TUTTI I SEGRETI DEL
MOTORE DELLA ST2

Dietro la sua carena la nuova ST2 nasconde molte novità: analizziamole insieme.
di Stefano Bianchi e Massimiliano Rolandi


La Ducati entra nel segmento Sport Turismo con la 944 ST2, il cui cuore a prima vista sembra il motore della 907 ie. Dopo una approfondita analisi però possiamo dire che si tratta di un propulsore completamente rinnovato con alcune caratteristiche addirittura mai viste sui bicilindrici Bolognesi. Ecco quindi l’enorme volano con notevole peso, a compensare l’arroganza delle inedite cammes, le più spinte mai viste sui Ducati Desmodue con sull’aspirazione un’apertura di 26° prima del punto morto superiore e chiusura 72° dopo il punto morto inferiore, con un’alzata di 11,8 mm; invece lo scarico apre 61° prima del punto morto inferiore e chiude 34° dopo il punto morto superiore, alzando di 11,4 mm. Se andiamo poi a fare un raffronto con la 900 Super Sport, modello senza dubbio più sportivo dell’ST2, possiamo notare che al di là di montare lo stesso diametro di valvole asp. 43 sc. 38, ha dei diagrammi più dolci dati dall’aspirazione con apertura 24° P.P.M.S. chiusura 70° D.P.M.I., con alzata di 11,76 mm, e dallo scarico che apre 58° P.P.M.I. e chiude 29° D.P.M.S. alzando 10,56 mm. Sembra che questa strategia di base, insieme al rapporto primario più lungo, con 3 denti in meno sulla corona della campana frizione e un dente in più sul pignone motore, porti il rapporto primario dal 2 dell’SS e degli altri Ducati a 1,84 dell’ST2. Tutto ciò sembra abbia dato all’ST2 quell’erogazione e quella guidabilità che deve caratterizzare una buona Sport Turismo rimanendo nello stesso tempo UNA DUCATI a tutti gli effetti.

Naturalmente la base motore è quella grande (come dicono gli addetti ai lavori), cioè quella montata sui 900 Desmodue e su tutti i Desmoquattro con sei marce. Qui troviamo l’aggiornamento del saltarello del cambio sul lato dx sotto la campana frizione, come del resto è anche nella 748/916, anziché la molla con la sfera dietro al lato sx del semicarter, che qui serve solo a tenere la folle, permettendo una maggiore precisione nell’inserimento delle marce, quindi minor rischio di sfollate. La cilindrata è passata a 944 cc grazie ai 2 mm in più di alesaggio che in questo caso diventa di 94 mm lasciando invariata la corsa a 68 mm. Per una buona riuscita dell’impiego Turistico di questo gioiello è stato adottato un inedito alternatore. Studiato appositamente, grazie alla collaborazione con la Ducati Energia, è stato realizzato un generatore da ben 420 W con dimensioni dimezzate rispetto al vecchio 350 W. Anche a livello iniezione si trovano delle novità: innanzi tutto possiamo dire che la componentistica di acquisizione dati è un’eredità delle 748/916, mentre il corpo farfallato è stato completamente ridisegnato e soprattutto ridimensionato. Da mettere in risalto l’adozione della centralina piccola, già presente sugli ultimi Desmoquattro, che comanda direttamente l’elettroventola, permettendo di eliminare il sensore della stessa. Dopo ciò non possiamo fare a meno di lodare l’impegno dei tecnici che veramente con questo motore non hanno lasciato niente al caso, candidando la ST2 al trono delle Sport Touring, in un settore che molti pensavano irraggiungibile per la Ducati.

Stefano Bianchi
Massimiliano Rolandi


TORNA ALL'INDICE DI QUESTO NUMERO

Per contattare la redazione via E-mail