|
DUCATI
900SS vs. 900FE
|
|
La ripresa della gloriosa casa bolognese aveva già dato buoni segnali con l'uscita della Paso, ma per accattivarsi la clientela cara bisogno di una moto sportiva, dalle buone prestazioni e dal prezzo abbordabile. Ecco quindi il grosso successo delle 900 supersport e delle sorelle minori, che già avevano raccolto l'eredità storica delle precedenti 2 valvole Ducati. Il grosso bicilindrico bolognese, pur non disponendo di una potenza esaltante, riusciva ad appagare il pilota con un buon equilibrio dinamico, una grande facilità di gestione, un prezzo abbordabile e l'immancabile fascino del due cilindri Ducati. Fu un successo. Negli anni successivi varie furono le modifiche e le versioni (una per tutte la superlight), fino all'avvento della nuova supersport disegnata da Terblanche. Non potevamo quindi evitare di portare in pista la nuova novecento a iniezione e la "vecchia", nell'appetibile versione Final Edition (pensate che la targhetta era numerata 001). L'occasione è stata ovviamente uno dei Mondo Ducati Day organizzati sul circuito di Magione (Perugia), dove potendo disporre della pista in esclusiva, abbiamo messo "alla frusta", con la complicità di quattro entusiasti lettori, le due moto. Sconcertante è il risultato di (quasi) parte che emerge da questa comparativa, dove entrambe le versioni hanno raccolto pareri contrastanti. Anche noi che sulle prima guardavamo con scetticismo la 900 FE, forse per le linee meno moderne e per la posizione di guida meno corsaiola della nuova 900 SS, abbiamo dovuto ricrederci nella prova in pista, dove il "vecchio" pompone ha dimostrato doti di guida da non credere, insomma un bel duello. La nuova SS ha dalla sua uno splendido avantreno, unito a dei freni eccezionali che le consentono in fase di staccata di recuperare parecchio terreno anche su moto maggiormente blasonate Per contro, la rigidità della sospensione posteriore e la posizione molto caricata in avanti, ne fanno una moto leggermente meno comoda rispetto alla 900 FE. Proprio la posizione più "turistica" rende la 900 FE sulle prime più confidenziale, cosa che evidentemente ha influenzato i due lettori che hanno apprezzato maggiormente questa versione, Infatti, solo aumentando il ritmo la ciclistica sopraffina della nuova 900 SS emerge in maniera più netta, se corredata da un sapiente uso del corpo.
Sul
fronte dell'estetica comunque la nuova SS batte decisamente il vecchio
modello. Da rimarcare comunque la presenza sulla Final Edition di alcune parti in fibra di carbonio e l'introduzione (nella più classica tradizione sportiva) di un codone monoposto, nonché di una strumentazione più bella e precisa, che rendono onore a una moto in tiratura limitata. Crediamo che la FE sia una moto con un fascino senza tempo, molto vicina ai primi 851, mentre la discendenza diretta con la 916 si fa vedere nella SS. Questa moto, più abbordabile delle sorelle a quattro valvole, è una valida alternativa a queste o alla vasta gamma di quattro cilindri che promettono più cavalleria, ma non garantiscono affatto maggior efficacia. La similitudine tra le due versioni è il sintomo di una parentela, di una continuità, ma l'evoluzione è innegabile A tal proposito ci pare eccessivo il giudizio che il lettore D'amico ha espresso rispetto al motore della 900 SS soprattutto in termini di tiro ai bassi regimi. In realtà l'iniezione ha conferito alla SS una regolarità di erogazione eccellente fin dai bassi regimi, a tutto vantaggio delle fasi in uscita di curva ed anche di maggiori doti di allungo, anche se forse troppo contenute da un limitatore leggermente penalizzante, come rilevato dagli altri tester. Il sistema di iniezione è gestito da una nuova centralina elettronica che può essere controllata e riprogrammata tramite un programma diagnostico Ducati (chiamato Mathesis), favorendo così semplici modifiche come l'adozione di nuovi scarichi.
