorazione di materiali come la vetroresina.

Domanda: Ricordo che nel 1967 mio padre mi regalò una Ducati 250 GT che ho poi venduto. In seguito avrei voluto far rivedere ai miei figli questa moto, ma non sono riuscito a trovarne notizie o fotografie. Vi sarei grato se mi deste il vostro aiuto a trovare informazioni su questa moto.
Lettera firmata

Risponde Mr. DOC
La Ducati 250 GT risale al 1964. Moto turistica, evoluzione della 200 GT di cui abbiamo già parlato, è caratterizzata dal fatto di ereditare la sella del 200 TS americano compresi i tubi paragambe. Il motore è quello del Diana 250, di cui condivide serbatoio e cassetta porta attrezzi e filtro, verniciati però diversamente. In Inghilterra viene venduta col nome di 250 Daytona GT e ha 5 marce. Con una potenza di 18,4 CV a 7.200 giri è capace di raggiungere una velocità massima di 128 Km/h e viene commercializzata nei colori nero e argento metalizzato. Poteva essere fornita con manubrio normale, oppure con manubrio a corna di bue per i mercati Nord-americani. In Italia, ne rimasero solo alcuni esemplari con manubrio alto, inizialmente destinati all'esportazione. La moto della foto era destinata all'Inghilterra ed è priva di tubi paragambe, invece presenti sul modello americano.
Qui di seguito riportiamo le caratteristiche principali:

SCHEDA TECNICA
Alesaggio 74 mm; Corsa 57,8 mm; Cilindrata totale 249 cc; Rapporto di compressione 8:1; Carburatore Dell'Orto da 24 mm; Cambio a 5 marce; Sospensione anteriore: forcella Idraulica; Sospensione posteriore: doppio ammortizzatore con forcellone oscillante; Interasse 1.320 mm; Pneumatico anteriore 2.75 X 18”; Pneumatico posteriore 3.00 X 18”; Peso a secco 125 Kg.

Domanda: Mi sono detto: "Gabri so' tre anni  d'abbonamento non "ciai" mai provato a farti scrivere una lettera sulla rivista... sembra che proprio non te frega niente! Tanto che volevo confermarmi abbonato 2000/2001 e chiedervi cortesemente i due numeri mancanti (aprile e ottobre). Prima di salutarvi, riconosco chiaramente che non ho pensato prima ai numeri mancanti per un mio errore e perché non erano due numeri consecutivi (es.: gennaio, aprile).
P.S.: complimenti a Claudio per lo stile dimostrato nelle ultime foto viste! A Magione nell'aprile del 1998 non era così, no?
Gabriele Venceslai

Risponde Claudio Falanga
Mi auguro che nel frattempo tu abbia ricevuto i due numeri in questione, in quanto sono entrambi esauritissimi. Non ho ben capito se ironizzi sulle ultime foto o sulla prestazione di Magione. Non voglio approfondire (sono troppo superiore a queste basse insinuazioni), ma ti voglio comunque rispondere. La mia filosofia nelle prove delle moto è la seguente: portare a casa la carcassa sana. Per carcassa non intendo la moto, bensì la mia ossatura e tutto il resto che la circonda. Comunque, hai ragione tu vedrò di allenarmi un pochino.

Domanda: Sono un ragazzo di 24 anni e vi scrivo da Reggio Emilia per chiedervi informazioni su un modello Ducati ormai d'epoca, il Ducati 98 del '52. Ho notato che nel numero di Ottobre 2000 avete pubblicato un articolo proprio su questa moto. Inoltre, vi chiedo la possibile valutazione (ammortizzatori e marmitta non originali), per decidere se restaurarlo o no.
Simone Bolognesi

Risponde Mr. DOC
Spero di esserle d'aiuto in merito alle informazioni sul 98, vera spina dorsale della produzione Ducati negli anni 50. Per quanto riguarda i il restauro è meglio farsi consigliare da un esperto ASI che ne può curare l'eventuale omologazione e successiva reimmatricolazione. I ricambi sono inesistenti, è inutile chiedere alla Casa costruttrice perché non ha più nulla. Con un po' di buona volontà e fortuna, frequentando le varie mostre-scambio riservate alle moto d'epoca, a volte è possibile reperire i ricambi, ovviamente pagandoli un prezzo un po’ speculativo. Circa la valutazione  di un 98, purtroppo i dati non sono confortanti, in quanto anche se ben restaurato è difficile venderlo per più di un milione, mentre per un esemplare da restaurare si possono spuntare buoni prezzi e acquistarne uno ai mercatini con poche centinaia di migliaia di lire, orientativamente 200 o 300.000.

Domanda: Sono da poco un vostro lettore e mi dispiace di una sola cosa: non avervi conosciuto prima! Vi mando una foto della mia nuova 750SS che mi piacerebbe vedere pubblicata sulla rivista. Lo scopo della mia lettera è anche quello di porre alla vostra attenzione un'idea che mi è venuta in mente. Potrebbe essere interessante gestire una specie di archivio aggiornato di tutti gli abbonati alla rivista Mondo Ducati con relativa descrizione del modello posseduto (anno, segni particolari, n° telaio) e-mail del possessore oppure numero telefonico. Che ne dite? Desmo forever!!! Andrea Mapelli – Milano

Risponde Claudio Falanga
Dei due desideri espressi possiamo esaudire solo il primo, perché la legge sulla privacy ci impedisce di divulgare qualsiasi informazione relativa agli elenchi in nostro possesso. Credo comunque che tramite il forum attivo sul nostro sito www.motoitaliane.it tu possa scambiare opinioni e anche conoscere nuovi amici motociclisti.

Domanda: Ciao a tutti, sono Giuliana, di religione ducatista, posseggo una Ducati 750SS da due anni e sono riuscita a convertire anche il mio ragazzo, che ora possiede una 996 SPS. Inoltre, da due mesi abbiamo aperto un bar per motociclisti che abbiamo chiamato "Il Caffè di Hailwood". Nel nostro bar abbiamo installato la parabola per vedere le SBK in diretta. Tanto per farvi capire quanto sono fissata per le moto, voglio dirvi che qui da me i cappuccini vengono preparati con il latte del Mugello! Giuliana Teverino

Risponde Claudio Falanga 
In genere mi è capitato di imbattermi in coppie dove "lui" (motociclista sfegatatamente sportivo) era costretto dalla sua "lei", a cambiare la scomodissima supersportiva con una accogliente motopoltrona viaggiante. Sono quindi felicemente stupito di vedere quanto stia cambiando l'universo motociclistico femminile. Fra pochi anni, temo (ma anche spero), saranno le motocicliste a imbroccarci per il classico girettino in moto. Io purtroppo sarò troppo vecchio e poco "appetibile". Facci comunque sapere dove si trova "Il Caffè di Hailwood", che se capitiamo dalle vostre parti vi veniamo a trovare.

