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MAGIC
SUPERTWIN
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L’evoluzione dei bicilindrici Ducati 851 e 888 permise poi a questi di “emigrare” verso nuovi terreni di sfida lasciando così nella B.O.T. le Guzzi, i B.M.W. e le Ducati 2 valvole serie SS, ampiamente modificate per la notevole libertà tecnica concessa dal regolamento. La libertà tecnica, però, comporta agonismo anche in officina e non solo in pista e così, in breve tempo, la B.O.T. si è trasformata in un terreno di sviluppo e ricerca non indifferente. Il successivo cambiamento di regolamento, che ha ammesso anche i motori a quattro valvole (prima erano ammessi solo i due) ha segnato il definitivo cambiamento della B.O.T. (ridenominatasi supertwin), attirando anche la partecipazione di special con motori giapponesi e la presenza dell’ultimissima generazione dei bicilindrici Ducati. Attualmente quindi la supertwin può vantare un livello tecnico (e un costo) non molto distante da quello della superbike, differenziandosi da quest’ultima solo per alcune imposizioni regolamentari tendenti a livellare le prestazioni dei motori, senza mortificare la fantasia dei preparatori, a seconda della loro cilindrata e numero di valvole, secondo questo schema: - motori plurivalvole con cilindrata da 500 cc a 750 cc. - motori plurivalvole e carburatori al massimo di 40 mm con cilindrata da 750 cc a 1200 cc - motori a due valvole con carburatori liberi con cilindrata da 750 cc a 1200 cc (con possibilità per i motori Harley di una cilindrata oltre i 1200 cc) - peso minimo 130 kg per tutti. Proprio la particolare vicinanza della supertwin alle supermoto ha spinto Gianfranco Bursi ad accettare la proposta di Franco Giorgetti di presentarsi nel campionato, con un mezzo molto curato, così da offrire la possibilità al preparatore modenese di proseguire lo sviluppo di alcuni suoi particolari per le Ducati superbike in modo “trasversale”, lontano dagli occhi della concorrenza diretta e con un impegno economico minore. Diversi particolari illustrati, infatti, sono la recentissima evoluzione di quelli realizzati dal preparatore modenese e già utilizzati da Bursi nel mondiale superbike alcune stagioni fa. SCHEDA TECNICA nome: Bursi & Giorgetti Racing motore: Ducati telaio: Ducati 916 Racing (tubi
tondi acciaio 25CrMo4) con prossima realizzazione di una versione con
tubi da 1 mm di spessore TESTA/DISTRIBUZIONE/CAMERA SCOPPIO/VALVOLE/SEDI
TRASMISSIONE/CAMBIO Tutta questa sezione non ha subito modifiche radicali dalla base di partenza del 916 Racing. Rapporto 30/60 a denti dritti originale Ducati per la trasmissione primaria e gruppo cambio tipo /5. L’unico particolare firmato Bursi è la frizione antisaltellamento, dallo schema di funzionamento simile all’originale Ducati, ma di costo molto più accessibile. ALIMENTAZIONE Il carburatore prescelto per sostituire l’iniezione elettronica, proibita nel regolamento della supertwin, è un Keihin tipo Flat CR, che Giorgetti considera ottimo, con il diffusore da 39 mm alesato a 40 mm. L’air-box, originale Ducati in un primo tempo, è stato poi sostituito con uno realizzato da Giorgetti, facente parte di una piccola serie. BRONZO SPECIALE E AZOTO LIQUIDO PER LE SEDI VALVOLE
Conseguentemente, anche gli alloggiamenti della testa avranno una conicità, ma di verso contrario a quella della sede. Questa particolare realizzazione porta ad avere un notevole valore di interferenza a temperatura ambiente prima dell’inserimento della sede nella testa (circa 0.024 mm) per cui Bursi ricorre all’uso dell’azoto liquido per portare a -180° C la temperatura delle sedi, per ridurre il più possibile le dimensioni di questo particolare. Contemporaneamente si scalda la testa a circa 200° C per ottenere l’effetto contrario, cioé la massima dilatazione dell’alloggiamento della sede. A questo punto con l’aiuto di una apposita guida, Bursi forza con un colpo secco la sede nell’alloggiamento, creando una sorta di accoppiamento cono-controcono che esclude nella maniera più assoluta la possibilità di un distacco. Successivamente, le sedi saranno quindi rifinite nelle dimensioni e rettificate. CHI SONO BURSI E GIORGETTI Autori di questa creatura sono Gianfranco Bursi e Franco Giorgetti. Il primo è nato a Formigine (MO) il 22/4/46, ha iniziato a lavorare sui motori a 12 anni, quando per divertimento elaborava i Mosquito. A 15 anni realizzava il suo primo cambio a cinque marce. Nel ‘70, quello che fino a quel momento era stato solo un divertimento diventa una professione, con la sua entrata in Ferrari, al reparto corse, proseguendo l’attività di preparazione dei suoi motori nelle mezze giornate lasciate libere dai suoi turni di lavoro a Maranello. Nel ‘76, vince come pilota e preparatore il titolo italiano della classe 250 velocità Junior in sella ad una Harley-Davidson 250 riaffermandosi, solo come preparatore, nel ‘77 e nel ‘79 con i piloti Pelatti e Migliorini, sempre alla guida di Harley-Davidson. Nel 1986, entra nel circo della sportproduction, ed è preparata da lui la Suzuki 1100 di Santo Sottile che vince la classe oltre 600 cc. Nell’87, si ripete con Maurizio Caluzzi e una Suzuki 1100 nella classe oltre 500 cc e con Bombardi e una Ducati nella classe B.O.T. (che allora faceva parte del Campionato Production).
Franco Giorgetti, invece, ha 42 anni, toscano DOC, lavora da ben 17 anni sui motori Ducati, per i quali nutre grandissima passione e profonda conoscenza tecnica, nella sua officina di Pontelungo in provincia di Pistoia. E’ impegnato in pista con i piloti Nerozzi e Ruozi e quest’anno ha voluto avvalersi della collaborazione di Bursi per realizzare il progetto di una sofisticata bicilindrica per la classe supertwin. Luigi Galbiati
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