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LA GENESI DEL PROGETTO DUCATI DESMOSEDICI


Il coraggio, l’ambizione, l’orgoglio, la competenza e la genialità sono sicuramente gli elementi alla base del progetto Desmosedici. Un impegno importante e significativo, che ha segnato il rientro di Ducati nel Campionato Mondiale MotoGP e le ha permesso di ribadire la propria maestria nella costruzione di moto da corsa a quattro tempi, performanti e vincenti.

Moto italiane che hanno conquistato vittorie nei circuiti internazionali, in tutte le discipline sportive derivate dalla serie: dal Mondiale Superbike ai TT di Formula Uno, dal Mondiale Supersport alle gare di Endurance.

Era dai primi anni settanta che Ducati non aveva più disputato GP. Per molti anni la classe 500 è stata dominata da mezzi a due tempi, tecnologia e ingegneria molto lontane dalle stradali a quattro tempi vendute da Ducati. Dal 2002 le regole vengono cambiate per dare priorità alle quattro tempi, trasformando così il Campionato del Mondo Classe 500 nel Campionato MotoGP, e convincendo Ducati a fare il tanto atteso rientro.

Proprio il Mugello, in occasione del GP d’Italia 2002 ospita l’unveiling della prima Desmosedici e ne ufficializza l’arrivo sulla griglia di partenza per la stagione successiva. Vittoriano Guareschi, pilota collaudatore Ducati Corse, segue tutta la fase di collaudo della moto, nonché lo sviluppo e l’evoluzione del progetto.

Nel 2003 ecco il grande ritorno, con un progetto iniziato due anni prima, e sviluppato dal reparto corse di Borgo Panigale.
Ducati, pur confermando l’impegno in Superbike, decide di raccogliere quindi anche questa sfida, partecipando con il Ducati Marlboro Team al Campionato del Mondo MotoGP per prototipi a quattro tempi.

La Ducati Desmosedici GP3, ottiene da subito importanti risultati e significativi consensi con Loris Capirossi (che si aggiudica un fantastico podio nella gara di apertura in Giappone e la vittoria nel GP di Catalunja) e Troy Bayliss, rispettivamente quarto e sesto assoluto a fine campionato, e riportando Ducati al secondo posto nella classifica costruttori.

L’anno seguente, la Desmosedici GP4, sempre guidata da Capirossi e Bayliss, necessita di qualche importante modifica, che richiede alcuni GP di ulteriore test e messa a punto; la stagione 2004 si conclude comunque con entrambi i piloti sul podio.

L’evoluzione della Desmosedici continua con l’arrivo della versione GP5 per affrontare la sua terza stagione in MotoGP. La grande differenza stavolta la fanno i pneumatici; grazie al nuovo accordo di collaborazione con Bridgestone, Ducati sviluppa la nuova copertura, raggiungendo a fine stagione un livello di competitività altissimo, che permette a Capirossi di conquistare due storiche vittorie sia nel GP del Giappone a Motegi, che in Malesia sul circuito di Kuala Lumpur, e a Carlos Checa, che nel frattempo ha sostituito Troy Bayliss, di salire due volte sul podio.



Per l’attuale stagione la GP6, ultima versione della Desmosedici GP, dopo aver sostenuto entusiasmanti test invernali, si è aggiudicata finora, grazie a Loris Capirossi, la vittoria del primo GP a Jerez de la Frontera, in Spagna, ed un significativo podio nella seconda gara del Quatar, e in Francia, a Le Mans. Ad affiancare Loris quest’anno è arrivato il pilota spagnolo Sete Gibernau.

“La filosofia del progetto Ducati Desmosedici – afferma Filippo Preziosi, Direttore Generale Ducati Corse – è rappresentata dalla totale integrazione tra motore, telaio e pilota. Un concetto fondamentale, che ci ha guidati dal momento stesso in cui abbiamo deciso di affrontare questa nuova sfida. La moto ha rappresentato un’evoluzione importante rispetto alle Ducati Superbike ed è frutto di nuove tecnologie progettuali che hanno permesso di lavorare in modalità virtuale, ottimizzando i tempi e ottenendo, subito, risultati significativi. Ducati crede moltissimo in questo progetto che ci ha permesso di crescere ulteriormente e di trasferire nuove tecnologie a prodotti di serie sempre più affidabili, performanti e divertenti.”

