Vee Two Squalo

Nonostante i motori raffreddati a liquido - come il «vecchio» desmoquattro o il più attuale Testastretta - rappresentino le Prestazioni con la P maiuscola in Casa Ducati, c’è un gruppo di nostalgici che denota un’affezione particolare verso il «900» raffreddato ad aria della serie Super Sport. Dave Lauder è uno di questi:

di Ian Falloon

 

«Ho acquistato una 900 SS nel 1996 e da allora mi sono letteralmente innamorato del bicilindrico desmodue, pur essendo prestazionalmente inferiore rispetto alla serie quattro valvole».

Come è facile immaginare, il nostro amico non ha saputo resistere alla tentazione di elaborare il proprio mezzo, installando un kit di maggiorazione Vee-Two da 985 cc completo di alberi a camme speciali, carburatori Keihin a valvola piatta da 41 mm, cerchi in alluminio Marchesini e impianto di scarico Termignoni.

«Ho investito davvero una sacco di tempo e soldi sulla mia moto, tanto che potrei venderla a occhi chiusi, anche se per il momento non ci penso nemmeno!».

Tuttavia, dopo qualche anno, la voglia di cambiare si è fatta sentire, anche se la scelta era comunque ristretta all’ambito di «prodotti» motorizzati Ducati. «Avevo preso in considerazione la 998S, ma dopo aver provato la 916 e la 748 mi sono reso conto che era troppo alta per me. Lo so, rappresento uno strano caso di Ducatista incurabile.»

Quando la Vee-Two ha presentato la Squalo, Dave ha subito pensato che facesse al caso suo. «Conoscevo Brook Henry e avevo letto alcuni resoconti entusiastici sulla Squalo. La sua compattezza, maneggevolezza e leggerezza venivano descritti come esaltanti.» Dave e Brook si sono quindi seduti al classico tavolino per esaminare le varie possibilità.

«All’inizio si pensava di sostituire solo poche parti, ma Brook era talmente euforico per la sua creatura che alla fine mi ha convinto.» Dopo essersi accordati sul prezzo, Dave ha guidato la sua 900 SS per l’ultima volta verso la sede della ditta australiana: «Non è stato facile vedere la mia «piccola» fatta a pezzi, anche se sapevo che sarebbe rinata ancora più bella!»

Dal momento che la 900 SS di Dave presentava un elevato livello tecnico di preparazione, molti componenti sono stati mantenuti. Questi comprendono il motore, le ruote, i freni, la strumentazione e l’impianto elettrico. Per prima cosa si è deciso di aggiornare le sospensioni. «Avevo previsto l’installazione di materiale White Power, ma non ho trovato niente che rispondesse alle mie esigenze. Perciò sono partito da un monoammortizzatore Öhlins, anche se, in seguito, sono venuto a sapere che in commercio non esisteva una forcella della stessa marca allestita appositamente per la 900 SS. Fortunatamente Brook ha scoperto che il kit per la Yamaha R1 può essere facilmente adattato, risolvendo il problema.»

Con la prospettiva di usare la moto prevalentemente su strada, Dave ha deciso di mantenere i dischi e le pinze Brembo dell’impianto frenante di serie, facendo installare solo dei tubi in kevlar della Fren Tubo e materiali d’attrito racing. «In questo modo, oltre a risparmiare diversi soldi, ho ottenuto una risposta pronta e progressiva da parte dell’impianto.»

Nonostante il motore fosse già provvisto del kit di maggiorazione e la camme Vee-Two, Brook ha convinto Dave a compiere un ulteriore passo in avanti in termini di elaborazione. Quest’ultimo aveva infatti piacere che il motore utilizzasse i carburatori a valvola piatta già presenti sulla moto. In qualche modo, Brook è invece riuscito a convincerlo che sarebbe stato meglio sostituirli, installando un sistema di iniezione elettronica Silent Hektit con corpi farfallati da 52 mm. «Brook intendeva lasciarmi completamente al verde, infatti mi ha convinto a installare anche degli alberi a camme Daytona che, insieme al kit di maggiorazione e l’impianto di iniezione elettronica, fanno lievitare le prestazioni(...)

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