UN IMBRANATO ALLA
DUCATI SPEED WEEK

Cronaca dell'avventura di un pilota
un po' particolare alla Ducati Speed Week

di Franco Bartoli

zeltweg_1.jpgHo notato che la categoria dei motociclisti è per molti versi paragonabile a quella dei pescatori: ovvero, molti sono pronti a “spararla grossa” per vantarsi di fantomatiche sfide sulla statale vinte all’ultima staccata, oppure del tempo mitico da casello a casello o di quella volta che, con le gomme finite e le sospensioni andate, hanno data la paga a quel fighetto sulla supermoto ultimo modello.

A parole, tutti campioni o quasi, nei fatti, beh… la storia è un po’ diversa. Prendendo parte all’ultima Ducati Speed Week nell’inedite vesti di pilota, ho potuto constatare quanto la partecipazione dei nostri italici ducatisti fosse scarsa. Ma come, mi sono detto, con tutti i campioncini che abbiamo nei bar e nei pub, solo così pochi si degnano di farci ammirare il proprio talento?

Eppure la Ducati Speed Week (d’ora in poi DSW) è l’occasione migliore e più facile che c’è al mondo per fare una bella gara in tutta sicurezza, spendendo veramente poco e divertendosi mucho: pensate, l’iscrizione costa poco più di mezzo milione, non è necessaria la licenza di pilota, si svolge a fine luglio e quindi in periodo ottimale per le ferie, ci sono ben 10 classi e quindi è facile trovare la categoria giusta nella quale concorrere, si può partecipare, come fanno molti, con la propria Ducati di serie, solo mettendo un po di scotch su fari e frecce, e in più si gira in un circuito bello e prestigioso come quello di Zeltweg in Austria. Desiderate qualcosa di più?

zeltweg_2.jpgEppure niente, la partecipazione degli Italiani e abbastanza sottotono. Allora mi sono detto: qui ci vuole un esempio, un bel motociclista della domenica che si faccia coraggio e partecipi al DSW, mostrando a tutti la fattibilità e facilità dell’operazione. Uno che non faccia il modesto e poi salga sul podio, un bel "fermo" che sia di stimolo ai nostri campioncini. La mia ricerca non è durata molto, perché il tipo che corrispondeva alla perfezione al suddetto identikit lo conosco molto bene: sono io.

Nessuno può certo dire che sia un fulmine, giro piano piano, la mia tecnica in pista è così semplice che praticamente non esiste, non ho mai partecipato a una gara motociclistica in vita mia. Perfetto: alla fine di maggio era già partito il bonifico di iscrizione alla DSW, parteciperò alla classe C, ovvero Ducati due valvole con cambio sei marce. Il regolamento è tutto qui: direi abbastanza semplice, no? Trovato il pilota (si fa per dire...), manca l'altro indispensabile ingrediente per partecipare a una competizione motociclistica: la moto. Anche qui, e questa è l'unica differenza con voi appassionati, nessun problema: correrò con la ST2 preparata da Maccari con la quale Gian Maria partecipa al Trofeo Supertwins.

Sia chiaro il concetto: moto preparata o no, poco cambia se il pilota non è in grado di sfruttarla, quindi non usate questo argomento per trovare scuse... A questo punto, memore di articoli sullo stesso argomento apparsi su altre riviste, voglio fugare la seguente domanda: "Sì, questo dice che va piano, in realtà passa tutta l'estate in pista con le moto e va come una freccia". Magione 1' 35", Misano 2' 07": questi i migliori tempi che ho realizzato nei suddetti circuiti: roba da schifare Claudio Braglia per tutta la vita!

Insomma, ora basta, mi sono sputtanato abbastanza, torniamo alla cronaca. Per prepararmi al meglio all'avventura austriaca, decido di sfruttare le mie conoscenze: chiedo consiglio a Gian Maria Liverani. La scenetta è più o meno la seguente: "Caro Giamma, mi dai qualche consiglio e qualche trucco non dico per fare bella figura, ma almeno per non arrivare ultimo?"

zeltweg_3.jpg"Bene - inizia Liverani - hai problemi a tenere tutto aperto in rettilineo?" Mentre rispondo educatamente che no, non ho problemi del genere, penso sinceramente che mi stia prendendo per il c... Scoprirò poi che non è così. Comunque i consigli arrivano e sono...

 

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Franco Bartoli

 


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