Inizialmente, i tecnici Ducati MotoGP (un gruppo di appassionati ingegneri dell’età media di 28 anni) avevano preso in considerazione la creazione di un ‘super-twin’ MotoGP, un prototipo di bicilindrico a V di ultima generazione, per approfittare dei regolamenti tecnici che consentono di sfruttare il vantaggio delle moto bicilindriche in termini di peso rispetto alle quattro, cinque e sei cilindri. Studi approfonditi, tra cui numerose simulazioni al computer, avevano però indicato che un motore a due cilindri non avrebbe potuto produrre la quantità di cavalli necessaria (oltre 230 CV di potenza), senza aumentare eccessivamente i giri. Un bicilindrico avrebbe dovuto girare oltre 17.000 rpm, richiedendo perciò una corsa brevissima e un alesaggio molto grande, con i conseguenti possibili problemi di combustione.

Ducati opta quindi per un motore V4 completamente nuovo, che riprenda la tradizionale configurazione dei suoi motori bicilindrici a L di 90°, e il comando delle valvole desmodromico. Questa dunque la nuova strada intrapresa: unire la tradizione all’innovazione. Il motore viene chiamato Desmosedici perché dispone di 16 valvole comandate secondo il sistema desmo, elemento chiave nella conquista di così tante vittorie in pista da parte della casa.

Anche la sperimentata configurazione della V a 90° offre vantaggi che hanno contribuito ai successi sportivi di Ducati e che hanno permesso al progetto Desmosedici di conquistare importanti e significativi risultati. Questa disposizione dei cilindri garantisce l’equilibrio intrinseco del motore, importante per un propulsore che gira fino a 17.000 rpm, con vibrazioni minime, migliorando efficienza meccanica e affidabilità.

Il sistema desmodromico, progettato per Ducati dal mitico Ingegnere Fabio Taglioni, utilizza bilancieri sia per chiudere che per aprire le valvole, e ne consente un funzionamento particolarmente preciso a qualsiasi regime. Questo tipo di distribuzione inoltre, rispetto a quelle tradizionali, in particolare quelle pneumatiche, da luogo ad una perdita di potenza minima, soprattutto ai regimi medio-bassi del motore.

Per i primi test Ducati Corse realizza due versioni del motore Desmosedici, una con scoppi a intervalli regolari e l’altra con cilindri accoppiati a scoppio simultaneo (Twin Pulse). Tuttavia emerge subito che questa ultima versione sottopone i componenti ad eccessive sollecitazioni, così si sceglie di utilizzare la prima tipologia di configurazione. In seguito, per l’esattezza a partire dal Dutch TT di Assen 2004, grazie all’evoluzione della moto, viene adottata una soluzione a scoppi irregolari, a vantaggio anche della guidabilità.

Ducati ha sempre puntato all’eccellenza nelle prestazioni anche con scelte originali e coraggiose, come il telaio delle sue moto. Mentre gli altri costruttori corrono con diverse varianti del telaio a travi di alluminio, la Desmosedici è dotata di telaio traliccio in tubolare d’acciaio, simile a quello utilizzato con grande successo nel Mondiale Superbike. Questo garantisce un’eccellente rigidità, ed elimina le vibrazioni della ciclistica, un problema particolarmente complesso che affligge la moderna tecnica applicata alle competizioni.

Nel maggio 2004 in occasione della magica e coinvolgente atmosfera del WDW (ovvero il World Ducati Week, il mega-raduno biennale che richiama ducatisti da tutto il mondo) arriva da parte di Ducati l’annuncio che in tanti aspettavano: “Abbiamo avviato il processo di sviluppo della Desmosedici Racing Replica! La “rossa di Borgo Panigale”, la MotoGP italiana che fa sognare gli appassionati di tutto il mondo, sarà disponibile e presto in vendita.”
Fedele alla sua tradizione ma anche a quello spirito che da sempre contraddistingue ogni singola scelta - aziendale o sportiva - Ducati ha dunque voluto condividere questo emozionante e significativo momento con il proprio pubblico, la community dei tifosi, i “ducatisti D.O.C.” presenti in quell’occasione.

