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DIVERTIMENTO PURO
Dopo quest’ulteriore test in pista non ci sono dubbi:
il Monster S4 e’ ancora la moto da battere
nel settore delle naked ad alte prestazioni
di Gian Maria Liverani
Cari miei, da oggi bisogna fare molta attenzione se a un semaforo
si viene affiancati con aria di sfida da un Monster, perché se la sfortuna vuole che sia grigio con i cerchi rossi, ci sono buone possibilità che si tratti dell’S4. Sì avete capito bene, non la “solita” 600 ma una sorta di ST4 senza
carenatura. Il fascino intrinseco di questo modello sta proprio nella sua doppia identità: all’apparenza sembra il classico oggetto per fare i fighetti al bar del centro, mentre una volta indossati tuta, casco, guanti e stivali è pronto a
far vedere i sorci verdi a buona parte delle sportive in circolazione.
Ma quello che forse conta ancor di più sull’S4 è il divertimento: il connubio tra le prestazioni maiuscole dell’unità a 4 valvole e l’equilibrata
ciclistica della serie Sport Touring Ducati ne fanno un mezzo estremamente intuitivo, facile da portare al limite e perfino non troppo scomodo. Insomma, in sella all’S4 ci si sente a proprio agio anche senza aver maturato esperienze
pluriennali. L’unico accorgimento da rispettare è quello di non esagerare con il comando dell’acceleratore, pena una certa difficoltà a tenere la ruota anteriore attaccata a terra…
COM’E’ FATTA
Una
creatura strana l’S4, sulla quale non si capisce dove comincia il Monster e dove finisce l’ST. Se infatti la guida in pista può far pensare a un mezzo studiato per l’impiego sportivo (scarichi bassi a parte), altrettanto inconfondibile
è l’impatto estetico che lo caratterizza. A volte, però, le apparenze possono ingannare: sotto il “vestito”, la naked a 4 valvole Ducati nasconde dettagli e sostanza completamente diversi rispetto agli altri Monster. Com’è ovvio il
principale elemento di distinzione è rappresentato dal motore, il celebre desmoquattro da 916 cc accreditato di un centinaio di cavalli a 8.750 giri. L’alimentazione è assolta dal sistema di iniezione elettronica Marelli con corpo
farfallato da 50 mm, mentre in termini di gruppi termici abbiamo le misure di alesaggio e corsa rispettivamente di 94 x 66 mm, con un rapporto di compressione pari a 11:1. Il cambio è a 6 marce con frizione a secco. Le quote ciclistiche di
questo “cavallo d’acciaio” sono, una volta tanto, votate alla ricerca del giusto equilibrio piuttosto che dell’esasperazione estrema: 24° di inclinazione del cannotto di sterzo e 1.440 mm di interasse. Il telaio di derivazione ST è
costituito
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Maria Liverani
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