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In questi ultimi anni si è affermata la tendenza che vuole le moto spogliate ed essenziali. Un fenomeno che ha origini antiche (basta ricordarsi le Ducati Scrambler e le varie Norton e BSA), ma che mai come in questi ultimi anni ha avuto un così largo successo. Si potrebbe affermare che il Monster sia stato la pietra miliare della nuova moda, una moto adatta a mille preparazioni ed altrettante trasformazioni e personalizzazioni.
Ma attorno al bicilindrico bolognese abbiamo scoperto altre filosofie costruttive, magari affini al genere Naked, ma con una base di partenza completamente differente. Se le varie “nude” in listino presso tutte le case motociclistiche partono da una base sportiva, nel caso della moto di cui parliamo la base è di origine fuoristradistica. La moto in questione più che una cafè racer si può considerare una super-motard, un genere di moto molto in voga in Francia, dove esiste un seguitissimo campionato da poco sbarcato anche da noi in Italia.
Marco Florido, titolare della ditta Dromobike, ha realizzato questa moto partendo da una Cagiva Elefant 650, ed il risultato finale come potete vedere dalle foto è di gran pregio. In verità, Florido ha usato una grande quantità di pezzi provenienti dalle più disparate moto, più alcune parti speciali appositamente costruite. Basti pensare che il propulsore è stato sostituito con il 907 I.E. L.C. per disporre di una potenza che il, pur onesto, 650 non poteva fornire.
Il bicilindrico Ducati è stato dotato del radiatore dell’acqua della Yamaha Supertenerè, della pompa benzina del Guzzi 1100 S, di un terminale di provenienza Bimota, e dei collettori costruiti dalla Dromo-bike.
“Mi piace molto disegnare, dedicandomi soprattutto a piccole, ma interessanti, modifiche di accessori” ci ha confidato Florido tra uno scatto e l’altro. E poi continuando il discorso: “Molti di queste parti sono pezzi unici, che spero presto di mettere in produzione”.
Infatti, sempre della Dromobike, troviamo il coperchio frizione e il radiatore dell’olio ricavato dal pieno, due pezzi di pregevole fattura e dal notevole impatto estetico. Sul fronte ciclistico, il telaio
dell’Elefant è stato solamente modificato nella parte posteriore, mentre troviamo ancora un consistente supporto di parti provenienti da altre moto o di produzione Dromobike.
Solo il freno posteriore (modificato flottante), il forcellone del 907 I.E. e l’ammortizzatore dell’Elefant 650, ci riportano ad una base di provenienza Cagiva/Ducati, ma il resto è quanto di meglio (inerente alla filosofia costruttiva di questa special) si potesse assemblare.
Ad esempio, gli steli sono i WP che monta la KTM 620, modificati con molle progressive per Monster 900 (con regolazione esterna freno e compressione), e l’impianto frenante anteriore al completo è quello della Ducati 916. I cerchi sono da 3,50 pollici anteriore e 5,50 pollici posteriore.
Provenienti da altre moto troviamo il parafango anteriore e il fanale posteriore del Monster, il puntale Kawasaki, il cupolino Bimota, il codino posteriore Yamaha modificato, il fanale anteriore con mascherina Acerbis modificata. Poi ancora della Dromobike, le pedane arretrate, le piastre forcella, il cruscotto e gli attacchi pinza anteriore. Le poche parti ancora originali sono state ampiamente modificate, come il serbatoio dotato ora del tappo aeronautico della ditta Battistini o la sella accorciata nella parte finale.
“Penso che il mio punto di forza sia il fatto che un ducatista può venire da me e chiedermi un pezzo speciale unico - afferma Florido - Molti miei clienti però si affidano a me, alla mia passione, alla mia fantasia ed infatti mi dicono: Voglio che lavori come se fosse tua. Ed io riesco a costruire particolari o a modificarne altri già esistenti, senza cadere nel pacchiano” conclude. Infatti la moto, in questa colorazione gialla realizzata dalla Hot Paint di Forlì, risulta veramente “cattiva” dal punto di vista estetico, riuscendo comunque a mantenersi sobria.
Una cattiveria che si esprime materialmente nei tratti di misto stretto dove non conviene sfidarla. Capace di districarsi bene anche nel traffico cittadino, la super-motard di Marco Florido è una moto riuscita ed estremamente personale. Ancor più maneggevole del Monster, consente una guida nervosa e micidiale, efficace e divertente. I nostri complimenti per questa realizzazione decisamente fuori dai canoni usuali.
Claudio
Falanga
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