Domanda: Ciao Claudio, ti invio questa mia e-mail innanzitutto per salutarti, spero che ti vada tutto bene e che ti ricordi di me. Volevo ringraziarti per tutto quello che fai per noi tramite la rivista, che è diventata ormai il Vangelo di noi ducatisti mangia-jap. Una preghiera: potresti pubblicare la foto di mio figlio Geppino che ha 5 mesi e promette veramente bene! Lello Porzio - 888

Risponde Claudio Falanga 
Se si trattasse del mondiale di simpatia sicuramente la Ducati dovrebbe cercare i suoi campioni a Sorrento. Non mi sono dimenticato di te, Lello, e nemmeno degli altri amici del Ducati Club e spero di vedervi presto. Pubblichiamo con piacere la foto di tuo figlio sperando che da grande (come spesso accade) non rinneghi la passione del padre diventando un accanito automobilista.

Domanda: Caro Claudio, sono da tempo un lettore della rivista e un appassionato Ducati da circa una quindicina di anni. La mia prima moto è stata una Cagiva Alazzurra 650, poi un Pantah 600, una 750 F1, un 900SS, un 888 Biposto, un Monster 900 e l’ultima per la quale ti sto scrivendo: una 900SS I.E.. Ti ho scritto per avere un tuo giudizio come appassionato di Special, visto che molte volte, nella rivista, tratti questo argomento in modo molto dettagliato. Se la cosa ti può interessare, sarò lieto di darti tutte le informazioni di carattere tecnico. Marco Rapetti

Risponde Claudio Falanga
Fin dalla sua presentazione avevo definito la carenatura della nuova Supersport Ducati "a bocca di squalo", e ora vedo attraverso la tua trasformazione materializzarsi palesemente questa impressione. La moto contiene anche della "sostanza": vedo diverse parti pregiate, che conferiscono, oltre tutto, un aspetto ancor più aggressivo alla tua belva. Non fatico ad immaginare quante Jap con una bocca simile riesci a divorare. Saremo molto contenti di ricevere - e questo è un invito che rivolgo a tutti i proprietari di special veramente "speciali" - dati tecnici e un breve ma appassionato testo descrittivo sulla tua moto, in modo da pubblicarla nell’apposita rubrica "La pagina dei lettori". Ricordo che la rivista è a disposizione di tutti gli abbonati che hanno idee e special valide per la pubblicazione.

Domanda: Salve Claudio, mi chiamo Enrico e sono, ovviamente, un grandissimo appassionato Ducati. Innanzitutto complimenti per la rivista che, oltre a informarci su tutto quello che circonda il nostro marchio, trasmette anche emozioni che ormai sulle altre riviste non si trovano più. Ti scrivo per raccontarti un fatto che mi è capitato: possiedo una 916 del ’95 acquistata usata presso una concessionaria di Modena. Al momento dell’acquisto (10/98), la moto aveva solo 10.250 km. Purtroppo dopo appena 2.500 km si sono rotti i carter motore. Dopo la riparazione, il titolare della concessionaria mi disse che la rottura non era coperta dalla garanzia dell’usato e che non rientrava nel tagliando. Pagai così il conto di 3.000.000 e mi dissi che, dopotutto, ero a conoscenza del difetto, anche se al momento dell’acquisto mi fu detto che era stato eliminato. Speravo che tutto fosse risolto, ma il 7/2000, a 19.000 km, si è rotta una cinghia di trasmissione. Dopo la riparazione mi fu detto che anche questo inconveniente non rientrava nel tagliando. Dopo la mia naturale protesta ho pagato il conto di lire 1.300.000, promettendomi di non mettere più piede in quel posto. A ogni modo, la mia passione non è cambiata, quel che è certo è che cambierò concessionaria! Forza Ducati. Enrico Ricco’

Risponde Giuseppe Ruggeri della Direzione Post Vendita Ducati
Egr. Sig. Riccò, dopo avere dato lettura alla Sua lettera, mi sono immediatamente posto in contatto con il titolare dello Store Ducati di Modena, Sig. Lusuardi Claudio. Dopo avere confermato quanto da Lei riportato, il Sig. Lusuardi mi ha informato che, comprendendo l'eccezionalità del primo guasto, il costo della riparazione Le fu addebitato solo in minima parte, a titolo di parziale rimborso. Il secondo guasto invece è stato ritenuto del tutto accidentale e pertanto il costo della riparazione Le è stato addebitato per intero. Sono dispiaciuto di quanto accaduto e comprendo Le sue ragioni, ma difficilmente lo Store Ducati di Modena avrebbe potuto fare di più, tenendo anche in considerazione l'eccellente competenza tecnica del Sig. Lusuardi. Certo che le prestazioni che il Suo Ducati Le sta riservando colmeranno questo momento di amarezza, con l'occasione Le porgo cordiali saluti.

Domanda: Sono un vostro abbonato da appena un anno, anche perché solo adesso sono riuscito a realizzare il sogno della mia vita: salire su una bella Ducati nuova e abbonarmi. Mi piace molto questa rivista, la competenza e la passione che mettete in ogni articolo è ammirevole. E proprio della Vs. competenza avrei bisogno in questo momento: con la mia bellissima 748S ho percorso un bel po' di Km e i miei pneumatici sono oramai alla frutta, pertanto vorrei cambiarli. L'indecisione è tra Michelin Pilot (Race o Sport) e Pirelli Dragon Evo (Corsa o SuperCorsa). A questo si aggiunge il problema che non conosco bene il comportamento delle varie Dunlop o Metzeler. Cosa mi consigliate? Grazie in anticipo e continuate così: siete grandi! Stefano Paluello

Risponde Lorenzo Miniati
Per le nostre prove usiamo strettamente pneumatici di serie e consigliamo in genere di attenersi alle coperture originali. In ogni caso, premesso che la scelta delle gomme è vincolata a gusti e stili soggettivi, possiamo dirle che le Pirelli Dragon Evo Corsa (le SuperCorsa sono destinate a un utilizzo prevalentemente pistaiolo) sono state studiate appositamente per questo tipo di moto ed esaltano le fantastiche doti dei bicilindrici Ducati della serie 916/748, in particolar modo per quanto riguarda la maneggevolezza e il feeling con l'avantreno. Le Michelin Pilot Race (Soft e non) sono anch'esse studiate esclusivamente per la pista, mentre le Sport sono leggermente meno maneggevoli dei Dragon Evo (parliamo sempre dell'anteriore), ma hanno un profilo più sincero. I Metzeler sono invece orientati verso un utilizzo più turistico e con maggior percorrenza. Viceversa per Dunlop, non siamo in grado di darle un giudizio approfondito, dato che abbiamo avuto il piacere di provare solo il modello di fascia intermedia.

