Prova della Ducati 749

A breve distanza dalla presentazione della 999, Ducati affianca, alla moto che andrà ad affrontare la prossima stagione Superbike, una sorella minore con tanto di motore Testastretta.

di Claudio Falanga

  Si tratta della nuova 749, che riprende gli stessi canoni estetici, ciclistici e, più in generale, concettuali che hanno animato il progetto 999. La 749 si presenta identica alla sorella maggiore sia nella filosofia costruttiva, sia nella tecnologia del propulsore.

Il risultato è una moto molto equilibrata, forse anche più della 999, grazie all’ottimo connubio tra potenza e ciclistica. La cilindrata effettiva è 748,14 cc, ottenuta con alesaggio di 90 mm e corsa di 58,8.  Grazie alla corsa ridotta si raggiungono regimi di rotazione elevati, mantenendo le sollecitazioni meccaniche entro livelli contenuti. La nuova 749 - oltre a distinguersi dalla 999 per pistoni, cilindri e testate - dispone di un albero motore modificato, mentre tutti gli altri elementi presenti nel carter motore sono invariati.

Leggermente diversi l’inclinazione delle valvole (12.5° all’aspirazione e 14.5° allo scarico) e i perni dei bilancieri del sistema desmodromico. La 749 dispone della linea CAN (controller Area Network) e dello stesso cruscotto della 999, così come gran parte della componentistica della sorella maggiore.

La parte ciclistica si avvale di una forcella Showa con steli da 43 mm (trattati al Tin per la S) regolabile in estensione, compressione e precarico. La sospensione posteriore dispone di un ammortizzatore Boge per la 749 e Showa per la 749S, entrambi regolabili in compressione estensione e precarico.

Assolutamente prestigioso l’impianto frenante con dischi da 320 mm e pinza a quattro pastiglie con pompa radiale all’anteriore, e disco da 240 mm con pinza a due pistoncini al posteriore.

Nella 749 troviamo gli stessi canoni ergonomici della 999, con l’ottimo posizionamento del pilota e varie possibilità di personalizzazione sulla versione monoposto grazie alla regolazione longitudinale del gruppo serbatoio/sella/codone.

Sulla S, inoltre, è possibile regolare le pedane su cinque posizioni diverse e il cannotto di sterzo che può variare da 23,5° a 24,5°. In ogni caso, la posizione del pilota risulta molto comoda anche in versione standard, cosa che si traduce in un minor affaticamento nella guida.

 

IN PISTA

Come più volte ho affermato, la 748 è sempre stata la mia Ducati preferita. Più facile da gestire delle sorella maggiore, è capace di regalare ottime sensazioni con minori patemi d’animo. Così la curiosità nei confronti di questa nuova nata in Casa Ducati era tanta.

La 749 non dovrebbe essere sulla carta la discendente della 748, perché questa è ancora (...)

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