Forte di questi presupposti, Ducati ha deciso di trasferire sulla Desmosedici RR molte delle sostanziali evoluzioni apportate alla Desmosedici GP nel corso degli ultimi due anni, fino ad arrivare ad offrire al pubblico una versione più vicina possibile alla GP6.
 

Presentata al Mugello, alla vigilia del GP d’Italia, la livrea definitiva della Ducati Desmosedici RR. Disponibile a partire da luglio 2007, la prima, vera, MotoGP replica si può già ordinare presso la rete ufficiale Ducati.

DUCATI DESMOSEDICI RR: LA MASSIMA ESPRESSIONE DELL’ESPERIENZA E DELLA TECNOLOGIA DUCATI

Ducati ha scelto la magica atmosfera del GP d’Italia al Mugello per presentare la livrea definitiva della DesmosediciRR.
Il sogno di una vera GP replica sta diventando realtà e la DesmosediciRR sarà la prima moto di serie a poter vantare un patrimonio di tecnologia e innovazione mutuato direttamente dall’esperienza Ducati in MotoGP. La moto deriva direttamente dalla Desmosedici GP6 del Team Ducati Corse, la stessa moto con cui Loris Capirossi e Sete Gibernau partecipano con successo al Campionato Mondiale MotoGP 2006

La presentazione è servita a svelare la linea e le caratteristiche tecniche con cui la moto sarà commercializzata, confermando l’elevato livello tecnologico di questa esclusiva ed esoterica moto.
Il design e l’aerodinamica sono fedelissime alla Desmosedici GP6. La colorazione, l’equipaggiamento, i materiali e la filosofia costruttiva non lasciano dubbi, così come le prime caratteristiche tecniche del potentissimo quattrocilindri desmodromico dichiarate dai tecnici di Borgo Panigale: la DesmosediciRR rappresenta la massima espressione della moto da gara più estrema, la MotoGP.
Il progetto sta seguendo il suo complesso iter di industrializzazione e, come più volte annunciato, si tratterà di una produzione limitata, stimata in circa 400 moto all’anno. L’arrivo della moto sul mercato è previsto per luglio 2007 mentre già a partire dal 2 Giugno 2006 sarà possibile prenotare la moto presso la rete ufficiale Ducati, con un diritto di prelazione riservato a tutti i possessori di Ducati 999R.

La nuova frontiera dell’evoluzione tecnologica Ducati, un sogno che diventa realtà, e che testimonia ancora una volta il coraggio e la passione Ducati, oltre alla capacità di trasferire l’esperienza e il fascino del mondo racing a un prodotto destinato anche ad un uso stradale.

Federico Minoli - Presidente e Amministratore Delegato Ducati Motor Holding - e Claudio Domenicali - Direttore Prodotto di Ducati Motor e Amministratore Delegato Ducati Corse - insieme ai piloti di Ducati Corse Loris Capirossi, Sete Gibernau e Vittoriano Guareschi hanno tolto il velo a questo gioiello di tecnologia.

“Un momento importante, storico, un altro sogno che si realizza. Produrre la Desmosedici RR significa offrire la massima espressione tecnologica Ducati, mantenendo fede alla tradizione di ogni nostra moto: dalle corse alla strada. – ha detto Federico Minoli - Una sfida che abbiamo voluto raccogliere e che, anche se in pochi esemplari, rappresenterà l’oggetto del desiderio di tutti i ducatisti. Una moto simbolo, capace di identificare la passione e l’ingegno che ci contraddistingue. Naturalmente il bicilindrico resta, e sempre resterà, il nostro motore per eccellenza, quello con cui equipaggeremo tutta la nostra produzione, la nostra storia, il nostro futuro. ”