Domanda: Caro Claudio, sono Giancarlo, abbonato dal primissimo numero, ti scrivo perché ultimamente sono rimasto deluso da alcune risposte che hai dato ad altri lettori, una per tutte quella apparsa sul n°16 di MD a Salvatore Mario, riguardo la forcella regolabile del Monster 900. Come se non bastasse, giorni fa non ho potuto replicare a un amico che mi ha fatto notare come, nonostante i prezzi simili, la nuova 750 Sport abbia un solo disco all'anteriore a differenza dei due della Suzuki SV 650. Ho il sospetto che gli americani abbiano comprato la rossa solo per spremerla come un limone. Magari la prossima volta esce una 750SS con i tamburi sul posteriore come la Panda Young 750? Sai Falanga, li potresti giustificare visto che la cilindrata è la stessa. Scusa se sono stato un po' duro ma quando vedo il mito Ducati sputtanato così...Giancarlo

Risponde Claudio Falanga 
Alcune volte ho l’impressione che ci sia un sottile piacere masochistico nell’attaccare la Ducati. A dire il vero, non vedo proprio nessuno "sputtanamento" nel fatto che la la nuova 750S sia messa in vendita senza doppio freno a disco anteriore e forcella regolabile: è evidente a tutti che la moto in questione è una "entry level" e, ricalca, come concetto, la Monster Dark: moto essenziali, proposte a un pubblico non ancora ducatista, a un prezzo invitante. Certo, come ha notato il tuo amico, la SV 650 viene venduta allo stesso prezzo: un motivo in più, perdonami la sincerità, per comprare l’originale e non la "fotocopia". Ma permettimi di contrastare con forza questa tendenza diffusa a mitizzare i bei tempi andati: ricordo a tutti che la Ducati è stata più volte sul punto di chiudere e l’ultima volta è stato proprio quando gli "americani" l’hanno rilevata: non pensi che, giuste critiche a parte, dovremmo essere un po’ più riconoscenti?

Domanda: Un desmosaluto a tutti voi della redazione di Mondo Ducati e a tutti i lettori della rivista dei quali anch’io faccio parte. Lascio da parte i complimenti per il vostro ottimo lavoro e passo subito all’argomento che desidero sottoporre alla vostra attenzione. Sono infatti possessore di una splendida Superlight del ‘92. E’ da diverso tempo che stavo studiando il modo di rendere un po’ più "Special" il mio Pompone, ma il fatto che la mia moto appartenga a una serie numerata mi ha fatto fino a ora desistere. Cosa mi consigliate? Vi saluto aspettando un consiglio sulle pagine del nostro amato bimestrale (evviva le grandi novità!).Luca Otti

Risponde Claudio Falanga
Sì, caro Luca, le trasformazioni non solo sono spesso costose, ma riducono anche la valutazione del mezzo. Tutto quello che giunge fino ai giorni nostri è infatti tanto più apprezzato quanto migliore è il suo "stato di conservazione". Su un mezzo come il tuo questa ipotesi sarebbe ancora di più azzardata. La bellissima Superlight è già una trasformazione di un modello di grande successo, ma effettuata dalla casa in serie limitata. Ti sconsiglio vivamente di apportare qualsiasi modifica.

Domanda:Gentilissima redazione, sono un vostro fedele lettore. Dopo i complimenti per la "nostra bibbia" passo subito al quesito: ho urgente necessità di reperire dati sull’Indiana 350, mi interessa sapere in che anni è stata prodotta e quale può essere la sua valutazione attuale.Pierpaolo

Risponde Lorenzo Miniati Da una nostra indagine risulta che la moto in questione abbia un valore commerciale molto basso, praticamente equivalente a quello di un mezzo rottamabile (800.000 - 1.000.000 lire ). Tuttavia se parliamo di un esemplare in perfette condizioni, nell’ambito di una trattativa tra collezionisti, il prezzo può arrivare fino a 4-5 milioni, dato che si tratta di un modello piuttosto apprezzato. Il primo anno di produzione ò stato il 1986 e la moto è rimasta in listino per tre anni per un totale di 2318 modelli prodotti e, nello specifico, di 800 Indiana 350 (511 nero, 115 rosso e 174 amaranto).

Domanda:Innanzitutto complimenti per la vs rivista che seguo solo da quest’anno, ma che ha attirato tutta la mia attenzione! Volevo dire alcune cose a proposito del WDW. La manifestazione e’ stata "grandiosa" e a tratti anche originale nelle iniziative. Qualche appunto però devo farlo. Innanzitutto la coda disumana per prendere i pass per entrare... Poi sul concorso della Special più bella. Sono state premiate a mio parere non le più originali ma le più costose! Tutti con un po’ di grana possono prendere un catalogo dei vari preparatori di Special e ordinare i pezzi senza il minimo sforzo, non tutti però possono essere originali nel farlo! Polemiche a parte, vi mando una foto del mio piccolo Matteo in sella alla moto del papà. Da diversi mesi ormai ha preso a esibirsi in una timida imitazione del bicilindrico più famoso al mondo... brumm brummmm!
Massimiliano M900ie S

Risponde Claudio Falanga Concordo con te riguardo l’eccessivo tempo per ritirare i pass. A discolpa dell’organizzazione bisogna ammettere che l’afflusso di partecipanti è andato oltre ogni più rosea aspettativa. Esclusa questa pecca, l’organizzazione del WDW è stata ineccepibile. Spero comunque che per la prossima edizione riescano a studiare un meccanismo che possa evitare disagi di questo tipo. Non ero presente al momento della premiazione delle Special, ma il giudizio di una giuria resta comunque insindacabile, in quanto frutto di gusti personali. Per quanto mi riguarda, non so se ha vinto la più bella, ma sono stato felice di lustrarmi gli occhi nel vedere in giro per il paddock, splendide realizzazioni, spesso con soluzioni tecnico-estetiche geniali.

Domanda:Ho letto recentemente che molte auto nuove risulteranno già vecchie nel 2001 a causa della normativa antinquinamento Euro 3. Per le moto, e in particolare per la Ducati Monster 600, che normativa vige? La Ducati è al passo con questi parametri ? Paolo - Reggio Emilia

Risponde Claudio Falanga Attualmente sappiamo che la Ducati rispetta ampiamente le direttive europee, ma non è possibile fare alcuna previsione perché queste sono in continua evoluzione. Questo discorso vale anche per le automobili che seguono comunque delle leggi diverse, e con le quali non bisogna fare confusione.

Domanda:Ho da poco acquistato una Monster 900 del ‘94 e dopo tante notti insonni,sono riuscito a metterci il c..o sopra. Moto bellissima e tenuta bene, ma durante una gita mi sono accorto che i fianchi dei cerchi non sono proprio diritti, come se avessero preso qualche tombino di troppo. Premetto che guidandola non si avverte alcuna anomalia. Ci sono strumenti che possano ridare la forma ai cerchi vecchi come quelli del mio M 900, oppure devo tenerli così come sono? ducaalex@tiscalinet.it
P.S.: Mondo Ducati fosse per me lo farei quotidiano!

