DUCATI 748R 2001
Ciclistica sopraffina, freni da paura e
un motore che ama girare molto in alto.
Questo il biglietto da visita della nuova 748R

di Lorenzo Miniati


748r_1.jpgProvare la nuova 748R dopo il clamore suscitato dalle prestazioni del nuovo 998 può dare origine a qualche fraintendimento. Qualcuno, infatti, potrebbe pensare che anche la versione R del 748 sia “dotata” dell’ambitissimo Testastretta, anche se, ovviamente, in versione “ridotta”. La serie R della piccola desmoquattro, invece, è semplicemente l’aggiornamento del modello uscito nel 2000, non una nuova versione.

Per convincersene basta osservare la situazione in Supersport: mentre il povero Guareschi è costretto a difendersi da una concorrenza che, almeno sul piano delle prestazioni pure, sembra godere di un vantaggio non trascurabile, Bayliss e Bostrom fanno il bello e cattivo tempo in sella a un “missile” imprendibile.

Se tuttavia prendiamo in considerazione l’utilizzo “civile” del mezzo (ovvero quello stradale sportivo e/o pistaiolo), la 748R continua a essere una delle supersportive più sofisticate del lotto, frutto di uno sviluppo che dura ormai da anni, come sulla maggior parte dei prodotti Ducati.

COM’E’ FATTA

Le modifiche introdotte nel 2001 riguardano principalmente l’avantreno, con la bellissima forcella Öhlins e l’impianto frenante “Triple Bridge” della Brembo. In questo modo l’allestimento della “piccola” R si uniforma a quello della sorella maggiore, anche se, ahimè, l’unico aspetto a rimanere “escluso” dall’operazione è stato proprio il motore.

Il lavoro fatto sul bicilindrico quattro valvole di 748 cc ha riguardato principalmente l’affinamento dei suoi componenti interni. Per esaltarne l’indole pistaiola e consentirne l’utilizzo verso regimi ancora più elevati, sono stati infatti alleggeriti sia le masse volaniche che l’albero motore. Al fine di conseguire una perfetta bilanciatura, ogni singolo albero viene contrappesato tramite l’inserimento di tappi in tungsteno (materiale notoriamente più pesante dell’acciaio).

748r_3.jpgIn questo modo l’albero presenta un profilo più aerodinamico, aspetto di importanza non trascurabile quando si ha a che fare con regimi particolarmente elevati, come in questo caso. A questo scopo è stato alleggerito anche il pistone e il cambio ha subito un affinamento tecnico apprezzabile con l’adozione del comando di selezione delle marce, realizzato per microfusione sottovuoto. Un processo che ha consentito un ulteriore risparmio di peso, oltre a una superiore precisione meccanica.

Per quanto riguarda le prestazioni assolute, l’avvento del nuovo motore Testastretta ha privato la 748R della leadership in termini di potenza specifica, ma a parità di performance rispetto allo scorso anno (106 Cv a 11.000 giri), dichiara una progressione più esuberante, frutto degli interventi sopra elencati. Tornando a parlare di ciclistica, un’altra delle modifiche che ha interessato il modello R è il telaio alleggerito in tubi di acciaio legato al cromo-molibdeno con spessore di 1,5 mm (contro i 2 delle altre versioni).

Più leggero, oltre che più potente, anche l’impianto frenante: la riduzione è di circa 400 grammi per disco, valore ovviamente particolarmente significativo visto che si tratta di masse non sospese. Ciò è stato possibile innanzi tutto grazie alla riduzione dello spessore dei dischi (passati da 5 a 4,5 mm), oltre alla particolare flangiatura in ergal che collega il mozzo alla pista frenante (con soli 9 elementi di connessione). Le nuove pinze adottano quattro pistoncini da 34 mm di diametro, abbinati ad altrettante pastiglie, raddoppiando di fatto i cosiddetti “bordi d’attacco”, ovvero il punto di massimo attrito tra disco e pastiglia. 

748r_2.jpgCOME VA

La 748R 2001 non si discosta molto dal modello che l’ha preceduta. Al contrario di quanto mi sarei aspettato, però

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Lorenzo Miniati


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