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I SEGRETI DEL
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Naturalmente la base motore è quella grande (come dicono gli addetti ai lavori), cioè quella montata sui 900 Desmodue e su tutti i Desmoquattro con sei marce. Qui troviamo l’aggiornamento del saltarello del cambio sul lato dx sotto la campana frizione, come del resto è anche nella 748/916, anziché la molla con la sfera dietro al lato sx del semicarter, che qui serve solo a tenere la folle, permettendo una maggiore precisione nell’inserimento delle marce, quindi minor rischio di sfollate. La cilindrata è passata a 944 cc grazie ai 2 mm in più di alesaggio che in questo caso diventa di 94 mm lasciando invariata la corsa a 68 mm. Per una buona riuscita dell’impiego Turistico di questo gioiello è stato adottato un inedito alternatore. Studiato appositamente, grazie alla collaborazione con la Ducati Energia, è stato realizzato un generatore da ben 420 W con dimensioni dimezzate rispetto al vecchio 350 W. Anche a livello iniezione si trovano delle novità: innanzi tutto possiamo dire che la componentistica di acquisizione dati è un’eredità delle 748/916, mentre il corpo farfallato è stato completamente ridisegnato e soprattutto ridimensionato. Da mettere in risalto l’adozione della centralina piccola, già presente sugli ultimi Desmoquattro, che comanda direttamente l’elettroventola, permettendo di eliminare il sensore della stessa. Dopo ciò non possiamo fare a meno di lodare l’impegno dei tecnici che veramente con questo motore non hanno lasciato niente al caso, candidando la ST2 al trono delle Sport Touring, in un settore che molti pensavano irraggiungibile per la Ducati. Stefano
Bianchi |
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