Risponde Claudio Falanga  Caro Alessandro, riparare i cerchi è possibile, ma dipende dall’entità del danno. Ho fatto una rapida indagine presso Scardino (puoi trovare l’inserzione sulla rivista) che è in grado di effettuare riparazioni estetiche e di garantire – dopo un controllo strutturale – il perfetto ricondizionamento del cerchio. Già che c’ero ho chiesto qualche cifra. Riparazione: dalle 90.000 alle 150.000 lire. Trasporto andata e ritorno da casa propria con corriere convenzionato: 36.000 lire. Tempo di riparazione: dalle 48 alle 72 ore (trasporto compreso).

Domanda:Innanzitutto complimenti per la rivista: è tra le più piacevoli da leggere e sfogliare per il modo sincero e "simpatico" con cui è realizzata; quindi sono sicuro che non rimarrà deluso abbonandomi a "SuperMoto Ita-liane". Ora vorrei chiedervi un piccolo consiglio: quale scegliereste tra 748 e 748S? Trascurando le modifiche estetiche e motoristiche i miei maggiori dubbi riguardano il "mono" Showa al posto dell’Öhlins e il trattamento relativo agli steli della forcella. Queste differenze portano a un evidente miglioramento dinamico della moto? Per quanto riguarda poi la possibilità di intervenire sull’inclinazione del cannotto di sterzo avete esaurientemente risposto nell’articolo sul numero di luglio, nel quale ho capito che per il mio stile di guida e soprattutto per le strade dissestate da me percorse, l’inclinazione resterà costantemente a 24.5°. Concludendo cosa consigliate a un appassionato a cui i 2 milioni di differenza pesano?
Gusella Marco

Risponde Claudio Falanga Non è facile darti una risposta, caro Marco, dobbiamo affrontare il problema da diversi punti di vista. Se mi chiedi di giustificare la differenza di due milioni per le modifiche dal punto di vista della dotazione, ti posso dire che se tu volessi modificare la 748 in 748 S spenderesti decisamente di più! Se invece mi chiedi le differenze dal punto di vista dinamico, dipende da come guidi. Per azzardare un consiglio direi che, se usi la moto solo per strada ed in maniera (saggiamente) non esasperata, il modello base è già un buon acquisto. Se invece intendi "frequentare" le piste, allora la versione S può offrirti alcuni dettagli importanti per migliorare i tempi sul giro.

Domanda:Da quando ho cominciato a scoprire pregi e difetti del mio M900, con conseguente contatto della rete di assistenza Ducati e un’infinità di aziende produttrici di parti speciali, ho accumulato tante esperienze che mi permettono di esprime opinioni non troppo distanti dalla realtà (almeno credo) sia sul mezzo che per quello che concerne l’assistenza della casa madre. Parlo della Ducati, che nel secondo anno di garanzia, mi ha sostituito gratuitamente il motore completo, dimostrando volontà di soddisfare il cliente. Questo basterebbe per stendere lodi a profusione, ma è anche vero che sono occorsi otto mesi, svariati fax e raccomandate per avere quello che era legittimo. Io sono del parere contrario rispetto a quanto afferma il Sig. Falanga circa un possibile o presunto miglioramento della rete di assistenza. Basterebbe fare un rapido consulto fra noi abbonati per fissare un indice di soddisfazione relativo a tale voce; io sono convinto che non ne uscirebbe un bel quadro. E’ giusto sottolineare i pregi, le prestazioni, le emozioni che questo bicilindrico è in grado di dare, ma è altrettanto vero che le critiche devono avere il loro giusto spazio. Per questo gradirei qualche volta leggere anche giudizi severi, quando questi hanno ragione di essere espressi; mi fa ridere leggere che per contenere i costi si è voluto sostituire la forcella dell’ M900 (escluso il mod. S) con una non regolabile, dato che il Monster non è una moto sportiva! Forse il Monster non piega? Forse il Monster non stacca sugli stessi fondi stradali di altri modelli Ducati? Mi dispiace dirlo ma in Ducati pensano troppo al marketing e poco all’utente finale. Spero che questa mia lettera venga recepita senza polemica, cercando di migliorare, dove questo è possibile, il rapporto motociclista/casa madre, per reciproca soddisfazione.
Salvatore Mario

Risponde Claudio Falanga  Convengo con il lettore che non sempre le scelte aziendali della Ducati sono pienamente approvate dagli appassionati, ma bisogna riconoscere che un’azienda ragiona in termini di profitto e di rapporti con la concorrenza: così è stato per la rete di assistenza, dove criteri di selezione di tipo economico hanno portato all’esclusione di concessionarie e meccanici che erano dei veri punti di riferimento per i ducatisti, così è stato anche per il risparmio della forcella per il Monster: una scelta che non va certo a inficiare la reale qualità del prodotto, come lei lascia intendere, ma che semplicemente limita la possibilità di personalizzare un mezzo che, ribadisco, non è certo adatto a un impiego al limite! Non mi sembra poi che la Suzuki SV 650 o la Honda Hornet abbiano la forcella regolabile! Mi pare comunque che lei esordisca con un commento positivo per l’avvenuta riparazione in garanzia, ma che per le successive lamentele non dia sufficienti elementi di valutazione: cos’è successo, qual è stato il suo rapporto con il servizio di assistenza Ducati che – a quanto pare – ha fatto qualcosa di poco gradevole? Se è un attento lettore della rivista si sarà accorto che, nonostante la passione, non risparmiamo critiche, come abbiamo dimostrato, ad esempio, nella prova del Monster City.

Domanda:Vi faccio i soliti complimenti, più qualcuno in più per gli approfondimenti tecnici. Probabilmente comprerò una 900SS, ma ogni volta che parlo con qualche "disinteressato" il messaggio è sempre: "Bellissime le Ducati, ma sono sempre in officina!". Io non ci credo e anche se fosse vero sarei disposto a sopportarlo, ma una bella rubrica con le statistiche complete dei guasti, le cause e le soluzioni sarebbe un grande servizio di professionalità che distinguerebbe (ancora di più) voi e la Ducati da tutto il resto.
Fabio – Como

Risponde Claudio Falanga Gran bella idea la tua: metteremo in moto i potenti mezzi di Mondo Ducati per realizzare una rubrica con i guasti più frequenti delle nostre moto. Per quanto riguarda i commenti dei tuoi "disinteressati" amici, non ti curar di loro...

