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998 - C'EST PLUS FACILE
Potremmo a questo punto chiudere l’articolo e andare tutti a casa, se non fosse che la maggior parte di voi già si trova fra le pareti domestiche, e anch’io vi scrivo comodamente dalla mia abitazione. Siccome mi sono appena versato un the (e aperto un pacchetto di biscotti), non posso fare a meno di farvi accomodare con più calma per raccontarvi il resto. Vi sarete accorti che con il passare del tempo divento un motociclista più avveduto. Non ho niente da dimostrare, e da tempo ho accettato di non essere il miglior pilota di questo mondo, anzi, ho messo in conto che giovani molto più arrembanti hanno una grinta in
moto che io non ho più e ciò non mi dispiace. La risposta si trova nell’utilizzo del propulsore d’ultima generazione denominato Testastretta. Da questo dobbiamo partire per capire la grande novità che riguarda il 998.
Una volta stabilito che la sola cosa nuova è il motore, ho impiegato qualche giro per rendermi conto in cosa risiedeva questa marcata sensazione di facilità di guida. Ho dovuto parlarne anche con il mio compagno di moto (in queste presentazioni la Ducati mette a disposizione un mezzo ogni due giornalisti) Riccardo Capacchione, tester della rivista Motociclismo. La cosa più evidente è l’incredibile diminuzione delle vibrazioni che il Testastretta trasmette a moto e pilota. Questo migliora a tal punto il comfort che la velocità ti appare nettamente inferiore a quella alla quale è abituato il tuo cervello. Se a questa dote associ un netto miglioramento dell’erogazione, allora realizzi ancora una volta quanto sia importante nella guida non avere incredibile potenza (che comunque sul 998 è tutt’altro che disprezzabile), ma quell’equilibrio di cui spesso vi ho parlato. E’ questa lenta ricerca della perfezione (che tanto lenta non è, vista l’entrata in produzione del Testastretta su larga scala) a migliorare di volta in volta un prodotto già tanto apprezzato. Se con la mente torno al primo motore a quattro valvole Ducati provato nel lontano 1989, quell’851 che diede l’avvio a tanti successi in pista e commerciali, non posso fare a meno di pensare al 998 come a una specie d’astronave. Un’astronave che qualsiasi motociclista con un minimo d’esperienza - fosse anche una stagione in sella a un Monster 600 – può guidare. Se devo andare a cercare un minimo appiglio di critica potrei dire che mi aspettavo qualcosina in più dall’impianto frenante.
Dell’estetica si è già detto tutto; fiumi di parole in decine di lingue diverse, ma alla fine la linea della Superbike Ducati rimane ancora imbattuta. Anche in questa versione sono scomparse, come sulla 996R, le prese d’aria ai lati della carenatura, cosa che va a migliorare – a detta dei tecnici Ducati – l’aerodinamica. Un discorso a parte lo meritano le gomme, le ottime Pirelli Dragon Evo Corsa nelle misure 120/70/17 anteriore e 190/50/17 posteriore, gonfiate per l’utilizzo in pista
rispettivamente alla pressione di 2,3 e 2,2 atm (si, avete capito bene, l’anteriore con pressione maggiore). L’autodromo di Vallelunga... Continua sul numero di novembre 2001. CLICCA QUI PER ABBONARTI!!! Claudio Falanga
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