|
996R - LA RISCOSSA
|
|
Beh, se fosse così semplice ci sarei arrivato anch’io con il mio cervellino, ma la questione è che il tratto percorso in terza non è un rettilineo, bensì, un curvone. Questa è stata la difficoltà maggiore che, tre giorni prima dell’avvio del Mondiale SBK sullo stesso circuito, mi si è presentata nel provare la Ducati 996 R. Il circuito di Valencia con questa curva difficilissima, ha messo in luce tutto il mio limite (ma vi assicuro che non sono stato il solo) e tutta la difficoltà nel gestire la più poderosa frenata mai vista su una moto di serie. Non esagero, quando affermo che fra tutte le moto provate (perdonatemi ma in forma privata provo anche delle jap) la frenata che sfodera la moto di punta della gamma Ducati, è quanto di più vicino alla capacità di decelerazione di una moto da corsa. Ma di questa caratteristica, che mi ha tanto impressionato, vi parlo dopo, per non sminuire l’aspetto più rilevante del 996 R: il propulsore Testastretta.
Ma per la tecnica teorica sono stati sprecati fiumi di inchiostro, mentre sicuramente vorrete sapere come questo motore si comporta nella pratica. Effettivamente il lavoro fatto dai tecnici bolognesi è tangibile. Credo che ora saprei identificare facilmente il propulsore Testastretta anche se fosse celato sotto le spoglie di una "qualsiasi" 996 SPS. Più che riconoscerne la potenza, aumentata comunque di ben 12 Cv, saprei riconoscerne la maggior silenziosità meccanica, e la regolarità con cui mette a terra i tanti cavalli. La 996 R è più facile da guidare della SPS, proprio grazie a questa caratteristica. Sul particolare circuito di Valencia, fatto appunto di curve veloci che chiudono di colpo, è facile entrare con un rapporto troppo lungo. In questo caso il Testastretta sfodera un tiro sorprendente, senza strappi o incertezze, ancora superiore alla pur ottima SPS. Ho impiegato qualche giro nel prendere confidenza con la gommatura. Come solito, quando c’è il tecnico di una Casa di pneumatici, questo sulle prime ti gonfia le gomme all’inverosimile. Le cose sono andate meglio quando la pressione è stata portata a livelli ragionevoli, che poi sono i valori consigliati per l'uso in strada. Le Michelin Pilot Sport (tipo D) si sono comportate egregiamente, anche se, visto che stiamo parlando di una macchina votata quasi esclusivamente alla pista, non avrei disdegnato la versione Race.
Adesso passiamo all’estetica che prevede alcune chicche di pregio, a partire dalla carenatura in fibra di carbonio, dove la scritta 996R, in realtà è un “non verniciato”, bellissimo da toccare con il suo bassorilievo. Questa è ora priva degli estrattori d’aria laterali, cosa che in galleria del vento ha dimostrato un miglioramento di 0,01 punti di Cx (passato da 0,34 a 0,33). E’ una piccola modifica che però ha un certo impatto estetico. Credo che gli appassionati si divideranno fra quanti preferivano la presenza di queste “feritoie” e chi no. In ogni caso il miglioramento del Cx taglia la testa al toro,
concretizzandosi in circa 5 Km/h in più nella velocità di punta.
Continua sul numero di maggio 2001. CLICCA QUI PER ABBONARTI!!! Claudio Falanga
|
|
Per contattare la redazione via
E-mail |