“La DesmosediciRR è veramente una GP replica - ha commentato Claudio Domenicali – il livello tecnologico di questa moto è altissimo e per la prima volta sono state trasferite ad una moto stradale tutta la performance e l’innovazione tipiche delle moto più estreme e sofisticate come le MotoGP. Oltre 200 hp di potenza per una moto caratterizzata da componenti esclusivi e materiali pregiati, destinata a diventare il nuovo riferimento tra le moto di serie. Non potevamo pensare ad una cornice più idonea del Mugello per l’unveiling di questa moto e a presentarla non potevano che esserci Loris, Sete e Vittoriano, perché questa moto è anche la loro moto e la loro esperienza ha contribuito a sviluppare questo prodotto destinato alla serie.”



 

Motore

La Ducati Desmosedici RR gode di avanzate soluzioni tecniche e aerodinamiche derivate dalla GP6, attualmente impegnata nel Campionato MotoGP 2006.

Il motore della Desmosedici RR ripropone esattamente lo schema del propulsore della MotoGP: la tradizionale distribuzione desmodromica Ducati, che garantisce rigorose leggi di alzata delle valvole fino ai regimi più alti, si sposa perfettamente con la modernità dell’architettura del quattro cilindri ad L da 989 cc. di cilindrata, con quattro valvole in titanio per cilindro, in configurazione a scoppi asimmetrici Twin Pulse. Un vero e proprio capolavoro di meccanica e di precisione.

Gli alberi a cammes (due per ogni bancata) sono guidati da una cascata di ingranaggi: una soluzione sofisticata e affidabile, che permette di avere la massima precisione della fasatura in ogni situazione. Completano questa “replica” il cambio a sei marce, che mantiene la sua caratteristica prettamente racing essendo integralmente estraibile, e la frizione multidisco a secco con dispositivo meccanico antisaltellamento.

L’obiettivo della leggerezza e della robustezza ha portato non solo ad una ottimizzazione nella progettazione dei componenti ma anche all’utilizzo dei più esclusivi materiali, prodotti artigianali di derivazione Racing: basamenti e teste in lega di alluminio fusi in terra, bielle e valvole in titanio, coperchi motore in magnesio fusi in terra.

Sono presenti quattro corpi farfallati Magneti Marelli da 50 mm di diametro con iniettori a 12 fori sopra farfalla. Per gestire l’iniezione e l’accensione elettronica del potente propulsore a quattro cilindri è stata utilizzata la centralina 5SM della Magneti Marelli e cablaggi su linea CAN ad alta velocità.
Soluzione assolutamente innovativa è l’adozione per la prima volta di un impianto di scarico 4 in 2 in 1 con silenziatore con uscite a camino (“vertcal exit” exhaust) completamente racchiuso all’interno del codone.
Prestazioni da riferimento per questa MotoGp stradale che, in allestimento racing, ovvero con il kit composto da scarico racing (102 dB) e centralina - distribuito a corredo con la moto – è in grado di superare i 200 CV di potenza massima.
La Desmosedici RR con l’impianto di scarico catalizzato, omologato per l’uso stradale, rientra nei limiti della normativa Euro3.


Veicolo

Il motore rappresenta il cuore pulsante di questa fantastica moto, ma le soluzioni riguardanti la ciclistica non sono sicuramente meno significative: dal caratteristico telaio a traliccio in tubi di acciaio ad una componentistica raffinata, alla stupenda carenatura interamente in fibra di carbonio. Una moto destinata al pilota esperto, sempre in cerca di performance sportive, un prodotto esclusivo, esoterico, affidabile e capace di anticipare stili e tendenze delle moto da pista.

La livrea della Desmosedici RR è stata progettata da Alan Jenkins, già designer e artefice della Desmosedici MotoGP, che ne ha curato lo sviluppo aerodinamico finalizzato all’ottenimento di un handling ottimale. La moto si ispira completamente alla moto da gara, ovvero alla Ducati Desmosedici GP6 da cui ne eredita la tecnologia e l’aggressività delle sue linee. La moto è dotata di un cruscotto elettronico multifunzionale con indicatore LCD, sviluppato in collaborazione con Ducati Corse, lo stesso che equipaggerà la moto da gara del prossimo anno, ovvero la Desmosedici GP7.

