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Senza
parole: direi che questa è la sensazione che ti lascia la 748 SP dopo
averla provata. Dopo numerosi giri di pista a Misano ci siamo guardati
negli occhi fra noi collaboratori della rivista e ci siamo detti: “E
ora cosa raccontiamo ai nostri lettori?” Mettiamo in fila una sequela
di elogi, di complimenti e di sensazioni così esagerati da farci
vergognare, o la buttiamo sulla tecnica e parliamo di acciaio Als 450 e
freni Brembo in ghisa?
L’imbarazzo
è tanto, credeteci. Tanto quanto il dolore che abbiamo provato quando
abbiamo dovuto riportare la “nostra” 748 SP in Ducati. Ma anche gli
amici della prova di gruppo hanno provato la nostra sensazione: davanti
al microfono non riuscivano che a mettere in fila una serie di aggettivi
eclatanti, dimostrazione di un sincero stupore nei confronti di una moto
che non avevano mai provato. Ce n’è voluto del bello e del buono per
ottenere qualche frase compiuta, qualcosa che desse il senso di
un’intervista e non di parole in libertà. Ma noi li capiamo
benissimo. A nostro modestissimo avviso la Ducati 748 SP è, nel
segmento delle supersportive made in Borgo Panigale, il modello che può
donare le sensazioni più belle, più piene, più soddisfacenti. Anche
più della 916 SPS!
E’ il
perfetto punto di incontro fra prestazioni e guidabilità, fra
divertimento e agonismo. Fra i vari, e personali, motivi che ci fanno
preferire la 748, ce n’è anche uno di tipo affettivo: come potrete
leggere nelle pagine seguenti nell’intervista a Luigi Mengoli,
direttore tecnico della Ducati, fu proprio di 748 cc la prima Ducati 4
valvole desmo. Più esattamente, nel Bol D’Or del 1986, il 4 valvole
fece la sua prima apparizione pubblica nella classica gara di endurance.
Comunque,
al di là dei riferimenti storici, sempre importanti quando si parla di
un marchio come la Ducati, la 748 SP si è dimostrata perfetta in pista,
dove lo stupendo rombo dei Termignoni in carbonio è capace di far
venire la pelle d’oca al vero ducatista, ideale su strada, dove la sua
agilità permette qualsiasi piega in libertà. Erogazione del motore
perfettamente distribuita, con grande coppia in basso e potenza a volontà
anche ai regimi più alti, ciclistica in grado di dare sicurezza anche
al neofita. Ahi, ahi, ci siamo cascati: troppi complimenti.
Proviamo allora con la tecnica.
LA
TECNICA
Prima
di tutto bisogna ricordare che la 748 SP quest’anno è scomparsa dal
listino Ducati sostituita dalla nuova 748 SPS. Guardiamo insieme le
differenze fra questi due modelli: la SPS ha il telaio in acciaio 25
CrMo4, modifica che consentito un discreto alleggerimento in quanto per
la Sprt Production la moto era in sovrappeso, il motore reso più
affidabile (anche per l’utilizzo delle guide valvole in bronzo) e
performante dalle bielle in titanio, la frenata ancora più convincente
in qualsiasi situazione grazie all’adozione, anche per il freno
posteriore, dei tubi in treccia metallica e dalle nuove pinze freno
anteriori. Tutte modifiche che hanno accentuato notevolmente la già
evidente vocazione corsaiola di questa moto, tant’è che ha ottenuto
l’omologazione FMI per la Sport Production, senza però perdere il
vecchio arco di utilizzo in quanto il motore spinge sempre dai 7000 fino
ai 12000, soglia di intervento del limitatore. L’impiego di un nuovo
regolatore ha addirittura consentito l’eliminazione dal cruscotto
della spia di carica della batteria. Tornando al modello in prova
bisogna dire che le diverse misure dei pneumatici rispetto alla
“sorella maggiore” (120/60 anteriore, 180/55 posteriore sulla 748,
120/70 anteriore, 190/55 posteriore sulla 916) accentuano le notevoli
doti di agilità e di inserimento tipiche delle moto appartenenti a
questa famiglia Ducati. Il risultato è veramente eccellente, sia per il
pilota più esperto che in pista non ha difficoltà a tracciare le sue
traiettorie in curva con il ginocchio a terra, sia per chi si voglia
semplicemente divertire, correndo veloce senza ricercare particolari
effetti da gran premio. L’aspetto veramente importante, quello che fa
la differenza con i pari modelli della concorrenza, è la neutralità
del comportamento, l’appagante sensazione di sicurezza che questa moto
Made in Panigale sa donare a tutti, a prescindere dalla capacità di
guida.
