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POCA SPESA, GRANDE RESA
Non l’avessero mai fatto: risparmiando dei bei soldini rispetto alle sorelle maggiori, intere legioni di motociclisti si sono avvicinati al mondo Ducati, trovando la moto dei loro sogni a un prezzo accessibile. Insomma, è stato, e lo è ancora, un bel successone commerciale: un successo causato non solo dall’aspetto economico, ma anche da considerazioni estetico-sentimentali: non bisogna dimenticare, infatti, che il Monster più è essenziale e più è bello, meno fronzoli, colori e ammennicoli ha indosso e più è interessante. In pratica, il Monster Dark non appare come la versione povera della sorella più cara, ma come una vera e propria versione speciale. Stesso effetto, devo dire in tutta sincerità, non lo fa la nostra Sport, versione “ridotta” della Supersport che, soprattutto nella versione rosso Ducati, è più bella e gradevole della Sport con il suo colore nero opaco che la contraddistingue. Comunque, visto che siamo nel campo delle opinioni più che soggettive, questo non deve essere preso come una critica, anche perché, si sa, in certe questioni, il portafoglio è più importante dell’occhio. Oddio, le differenze non sono solo estetiche, ma anche di sostanza: forcella non regolabile, cerchi diversi così come la sospensione posteriore. Differenze non da poco, dirà qualcuno, anche se all’atto pratico, forcella non regolabile a parte, il divario non sembra poi così drammatico, anzi. A pareggiare il gap, ci pensa mamma Ducati: infatti, chi ordina la moto entro il 28 febbraio riceve in omaggio un kit di potenziamento che comprende scarichi racing in carbonio con eprom dedicata, per una maggior potenza ai bassi e agli alti: il tutto per un valore quantificabile in circa 1000 euro. Tutto ciò ovviamente non è omologato e quindi è utilizzabile solo in pista. Proprio come abbiamo fatto noi, che abbiamo portato la Ducati 900 Sport (versione senza Kit , però) sul circuito del Mugello che a mio parere è una delle tre piste più belle e tecniche d'Europa (indovinate voi quali sono le altre due…). COM'E' FATTA
Continua sul numero di gennaio 2002. CLICCA QUI PER ABBONARTI!!! Gian Maria Liverani
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