Domanda:Caro Mondo Ducati, credo proprio di aver trovato un nuovo amico! Si tratta di un uomo probabilmente di nazionalità francese, che con me ha una sola cosa in comune: è un motociclista e, fatto ancora più importante, possiede una splendida Ducati 900 SS Final Edition identica alla mia! Non ci crederete, ma il nostro incontro ù stato a circa 200 km/h sull’autostrada, sulla via del ritorno dopo aver assistito alla gara italiana del campionato mondiale Superbike. Non abbiamo mai alzato la visiera del nostro casco, ma gli sguardi di intesa, le mani aperte in segno di saluto e i nostri pollici alzati come dire: "Grazie amico, è stato veramente bello viaggiare con te!" e "Ottima scelta di moto!", sono valsi più di mille parole. Con questa mia lettera voglio idealmente ringraziare questo mio nuovo amico. Non so per quale motivo, ma comunque ho una gran voglia di dirgli "Grazie".Massimiliano Mondellini

Risponde Claudio Falanga E’ una cosa che personalmente mi è capitata diverse volte e che mi ha lasciato la sensazione di avere un sacco di "fratelli" in giro. Qualche volta ad accomunarmi è stato un tratto di strada percorso assieme, qualche altra quattro chiacchiere scambiate senza nessuna motivazione precisa, se non il condividere la stessa passione per le moto.

Domanda:Carissimi amici di Mondo Ducati, sono l’ennesimo fanatico della vostra rivista, infatti dopo anni di sacrifici sono finalmente riuscito ad acquistare una bellissima 748. Vorrei inoltre farvi i complimenti per la passione che riversate nella rivista. Una domanda: a chi posso rivolgermi nella mia zona per qualche lavoretto alla mia moto? Abito vicino a Viterbo e purtroppo da queste parti non ci sono grandi nomi in fatto di moto. Lascio anche il mio indirizzo in modo che chiunque voglia darmi qualche dritta sia il benvenuto.
Pierluigi Capotondi Via Nicolai 125 - 01032 Caprarola

Risponde Claudio Falanga Mi spiace, ma per quanto riguarda la tua zona,non ti posso aiutare. Sono certo però che qualche lettore ti darà la "dritta" giusta!

Domanda:Ho una "vecchia" Ducati Pantah 600 SL del 1983 a cui sono molto affezionato e che sarei intenzionato a tenere ancora; in vista della revisione che dal prossimo anno dovranno passare tutti i motocicli ho il problema dello scarico omologato: attualmente ho montato infatti uno scarico 2 in 1 Conti silenziato che non so se sia omologato o meno. Cosa posso fare? Ho provato a informarmi presso un concessionario Ducati e la situazione degli scarichi originali è che i Conti non sono più disponibili. Qualcuno, anche sul newsgroup it.hobby.mo-tociclismo, sostiene che sia sufficiente montare un qualsiasi scarico omologato anche se non originale della moto. Voi cosa sapete?Pietro Caltabiano

Risponde Claudio Falanga Lo scarico Gio.Ca.Moto che hai montato non è omologato per girare per strada, come non è in regola uno scarico con omologazione generica. Sul libretto di circolazione sono specificati i dati di omologazione per i silenziatori della tua moto che a termini di legge vanno rispettati. Puoi provare a reperire gli scarichi originali nei fornitissimi mercatini che si svolgono in Italia, oppure tramite inserzioni sulle riviste di settore (come, ad esempio, la nostra), in modo tale da ripristinare l’originalità della tua moto.

 

Domanda:Sono Rosario (M600 giallo), vostro fedele abbonato, faccio parte degli unici tre monsteristi e ducatisti, naturalmente, del mio paese: Piazza Armerina in
provincia di Enna. Vi invio, quindi, per conoscerci meglio, la nostra foto pregandovi, nel limite delle possibilità, di poterla pubblicare su uno dei vostri prossimi numeri, per poter rendere felice me e i miei due ³"Monster Brothers", Riccardo (M900 Cromo) ed Enzo (M900 rosso). Siamo accaniti ducatisti, e a ogni nostra uscita diffondiamo le piacevoli note del mitico pompone per le starde di Piazza Armerina, così tutti sanno che i "Monster Brothers" sono in giro. Con l¹occasione volevo congratularmi con la vostra rivista, bella! Molto bella! E¹ sempre un orgasmo leggerla, e vi porgo i miei più cari auguri per un fantastico 2000 desmodromico!
Rosario

Risponde Claudio Falanga Cari Monster Brothers, essere solo in tre ad avere una Ducati è motivo di
distinzione e credo che non vi dispiaccia. Spero comunque che i ducatisti aumentino, anche perchè così potreste avere più amici con cui condividere scorribande e gite. Tra l'altro siete fortunati ad abitare in una regione bellissima e dal clima che consente di usare la moto praticamente tutto l'anno. Un doppio abbaglio.

Domanda:Gentili amici, non ho mai avuto modo di conoscervi personalmente, ma in quanto appassionati di Ducati mi sento di definirvi tali. Non era questo l¹argomento che intendevo trattare con voi, ma visto il vostro sollecito devo comunicarvi quanto segue: sono spiacente ma ad oggi non ho ancora ricevuto i numeri del terzo e quarto trimestre 1999. Ho pensato ad un ritardo, ma visto che siamo nel 2000 e mi si chiede il rinnovo dell¹abbonamento, spero di ricevere gli arretrati della vostra rivista al più presto. Per quanto riguarda il rinnovo per l¹anno in corso lascio a voi la decisione; se ritenete di poter dare un servizio più puntuale (ho sempre ricevuto la rivista dopo i Ducati Day), sarò bel lieto di rinnovare, altrimenti, in coscienza, evitate di inoltrarmi il primo numero dell¹anno.
Non è polemica, vuol essere solo uno stimolo per migliorare il vostro servizio e dare agli appassionati del Sud, tagliati fuori da ogni manifestazione, la reale possibilità di esserne parte attiva.
Massimo Sanfelice

Risponde Franco Bartoli
Caro Massimo, purtroppo tutti i nostri problemi dipendono dalle Poste Italiane. Specialmente in certe zone d¹Italia le riviste vengono consegnate anche con sessanta giorni di ritardo rispetto alla data di uscita. A questo problema, si associa il fatto che molte riviste, all¹incirca il 10% di quelle che spediamo (sì, lo sappiamo, sono dati da terzo mondo, ma è esattamente quello che succede in Italia), spariscono nel nulla. E¹ anche per questo che abbiamo chiesto la collaborazione dei nostri abbonati: quando non arriva una rivista, telefonateci subito (ora abbiamo anche un numero telefonico gratuito) e vi rimanderemo le copie che mancano. Per i casi più disperati, dove il non arrivo della rivista non è casuale ma sistematico, proponiamo l¹invio della rivista non in busta cellofanata, ma in scatola di cartone: è ovviamente una scelta molto costosa, ma prima di perdere un abbonato... Comunque, abbiamo provveduto a rispedirti i due numeri che ti
mancano. 