Il
segreto sta in un progetto che è nato e si è sviluppato senza
compromessi, sacrificando certe comodità a tutto vantaggio di una
perfetta distribuzione dei pesi, con una rigidità del telaio ottenuta
con soluzioni ingegnose (come il coperchio dell’aspirazione in
carbonio posizionato in modo tale da irrigidire magistralmente i tubi
superiori del telaio), e una posizione del pilota che, nella situazione
dinamica, consente di caricare adeguatamente l’avantreno garantendo
una guidabilità da “binario”. Il risultato è a prova di bomba.
Certo,
come c’è scritto su tutte le riviste di settore, dopo poco i polsi si
indolenziscono, la misura filante della carena espone i più alti al
vento, i tubi di scarico riscaldano il sedere, le pedane, sempre per i
più spilungoni, sono posizionate troppo vicine alla sella... Tutto
molto ovvio, così ovvio che qualcuno potrebbe pensare che Tamburini sia
un progettista un po’ sadico. Invece è tutto estremamente razionale e
funzionale, studiato per garantire al pilota il massimo in termini di
performance, sicurezza e sensazioni.
LA
PROVA DI GRUPPO
Come
abbiamo già accennato, gli amici che hanno partecipato alla prova di
gruppo sono rimasti veramente colpiti dalle doti “naturali” della
SP. Le loro impressioni sono
state così positive che una volta in redazione, ascoltando la
registrazione delle interviste e cominciando la dovuta trascrizione,
siamo stati costretti a un notevole taglio di... aggettivi. Ma è anche
questo il bello delle prove di gruppo: lo stupore genuino di chi adora
le moto e, al di là delle esperienze e dei gusti personali, riesce
forse ad esprimere meglio il vissuto e le sensazioni che sa donare un
certo modello di chi fa il tester come professione.
Daniele,
è la prima volta che provi una Ducati?
Sì, è la prima volta.
Ricordo ai nostri
lettori che Daniele è un tester provetto...
No, sono ancora giovane, Però sono un collaudatore Laverda e
partecipo al trofeo Honda 125.
Quali
sono le tue impressioni salendo sulla 748 SP?
E’ un bel pianeta: scendi in piega in modo fulmineo, va molto
bene, velocissima negli inserimenti in curva. Il motore è un gran bel
propulsore perché spinge fortissimo. Tanto per fare un paragone, io ho
provato anche la Suzuki 750, ma vi posso assicurare che è tutta
un’altra cosa: la 748 ti permette di fare la curva anche piano, sempre
con il motore perfettamente in tiro. In pratica, ti dà subito tanta
confidenza e sicurezza.
Qual
è, a tuo avviso, il suo vero punto di forza?
Difficile da dirsi, difficile trovare un singolo punto di forza; è
un insieme di cose, un giusto equilibrio derivante dal perfetto incontro
di due pedine importanti: il motore e la ciclistica, che sono le due
cose fondamentali per rendere una moto veramente performante.
Bruno,
le tue prime impressioni sulla 748 SP.
La moto è molto maneggevole, ha un bel allungo in tutte le marce,
lineare e va su molto bene. La ciclistica è sopraffina, la moto scende
in piega da sola.
Considerata
la sua configurazione molto sportiva, pensi che una moto così possa
essere competitiva anche in pista?
Sì, secondo me con due regolazioni puoi andare tranquillamente in
pista: bastano due gomme ad hoc e sei a posto. Non credo proprio che
bisogna fare tante cose. Anzi provando questo modello, mi sembra, anche
considerando la tonalità degli scarichi, che sia già configurata per
la pista...
Qualche
difetto nella 748?
Ma forse qualche problema
di abitabilità per i più alti. Però devo dire che per me è perfetta
come posizione di guida e come comandi. Trovarle un difetto, a parte
ripeto problemi di comfort
dovuti all’assetto sportivo ed alla rigidità delle sospensioni, è
veramente difficile.
Io
un difettuccio l’avrei trovato: la frizione che stacca un po’ troppo
in alto...
Guarda che è la classica
regolazione da corsa; ti bastano due dita per cambiare veloce.
Fino
a quanti giri l’hai tirata?
Mi sembra 11.000 giri;
almeno questo indicava il contagiri. E ti devo dire che il motore dava
la sensazione di avere ancora birra, anche se ovviamente per ottenere un
miglior spunto è sicuramente meglio cambiare. Però questa
“disponibilità” può aiutare nelle curve, ti aiuta a gestire in
modo ottimale le grandi caratteristiche del telaio.
Filippo,
è la prima Ducati che provi?
Avevo provato qualche
Ducati qui a Misano anni fa, ma non la 748. Lasciami dire una cosa: è
fantastica, fantastica. Io ho una Bimota 600, quindi una moto di
categoria medio/alta, ma sono rimasto veramente impressionato. Penso che
sarà la mia prossima moto (N.d.R. Filippo, qualche mese dopo, a Magione
ci ha ancora confermato la volontà di acquistare la nuova 748 SPS
appena sarà disponibile). Lasciatemi dire una cosa: avantreno
fantastico!
