LA BOMBA DI FOFFA
Una special nata per sfida rivelatasi subito vincente.
Si tratta di un 900 due valvole su ciclistica 888 Racing
preparato dall'abile tecnico bolognese

di Edoardo Licciardello


foffa_1.jpgChe Mario Foffa non sia un meccanico come tutti gli altri lo si intuisce già arrivando alla sua officina, nell’immediata periferia di Bologna. Davanti ad essa, infatti, troneggia un camion verniciato di rosso, che ad un’attenta analisi si rivela essere quello che Ducati allestì per la squadra di Doug Polen nel 1991, e che Foffa ha successivamente acquistato.
Basta poi parlare per qualche minuto per rendersi conto che il proprio interlocutore non è uno di quei personaggi tutto chiacchiere e poca sostanza: Foffa guarda forse poco alla forma, ma dai suoi racconti è facile capire come sia in mezzo alle corse – e soprattutto alle Ducati da corsa – praticamente da una vita.

Si tratta di uno di quei personaggi che un appassionato di corse potrebbe stare ad ascoltare per ore: un discorso tira l’altro, gli aneddoti escono spontaneamente, si ha davvero l’impressione di stare in un posto dove la passione per le rosse di Borgo Panigale – la fede, per usare un termine dello stesso Mario – è viva e vegeta. E non fatevi impressionare se a volte gli scappa una qualche maledizione alla Ducati stessa: sono parole che sgorgano dalla passione, dal dispiacere nel vedere che a volte le cose non vanno come si vorrebbe. Ma parlare di moto, con Foffa, significa parlare di Ducati.

foffa_2.jpgL’avventura di Foffa nella Supertwins ha inizio nel 1994, quando Daniele Casolari si presenta con la proposta di schierare Mario Agnoletti in una squadra della Gio.Ca.Moto stessa, con Foffa a dirigere la squadra. Il mezzo è composto da un propulsore Ducati montato in un telaio in alluminio, stile Yamaha Deltabox, e mostra un certo potenziale: pur trovandosi a fare da laboratorio sperimentale per Gio.Ca.Moto, la moto curata da Foffa raccoglie tre vittorie e un secondo posto nelle quattro gare portate a termine.
Ma l’avventura termina qui: Casolari inizia a schierare la sua squadra nel mondiale con i risultati che tutti sappiamo, e Mario si prende una pausa dalle competizioni. Ma tutto riprende nel ’97, con l’arrivo di Christian Senatore, pilota che bazzicava da sempre l’officina di Foffa: viene allestito un propulsore quattro valvole su ciclistica 916 con l’aiuto della stessa Ducati, che regala alcune parti “di recupero”, e l’accoppiata Foffa – Senatore domina letteralmente il campionato.

L’anno successivo cambia il pilota, Ermanno Bastianini, ma non la musica: la squadra di Foffa a metà stagione sta letteralmente distruggendo la concorrenza, ma stanco di venire tartassato da continui reclami – e successive verifiche, ovviamente tutte con esito negativo – per presunte irregolarità del mezzo il nostro si arrabbia sul serio, e per dimostrare che non c’è bisogno di sotterfugi per ottenere certe prestazioni, allestisce la moto che vedete nelle fotografie.

Sulla ciclistica di una 888 ex Caracchi Foffa allestisce in poco meno di una settimana un motore 900 a due valvole e la schiera a Varano, sfiorando la vittoria. Nel corso dell’anno, poi, inizia la collaborazione con Fast by Ferracci, che fornisce parti speciali collaudate e sviluppate sui campi di gara dal preparatore bolognese. Il risultato finale? Ovviamente, un’altra vittoria.

foffa_3.jpgNel 1999 Foffa schiera una 748 nell’italiano Supersport...

 

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Edoardo Licciardello


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