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UNA VERA DUCATI
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La domanda che tutti (me compreso) si fanno in simili circostanze è: “Sarà vero o ci stanno bellamente prendendo per i fondelli?” Per una volta voglio mettermi dalla parte di chi legge, cercando di capire se quello che viene fuori dalla stesura di un articolo è di pubblica utilità o serve semplicemente a chi fa questo mestiere per… tirare a campare. Vediamo di analizzare il problema: si sente parlare sempre più spesso del fatto che questa benedetta moto (la 996) continua a essere il punto di riferimento delle maxi a quattro tempi, anche se, in termini di prestazioni pure, si trova ormai a competere con macchine ben più performanti (e qui nascono le prime preoccupazioni). A questo si aggiunge il fatto che, interrogata in merito, la Ducati ha più volte ribadito di non avere intenzione, almeno in tempi brevi, di pensionare questo modello e che comunque, visto il successo che tuttora riscuote, risulta difficile, oltre che sconveniente, muoversi in tal senso.
Eh già, il segreto della famiglia 916 sta proprio nel non essere mai stata la stessa moto, nelle corse come nella produzione di serie. Sfido chiunque a comparare uno dei primi esemplari (tra l’altro i più ricercati) con uno di produzione attuale. Per quanto ben conservato, il “vecchio” risulterà inevitabilmente più impegnativo e meno performante. Piccoli affinamenti, migliorie impercettibili che, sommate l’una all’altra, determinano un comportamento sostanzialmente diverso. Lo stesso divario che divide una buona moto da un’ottima moto. D’altra parte non sono soltanto le specifiche tecniche a fare la differenza: sono cambiati i processi costruttivi (chi ha partecipato alle visite in fabbrica ha potuto toccare con mano gli standard qualitativi raggiunti delle linee di montaggio), sono cambiati i pneumatici (oggi sviluppati appositamente per ogni singolo modello), sono cambiati i riferimenti per la taratura delle sospensioni (e qui il merito va all’Ingegner Forni). Quello che viceversa non è cambiato è il brivido viscerale che coglie il pilota ogni qual volta ha la fortuna di appoggiare le proprie terga sulla creatura di Bordi e Tamburini… COM’E’ FATTA
Il lavoro svolto dai tecnici di Borgo Panigale...
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