TUTTO SULLA SOSPENSIONE POSTERIORE
Questo articolo affronta la delicata questione
del settaggio e della manutenzione delle sospensioni
posteriori montate sulle Ducati di recente costruzione. 

di Andrea Bianchi


Questo appuntamento è dedicato alla sospensione posteriore dei Ducati di recente costruzione. Sui modelli attualmente in produzione si hanno due sistemi di sospensione.

II primo, a funzionamento diretto, equipaggia i modelli SS di vecchia e nuova generazione i quali hanno un unico ammortizzatore direttamente infulcrato sul forcellone oscillante. II secondo, di tipo progressivo, è applicato sui modelli della serie Monster dove l'ammortizzatore collega il forcellone al telaio per mezzo di leve e puntoni. Lo stesso concetto viene utilizzato sui modelli della serie "916-748" ed ST2 anche se con schema leggermente diverso.
II sistema progressivo consente un funzionamento graduale dell'unità ammortizzante, garantendo una risposta dell'ammortizzatore più dolce nella prima fase della "sua compressione e, mano a mano che la ruota si alza la forza di contrasto aumenta.
Una buona taratura ed una perfetta efficienza dei vari componenti del meccanismo consentono al pilota di avvicinarsi sempre più al feeling ideale con il proprio mezzo. Se si riesce ad intervenire sulle varie tarature messe a disposizione degli organi in questione, si possono evitare tanti fastidiosi e pericolosi ondeggiamenti del posteriore che poi si ripercuotono anche sull'anteriore provocando un Imperfetto mantenimento della traiettoria impostata.

Di seguito cercheremo di spiegare le operazioni da eseguire per la manutenzione e la regolazione degli organi in oggetto.

sospensione_1.jpgIn questo numero analizzeremo l'unità "BOGE" montata sui modelli della serie Monster. Questo componente 8 di tipo oleopneumatico e consente la regolazione del precarico della molla e la regolazione idraulica dell'estensione.
L'ammortizzatore in oggetto è rappresentato in fig. A dove si possono notare i vari particolari che lo compongono.

1- Snodo inferiore completo di vite di regolazione
2- Molla elicoidale
3- Tampone di sicurezza per il fondocorsa
4- Guidastelo completo di guarnizioni
5- Stelo completo
6- Diaframma intermedio con guarnizione OR
7- Valvola per il carico e lo scarico del gas
8- Snodo sferici superiori ed inferiori
9- Ghiera di regolazione precarico molla
10- Ghiera di bloccaggio molla
11- Anello di fermo della molla
12- Tappo camera

Adesso iniziamo con i preliminari. Innanzitutto si deve posizionare la moto su un cavalletto che la sospenda da sotto il motore. Se non si è in possesso di un cavalletto specifico si può ricorrere a degli spessori da mettere nella zona del cilindro anteriore.
Questa è una operazione abbastanza delicata; vi consigliamo di assicurarvi di aver ben appoggiata la vostra moto perché nel momento in cui vi troverete a togliere le viti dell'ammortizzatore, la stabilità del mezzo sarà indispensabile.

Liberate la zona superiore da serbatoio, sella e quant'altro impedisca un libero accesso agli organi da smontare. Togliere il bullone di fissaggio dell'ammortizzatore che collega lo stesso al forcellone nella zona inferiore facendo attenzione che la moto non diventi instabile. Ripetere l'operazione per il bullone superiore che collega ('ammortizzatore al leveraggio.
Adesso, senza farvi prendere dal panico, togliete l'elemento ammortizzante dalla gabbia di tubi entro la quale trova ricovero ed attrezzatevi per la sua revisione.
Si consiglia di rilevare la quota di precarico della molla prima di smontarla in modo da ripristinare la taratura quando si procederà al suo rimontaggio.