Lo sviluppo della moto ha potuto contare sulla preziosa collaborazione di Vittoriano Guareschi, collaudatore ufficiale di Ducati Corse, che con le sue doti di guida e centinaia di ore in pista ha dato un contributo fondamentale all’evoluzione del progetto.

La nuova Ducati Desmosedici RR utilizza per la prima volta un telaio ibrido realizzato con un traliccio di tubi in acciaio saldati (ALS 450) abbinato a piastre fresate dal pieno con geometrie del tutto simili a quelle della Desmosedici GP6.

Questa struttura, caratterizzata dal collegamento diretto tra il cannotto di sterzo e le teste, assicura un’ottimale rapporto tra rigidezza e peso, conciliando maneggevolezza e precisione di guida.
Al telaio verniciato in rosso, si collega il telaietto reggisella realizzato in fibra di carbonio. Si tratta di una struttura portante in materiale composito con speciali resine epossidiche resistenti alle alte temperature, scelto per avere contemporaneamente la massima leggerezza e la massima rigidezza: si tratta anche in questo caso di una soluzione normalmente utilizzata solo nelle moto da corsa.
La Desmosedici RR utilizza un nuovo forcellone scatolato in lega di alluminio, infulcrato direttamente sul basamento. La geometria e le soluzioni tecnologiche di questo componente derivano direttamente dalla MotoGP, e conferiscono alla moto elevata capacità di controllo trazione, ottimale distribuzione dei pesi, oltre ad un’ottimale rapporto rigidezza/peso.
La Ducati Desmosedici RR si avvale di un comparto sospensioni arricchito di tutta la componentistica tecnicamente più evoluta.
Lo schema della sospensione posteriore è quello della GP6, con ammortizzatore fissato superiormente al forcellone e influcrato inferiormente su un bilancere, a sua volta incernierato al basamento.
L’avantreno è equipaggiato con una forcella Öhlins FG353 pressurizzata (PFF) a steli rovesciati da 43mm di diametro, con trattamento superficiale TiN sugli steli. La forcella, direttamente mutuata dal mondo delle competizioni, oltre alla caratteristica esclusiva della pressurizzazione che garantisce un funzionamento ottimale nella guida in pista, è ovviamente regolabile nel freno idraulico in compressione e in estensione e nel precarico molla.
Öhlins è anche il monoammortizzatore posteriore, dotato di regolazione del freno idraulico alle alte/basse velocità in compressione, oltre che in estensione; la regolazione del precarico molla avviene ruotando un registro sul torchio idraulico coassiale all’ammortizzatore, per una regolazione facile e precisa.
Per la prima volta in una moto di produzione Ducati vengono utilizzate delle ruote Marchesini forgiate in lega di magnesio a sette razze con lo stesso disegno di quelle della GP6, per minimizzare peso e momento d’inerzia a favore della maneggevolezza e della risposta delle sospensioni.
Con l’obiettivo delle massime prestazioni in pista, Ducati sta sviluppando in collaborazione con Bridgestone degli speciali pneumatici per la Desmosedici RR. Sono previsti infatti penumatici con intaglio, struttura e profilo appositamente sviluppati da Bridgestone per questo nuovo veicolo.
Tra i numerosi elementi racing che arricchiscono l’allestimento di questa supersportiva e contribuiscono ad accrescerne la grinta estetica e l’efficacia tecnica non passa certo inosservato l’impianto frenante Brembo. All’anteriore la Desmosedici RR è dotata di una nuova coppia di pinze freno monoblocco ad attacco radiale e 4 pistoncini da 34 mm: la tecnologia monoblocco, fino ad oggi utilizzata solo per le pinze racing, consente di aumentare la rigidezza della pinza e quindi la prontezza della frenata; l’impianto anteriore è completato da una pompa radiale con leva snodata e dispositivo remote adjuster. La coppia di dischi freno anteriore sono quelli che equipaggiano la GP6 nelle gare in condizioni di bagnato: si tratta di 2 dischi semiflottanti con fascia frenante in acciaio da 320 mm di diametro per 6 mm di spessore, con flangia in lega di alluminio ricavata dal pieno.
L’impianto freno posteriore Brembo è composto da una pinza flottante con doppio pistoncino contrapposto da 34 mm di diametro che lavora su un disco fisso da 240 mm.
La moto verrà commercializzata con uno speciale kit comprensivo di scarico racing (102dB), centralina dedicata, telo coprimoto e cavalletto posteriore.
La moto sarà disponibile in due diverse versioni colore: Desmosedici RR, caratterizzata dalla colorazione Rosso GP e dalla presenza di una tabella porta numero bianca sul codone; Desmosedici RR “Team Version”, sempre di colore Rosso GP caratterizzata dalla banda bianca laterale, come la moto da gara. Inoltre verrà distribuito assieme ad ogni moto un kit adesivi degli Sponsor 2006 del Ducati Team.
Inoltre per questo esclusivo modello Ducati è stato ideato un nuovo piano di manutenzione dedicato grazie al quale ogni possessore di Ducati Desmosedici RR usufruirà di una garanzia e di un’assistenza gratuita entrambe della durata di tre anni.
 