Come
erogazione del motore?
Sono rimasto molto
sorpreso perché, avendo sempre avuto moto 4 cilindri, mi ha molto
colpito la coppia in basso che i 4 cilindri di pari categoria non
riescono certo a fornire, mentre la potenza in alto è dello stesso
livello. Si guida veramente bene, si entra forte in curva, se ne esce
altrettanto forte, mi è veramente piaciuta!
Andrea
tu hai una 888 e puoi quindi fare un raffronto. Come ti sembra questa
748 SP.
Stupenda, facilissima da
guidare, di una maneggevolezza unica, tenuta di strada ottima; qualcosa
che veramente ti lascia senza parole.
Come
motore ne ha ben più della tua!
Agli alti è veramente
forte, con una progressione notevole: dopo i 7/8000 comincia la
musica...
Rispetto
alla tua è molto più facile da guidare.
Sì, è molto meno
impegnativa, più leggera, non devo guidarla di forza, ma è molto
docile: anche fisicamente non impegna assolutamente. Sembra di guidare
un ciclomotore, tanta è la sicurezza che ti trasmette. I freni sono
ottimi, ed anche questo incide positivamente sulla sensazione di
sicurezza che questa moto sa donare. Io che ho avuto la fortuna di
provarla in pista, devo dire che è veramente un binario: una volta
impostata la traiettoria la moto risponde docile ai tuoi desideri ed ai
tuoi ordini. La differenza fra la mia e questa qui è veramente enorme,
un abisso.
C’è
una netta evoluzione tecnica, non è vero?
Tecnica e di sensazioni:
quando acceleri ti dà una carica incredibile, senza però essere mai
scorbutica. E’ questo senz’altro l’aspetto determinante della 748
SP, il suo vero carattere.
Claudio
Falanga
CARATTERISTICHE TECNICHE
Dimensioni e peso:
Lunghezza totale: 2050
mm
Larghezza max: 685 mm
Altezza max: 1090 mm
Altezza sella: 790 mm
Altezza manubrio: 850 mm
Angolo di sterzo: 27°
Peso totale: 202 Kg
Peso ant.: 98 Kg
Peso post.: 104 Kg
Capacità serbatoio benzina: 17 l
Riserva: 4 l
Motore:
Alesaggio: 88 mm
Corsa: 61,5 mm
Cilindrata totale: 748 cc
Rapporto di compressione: 11.6
Potenza max all’albero: 104 cv
Regime massimo rotazione: 11.500
Distribuzione con doppio albero a cammes in testa 4 valvole per cilindro
con comando a mezzo cinghia dentata sistema desmodromico.
Aspirazione
Apertura: 44° P.P.M.S.
Chiusura: 72° D.P.M.I.
Scarico
Apertura: 77° P.P.M.I.
Chiusura: 42° D.P.M.S.
Diametro valvola
Aspirazione: 33 mm
Scarico: 29 mm
Alzata valvole
Aspirazione: 10,85 mm
Scarico: 9 mm
Lubrificazione forzata con pompa ad ingranaggi Ducati.
Capacità circuito: 3,7 l
Raffreddamento a liquido con radiatore e termostato.
Accensione elettronica tipo I.A.W. a scarica induttiva con motorino di
avviamento Nippondenso
Candela: Champion A 55 V
Alimentazione ad iniezione elettronica indiretta Weber
Iniettori per cilindro: 1
Trasmissione primaria ad ingranaggi a denti diritti
Pignone motore: 31 denti
Corona frizione: 62 denti
Cambio velocità con ingranaggi a denti diritti sempre in presa, comando
a pedale sul lato sinistro
Rapporti di trasmissione:
1A 37/15
2A 30/17
3A 28/20
4A 26/22
5A 24/23
6A 23/24
Trasmissione secondaria
Pignone uscita cambio: 14 denti
Corona posteriore: 37 denti
Catena 520 VL4
Telaio:
Tubolare a traliccio a
gabbia superiore in tubi in acciaio ALS 450
Interasse: 1410 mm
Avancorsa: 91/97 mm
Inclinaz. cannotto: 23°30’ - 24°30’
Sospensione anteriore con forcella a canne rovesciate
Sospensione posteriore con monoammortizzatore regolabile in estensione,
compressione e precarico molla
Corsa ammortizzatore: 71 mm
Escursione ruota: 130 mm
Freno anteriore con doppio disco da 320 mm di diametro
Superficie frenante: 88 cm2
Freno posteriore con disco da 220 mm di diametro
Superficie frenante: 25 cm2
Cerchio ant. in lega leggera
Cerchio ant.: MT 3,50X17”
Pneumatico ant.: 120/60 17”
Cerchio posteriore in lega leggera
Cerchio post.: MT 5,50X17”
Pneumatico post.: 180/55 17”
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