4 CONTRO 2
Da un appassionato olandese il motore mono a 4 valvole
di Alan Cathcart

mono4valvole_1.jpgSono passati ormai diversi anni da quando l’ex capo tecnico della Ducati, Massimo Bordi, ha sviluppato l’ultimo monocilindrico Ducati, ottenuto “mutilando” il celebre quattro valvole che tanto successo ha riscosso nel campionato mondiale Superbike. Il motore era infatti dotato di un cilindro “cieco” (quello posteriore), che agiva da contralbero di bilanciamento per ridurre le vibrazioni. Alimentato ad iniezione elettronica Weber Marelli, era capace di sviluppare una potenza massima di circa 60 Cv con appena 488 cc di cilindrata.

Davvero un ottimo risultato, anche se, purtroppo, il progetto non trovò mai applicazione nella produzione di serie. Eppure, qualche anno prima, una Ducati monocilindrica quattro valvole esisteva già…

LA STORIA

Verso la fine degli anni ’60, la gestione statale della fabbrica bolognese aveva messo la parola fine alla produzione dei monocilindrici 4 tempi, scartando un’architettura che aveva reso celebre il nome Ducati in tutto il mondo. Com’è intuibile, nessuno si contrappose a questa decisione più strenuamente dell’Ing. Taglioni che, a posteriori, ha comunque avuto la soddisfazione di vedere realizzato il proprio progetto, visto che l’idea di un monocilindrico desmo ottenuto sulla base di un bicilindrico a L era sua e l’aveva proposta a Gianfranco Castiglioni poco dopo la fusione della Ducati con il Gruppo Cagiva.

Paradossalmente, però, la moto che vide la luce per mano dell’Ing. Bordi adottava una soluzione che Taglioni aveva sempre scartato: la testata a 4 valvole. Se da un lato l’insistenza dell’Ingegnere romagnolo sui meriti del sistema a due valvole rispetto a quello a quattro può apparire ostinata, la bravura con la quale il suo successore è riuscito a “piazzare” 8 bilancieri, 4 valvole e due alberi a camme in un’unica (relativamente compatta) testata ha messo tutti d’accordo, traendo il meglio da entrambe le configurazioni. Ciononostante, com’è spesso accaduto nella storia del motociclismo, anche in questo caso è stato un’umile mezzo realizzato artigianalmente a battere sul tempo la fabbrica nell’impiego di nuove soluzioni, quale appunto l’uso della testata 4 valvole sui monocilindrici.

mono4valvole_2.jpgIL PERSONAGGIO

L’autore di una simile impresa è l’olandese Leen Hitzerd, quarantunenne di Rotterdam, con un passato agonistico targato esclusivamente Ducati. Tutto è cominciato dall’acquisto di un monocilindrico 350 Desmo, che ha costituito il banco prova per i suoi esperimenti ingegneristici. In seguito all’abolizione della classe 350 (dove correva abitualmente), Leen ha deciso di costruirsi una 500 4 valvole per partecipare agli eventi nazionali riservati alle moto a 4 tempi, di gran moda in quel periodo.

In occasione dell’appuntamento francese, sul circuito di Croix, ho quindi avuto la possibilità di provare questa interessante monocilindrica.

LA TECNICA - IL MOTORE

La 500 di Hitzerd sfrutta il basamento originale del Mark III 450, sul quale gira un albero motore da 35 mm di diametro realizzato dallo stesso Leen, accoppiato alla biella di un Honda XL 500 e un pistone realizzato appositamente dalla Mahle (a cui corrisponde un rapporto di compressione pari a 10,5:1). Il motore è stato maggiorato sia in corsa che in alesaggio, passando da una cilindrata di 446 a 502 cc (90 x 79 mm).

Il cambio originale è stato mantenuto, anche se quest’ultimo ha sempre manifestato un certo handicap progettuale (fin da quando veniva impiegato sul modello di 250 cc). Il suo impiego con l’albero a corsa lunga lascia infatti appena 2 mm di spazio disponibile, ottenuto peraltro smussando il profilo della biella e parte del basamento. Ora capisco perché il Dott. T non ha mai realizzato un monocilindrico 500…

La frizione costituisce un aspetto quasi marginale nella preparazione di un monocilindrico, Leen ha infatti montato l’unità di un Jawa da Speedway, comandata a sua volta da una pompa idraulica BMW piazzata sotto la sella. Ad ogni modo, Hitzerd sostiene che il 50% del tempo speso nella realizzazione del 4 valvole ha interessato la definizione delle teste, che sono allo stesso tempo ingegnose e funzionali.

mono4valvole_3.jpg“Quando ho cominciato il progetto, avevo delle priorità che volevo rispettare. Una di queste era che il motore avesse un aspetto il più “Ducati” possibile, oltre a impiegare il maggior numero di parti originali. Per questo motivo, ho preferito mantenere le coppie coniche anziché installare delle cinghie dentate: una vera Ducati è fatta in questo modo!”

Al di là delle considerazioni “estremiste” di Leen, questo spiega l’aspetto tradizionale di questo motore 4 valvole che impiega le teste originali del 450, anche se...

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Traduzione: Lorenzo Miniati
Foto: Phil Masters

 


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