Domanda:Spett. Mondo Ducati, sono entrato di recente in possesso di una Ducati 900 SS del 94 che ha sostituito la mia precedente 350 SS Junior del 92 e, conscio degli ormai noti problemi relativi alla formazione di ghiaccio nei carburatori, ho intenzione di installare il kit di riscaldamento degli stessi. Approfittando dei lavori, vorrei anche spostare il radiatore dell¹olio da sotto a sopra il cilindro orizzontale (come nei modelli 97 e FE), in modo da metterlo in una posizione piu¹ riparata dai sassi che possono essere sparati dalla ruota anteriore. Avendo però notato che nei modelli di cui sopra e¹ stata introdotta nella carenatura una seconda presa d¹aria all¹altezza del cilindro verticale, mi è sorto il dubbio che in Ducati abbiano pensato e/o verificato che la presenza del radiatore possa
diminuire il flusso d¹aria fresca sul cilindro e causare qualche inconveniente. Gradirei sapere se, dalle vostre esperienze e/o informazioni, vi risulta esistere un tale problema, o se gli inconvenienti si riducono solo ad un aumento di temperatura nella zona delle gambe. Grazie mille.
Davide Simoventi

Risponde Andrea Forni
Sconsiglio la modifica che il lettore vuole effettuare, in quanto si andrebbe a ridurre l¹efficienza del radiatore stesso portando nel contempo aria calda al cilindro verticale. La modifica sarebbe possibile solo predisponendo dei deflettori o convogliatori capaci di far affluire una sufficiente quantità di aria. La presenza del radiatore in basso non è comunque da considerarsi a rischio.

Domanda: Sono in posseso di un Ducati F1 Laguna Seca di cui sono molto soddisfatto, ma del quale non riesco a trovare nessun tipo di documentazione. Penso che un articolo dedicato alla serie F1 e in particolar modo alle sue variazioni sul tema come Santamonica, Montjuich e Laguna Seca appunto, sarebbe molto apprezzato dai lettori.
Personalmente sarei curioso di sapere quanti esemplari (delle varie versioni) sono stati prodotti, le differenze tecniche, e le attuali quotazioni di mercato. Ringrazio anticipatamente e con l¹occasione invito tutti gli appassionati a partecipare al 4° motoincontro Ducati a Mantova.
Faulisi Giuseppe

Risponde Claudio Falanga
Prenderò in seria considerazione il tuo suggerimento riguardo questo articolo e con vero piacere. Infatti queste sono state le prime moto che hanno riaperto negli anni O80 l¹interesse per la Ducati guardavo sempre con invidia i piloti che le guidavano. Sono moto che hanno conservato anche un notevole valore di mercato essendo molto richieste. Se per documentazione intendi il libretto di uso e manutenzione puoi richiederlo direttamente alla Ducati tramite un qualsiasi concessionario. Nel caso non fosse disponibile fammelo sapere che provvederemo in altro modo.

Domanda:Ciao Claudio, come stai? Spero bene, io "accidenti" mi sono ammalato per la seconda volta in meno di un mese!!! Anche qui le "giapponesi, cinesi e coreane" (intese come malattie ed indisposizioni) fanno la parte del leone; nemmeno a casa propria ci si può tranquillamente ammalare, che sò io, di una "bella bolognese"! E¹ dunque dal mio letto d¹ammalato che ti scrivo per raccontarti cosa mi è capitato. Dopo14 anni di immacolata carriera motociclistica alle spalle, il giorno 1 agosto 1999 sulla S.S. 249, Km 4.6 alIe ore 14:48 in località Castelbelforte Mn (direzione lago di Garda), ho beccato la mia prima multa! Quello che mi ha lasciato sconvolto sono i cosidetti optionals del verbale: il limite di velocità era 50 km/h, mentre io transitavo a ben 65 km/h, risultato: 252.000 + 1.200 lire di bollettino postale. Ancora qualche altro dettaglio: notifica spedita "solo" 4 mesi dopo l¹infrazione (1 dicembre O99). Infrazione contestatami con Autovelox ("cat vegna gninta" esclamazione in dialetto modenese), senza neppure la soddisfazione di essere stato fermato da un¹agente in divisa. Ancora: 15 km/h = 252.000 lire, forse è più importante essere ossessionati dalla lancetta del tachimetro, che guardare dove si mettono le ruote! Ho sempre condannato chi con troppa sicurezza confonde la strada per una pista, però 15 km/h! Mi recherò mio malgrado all¹ufficio postale e pagherò questa prima multa. A proposito vi volevo chiedere, ma l¹autovelox è per caso di fabbricazione giapponese? Speriamo di non aver creato un caso diplomatico. Scherzi a parte sono conscio della mia piccola infrazione, bisogna fare il massimo per tutelare tutti gli utenti della strada, però!
Paolo Dotti

Risponde Claudio Falanga
Purtroppo il problema delle contravvenzioni è un incubo che assilla tutti i motociclisti (e non solo). Praticamente è impossibile rispettare alla lettera il codice della strada - avrete notato a volte segnalazioni demenziali che prescrivono velocità di 35 - 20 e anche 15 Km orari, in tratti dove poi il traffico scorre (naturalmente) a ben altra velocità- e al ritorno da una gita dobbiamo solo sperare che sia andato tutto per il meglio. Quelle rare volte che ho preso una multa ho cercato di filosofeggiare pensando(dato per assodato che la sfiga era in agguato quel giorno): meglio buttare i soldi per una multa che per delle riparazioni da scivolata.

Domanda:Sono un affezionato lettore e naturalmente grande appassionato ducatista. Vi scrivo perché da un po¹ di tempo sono preoccupato per le sorti del nostro beneamato Pompone. Mi sembra infatti che la Ducati sia in una fase delicata, anche se la quantità di moto vendute dovrebbe smentire la mia preoccupazione. I modelli attuali sono belli e validi, però da troppo tempo non vengono sostituiti con altri più innovativi. Capisco che sarebbe difficile sostituire la 996 o il Monster, ma la mia preoccupazione rimane.
Un altro aspetto che non mi convince è l¹attuale dirigenza Ducati: si pensa troppo ai grandi numeri di vendita creando, secondo il mio pensiero, un mercato che rischia di "inflazionarsi", con la conseguenza di rendere il prodotto di Borgo Panigale troppo comune e un po¹ meno esclusivo di come forse dovrebbe essere. Queste poche righe sono spassionate, non polemiche, e naturalmente spero di avere una vostra risposta in merito. Cordiali saluti.
Edoardo Macchiarulo

Risponde Claudio Falanga
Non sei l¹unico che ha espresso questi dubbi e devo dire che hanno una base logica. Eravamo però abituati ad individuare nei Castiglioni un riferimento fisico preciso ora temiamo che la multinazionale TPG proprietaria di Ducati, possa a un momento all¹altro vendere. Credo che al«uni segnali ci possano invece tranquillizzare: 1 non avrebbe avuto senso in questa ottica creare una struttura come il museo Ducati destinato a conservare a lungo il patrimonio storico della casa; 2 Federico Minoli (l¹uomo TGP - nonché Presidente del Consiglio di Amministrazione Ducati)  veramente un appassionato; 3 Molto è stato fatto (vedi serie Super Sport e MHR), e tanto altro bolle in pentola (i nostri 007 sono al lavoro). La linea del 996/748 "tira" ancora molto bene perché cambiarla? Per quanto riguarda i pericoli di ìnflazionamento siamo ancora lontani dalle quantità di Jap circolanti. E poi l¹aumento della produzione Ducati porta anche il vantaggio del miglioramento della qualità e della rete di assistenza. Stai tranquillo.