Il codone monoposto della FE ha reso difficili gli spostamenti dell'amico Rizzardi che ha una stazza intorno al metro e novanta, situazione decisamente particolare in quanto lo spazio fornito dalla sella risulta generalmente sufficiente. Per uno come lui (che fra l'altro è possessore di una bellissima 916 SP egregiamente preparata) disporre di una sella biposto, quindi lunga, come quella della SS è stato fondamentale per potersi esprimere nella guida di corpo, così come è abituato. Le pedane, in entrambi i modelli sono in posizione accettabile e, come detto, la posizione più eretta della FE si dimostra più comoda soprattutto nei lunghi spostamenti in autostrada, dove il cupolino fornisce una buona protezione fino a 150/160 Km/h. La posizione estremamente caricata in avanti della SS alla lunga affatica un po' i polsi e la protezione del cupolino risulta inferiore. Il consumo di carburante, verificato da noi anche nella marcia su strada e molto simile (circa 20 Km/l a 120 Km/h) mentre scarsa è l'autonomia fornita dal serbatoio della SS. La frenata, in termini di efficacia, per entrambi i modelli, è sicuramente ai vertici tra le moto Sportive, ma sulla SS la presenza di una forcella dello stesso tipo di quella montata sulla 916 (una Showa da 43 mm di diametro) concede maggior sicurezza in staccata, anche se tutti ì tester hanno comunque apprezzato la sincerità dell'impianto della FE. Il test si è svolto facendo provare prima la 900FE e poi la 900SS, per mettere in risalto l'evoluzione di questo modello che va a raccogliere l'eredità della mitica 750 con cui Paul Smart vinse la 200 miglia di Imola nel 1972 precedendo Bruno Spaggiari sul traguardo. State a sentire cosa ne pensano i quattro fortunati lettori che hanno provato con noi queste due splendide moto sul circuito di Magione. LA PROVA DI GRUPPO
Questa volta abbiamo fatto a tutti le stesse domande, così da rendere maggiormente evidenti le differenti opinioni su questi due modelli Ducati: A tuo avviso quali sono le maggiori differenze di motore, erogazione, potenza e coppia fra le due moto? Fabrizio: Non ci sono grosse differenze, mi sembra solo un po' più pronta la FE in basso. Il nuovo sembra che allunghi di più, ma entra troppo presto il limitatore. Più corposa ai bassi regimi la FE, miglior allungo la nuova SS. Giuseppe: Pensavo che la FE spingesse di più ai bassi, mentre mi sono accorto che la SS attuale è più corposa in questo senso (nda: esattamente I’incontrario di quello che afferma Fabrizio!). Comunque la FE ha più allungo, perché sulla nuova entra troppo presto il limitatore. Calogero: Trovo la nuova SS molto più pronta. E' una moto che ti mette subito a tuo agio, più facile da guidare, più regolare come erogazione. Claudio: Di motore quella nuova è molto più fluida, con un buon allungo, Si senta che l'iniezione fa la differenza nel rendere il motore molto più sciolto, lineare. Per quanto riguarda la ciclistica? F.: Trovo la FE più leggera di sterzo, pronta a entrare in traiettoria, ma che poi necessita di continue piccole correzioni; mentre la nuova nata ho l'impressione che sia più una moto da pista, segue meglio la traiettoria impostata. G.: A livello di guidabilità mi è sembrato leggermente meglio il vecchio modello. Il nuovo ha una posizione di guida decisamente caricata in avanti. Per quanto riguarda i freni ho trovato entrambe le moto decisamente performanti, anche se la FE ha forse più mordente, leggermente più efficace. Ca.: Nella prova in pista, al limite delle mie possibilità, con la nuova SS mi sono sentito subito in confidenza: penso che molto dipenda dalla posizione di guida, che fa sentire in modo perfetto l'avantreno. Cl.: Come ciclistica all'inizio mi sembrava migliore la FE, ma dopo un paio di giri ho cominciato a gustare le caratteristiche di quella nuova, sulla quale mi sono trovato molto bene.
F.: lo ho già la SS, di cui sono veramente innamorato, per cui il mio giudizio rischia di essere imparziale, ma la preferisco alla nuova. Però consiglierei quest'ultima a chi vuol fare un passo in avanti in quanto a cilindrata e divertirsi in tutta sicurezza. G.: Mi sono trovato molto bene con la FE, forse perché è più vicina al tipo di guida del Monster. Ma comunque è una questione di feeling personale. La nuova SS penso che comunque sia una moto trattabilissima, idonea anche per chi usa la moto tutti i giorni. Ca.: Come avrai capito non ho dubbi nello scegliere la nuova. Pur non avendola provata su strada sono convinto, per le caratteristiche dell'erogazione, che sia una moto molto divertente da guidare anche sul misto veloce. Cl.: Diciamo che, anche per la mia "stazza", mi trovo meglio su quella nuova. La trovo anche più immediata, più facile da guidare: sono convinto che sul misto possa dare molte soddisfazioni e anche in pista, nonostante il motore arrivi dove arriva, è godibile. In conclusione, la nostra opinione è che, pur restando uno stretto legame di parentela fra i due modelli, la nuova 900 supersport rappresenti un interessante passo avanti rispetto al vecchio modello. Non dimentichiamo che la Final Edition è (come specificato dal suo nome) il punto di arrivo della vecchia serie. Il nuovo 900 ha dalla sua una base di partenza sulla quale i tecnici di Borgo Panigale riusciranno a proporre ulteriori affinamenti. Per quanto riguarda gli inconvenienti, abbiamo riscontrato sulla FE la presenza di depressione all'interno del serbatoio dovuto al cattivo funzionamento dello sfiato e sulla Supersport la perdita di un bullone di un terminale di scarico. Per il resto le moto sono state, per i venti giorni in cui le abbiamo avute a disposizione, dei veri orologi. Hanno digerito, dalle statali alla pista, dalle autostrade alla città dove, unico vero neo delle sportive italiane, hanno messo in risalto l'eccessivo raggio di sterzo che però nella SS risulta migliorato. Il prezzo per entrambi i modelli è elevato, ma come già detto e ridetto, la gioia che le Ducati regalano nella guida ripaga presto del dispiacere di un portafoglio più scarno. E poi, non facciamo di tutto per essere più leggeri? Claudio
Falanga
|
|
Per contattare la redazione via
E-mail |