                           

DUCATI DESMOSEDICI RR  

Dati Tecnici
 

Motore

 

Tipo

4 cilindri a L, distribuzione desmodromica con doppio albero a camme in testa, comando a cascata di ingranaggi, 4 valvole per cilindro, raffreddamento a liquido

Cilindrata

989 cc

Potenza*

Oltre 200 CV @ 13500 Giri/min*

Coppia

ND

Alimentazione

Iniezione elettronica Magneti Marelli, 4 corpi farfallati da 50mm con iniettori a 12 fori sopra farfalla

Scarico

Impianto di scarico “4 in 2 in 1” con silenziatore con uscite a camino

Omologazioni

Euro 3

Trasmissione

 

Cambio

Estraibile a 6 marce

Frizione

Multidisco a secco con antisaltellamento, comando idraulico

Veicolo

 

Vestizione

In fibra di carbonio

Telaio

Traliccio ibrido in tubi di acciaio, telaietto reggisella in fibra di carbonio, forcellone in lega di alluminio

Sospensione anteriore

Forcella Öhlins USD 43 mm pressurizzata, regolabile in compressione, in estensione e precarico; riporto TiN su steli

Ruota anteriore

Marchesini, forgiata in lega di magnesio a 7 razze 

Sospensione posteriore

Monoammortizzatore Öhlins con regolazione in estensione, alta/bassa velocità di compressione, precarico con attuatore idraulico

Ruota posteriore

Marchesini, forgiata in lega di magnesio a 7 razze 

Pneumatici

Bridgestone, dedicati

Freno anteriore

Pompa radiale con leva snodata e remote adjuster; pinze radiali Brembo monoblocco 4 pistoncini 34 mm; 2 dischi semiflottanti da 320 mm, spessore 6 mm, flangia ricavata dal pieno (GP6 wet race/SBK F’06)

Freno posteriore

Disco 240 mm fisso, pinza flottante 2 pistoncini 34 mm

Serbatoio

In lega di alluminio

Peso a secco

ND

Strumentazione

Cruscotto elettronico con indicatore LCD:, tachimetro, contagiri, trip/contachilometri, spie luci, abbaglianti, frecce, pressione olio, riserva carburante, EOBD, orologio, temperatura aria, tensione batteria, immobilizer, spia di overrev con regime regolabile, lap time

Versioni

 

Colori

2 versioni colore - Desmosedici RR: Rosso GP con tabella bianca porta numero  / Desmosedici RR “Team Version”: Rosso GP con banda bianca laterale.

Versioni

monoposto

* con silenziatore di scarico 102 dB, senza catalizzatore


 

 

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