Domanda:Sono un vostro fedele abbonato nonché fervente ducatista, anche se al momento purtroppo non guido una Ducati. Seguo con vivo interesse la vostra bellissima rivista e in particolare la rubrica dedicata al modellismo. Sono anche io un appassionato delle riproduzioni in scala delle nostre beniamine e talvolta amo cimentarmi con qualche personalizzazione dei modelli presenti sul mercato. La mia ultima fatica riguarda la riproduzione della 996 del Team Giacomelli portata in gara dal grandissimo Pierfrancesco Chili. Per realizzarla così come la vedete, ho usato due scatole di montaggio della Protar, una di facile montaggio e una più dettagliata con le quali sono riuscito ad ottenere un discreto numero di particolari. Inoltre ho apportato una lunga serie di modifiche. Tengo a precisare che ho potuto documentarmi con i vostri servizi apparsi sui numeri di Mondo Ducati di gennaio e aprile ’99, senza i quali la mia impresa sarebbe risultata senz’altro molto più ardua! (grazie di cuore!!). Non mi che resta che mandarvi un caloroso saluto ducatista e inforcare con la fantasia la mia personalissima 996, sognando di emulare per una volta almeno le gesta dei vari Chili, Corser, Fogarty e di quant’altri hanno contribuito al successo del mitico POMPONE!!

Giantitta Stangherlin

Risponde Massimo Moretti: La passione per le Ducati non conosce limiti nel grande, ma anche nel piccolo, come dimostrato dal lavoro svolto da Giantitta.Osservando le foto si nota l'estrema cura nel realizzare fedelmente i vari particolari. Notevole il lavoro dedicato alla scomposizione della carena nei vari elementi e al cruscotto. Ottimamente realizzata la verniciatura anche dei più piccoli particolari. A mio avviso l'unico appunto che si può fare, riguarda la posizione dei marchi Agip ai fianchi della tabella porta numero del cupolino che risultano troppo inclinati verso l’interno, particolare che comunque non modifica il giudizio più che positivo. Un desmo saluto in scala.

Domanda: Cara redazione di Mondo Ducati, complimenti per la rivista molto ben riuscita e credo pronta a passare, come proposto nel numero di aprile, a sei numeri annuali. Ho 27 anni e possiedo un M900 giallo di cui sono orgogliosissimo e appassionatissimo e volevo anch’io dire la mia come ha fatto Edoardo Macchiarulo (MD n° 14). Trovo le tante iniziative dell’Azienda molto azzeccate, una per tutte sono i Ducati Store, tuttavia mi lasciano perplesso le voci di un prossimo "supermonster"; non sono d’accordo su un Monster con motore 996 o 748 perché significherebbe voler gareggiare con i giapponesi a chi fa le moto più potenti: il Monster è bello perché è essenziale, perché il suo motore è ben fatto quanto è brutto a vedersi, ad esempio, il motore della Hornet o di qualche altra copia: è chiaro che è stato messo lì per esigenze commerciali per poter far dire a qualcuno di avere qualche cavallo in più: ma a noi che interessa tutto ciò? Spero che la Ducati non intraprenda la strada del cavallo in più a tutti i costi e spero che se davvero si stia pensando di costruire una nuda desmoquattro lo si faccia partendo dal classico foglio bianco: non diventiamo i copioni di noi stessi. Un saluto a tutti. Paolo Spadaro

Risponde Claudio Falanga: Avrai notato quante preparazioni su base Monster ci sono in giro; alla Ducati non stanno facendo altro che assecondare quelle nicchie di mercato, che per una casa di una certa dimensione sono piuttosto importanti. La gamma Monster non farà altro che arricchirsi di un nuovo modello capace di arginare una concorrenza che, nel settore delle naked, si è fatta sempre più arrembante. I bei motori "alettati" dei Monster classici continueranno ad esistere, ma se qualcuno cercherà maggior "birra"…

Domanda: Sono un abbonato dal primissimo numero e ho avuto il piacere (e l’onore) di conoscervi in occasione della visita alla Ducati. Ho appena finito di navigare sul Sito Internet della Nostra rivista Desmodromica e mi complimento per l’ottimo lavoro. Il sito è ben realizzato e di facile navigazione. Se posso dare un consiglio, io inserirei una pagina in cui i ducatisti possono fare inserire le foto delle loro amate Special. In previsione, ti invio due foto della mia Ducati 350 SS preparata dal bravissimo tecnico Edo Vigna della EVR di Cirié (TO). La moto risulta così preparata:
cilindrata portata a 540 cc con il kit GioCaMoto, albero motore bilanciato per il nuovo peso dei pistoni, filtro aspirazione lavabile, kit per carburazione, terminale di scarico in carbonio, montaggio del secondo disco freno ant. con pinza e pompa freno ant. di una 916, catena DID, gomme Avon. Ho lasciato la rapportatura del pignone e corona originale perché uso la moto in compagnia della mia ducatista preferita.
Roby
P.S. Ho accolto con favore la notizia che dal prossimo anno la rivista avrà cadenza bimestrale.

Risponde Claudio Falanga: Vigna non ha bisogno di presentazioni, è un bravo e competente preparatore che sicuramente ha fatto un buon lavoro. Giro l’invito per la pagina delle special su internet al nostro Massimo Soldi, a cui vanno indirizzati i tuoi complimenti per il sito. Mi sembra un’ottima idea, gli do carta bianca.

