COME FARE DA SOLI LA CARBURAZIONE
In queste pagine troverete le indicazioni, condite con un po’ di ironia, per fare con le vostre mani una perfetta carburazione o per realizzare la gioia del vostro carburatorista.
di Stefano Bianchi


Il carburatore è quella parte meccanica da cui dipende la buona resa termodinamica di un motore. Una buona carburazione consente ottime prestazioni con il minimo consumo possibile di carburante.

Foto 1I moderni sistemi di iniezione elettronica computerizzata, da canto loro, consentono una carburazione ideale momento per momento, come se idealmente un buon meccanico cambiasse alla velocità della luce la carburazione a seconda delle diverse condizioni tramite i sensori distribuiti sulla moto. La centralina, in tempo reale, riceve ed elabora i dati inerenti la temperatura ambiente, la pressione assoluta, la temperatura  dell’acqua, i giri motore e distribuzione e l’apertura del comando gas.

Foto 2Per quanto riguarda i carburatori, ai quali è dedicato questo articolo, colui che esegue la carburazione deve trovare il giusto compromesso, poiché non ha chiaramente possibilità sovrumane di intervento. Infatti, una moto di normale utilizzo deve essere gestibile agevolmente un po’ a tutti i regimi di rotazione del motore, dalla guida in città alla tiratina sulle colline (quando ci sono). Nelle moto da competizione è famoso quel procedimento, chiamato staccata, che il pilota attua levando corrente al motore in fase di massima rotazione (in genere sul rettilineo), per verificare la colorazione delle candele. Questo ovviamente consente una lettura della carburazione agli alti regimi. Noi andremo a vedere invece come ottenere una carburazione per un normale utilizzo, con i modelli Ducati equipaggiati di carburatori Mikuni a depressione e cioè tutta la serie SS e la serie Monster. Per comodità abbiamo realizzato le foto con un carburatore smontato, questo ci consente di indicarvi chiaramente come e dove intervenire sul vostro carburatore, che ovviamente non deve essere smontato per carburare la moto.

Foto 3Come prima cosa bisogna mettere in “pari” i due corpi del carburatore. Per attuare ciò si deve attaccare il vacuometro ai collettori di aspirazione come illustrato dalle foto qui a destra. Poi si deve agire con un cacciavite, sul registro (foto 1-2).

In seguito si dovrà effettuare una prima sommaria regolazione del minimo, sul quale si dovrà intervenire prima e dopo le altre regolazioni, cercando di non far spegnere il motore e tenendolo possibilmente intorno ai 1200 giri/m.

Foto 4Ora si dovrà passare alla regolazione del flusso dell’aria agendo sulle viti portate prima a fondo battuta. Per fare questo bisogna levare i gommini ed avvitarle in senso orario (foto 3-4-5). Se si dispone di uno strumento per l’analisi dei gas di scarico, i valori sono da 3% a 6% al minimo, con uno scarto di 0,5%. Se non si dispone di questo strumento, consigliamo di intervenire come segue agendo su un cilindro per volta: bisogna trovare il punto in cui il cilindro accelera di più svitando una vite dell’aria per volta. Se il motore con le viti a battuta si spegne alzare il minimo fino al regime in cui riesce a stare acceso da solo.  

Foto 5A questo punto fate la stessa cosa con l’altra vite (che regola l’altro cilindro) e riportate il minimo a valori normali (i soliti 1200 g/m circa).  Agite ancora (per la regolazione fine) sulle viti dell’aria una alla volta, trovando il punto in cui  si sente il motore girare più fluido. Dobbiamo dire però che quest’ultima operazione è quella che richiede una buona dose di “orecchio” ed esperienza. Per verificare dinamicamente i risultati si può ricorrere all’analisi delle candele.

Foto 6Dopo aver viaggiato quel tanto da avere il motore in temperatura, si incomincerà a girare a regimi medio alti. Smontate le candele senza scottarsi (scusateci se vi trattiamo come dei bambini ma non vogliamo pesi sulla coscienza), si passa all’analisi del colore seguendo i tre casi descritti. Nella carburazione ottimale le candele sono di color nocciola, specialmente nella parte dell’elettrodo. Se la carburazione è troppo magra le candele risulteranno di colore bianco. Se al contrario è troppo grassa saranno nere.

Foto 7E’ importante tenere presente che con le candele vecchie non sempre si riesce a fare una valutazione ottimale del colore. Consigliamo dunque di mettere mano al portafoglio acquistando le candele nuove, seguendo scrupolosamente le sigle dettate dalla casa costruttrice che sono: per i modelli 350/400/600 le Champion RL 82 Y C; mentre tutti gli altri 2 valvole a carburatore montano le Champion RA6HC. Già che siamo in argomento ricordiamo che sul 2 valvole 907 Paso oppure sui modelli con accensione Digiplex Marelli come il 906 Paso il 900 SS del 1990 ed alcuni Paso 750 del ‘90 vanno montate le candele Champion RA4HC. Se dall’analisi del colore la carburazione sarà risultata troppo magra bisogna stringere un po’ le viti dell’aria.

 

Foto 8Foto 9Se non si riesce ad ovviare al problema, e si ha abbastanza dimestichezza con la meccanica, si può intervenire alzando le tacche dello spillo conico (foto 9), oppure aumentando di qualche punto i getti del massimo (foto 6-7-8). Se la carburazione dall’analisi delle candele vi sarà risultata grassa bisogna allentare le viti dell’aria, oppure abbassare lo spillo conico o diminuire il getto del massimo. Buona fortuna.

Stefano Bianchi


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