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UN GIORNO IN CITTA'
E' appena uscito ed ecco comparire la versione "minimalista"
dell'ultimo nato in casa Monster: il 620 i.e. Dark.
di Antonio Calabrò
E’ possibile migliorare una moto che
ha segnato un’epoca e che (parafrasando lo slogan di una famosa rivista di enigmistica) “vanta innumerevoli tentativi di imitazione”? Alla Ducati hanno pensato che i tempi erano maturi per dare al Monster 600 quel qualcosa in più che
serve a tenere a distanza la nutrita concorrenza. Indiscusso dominatore del settore naked bicilindriche sin dall’anno del suo esordio (il lontano 1993), il Monster ha ricevuto stavolta una vera e propria iniezione di vitamine. Un trattamento
che, oltre ad avvicinarlo alle dirette rivali di categoria sotto il profilo delle prestazioni, ha anche piacevolmente “ingentilito” il suo carattere, rendendolo altresì godibile negli inevitabili trasferimenti cittadini. Ma non vogliamo
fare qui la solita prova, anche perché del nuovo Monster, seppure nella versione S, ne abbiamo già parlato nel numero 22 della nostra rivista. In quell’occasione, con l’apporto fondamentale del nostro super tester Gian Maria Liverani,
provammo l’andamento del monsterino nell’uso in pista. Come qualcuno dei nostri lettori si ricorderà, il 620 superò a pieni voti l’esame, dimostrandosi una vera e propria rivoluzione del concetto Monster: motore più potente, velocità
di punta di tutto rispetto, erogazione pronta per niente scorbutica e sempre piena, ancora più sicuro e deciso nelle pieghe a ginocchio strusciante grazie anche al nuovo telaio, di derivazione S4 che vanta il 30% in più di rigidità
torsionale rispetto alla versione precedente.
Insomma, dopo la prova per così dire
“estrema”, approfittando della presenza nel nostro garage di un fiammante Monster 620 Dark, abbiamo voluto effettuare un test cittadino, portando la nostra due cilindri su un vero e proprio campo di battaglia: traffico, semafori, caos e
(come vedremo) vigili urbani.
Non è che volevamo scoprire se il Monster possa costituire una valida alternativa ai “classici” scooteroni che ormai affollano le
nostre città, ma semplicemente analizzare il comportamento di una moto che, è indubbio, molti dei suoi futuri proprietari useranno anche e soprattutto sulle strade urbane.
COME VA
E’ proprio nel caotico traffico di una Firenze immersa in una fredda giornata di gennaio (l’aggettivo giusto sarebbe glaciale!) che,
armati di casco e giubbotto, siamo andati a scoprire come questa moto possa diventare finalmente, oltre che una fedele compagna di “gite domenicali”, anche un versatile mezzo di trasporto (sì, avete letto bene!) da utilizzare
quotidianamente per spostarsi in città.
La sensazione che ci viene trasmessa, una volta montati in sella, è quella di una moto che, grazie al nuovo disegno del manubrio,
vanta una posizione di guida più confortevole e rilassata, senza tuttavia sacrificare le doti sportive del mezzo. I comandi sono tutti al posto giusto e il loro accesso facile e immediato. Particolare di sicura importanza è la conformità
dell’impianto di scarico. Qualche dubbio ci sorge se prendiamo in considerazione il modesto strapuntino messo a disposizione del passeggero/a: certamente non è il massimo!
Appena messo in moto, il Monster evidenzia...
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Antonio Calabrò
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