Domanda:Ciao Claudio, mi chiamo Pierpaolo e sono un fedelissimo di Mondo Ducati. Ho una domanda da fare: come mai la Ducati avendo come collaudatore un pilota del calibro di Cadalora non lo fa correre al posto dell’infortunato Fogarty? Vorrei inoltre segnalarti due siti: il primo è www.Ducati-kaemna.de, l’altro è la pagina di Alex Ortner (di cui ti allego una foto) sul Ducati web Ring dove trovate delle special (a mio parere) davvero belle). Ultimo quesito (prometto): mi sono iscritto via computer al D.O.C. ma non ho avuto piu’ nessuna notizia nonostante i miei ripetuti tentativi di mettermi in contatto. Sai a chi posso rivolgermi?? Nel dubbio tieni aperto.Pierpaolo

Risponde Claudio Falanga: Come hai visto a Donington, Cadalora è tornato in pista, ma forse era meglio se continuava nel suo ruolo di collaudatore: non mi sembra proprio che abbia gli stimoli necessari per ottenere dei risultati all’altezza del suo passato. Per quanto riguarda la tua seconda domanda, se vuoi avere notizie sulla tua iscrizione al D.O.C. puoi contattare la signora Annalisa Di Monte al numero 051/6416422.

Domanda:Premetto che è la prima volta che scrivo ad una rivista del settore pur essendo lettore di varie pubblicazioni: all’età di 47 anni possiedo 5 moto, tra cui una Ducati 851 Sp3 del 1990. Sono un Vostro lettore e abbonato fin dal primo numero e desidero complimentarmi con Voi per lo sforzo che avete fatto per cercare di migliorare sotto l’aspetto qualitativo la Nostra Rivista. Però, a mio modesto avviso, il livello qualitativo è determinato, oltre che dalla confezione del periodico, soprattutto dai suoi contenuti. E vero che la Nostra Rivista vuole essere "di parte", ma non posso fare a meno di comunicare di come io sia rimasto deluso dalla risposta da data da Falanga ai quesiti posti dal Sig. Massimiliano Mondellini (MD n° 13) che non riesce a capire come mai Aprilia, Honda e Suzuki abbiano in listino moto con potenza più elevata rispetto alla Ducati (128 cv nel caso della Aprilia contro i 112 della 996 SPS a prezzo spesso inferiore). Lei gli risponde dicendo testualmente: "...credo che la risposta alla tua domanda venga dai risultati che la Ducati ottiene sulle piste di tutto il mondo". Io credo invece che risposte di tale tipo dovrebbero essere evitate, in quanto si tratta di stucchevoli frasi fatte che tolgono autorevolezza. Tutti noi sappiamo che le moto da corsa sono completamente diverse da quelle stradali e che non c’è una vite che sia uguale a quelle del corrispondente modello di serie, pur rimanendo uguale in linea di massima il progetto (nella Superbike). La Ducati ha saputo costruire una moto meravigliosa, ma la base è pur sempre costituita dal motore Pantah, il cui progetto risale alla preistoria e risente di soluzioni costruttive ormai da rivedere (vedi cuscinetti di banco che andrebbero sostituiti con bronzine e che non è stato possibile fare per problemi economici al momento del rifacimento dei carter motore 996) e di dimensionamenti a suo tempo studiati per un motore di cilindrata inferiore (500 cc.). Il motore dell’Aprilia e quelli della Honda e Suzuki sono di progettazione più recente e sono stati realizzati per la cilindrata che hanno, quindi possono fornire prestazioni, nella versione di serie, più elevate e coprire percorrenze notevoli senza che possano sorgere problemi per rotture. Che l’affidabilità per Ducati non sia elevatissima lo dimostra la manutenzione frequente e accurata di cui necessita. Penso anche che l’aver eliminato la forcella anteriore regolabile sull’M 900 sia stata una scelta di che trova giustificazione solo in considerazioni di carattere speculativo che a mio parere non sono accettabili tenendo conto del prezzo di tale moto. La Ducati, azienda dinamica e preparata, deve sforzarsi di progredire e rinnovare i suoi modelli: la concorrenza ha modelli validissimi e moderni con un rapporto qualità/ prezzo/prestazioni molto vantaggioso e non è certo il caso di dormire sugli allori.Agostino Sala
P.S. Mi sorge anche il dubbio, visti i tempi in pista che ottengono Aprilia, che si potrebbe anche fare a meno del Desmo viste le complicazioni che implica, per lo meno sui motori stradali, e sostituirlo con qualche dispositivo più moderno in pista (valvole pneumatiche).

Risponde Claudio Falanga:Il senso della mia risposta non era formale, ma ribadiva lo stretto legame che i modelli Ducati hanno con le moto da competizione. Nessuna altra azienda ha un travaso così rapido del know how dalla pista al prodotto. Nessun’altra casa ha un approccio "mentale" come Ducati: produrre modelli direttamente per le competizioni, che solo dopo vengono riproposti per l’utenza normale (vedi 851/888/916). Questa è stata la logica vincente fino a ora (purtroppo quest’anno ci si è messa la sfortuna a compromettere il campionato). Per quanto riguarda la "cavalleria" lei non cita dati corretti: la 996 SPS, infatti, dispone di 123 Cv e non 112 come afferma. Comunque, per quanti cavalli possa avere, rimane comunque il fatto che in pista, come dimostrano le numerose comparative che la contrappongono a moto con 20/30 cv in più, la Ducatona dà spesso la paga a tutte le altre. Questo dimostra che giudicare una moto in base ai cavalli di cui dispone o alla velocità a cui può arrivare, è assolutamente privo di senso. Inoltre, è un po’ generico affermare che la base del motore quattro valvole è la stessa del Pantah: in Ducati innovazione e tradizione vanno di pari passo ed è proprio questo, come dimostra anche la scelta della distribuzione desmodromica, a essere apprezzato dai motociclisti di tutto il mondo. Per quanto riguarda il suo riferimento ai cuscinetti di banco, la Ducati sottolinea come questa scelta, al contrario di quanto lei afferma, sia più costosa rispetto alle bronzine. Per l’affidabilità sono noti a tutti i problemi che la Ducati ha avuto in passato; attualmente non ci risulta che si possa fare alcun riferimento con tale periodo, anche se è vero che un Pompone necessita di una messa a punto accurata e... di un buon meccanico. Concordo con lei con le critiche relative all’eliminazione della forcella regolabile sui modelli base Monster, dovuta a necessità del contenimento dei costi di produzione in un modello dalle caratteristiche non sportive. Tenga presente, soprattutto quando si parla di rapporto fra prezzo e qualità, che tale rapporto non deve essere confuso con quello fra prezzo e potenza: è troppo facile mettere in vendita a un prezzo competitivo moto con tantissimi cavalli e dotate di reparto sospensioni non adeguato: si tratta infatti di parametri che, se di adeguata qualità, incidono non poco sul costo finale. E’ ovvio, poi, che la Ducati non può competere con colossi che possono vendere un particolare modello al prezzo di costo, con l’obiettivo di scalzare il concorrente dalle sue posizioni. Per concludere, sono d’accordo con lei che non si debba dormire sugli allori, ma sempre nel pieno rispetto di una tradizione che differenzia le nostre moto rispetto a tutte le altre.


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