Adesso allentare la ghiera di bloccaggio della molla (pos.10) e la relativa ghiera di regolazione (pos.9) fino a che l'anello di fermo (pos.11) non avrà la possibilità di essere estratto dopo di che si potrà estrarre la molla. Tenendo fermo lo stelo (pos.5), bloccandolo a morsa con apposite bocchette di alluminio che non ne rovinino la cromatura, svitare lo snodo inferiore ruotandolo in senso orario (pos.1).
Sfilare lo snodo ed il tampone di fine corsa (pos. 3).
Far fuoriuscire l'azoto dalla camera superiore dell'ammortizzatore agendo sul valvolino (pos.7). Con l'ausilio di un punteruolo o di un cacciavite, togliere il tappo dell'ammortizzatore (pos.12) che è inserito a pressione. A questo punto si deve esercitare una grande pressione sul guidastelo.

sospensione_2.jpgLa Ducati consiglia l'utilizzo dl un tubo 0 interno 15 e 0 esterno 22 di lunghezza sufficiente a contenere lo stelo. Si dovrà esercitare sul tubo una pressione di circa 500 kg con I"ausilio di una pressa o di un martinetto. Una volta che il guidastelo si è abbassato, si può accedere all'anello di fermo che poi andremo ad estrarre con due punteruoli in acciaio (fig.B).
Tirare verso l'esterno lo stelo con il relativo pacco guarnizioni. Estrarre il secondo anello di fermo. Togliere tutto l'olio contenuto nella camera dell'ammortizzatore. Per estrarre il diaframma intermedio (pos.6) immettere aria dal valvolino di carico (pos.7) facendo molta attenzione che il diaframma non esca in modo troppo brusco da provocare danni.

Adesso si devono esaminare varie guarnizioni e gli anelli guida assicurandosi che non vi siano componenti usurati o danneggiati. In questo caso si rende necessaria la loro sostituzione. Prima di rimontare l'ammortizzatore si dovranno lavare accuratamente tutti i componenti dello stesso.

sospensione_3.jpgA questo punto si procede al riassemblaggio dell'ammortizzatore. Si dovrà lubrificare l'interno della canna con un po' d'olio. Inserire il diaframma con il relativo anello OR all'interno della canna facendo attenzione al senso con il quale si è estratto. Con l'aiuto dello stelo, spingere il diaframma all'interno della canna fino a raggiungere la quota indicata in fig. C.
Per poter riuscire a spingere il diaframma fino alla posizione indicata, si dovrà continuamente espellere l'aria dal valvolino (pos.7). Quando si introduce il pistone all'interno della canna si deve fare molta attenzione a non rovinare le guarnizioni dello stesso. Rimontare l'anello elastico inferiore.

Adesso riempire la camera di olio con gradazione SAE 3:5 fino al livello indicato in figura. Muovere il pistone in alto ed in basso in maniera da far fuoriuscire tutta l'aria dall'interno della camera fino a che non vi saranno più bollicine in essa. Per rimontare il secondo anello di fermo la Ducati consiglia di adottare un componente di dimensioni conforme a quanto indicato nella fig.D.

Adesso introdurre il guidastelo all'interno della camera e, dopo di questo, inserire l'anello di fermo. Con l'attrezzo rappresentato in figura, pressare il guidastelo e l'anello contemporaneamente fino a che quest'ultimo non si andrà a trovare nella sua sede. Immettere azoto ad una pressione di 12-15 BAR attraverso il valvolino (pos.7).
Rimontare in sequenza il tappo della camera e lo snodo inferiore. Rimontare la molla con le relative ghiere e ripristinare il precarico precedentemente rilevato.

sospensione_4.jpgAdesso si può procedere a riposizionare l'elemento sulla ciclistica della nostra Ducati eseguendo in ordine inverso le operazioni precedentemente svolte.

Si può intervenire sulla regolazione del precarico della molla allentando la ghiera di bloccaggio ed avvitando e svitando la ghiera di regolazione della stessa a seconda che si voglia indurire o ammorbidire l'assetto.

Andrea Bianchi


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