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DUCATI
750SS:
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Ma non
siamo ancora soddisfatti: secondo noi la nuova famiglia SS risalterebbe
più “Ducati” agli occhi degli appassionati se ci si limitasse al
solo ed essenziale cupolino, senza la seppur piccola appendice
inferiore. COME VA Finiti qui i discorsi sul bello e sul meno bello, passiamo ora a parlare dell’ultima arrivata, la 750 SS. La moto
è divertente e subito mette in chiaro le sue potenzialità e i suoi
limiti: non portatela in pista perché i suoi 64 cv all’albero vi
farebbero soffrire, ma bensì su una bella strada di montagna, con tante
curve che si susseguono una dopo l’altra, dove si esaltano le sue
buone doti di ripresa e di coppia, sostanziosa già ai 4000 giri.
La sensazione di estrema sicurezza che garantisce a ogni tipo di pilota è, secondo noi, proprio il punto saliente di questa proposta: provatela a fondo su strade e stradine, veloci o di montagna, la sensazione è di sincerità a 360°, di moto che non ti tradirà mai. Probabilmente la potenza non eccessiva a disposizione, non certo sufficiente a mettere in crisi l’ottima ciclistica, la dotazione eccellente a livello di gomme e sospensioni, la sicurezza dei soliti Brembo da 320 mm, ne fanno una moto a prova di neofita, di chi vuole girare su una moto che, seppur in un contesto per niente “addormentato”, sa garantire buone sensazioni in un contesto di relax e buon feeling. Se poi le vostre ambizioni sono di tipo pistaiolo, allora bisogna sapersi accontentare, come dimostrato dalle nostre prove effettuate al Mugello: la 750 SS è pronta e determinata nell’ingresso in curva, accetta volentieri pinzate decise anche a traiettoria già impostata, ma soffre notevolmente nei rettilinei, dove la scarsa dotazione di cavalli si fa sentire (la velocità max supera a stento i 200 Km/h), soprattutto in un circuito come quello toscano caratterizzato da numerosi saliscendi. Comunque, anche in circuito, la 750 ribadisce le sue qualità, evidenziando gli aspetti positivi di guidabilità, sincerità ed efficacia sopra espressi e sottolineati. Del resto, la famiglia SS nasce da una filosofia votata al “no compromise” tipica delle Ducati Hyper-sport: non si può certo dire che le SS siano delle moto con cui fare turismo, anche di piccolo raggio, e, almeno che non disponiate di fidanzata/moglie “Sì, fammi del male”, è abbastanza inadatta a trasportare un passeggero. Di conseguenza è una moto sportiva, con un’impostazione di guida che richiede un certo sacrificio in termini di carico sui polsi, dove un pilota molto alto può trovarsi a disagio.
Vabbe’, lasciamo perdere, passiamo alla ciclistica che è meglio: bene, le misure della 750 sono quasi le stesse della sorella maggiore, solo 5 mm in meno l’altezza della sella: è quindi una moto compatta, forse un po’ troppo pesante con i suoi 183 Kg, peraltro adeguatamente distribuiti, con ottime sospensioni, anche se la forcella, al contrario della 900, non consente alcuna regolazione: una carenza che non definiremo tale, in quanto la soluzione scelta dalla Ducati è ideale, il giusto compromesso fra stabilità e comfort. Altra differenza rispetto alla 900 è la gomma posteriore di misura 160/60 al posto della 170/60 montata sul modello di cilindrata superiore. Per finire, ricordiamo che il forcellone qui è in acciaio, invece che in alluminio. A CHI E’ DEDICATA
La 750
SS, come abbiamo già detto, ha tutte le caratteristiche per rivelarsi
un’ottima scelta: estetica grintosa, posizione di guida caricata in
avanti, ottima dotazione di “sicurezza” (telaio, freni,
sospensioni), potenza relativamente limitata. CONCLUSIONI Con sedici milioni vi portate a casa una moto con cui divertirvi in tutta sicurezza: una moto poco impegnativa, agile, con la quale togliervi anche qualche soddisfazione “su quella statale lì, che conosco tanto bene”. Insomma, una buona erede della gloriosa famiglia supersport di Borgo Panigale, che per tanti anni ha avuto un ruolo molto significativo nel listino Ducati: rappresentare la marca, le sue peculiarità, il suo carattere, con proposte di ottimo valore proposte a un prezzo abbastanza abbordabile. Certo in questo momento, considerata l’aggressiva politica commerciale nipponica, il prezzo può sembrare non tanto competitivo, ma vanno comunque tenute presenti le superiori caratteristiche qualitative della dotazioni di serie (leggi: Showa e Brembo), l’ottima quotazione che conserva l’usato negli anni e anche il fatto, lasciatemelo dire, che si chiama Ducati. Franco Bartoli CARATTERISTICHE TECNICHE Dimensioni e peso: Lunghezza totale: 2030 mm Motore: Alesaggio: 88 mm Telaio: Tubolare a traliccio in tubi in acciaio al cromo molibdeno
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