DECISAMENTE SPECIAL
Direttamente dalla Carbon Dream una MHe davvero unica
di Lorenzo Miniati

mhes_1.jpgRendere una moto come la MHe, dalla linea inconfondibile e quanto mai fascinosa, ancora più unica e prestigiosa. Deve essere stato questo l’obiettivo che si è posto Fabrizio Ippoliti, titolare della Carbon Dream, azienda toscana specializzata nella produzione di parti speciali per molte case motociclistiche, ma con un occhio di riguardo alla Ducati. Infatti, è notevole il numero di elementi presenti nel loro catalogo dedicati ai nostri amati pomponi, con una particolare abbondanza di scelta, com’è ovvio, per l'onnipresente Monster. Ma non è di quest’ultimo che vogliamo parlarvi. Sentiamo infatti dalla viva voce di Ippoliti i perché dell’ultima nata in Casa Carbon Dream:
“E’ stata una mia idea, il desiderio di applicare a un modello così riuscito, la Mike Hailwood evoluzione, il nostre core business: la lavorazione del carbonio. Un progetto stimolato dalla nostra collaborazione con Ducati e dall’innato desiderio di trasformare, elaborare. Il risultato mi sembra che possa essere definito notevole, e per la cura dei particolari e per il piacevole colpo d’occhio globale.”

Tornando alla special in questione (ma è giusto parlare di special o siamo in presenza di una proposta semi-ufficiale?), non possiamo che affermare che l’obiettivo è stato raggiunto, grazie all’utilizzo del carbonio e da una scelta stilistica molto efficace, con una livrea  rosso-argento sobria ed elegante.

mhes_2.jpgNon c'è comunque da meravigliarsi se la scelta è ricaduta sull'MHe 900, visto che le fasi di engineering delle sovrastrutture del modello di serie sono state portate avanti all'interno della fabbrica di Tavarnelle. In pratica, una volta definite forme e dimensioni da parte del Centro Stile Ducati, capitanato dal talentuoso Pierre Terblanche, l’esecuzione materiale della bellissima monoscocca che caratterizza questa Ducati è stata opera della Carbon Dream. Visto dunque che, come si suol dire, “il più” era già stato fatto, si è pensato bene di dar vita a una realizzazione ancora più esclusiva, partendo, com’è facile immaginare, dalla nera trama della fibra di carbonio. La dinamica veste originale ha lasciato il posto a un vero e proprio "abito da sera", dove le grafiche sono state semplicemente arricchite da una sorta di tabella anteriore contornata da filetti rossi (così come le altre porzioni verniciate di grigio), che riprendono il colore del telaio. Quest’ultimo è perfettamente di serie, analogamente al resto della ciclistica.

Eccezion fatta per l’assenza degli indicatori di direzione e l’adozione di una coppia di retrovisori in alluminio dalle ridotte dimensioni (non che i precedenti servissero a gran che…), questa fuoriserie riprende infatti le caratteristiche tecniche del modello originale. L’unica differenza si ha, ovviamente, in termini di peso, sceso verosimilmente intorno ai 180 Kg, anche se non siamo in possesso di dati ufficiali. Vista l’agilità messa in mostra in occasione della nostra prova su strada (Mondo Ducati N. 19), c’è comunque da star certi che la “cura dimagrante” alla quale è stata sottoposta abbia trasformato la già maneggevole MHe in un mezzo ancora più reattivo.

mhes_3.jpgAnche se, va detto, la trasformazione proposta non ha certo obiettivi prestazionali, ma quasi esclusivamente di prestigio: in questo modo, infatti, la già riuscitissima linea della MHe, così essenziale e tremendamente Ducati, acquista

 

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Lorenzo Miniati

 


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